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13/02/2007

Internal corporate blog ROI

Pier Luca Santoro, consulente di marketing e comunicazione d'impresa, ci manda questo post, che pubblichiamo volentieri.

 

L'attenzione ed il dibattito sull'opportunità di realizzare un blog per un'azienda e su quali possano essere i ritorni attesi si focalizzano quasi esclusivamente su quelli che sono genericamente definiti come external corporate blog.

E' per questo motivo che oggi vorrei provare, come "promesso", a definire gli ambiti di intervento di un internal corporate blog e, con grave azzardo, come è mia abitudine, abbozzare le metriche di valutazione del ritorno sull'investimento per l'azienda che decidesse di utilizzare questo medium per la comunicazione interna.

Gli obiettivi e le "destinazioni" d'uso, nonchè le distinte tipologie principali, sono state già da tempo definite. I processi, che sono a mio avviso migliorabili anche attraverso un blog aziendale interno, sono almeno tre e si riferiscono alla comunicazione, alla collaborazione ed al coordinamento divenendo così mezzo di knowledge management e di governo della comunicazione interna all'organizzazione aziendale.

Nell'organizzazione per processi diventano di primaria importanza le relazioni. Sono il modo  con cui le persone stanno insieme, realizzano progetti, fanno l'organizzazione, costruiscono la conoscenza comune, soddisfano efficacemente le loro esigenze e quelle aziendali. (1)

La comunicazione diventa così l'attività primaria per il coordinamento e la collaborazione ed è, anche in questa logica, che devono essere considerati i corporate blog interni.

A questo primo e più evidente fattore, dei rapporti con e tra i dipendenti, della comunicazione interna possono aggiungersene altri tre relativamente ai rapporti con altri operatori, alle relazioni sindacali ed ai rapporti con i fornitori; completando così i distinti pubblici destinatari e raggiungibili con mezzi di comunicazione interna tra i quali è possibile annoverare a pieno titolo (insisto!) i blog.

Così come per la comunicazione esterna, evidentemente, anche la comunicazione interna alle organizzazioni deve sottostare ad una serie di "buone pratiche" così come concettualmente sintetizzato nella figura sottoriportata.

PLS

Valutata la rilevanza e la complessità del processo, nonchè la potenziale eterogeneità dei pubblici di riferimento, è caldamente consigliabile effettuare una fase di pre testing prima di un ampliamento generalizzato.

Al di là di altri elementi andrà realizzata e divulgata una policy aziendale sull'utilizzo di questo mezzo, identificando uno o più responsabili e quant'altro è necessario ad un corretto utilizzo del mezzo.

In funzione di quanto sin qui riportato, come dunque valutarne il ritorno sull'investimento?

La valutazione va effettuata sulla base di parametri sia quantitativi [di più facile definizione] che qualitativi.

Come predetto, con grave azzardo, proverò ad identificarne alcuni con  l'obiettivo di fornire terreno di confronto sul tema senza pretesa di esaustività nè, tantomeno, scientificità assoluta.

Benefici
Criteri di Misurazione
Valore
Utenza raggiunta
Numero di visitatori e pagine viste
Costo di progettazione e realizzazione di strumenti di comunicazione interna “classici” [house organ...etc]
Velocità nel trasferimento di informazioni
Numero di riunioni non effettuate
Costo del personale per riunioni  
Gestione e monitoraggio dei flussi di comunicazione funzionale
Misurazione della conoscenza e dell’apprendimento
Costo della formazione e del trasferimento di informazioni tecniche
Costruzione dello spirito di squadra
Interazione del gruppo e dei gruppi di lavoro
Costo della formazione e del tempo dedicato dal top management per il coinvolgimento del personale
Miglioramento relazioni con sindacato
Numero di conflitti e negoziazioni
Riduzione della conflittualità e miglioramento dei processi negoziali
Collaborazione trasversale
Numero di progetti in avanzamento e finalizzati
Tempificazione nello sviluppo di progetti di innovazione aziendale
Conoscenza ed adesione ai valori aziendali
Employees & customer satisfaction
Capacità di risposta ed autonomia del personale
Gestione della comunicazione tra le distinte subsidiaries
Numero di trasferimenti e di conversazioni telefoniche tra le filiali aziendali
Costo dei trasferimenti e delle utenze telefoniche
 
 
 

L'ultima riga della tabella proposta è stata lasciata di proposito vuota affinchè possa contenere idealmente tutti i contributi che vorrete fornire al raffinamento della definizione di valutazione del ritorno sull'investimento tramite l'utilizzo di internal corporate blog.

Permettetemi, infine, di concludere per oggi con un aforisma che credo riassuma il mio pensiero e le motivazioni che mi hanno spinto a parlare di questo tema oggi:

"Sostenere che un'organizzazione è un sistema a legame debole significa aprire un discorso, non chiuderlo. "(K.Weick)

Postato da: orsola a 14:37 | link | commenti (10)
gestione e sviluppo 244


Commenti
#1   13 Febbraio 2007 - 19:22
 
Le aziende italiane che fanno istituzionalmente comunicazione interna preferiscono usare media che favoriscono il lavoro di gruppo e il coinvolgimento delle persone sui processi organizzativi. Il blog è un mezzo troppo personale e suscita le diffidenze dovute allo scarso coordinamento che può essere esercitato su di esso dalla gerarchia. Complimenti per lo sforzo innovativo all'autore del post. Daniele Lombardi
utente anonimo

#2   14 Febbraio 2007 - 08:50
 
Caro Daniele,
Forse è proprio questo il punto, rispetto ad altri media [intranet in primis] i vantaggi che personalmente percepisco sono:
- Informalità della comunicazione a vantaggio di una maggior apertura nelle relazioni; una sorta di macchinetta del caffè ma con maggiori possibilità di governo. Sai certamente che nelle aziende la comunicazione informale [quando io lavoravo in azienda la chiamavo "radio moquette"] è molto spesso più rapida di quella formale e che spesso prevale sulla stessa in termini di credibilità. Credo che un internal corporate blog possa fornire una soluzione a questi temi.
- l'apertura potenziale ad altri pubblici di riferimento collaterali che, come dico, potrebbero essere fornitori e sindacati.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro

PS: Grazie per i [graditi] complimenti.
utente anonimo

#3   15 Febbraio 2007 - 21:01
 
aggiungerei tra i benefici:

- Velocità nella correzione dei bug di sistema (nel caso di blog legati all'introdizione di un nuovo sistema operativo o procedura in azienda)

- capitalizzazione delle FAQ (le risposte alle domande frequenti su un progetto non sono più disperse in telefonate ed email personali, evitando duplicazoni)


Progettazione partecipata e testing distribuito delle innovazioni (nal caso di progetti ancora in fieri e beta versioni che richiedono feed back continui)

- Disintermediazione nel delivery delle informazioni (produttore e consumatore dialogano senza intemediazioni umane o cartacee)

Continuità nella gestione dei progetti (la notizia su intranet o le slide fotografano una situaziione, mentre il blog consente di seguire il flusso nel tempo)

Focalizzazione delle informazioni sui progetti e non sui settori (un blog può contenere link, notizie e documenti su specifici progetti indiendentemente di settori nei quali si svolgono.)

Ciao
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#4   16 Febbraio 2007 - 07:56
 
Se corporate vuole dire azienda e internal sottolinea il prevalere dei rapporti fra lavoratori dell'azienda, le questioni aperte per un dialogo finalizzato ai punti sollevati dal post sono: - la responsabilità di diffondere contenuti in modo da suscitare i commenti a chi spetta? - come le informazioni via blog vanno a integrarsi con quelle in persona dei colleghi, dei capi,tra owners e operatori di processi e funzioni? - è più importante la produzione di nuova conoscenza o la direzione delle persone? - come vincere la ritrosia a scrivere dei commentatori potenziali per evitare un participative divide in azienda? - chi deve tirare le fila di tutto questo lavorio? - ultimo, ma non meno importante, come conservare la riservatezza ,almeno all'esterno, di certe informazion, che potrebbero essere ritorte contro la strategia di mercato e le relazioni con i lavoratori e gli altri stakeholders? Elena Dell'Acqua
utente anonimo

#5   16 Febbraio 2007 - 09:42
 
Caro Giacomo,
Grazie per il contributo fattivo alla definizione di quelli che possono essere i benefits di un internal corporate blog.
Proverei ad integrare gli elementi da te, giustamente, rilevati con un'attribuzione di valore [economico] per completare il percorso e magari farne una presentazione a più mani da diffondere, anche, su slideshare.
Che ne dici?
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro
utente anonimo

#6   16 Febbraio 2007 - 09:47
 
Cara Elena,
Alcuni degli elementi da te citatati saranno, infatti, da considerarsi e dovranno essere disciplinati con quella che, in sintesi, definisco policy aziendale.
Per vincere la ritrosia a scrivere di alcuni si potrebbero creare dei meccanismi di incentivazione legati alla partecipazione. Identificarli qui sarebbe certamente troppo lungo; proverò a farlo in un articolo ad hoc. Grazie dello stimolo.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro
utente anonimo

#7   17 Febbraio 2007 - 14:00
 
eh, ci proverò...
:-)
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#8   19 Febbraio 2007 - 13:59
 
@Elena: Domattina, come promesso, avrai "la risposta".

@Giacomo: Aspeto fiducioso allora.

Saluti.

Pier Luca Santoro
utente anonimo

#9   20 Febbraio 2007 - 09:13
 
ecco: ho fatto del mio meglio, amchne se in certi casi questo mi semgbra un po' un esercizio metafisico...

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Velocità nella correzione dei bug di sistema (nel caso di blog legati all'introduzione di un nuovo sistema operativo o procedura in azienda)

CRITERI: Tempo che passa tra sviluppo ed esercizio del sistema operativo

VALORE: Costo dell’utilizzo prolungato dei vecchi sistemi

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capitalizzazione delle FAQ (le risposte alle domande frequenti su un progetto non sono più disperse in telefonate ed mail personali, evitando duplicazioni)


CRITERI: Numero di mail, telefonate, clic risparmiati


VALORE: Aumento della conoscenza diffusa.
Riduzione delle costose figure di “supporto specialistico”

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Progettazione partecipata e testing distribuito delle innovazioni (nel caso di progetti ancora in fieri e beta versioni che richiedono feed back continui)

CRITERI: Numero di “features” e innovazioni introdotte sul sistema

VALORE: Riduzione dei costi di testing, focus group

Aumento dell’efficacia dei sistemi


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Disintermediazione nel delivery delle informazioni (produttore e consumatore dialogano senza intermediazioni umane o cartacee)

CRITERI: Tempi di acquisizione delle informazioni

VALORE: Aumento dei tempi produttivi rispetto ai tempi morti

Diminuzione dei costi di riunione e trasferta


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Continuità nella gestione dei progetti (la notizia su intranet o le slide fotografano una situazione, mentre il blog consente di seguire il flusso nel tempo)

CRITERI: Numero di mail, telefonate, clic risparmiati

VALORE: Minore dispersione dei contenuti

Flessibilità nei cambiamenti e nelle evouzioni

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Focalizzazione delle informazioni sui progetti e non sui settori (un blog può contenere link, notizie e documenti su specifici progetti indipendentemente di settori nei quali si svolgono)

CRITERI: Grado di partecipazione individuale

VALORE: Diminuzione della burocrazia interna

Valorizzazione del lavoro individuale

Valorizzazione delle competenze interne
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#10   20 Febbraio 2007 - 18:02
 
Splendido. Grazie!....a proposito di collaborazione. Giovedì on line, anche, su slide share con i tuoi riferimenti per il contributo fornito.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro
utente anonimo

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