Contatore

visitato *loading* volte

02/09/2008

Knol enciclopedia in forma di blog collettivo

Wikipedia, l'enciclopedia libera online, in otto anni di esistenza ha superato i 10 milioni di voci, le 250 edizioni locali e i 6 miliardi di utenti all'anno. Una crescita stratosferica, basata sul contributo spontaneo di redattori anonimi, che non poteva non provocare qualche disguido informativo, a cui pone rimedio l'essere modificabile e aggiornabile da chiunque, il sistema di controllo dei contributi e il progetto "Citizendium", attivo da due anni, che mette i partecipanti alla redazione sotto la guida di esperti.

Tra le chiavi del successo di Wikipedia c'è l'originalità della formula che l'ha portata a una posizione dominante sul mercato dell'informazione. Su questo si affaccia adesso un concorrente temibile. E' "Knol", lanciato da Google negli USA la settimana scorsa.

Il nome del nuovo entrante viene da "knowledge" e nel gergo dell'azienda di Mountain View significa "pezzo di conoscenza", l'obiettivo di un blog collettivo, che vuole rendere disponibile su Internet il sapere di chi vuole diffonderlo.

Chiunque potrà postare sul sito di "Knol" un contributo relativo a un settore di conoscenza. I lettori potranno aggiungere i loro commenti.

A differenza di Wikipedia Google permette ai produttori dei testi di firmarli e di conservare la proprietà intellettuale di un "knol", un pezzo che non può essere modificato.

Chi scrive potrà dare valore economico al suo contributo, consentendo al motore di ricerca di affiancarvi della pubblicità. Più questa è coerente con il testo scritto - e più è vista- maggiore è il reddito che l'autore ne ricava, dividendolo con l'editore.

Occorre tenere presente che in un mese l'insieme dei siti ricercati tramite Google negli USA ha avuto 645 milioni di visitatori unici, il 75,5% di penetrazione.

L'azienda di Mountain View possiede già il principale servizio di blog del mondo con Blogger, la più importante fonte di forum con Usenet, edita il maggiore sito di immagini con YouTube e diffonde informazioni finanziarie con Google Finance, mentre digitalizza le più grandi biblioteche del mondo e valuta il traffico online con PageRank.

Non sono tanto i contenuti informativi che fanno paura agli editori sul Web, quanto la minaccia di perdere pubblicità, per opera di chi può diffondere un'ampissima gamma di contenuti e misurare il numero di internauti di ogni sito e di ogni pagina pubblicata.

Copyright2008©irio

, ,

Postato da: orsola a 17:43 | link | commenti
tecnologia 112


Commenti