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L’European round table sollecita misure contro la crisi I capi delle 47 maggiori aziende europee hanno chiesto ai governi misure urgenti per rilancio dell’economia Riuniti ieri a Istanbul, i 47 leader delle maggiori industrie d’Europa partecipanti all’European round table of industrialists hanno espresso la loro preoccupazione per il rapido deterioramento della situazione economica di molte aziende e hanno chiesto ai governi misure urgenti per stimolare la domanda attraverso adeguate politiche fiscali, migliore disponibilità del credito e rifiuto delle tentazioni protezioniste.
I capi azienda, fra cui gli italiani Franco Bernabè di Telecom Italia, Rodolfo De Benedetti della CIR, John Elkann della FIAT e Paolo Scaroni dell’ENI, sono convinti che la crisi si aggraverà nel 2009. “Le nostre aziende impiegano quasi 5 milioni di lavoratori. Le conseguenze sociali della crisi vanno crescendo”, hanno detto in un comunicato congiunto.
Oltre le linee strategiche concordate dai G20 a Washington, di cui i business leader si dicono soddisfatti, occorrono misure supplementari per contrastare l’aggravamento della situazione, peggiorata nelle ultime settimane. Reclamano perciò un piano d’emergenza per stimolare la domanda interna in Europa. Il comunicato ribadisce quanto era già stato scritto nel rapporto annuale della settimana scorsa, in cui era stato denunciato un “bric-à-brac” di progetti isolati e un attivismo motivato dalle pressioni dell’industria.
Gli industriali dichiarano di sostenere l’appello dei G20 in favore di un rilancio economico ed evidenziano che per i settori in difficoltà non servono sovvenzioni, ma politiche forti in favore della domanda e degli investimenti infrastrutturali.
Il comunicato insiste sul fatto che la Germania, la maggiore economia dell’UE, può avere una presenza meno timida di quella attuale, agendo da motore del Patto di crescita e stabilità, che include speciali provvidenze per situazioni straordinarie di crisi.
La pressione sulla Germania è stata fatta anche dai G20, perché è tra i primi paesi del mondo per esportazioni e ha margini per manovre di bilancio. Ma la cancelliera Angela Merkel appare reticente. Il suo portavoce Ulrich Wilhelm ha anzi detto che “fare del deficit di bilancio per di più senza obiettivi strategici precisi non risolve i problemi” e che “non bisogna provocare una bolla speculativa come ha fatto Alan Greenspan con gli Stati Uniti, né sperare in una soluzione semplice, che non verrà dalla Germania”. . Copyright2008©irio European round table, G20, crisi economica ,politica economica
