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Nuovi spazi per la direzione delle Risorse umane/2
Viviamo in tempi di trasformazioni aziendali rapide e profonde, che mirano a rendere compatibili dimensione e organizzazione d'impresa con le dinamiche di mercato, sollecitate anche dall'azione manageriale. Siamo nell'era della convergenza delle produzioni, delle tecnologie, dei saperi, delle persone, in cui la distintività è data dalla collocazione lungo la filiera cliente - prodotto.
Ai cambiamenti partecipa, con un'ampia gamma di attivazioni, la direzione delle Risorse umane, come oggi è largamente diffuso chiamarla.
I responsabili favoriscono (dovrebbero) l'efficienza dei processi di gestione delle persone e il loro sviluppo professionale futuro.
La valenza prospettica è così importante, che nel passato recente pratici e studiosi hanno discusso della partnership strategica e dell'orientamento market driven del suo supporto organizzativo.
Il saggio di Lise Gastaldi e Patrick Gilbert, di cui abbiamo parlato nel post del 20 dicembre, ha teso a rafforzare questa concezione, indicando alla direzione delle Risorse umane una opportunità concreta di ampliare gli spazi di intervento in azienda, integrando le competenze individuali degli operatori della ricerca e sviluppo e dando impulso ai processi di innovazione. Tale opportunità è stata rilevata con ricerche - interventi in otto organizzazioni e con un gruppo di analisi delle pratiche di gestione.
I commenti dei nostri discussant alla proposta hanno battuto in maggioranza sull'inadeguatezza delle persone, dei ruoli, delle strutture e delle condizioni contestuali, dell'ambiente di riferimento operativo immediato, della direzione .
Secondo i discussant, la distanza tra il dover essere e l'essere della direzione delle Risorse umane è elevata e vi giocano una parte fondamentale l'orientamento ad "eseguire le decisioni del vertice aziendale e delle altre funzioni di staff", la "competenza professionale", l' "autonomia decisionale" e la "dotazione strumentale" dei responsabili.
All'opposto ci sono i comportamenti del "Top Management", che non fa "conoscere gli obiettivi che... vuole raggiungere e i percorsi di ricerca necessari".
Altra annotazione è che esistono "aziende avanzate", che hanno direzioni delle Risorse umane, legate alla ricerca del vantaggio competitivo e altre in cui "il cambiamento, quando è avvenuto, si è manifestato in modo più carente, confuso e tardivo...Perfino l'andamento normativo" le ha trovate più conservatrici del dovuto.
Il primo giro di discussione si chiude così su una constatazione: è illusorio provare a portare a sintesi le diverse direzioni delle Risorse umane. Viaggiano con velocità differenti rispetto alle trasformazioni delle aziende e, pur riconoscendo loro l'attenuante dei comportamenti alto manageriali, molti responsabili sono in ritardo sulle esigenze di mercato e sociali, come dimostrano perfino certe libere scelte associative del settore.
