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13/03/2007

Troppi dati e poco spazio

Fotografie, video, e-mail, pagine Web, messaggeria istantanea, messaggi telefonici e altri contenuti digitali trasmessi per radio o immessi nelle stampanti hanno generato nel 2006 una dimensione mondiale di 161 miliardi di gigabyte di informazioni. L'equivalente di 12 colonne di libri che vanno dalla terra al sole, 3 milioni di volte quello che c'è in tutti i libri scritti finora.

Una crescita impressionante del 330% avvenuta negli ultimi tre anni, quando l'University of California - Berkeley stimò che la produzione di dati avesse raggiunto i 5 miliardi di gigabyte.

La fotografia è stata fatta da IDC, che precisa che le telecamere per la video sorveglianza e le norme di legge sulla conservazione dei documenti aziendali  giocano un ruolo importante in questa produzione stratosferica.

La capacità mondiale di storage è valutata a 185 miliardi di gigabyte e potrà raggiungere i 605 miliardi nel 2010. Ma la società di ricerche sul mercato dell'information and communication technology calcola che in quell'anno avverrà un ulteriore grande balzo dall'attuale produzione di 161 miliardi di gigabyte ai 988 miliardi.

E' evidente che il mondo dovrà liberarsi di molte informazioni o dovrà aumentare a costi elevatissimi la possibilità di  immagazzinare tutti i dati che potrebbero interessare i posteri.

Fatto è che non solo disponiamo di più dati di quanti potremo conservarne, ma già oggi soffriamo della sindrome che in Canada è definita di "infobesità", di una bulimia di informazioni, di un sovraccarico continuo di conoscenze, che eccede ogni possibilità individuale di trattamento e obbliga ad avere intelligenza e memoria collettive.

Postato da: orsola a 17:18 | link | commenti
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