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28/11/2008

NOVEMBRE

4 temi, 35 post e 53 commenti

GRANDE CAMBIAMENTO
A 24 ore dal voto cresce il vantaggio di Obama; Memoria selettiva; Meritocrazia & mignottocrazia; No del Parlamento europeo alla clausola "opt out"; Novità nel cioccolato; Obama vince; Proposte della CGIL contro la crisi; Robert Combas.

LAVORARE NELLA CRISI
Diventare adulto con il lavoro; Ladro pentito chiede scusa e paga; Obama tesse la rete delle relazioni internazionali; Recessione nel 2009 per i paesi sviluppati; Rigore finanziario ad Harvard; Sempre meno risposte positive allo spam; Sociologia della coproduzione degli acquisti; Pablo Picasso; Dave White.

ANNUNCIO E AZIONE
Global gender gap report 2008; L'European round table sollecita misure contro la crisi; Per una classifica affidabile delle università europee; Progetto di autoriforma per il futuro dell'università; Se fossi Obama; Telefonino ad alta risoluzione fotografica, Willem De Kooning.

RILANCIO
Alla conquista della fiducia del lettore; Calendario Pirelli 2009; Economia creativa; Pazzi per Internet; Piano di rilancio europeo; Più addestramento virtuale per i soldati americani; Responsabilità, norme e istituzioni deviate; Speranze di vita e buona salute degli anziani; Ue e USA troveranno l'accordo per un piano di rilancio?, Miquel Barceló.

POST PIU' COMMENTATI
Alla conquista della fiducia del lettore
Obama vince
Obama tesse la rete delle relazioni internazionali
Per una classifica affidabile delle università europee
Sociologia della coproduzione degli acquisti
Calendario Pirelli 2009
Meritocrazia & mignottocrazia

 

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27/11/2008

Pazzi per Internet Gli  psicologi  cinesi  classificano  l’ Internet  addiction  disorder  nel  manuale  del
ministero della Sanità.
L’ordine degli psicologi della Cina ha inviato un rapporto al ministero della Sanità per inserire l’IAD nel manuale diagnostico dei disturbi patologici del comportamento, giacchè l’Internet dipendenza colpisce 4 milioni di giovani e deve essere considerata più come una malattia mentale che come una cattiva abitudine, al pari dell’alcolismo e del gioco d’azzardo.
Il documento sostiene che la patologia deve essere diagnosticata tempestivamente e curata con l’assistenza di uno psicoterapeuta. Perciò indica i due sintomi principali e i comportamenti devianti più frequenti.
L’Internet dipendente si riconosce perché trascorre più di sei ore al giorno a navigare in Rete, senza avere attività di lavoro che lo giustifichi e reagisce in maniera violenta e incontrollata quando non riesce a connettersi. I comportamenti abituali di questo particolare internauta riguardano il gioco e la scommessa, la pornografia, l’eccessivo impegno nei social network e i troppi acquisti online.
Il “China Daily”, che riporta la notizia, scrive che le statistiche del dipartimento Sicurezza del ministero dell’Interno collegano a Internet il 76% dei crimini commessi dai minori di 18 anni e una ricerca internazionale realizzata da InterActiveCorp ha rilevato che il 42% dei giovani internauti cinesi sono Internet dipendenti, contro il 18% degli americani. “Il nostro problema è più serio che in Occidente”, ammette il giornale.
Ma i giovani non sono i soli colpiti dalla patologia. Dal 2005 l’Ospedale centrale dell’Esercito popolare di liberazione, a Pechino, avrebbe trattato 3.000 casi di IAD.
Non è la prima volta che la dipendenza da Internet viene diagnosticata. Lo scorso aprile un editoriale di Jerald J. Block sull’ “American Journal of Psychiatry” la descriveva come un disturbo compulsivo-ossessivo diffuso e la classificava come una malattia mentale.
L’autore riportava dati di ricerche sudcoreane, cinesi e americane per dimostrare che, aldilà delle differenze culturali, i casi più gravi diagnosticati sono simili e sono resistenti alle terapie, mentre quelli non ancora cronicizzati reagiscono bene all’intervento psichiatrico.
Secondo queste ricerche, la dipendenza si manifesta con un utilizzo eccessivo di Internet, unito a una perdita del senso del tempo e delle responsabilità, una diminuzione dell’autocontrollo, con ansia, tensione e depressione quando l’accesso in rete non è consentito, un’eccitazione, manifestata con un bisogno di computer sempre più potenti, software più efficaci e più ore di navigazione, fenomeni di isolamento, fatica, scarso orientamento ai risultati e riduzione del dialogo e degli scambi.
Il governo coreano già nel 2006 aveva censito 1.200.000 studenti a rischio e 210.000 ragazzi tra i 6 e i 19 anni bisognosi di cure. Perciò aveva deciso di specializzare più di 1.040 psicologi nel trattamento dell’IAD. Il governo cinese nel 2007 aveva limitato la diffusione dei giochi online a tre ore al giorno, perché aveva individuato 10 milioni di teenager a rischio.
Secondo Block, negli USA il numero degli affetti da IAD è venuto scemando negli ultimi tempi, con la banalizzazione e l’inflazione delle offerte di intrattenimento e scambio su Internet, anche se ci sono difficoltà per un censimento, perché la maggior parte degli internauti naviga da casa, mentre in Asia è più comune la frequenza degli Internet cafè. Copyright2008©irio , , ,,

Postato da: orsola a 17:56 | link | commenti (1)
societa 295

Piano di rilancio europeo La  Commissione europea ha  aggregato le  misure  economiche decise a livello
nazionale dagli Stati, pari all’1,2% del PIL dell’UE e vi ha aggiunto lo 0,3% dei
fondi comunitari per il periodo 2009-2010.
“La maggior parte delle leve di politica economica e in particolare quelle che possono stimolare la domanda a breve dei consumatori sono nelle mani degli Stati”, dice un documento della Commissione europea, ottenuto dall’AFP, che ha proposto un piano di rilancio dell’economia UE con un budget da 200 miliardi di euro, l’1,5% del PIL comunitario. Le misure nazionali sono già 170 miliardi del totale, gli altri 30 vengono dai fondi europei, dal bilancio dell’Unione 14,4 miliardi e dalla Banca europea per gli investimenti 15,6.
Il piano di rilancio copre il periodo 2009-2010. Al termine “gli Stati membri dovranno impegnarsi a correggere i deficit e tornare agli obiettivi a medio termine d’equilibrio dei conti pubblici”. Il piano deve contribuire a stimolare la domanda, ristabilire la fiducia dei consumatori e limitare l’impatto della recessione sui più vulnerabili.
Le raccomandazioni di intervento immediato riguardano principalmente gli obiettivi del sostegno all’occupazione e dello sviluppo delle imprese.
La Commissione europea propone questi interventi chiave:
- Aumentare i fondi per la flessicurezza, mettendo a disposizione dei 27 i 1.800 milioni, assegnati dal Fondo Sociale europeo per il 2009, per migliorare l’impiegabilità dei lavoratori e aiutare gli imprenditori, con precedenza dei settori produttivi più deboli;
- Ridurre i contributi per la sicurezza sociale e l’IVA;
- Utilizzare il pacchetto BEI di 30 miliardi per il finanziamento delle piccole imprese e di un miliardo in più all’anno per le medie, facilitare l’accesso di tutte le imprese al credito;
- Eliminare gli ostacoli burocratici alle imprese;
- Approvare le norme per lo statuto della società per azioni europea agli inizi del 2009;
- Ridurre almeno di un mese il tempo di pagamento delle fatture dei fornitori da parte delle pubbliche amministrazioni;
- Aumentare gli investimenti in infrastrutture;
- Incrementare i fondi per le iniziative ambientali e ridurre l’IVA per i prodotti ecologici;
- Sostenere la ricerca e lo sviluppo con incentivi fiscali e contributi, facilitare la formazione;
- Promuovere la collaborazione tra pubblico e privato per il settore dell’auto, delle costruzioni e dell’industria manifatturiera, realizzare un’azione congiunta da 5 miliardi per le automobili verdi, per il materiale da costruzione ecologico e per l’innovazione tecnologica, tesa a rendere più competitiva l’industria;
- Accelerare la realizzazione della banda larga perché Internet sia accessibile a tutti entro il 2010.
Infine, per chiudere questo elenco di buone intenzioni, la Commissione auspica una conclusione del ciclo di Doha al fine di aprire al più presto il commercio mondiale e invita la Banca centrale europea a ridurre i tassi.
Gli analisti politici hanno criticato il piano per la genericità e la debolezza degli stanziamenti e l’hanno definito un “riciclaggio” di decisioni già prese. La Germania ha fatto sapere che non annuncerà nessuna nuova iniziativa prima di gennaio.
Copyright2008©irio , ,  

Postato da: orsola a 13:06 | link | commenti (4)
politica 137

25/11/2008

Miquel Barceló, "Estalactita", 2008, resina epossidica.

Postato da: orsola a 17:17 | link | commenti

Più addestramento virtuale per i soldati americani Il Pentagono ha stanziato 50 milioni di dollari per realizzare videogiochi destinati all’addestramento.STRICOM, Simulation training instrumentation command, è un’unità dell’esercito americano, con base a Orlando in Florida, che sviluppa sistemi di supporto per la simulazione dei combattimenti attuali e futuri. Opera già da oltre cinque anni con le aziende che fanno videogiochi e realizza quelli per preparare i soldati alle operazioni di guerra. Ha un’unità gemella che si occupa di formazione per i rapporti con le popolazioni che si trovano nelle zone di operazione, con le missioni interforze e con altri eserciti alleati. stricom
Possiede playstation ad altissima sofisticazione tecnologica, che servono all’utilizzo dei programmi di simulazione per l’addestramento dei piloti di aerei da caccia, tank, elicotteri e dei soldati di fanteria, che riproducono le condizioni del terreno e l’ambiente bellico reale nella maniera più esatta possibile.
I videogiochi realizzati su misura e in partnership sono integrati da altri, disponibili in commercio, adattati e possono generare dei sottoprodotti per gli appassionati degli sparatutto.
Le prime esperienze di addestramento virtuale sono state fatte con “Ender's” un videogioco del 1985, che fa sperimentare la vita di un soldato, reclutato poco più che adolescente e diventato leader dell’esercito dell’Umanità in una guerra contro una razza aliena. E’ un gioco di acculturazione ai valori militari e agli strumenti della guerra, che si avvale di un simulatore per mettere alla prova la valentia e la potenza del giocatore e rafforzare le sue capacità.
Altro videogioco adattato è “Darwars Ambush”, che fa sperimentare la presa di decisioni e il comportamento di attacco e di difesa, riprodotto poi in 3.000 copie per l’esercito, l’aeronautica, i marines, la guardia costiera e altri corpi minori. L’adattamento è servito ad un utilizzo specifico per la preparazione alle situazioni di imboscata o bombardamento aereo.
Ma la maggior parte dei giochi commerciali individuati e finora adattati non sono stati rivelati perché costituiscono segreto militare.
Il Pentagono ha deciso la settimana scorsa di potenziare il settore dell’addestramento virtuale, costituendo il progetto PEO-STRI, Program executive office for simulation, training and instrumentation, dotato di 50 milioni di dollari (= 40 milioni di euro) per produrre e adattare videogiochi, da utilizzare con 70 sistemi di supporto in 53 basi militari, poste sul territorio degli USA, della Germania, dell’Italia e della Corea del Sud, tra febbraio e settembre 2009.
Ogni sistema di supporto sarà attrezzato con pc, mouse e cuffie per la comunicazione. Le simulazioni vogliono essere competitive con i videogiochi del tipo Multiplayer online role game prodotti dall’industria elettronica e non saranno certamente commercializzati.
Copyright2008©irio , ,  

Postato da: orsola a 15:24 | link | commenti
formazione 112

Responsabilità, norme e istituzioni deviate La cittadinanza attiva come strumento di correzione degli abusi del potere. Changeling”, letteralmente, il bambino sostituito con la frode, è un altro film di Clint Eastwood dedicato ai diritti negati delle donne e alle loro lotte, che hanno migliorato la democrazia reale negli USA. E’ un caso di sviamento del potere poliziesco, di una polizia elettiva, tanto potente da disporre dell’internamento in ospedale psichiatrico e della subornazione della stampa per liberarsi delle persone scomode, che rivendicano l’accertamento dei fatti contro le falsificazioni della verità.
Il film racconta la storia di un bambino rapito, e probabilmente ucciso, da un serial killer e di una mamma ingannata con una sostituzione da una polizia, che vuole fare bella figura e chiudere una pratica d’indagine, che ha colpito l’opinione pubblica e ha avuto eco nei giornali, a ridosso del periodo pre-elettorale. E’ basato su una storia vera, quella di Wineville chicken murders, successa negli anni ’20 a Los Angeles. Costituisce la capostipite di altre storie pressocchè simili, ripetute in altre parti del mondo.
Christine Collins (Angelina Jolie) è una ragazza madre, che lavora come caporeparto al centralino della compagnia telefonica. Ha un figlio di nove anni, Walter, avuto da un uomo che non ha voluto affrontare le responsabilità paterne.
Christine è una brava mamma e un capo intermedio in carriera, molto apprezzata dalle telefoniste sue collaboratrici. Una mattina di sabato del marzo 1928, mentre sta per uscire con il figlio, riceve una telefonata dall’azienda: una delle centraliniste è ammalata, deve trovare la maniera di giostrare il personale, in modo da non lasciare spresidata una postazione di lavoro. Lascia il figlio, un bambino molto assennato in casa, promettendogli di ritornare alle cinque. Ma, quando finisce il lavoro e cerca il figlio, scopre che è scomparso senza lasciare nessuna traccia.
Si rivolge subito alla polizia e incomincia così a scontrasi con le norme e lo scetticismo dei poliziotti, che hanno tempi e interessi diversi dai suoi. Vive un’angosciante attesa di notizie, che non arrivano per cinque mesi, finchè  la polizia non l’avverte di avere ritrovato il suo bambino e gliene consegna uno che gli assomiglia, alla presenza di una folta rappresentanza della stampa locale. Caso risolto, dunque. Christine, rimasta sola con il “figlio” fa una serie di verifiche e si convince che quello ritrovato è un altro bambino. La maestra della scuola, frequentata dal figlio e il dentista che l’aveva in cura confermano i suoi dubbi.
Denuncia l'avvenuta sostituzione alla polizia,  ma questa, i periti medici, i giornalisti e l’opinione pubblica, contenti del lieto fine e dell'efficienza dei poliziotti, fanno tutto il possibile per convincerla che è in  errore. Poiché insiste sulla  sostituzione, l’accusano di volersi liberare del bambino, dopo cinque mesi di libertà e il detective, responsabile del ritrovamento, temendo uno scandalo, copre la mistificazione, facendola rinchiudere in manicomio. Ne uscirà solo per una campagna radiofonica del pastore presbiteriano Gustav Briegleb (John Malkovich), di un’associazione di cittadini legata alla sua chiesa e di un’altra internata, che fanno conoscere a tutti gli abitanti della città californiana gli abusi e la corruzione commessi dalla polizia. Un agente scoprirà per caso la probabile uccisione del bambino e di altri per opera di uno psicopatico. L’assassino verrà condannato a morte, i mistificatori saranno espulsi dal corpo di polizia.
Il processo di Wineville chicken murders diventa così per opera dello sceneggiatore J. Michael Straczynski e del regista Clint Eastwood una parabola del trionfo della giustizia e una dimostrazione dell’importanza della cittadinanza attiva per l’affermazione della democrazia.
Se la storia del film è avvincente, la sceneggiatura è inzeppata di troppi fatti e personaggi concomitanti, dall’infanzia abbandonata, facile preda del male, alla polizia cinica e bara, dall’amore di mamma, che non ti abbandona mai, alla disponibilità per l’azienda, dalla psichiatria e dalla medicina delle categorizzazioni patologiche all’etica della magistratura. La regia appare un po’ disorientata difronte a questa fitta trama e oscilla tra fedele rappresentazione e qualche libertà. Angelina Jolie è una mamma, una lavoratrice e una vittima poco credibile. John Malkovich ha una parrucca e un cipiglio da chi non ha dubbi sulla vittoria finale.
In complesso, un film che può essere visto per alcuni momenti alti di ricostruzione degli ambienti di lavoro e del comportamento di massa negli anni ’20 in America.
Copyright2008©irio , , ,,

Postato da: orsola a 11:55 | link | commenti (2)
fondamenti 91

24/11/2008

UE e USA troveranno l’accordo per un piano di rilancio? Barack Obama ha individuato un quartetto di grandi esperti dei mercati finanziari
e di gestione della crisi. Vertice franco-tedesco per un’azione UE.
Si apre oggi a Parigi il vertice franco-tedesco per una risposta comune alla crisi. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell’UE, si batte per un’azione congiunta dei 27 paesi dell’Unione e nella riunione dei G20, che si è tenuta a Washington la settimana scorsa, molti dei leader europei delle economie avanzate hanno chiesto alla Germania di contribuire con un sostegno finanziario ad un piano di rilancio economico comunitario, in misura corrispondente al peso che ha. La cancelliera Angela Merkel preferisce invece concentrare gli sforzi del suo paese nel riequilibrio dell’economia nazionale, perché ritiene che la locomotiva europea trascinerà gli altri componenti dell’Unione, quando riprenderà la sua corsa.
Sarkozy farà pressione perchè possa essere finanziato il piano proposto dalla Commissione europea, che punta a ridare fiducia alle imprese e alle famiglie e così a riattivare il consumo. L’ideale sarebbe che si potessero realizzare azioni congiunte con effetto immediato sui bilanci e i consumi familiari prima di Natale. Ma sembra difficile, il programma d’interventi della Commissione richiede, oltre il coordinamento dei piani nazionali, un aumento delle risorse della Banca europea per gli investimenti e una modifica dei regolamenti dei fondi strutturali e di coesione per dare più celermente sostegno agli Stati membri in maggiore difficoltà, come l’Ungheria e l’Islanda, per primi.
Sono necessari almeno 130 miliardi di euro, l’1% del PIL di tutta l’UE, una cifra superiore al bilancio comunitario, che è di 110 miliardi e inferiore al 2% suggerita a Washington dal Fondo monetario internazionale.
L’aumento delle capacità finanziarie della BEI potrebbe consentire di integrare la manovra comune con altri provvedimenti , per risollevare la domanda, come la riduzione dell’IVA, già adottata dal governo Brown nel Regno Unito, la creazione di fondi a favore delle imprese considerate strategiche, come ha fatto la Francia, l’accelerazione dei programmi per la realizzazione di infrastrutture e la creazione di posti di lavoro, come ha comunicato la Germania, aiuti alle famiglie e accesso rapido ai fondi europei per le imprese, come ha indicato l’Italia. Dall’altra parte dell’Atlantico il presidente eletto Barack Obama , in attesa dell’insediamento di gennaio, sta dando gli ultimi tocchi a un vasto piano, che potrebbe essere dotato di 700 miliardi di dollari (= 560 miliardi di euro) su due anni. Si tratterebbe, secondo il “Washington Post” che dà la notizia oggi, del più grande piano finanziario americano dal New Deal di Franklin Delano Roosvelt.
Obama si sta preoccupando prima di tutto di fare leva per il rilancio dell’economia americana sulla creazione di 2 milioni e mezzo di posti di lavoro attraverso la realizzazione di infrastrutture e di sviluppo massiccio delle energie rinnovabili, la modernizzazione del sistema scolastico, la riduzione del carico fiscale sulle famiglie, gli incentivi alle imprese, nuovi modi di protezione degli investitori, una qualche regolazione delle attività di mercato.
La prossima amministrazione si sta dotando perciò di un team fatto dai maggiori esperti dei mercati finanziari. Timothy Geithner, 47 anni, attuale presidente della Federal Riserve di New York, l’uomo delle crisi internazionali, come è conosciuto, sarà segretario al Tesoro. Lawrence Summers, già segretario al Tesoro con Bill Clinton e professore di economia ad Harvard, sarà il direttore del National economic council, l’ente di consulenza della Casa Bianca. Peter Orszag, capo dell’ufficio del Bilancio del Congresso, dirigerà quello della Presidenza. David Axelrod, consulente per la politica e stratega della campagna elettorale di Obama, sarà consigliere economico personale del presidente. Sarò un quartetto di supercompetenti, che non ha uguali in nessun governo del mondo.
Se i 27 governi dell’UE troveranno l’accordo per un’azione comune, il tandem con gli USA potrà fare uscire il mondo dalle macerie del cataclisma forse prima delle ultime scosse.
Copyright2008©irio , , ,

Postato da: orsola a 13:11 | link | commenti
politica 137

21/11/2008

Calendario Pirelli 2009 ”Solo la bellezza può salvare il mondo” è il tema di questa 36ª edizione La bellezza è negli occhi di chi guarda, dice una voce popolare, che come molti proverbi contiene fondamenti di verità, dimostrati poi anche scientificamente in più di un caso. Il calendario Pirelli è un oggetto di culto che decora oggi molti uffici importanti, è uno status symbol di business leader, che vogliono apparire anticonformisti e può essere considerato un feticcio pornochic dagli stessi esibitori o dai differenti visitatori di quelle ovattate stanze direzionali.
Questo prestigioso oggetto d'arredamento è partito nel 1964 da affissione pubblicitaria nelle officine dei gommisti e, raffinandosi di edizione in edizione, è diventato agli occhi di molti  un segno di riconoscimento sociale,  attribuito dall’azienda italiana della gomma  a un numero limitato di persone. Il calendario del 2009 è stato  presentato l’altro ieri presso “The Station”, l’ex stazione ferroviaria berlinese, da dove alla fine dell’ ‘800 partivano i treni che univano la capitale della Germania con Dresda, Vienna e Praga.
L’edizione attuale è la 36ª, dopo il 1974 la pubblicazione  è stata interrotta per dieci anni a causa della crisi petrolifera di allora. Anche quest’anno avrebbe potuto esserci un’interruzione per rispetto della più grave crisi economica odierna, come ha detto il presidente Marco Tronchetti Provera durante la presentazione alla stampa.

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Il Calendario 2009 ha per titolo “Only beauty can save the world”. Ha per protagoniste sette modelle di fama internazionale, l’italiana Mariacarla Boscono, la canadese Daria Werbovy, la polacca Malgosia Bela, le brasiliane Emanuela de Paula e Isabell Fontana, le olandesi Lara Stone e Rianne Haken, molti elefanti e altri animali selvaggi, come serpenti, leopardi e tarantole, l’oasi acquatica del delta dell’Okavango e il deserto del Kalahari nel Botswana.
Le fotografie sono di Peter Beard, il newyorkese considerato tra i maestri mondiali, che ha abitato in Kenia per 30 anni e ha ritratto la scomparsa di più di 35.000 elefanti e 5.000 rinoceronti neri, come ha documentato nel libro “The end of the game”.
Beard è andato alla ricerca di un’Africa che non c’è più, perchè sommersa dalla bruttezza della falsa modernizzazione, l'Africa della naturalità, dell’ecologia, della vita animale, di cui gli elefanti sono il simbolo e le donne, eroiche, piene di forza, orientate al rischio e alle azioni dimostrative, nate dalle stesse radici naturali, sono la speranza  per la salvezza dell’umanità.
“Solo la bellezza può salvare il mondo” è la tesi delle 56 bellissime tavole, che compongono “The Cal”, come è ribattezzato l’ambitissimo calendario nel jet set internazionale e, maliziosamente, si potrebbe aggiungere la ricchezza, visto il costo di 2 milioni di euro sopportato per la produzione.
Ma sarebbe un’osservazione insensata, il capolavoro di Beard emoziona e coinvolge chi può godere le sue immagini, che si confrontano con l' ambiente distrutto, l'inquinamento, il cambiamento climatico, la sovrapopolazione del globo e lo sperpero delle risorse naturali. Il grande fotografo parla della bellezza con la rabbia del Paradiso perduto e valorizza  l'opportunità data dalla Pirelli,  partecipe del progetto “LifeGate” per la tutela delle foreste del Costarica.
Copyright2008©irio ,

Postato da: orsola a 12:48 | link | commenti (3)
societa 295

20/11/2008

Economia creativa Linee della Conferenza ONU per il commercio e lo sviluppo del settore La creatività è indicata come una delle risorse principali dell’economia della conoscenza, quella che dà l’accesso al cambiamento tecnologico e conferisce vantaggio competitivo alle aziende e ai paesi. La combinazione di creatività e materie prime genera una categoria di prodotti, chiamati beni e servizi creativi, tra i quali spicca un gruppo ad alto valore artistico o culturale, quello dei beni e servizi culturali prodotti dalle industrie omonime.
E’ questo il campo dell’ “economia creativa”, un'espressione nuova e in evoluzione, basata sul potenziale degli asset creativi di un paese di generare crescita e sviluppo socio economico in un mondo sempre più dominato da immagini, suoni, testi e simboli.
Non c’è ancora una definizione unica dell’economia creativa e neppure dell’industria creativa. La dizione più usata oggi accomuna il patrimonio culturale, le arti plastiche e dello spettacolo, l’industria audiovisiva, l’editoria e la carta stampata, i nuovi media, la creazione industriale, i servizi creativi che comprendono l’architettura e la pubblicità. Queste attività rappresentano il 3,4% del commercio mondiale, secondo il “Creative economy report 2008. The challenge of assessing the creative economy towards informed policy-making”, lo studio elaborato dall’UNCTAD, la Conferenza dell’ONU per il commercio e lo sviluppo, il primo sulle prospettive di questo settore emergente dell’economia mondiale.
Il documento, come indica il titolo, vuole facilitare la comprensione delle opportunità nazionali e internazionali, che si presentano ai decisori politici, indicare le linee di azione possibile, fare individuare la consistenza del supporto offerto dalle organizzazioni culturali e commerciali dell’ONU e dall’International trade center, l’Organizzazione internazionale del commercio.
I principali messaggi contenuti nel “Creative economy report 2008” evidenziano la necessità di legami intersettoriali per la costituzione di una “classe creativa”, composta da lavoratori della conoscenza, scienziati e artisti, la cui presenza può generare un dinamismo economico, sociale e culturale, attraverso un circolo virtuoso di interdipendenze tra gruppi, reti e distretti creativi, che orientano lo sviluppo economico, l’urbanesimo, il commercio internazionale, le relazioni professionali e industriali, la mobilità geografica delle persone.
Il volume attuale degli scambi di beni e servizi creativi mette in evidenza la possibilità d’aumentare le esportazioni dei prodotti creativi, in espansione tuttora, nonostante gli ostacoli d’ogni tipo con cui i loro paesi d’origine si scontrano nell’operare sui mercati mondiali. Le strategie di sviluppo dell’industria creativa nel Sud del mondo dovranno tenere conto del carattere intersettoriale e pluridisciplinare dell’economia creativa, dei legami e delle ramificazioni molteplici e dovranno insistere sull’attivazione di intrecci tra investimenti, tecnologie, imprenditorialità e commercio.
Per superare l’insufficienza dei dati dettagliati e chiari sui differenti aspetti dell’economia creativa, suggerisce il documento dell’UNCTAD, si potrà ottenere una migliore informazione per mezzo di scambi diretti e coordinati tra più paesi sul funzionamento economico-sociale e l’accesso ai mercati dei prodotti e servizi creativi, nell’attesa di procedere a una più sistematica raccolta dei dati collettivi.
C’è da affrontare infine la questione dei diritti di proprietà intellettuale. Occorrerà garantire con accordi bilaterali e plurilaterali gli interessi degli artisti e dei creativi perché, con l’aiuto degli imprenditori, le loro opere siano riconosciute e valorizzate e si attivi il processo di espansione dell’economia creativa, componente fondamentale dell’economia e della società della conoscenza.
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economia 138

19/11/2008

Speranze di vita e buona salute degli anziani Ci sono forti differenze di longevità e qualità della vita tra i cittadini dell’UE Benché la speranza di vita sia in costante aumento nei paesi dell’UE, vivere più a lungo e superare i 65 anni senza riduzione delle capacità personali non è frequente.
Si può quantificare la qualità della speranza di vita? L’ha fatto un gruppo di sette ricercatori specialisti dell'invecchiamento, di differenti nazionalità, coordinati da Carol Jagger, che hanno pubblicato metodo e risultati della loro indagine in “Inequalities in healthy life years in the 25 countries of the European Union in 2005: a cross-national meta-regression analysis”, The Lancet, 17 november 2008.
Nel 2005 la speranza di vita nell’UE era di 75 anni in media per gli uomini e di 83 per le donne. “Ma a mano a mano che la longevità aumenta, il miglioramento della qualità della vita per persone anziane, esposte alle malattie croniche, cardiovascolari, cancerose, neurodegenerative, diventa sempre più difficile per la sanità pubblica dei paesi industriali”.
I ricercatori per valutare lo stato di buona salute degli ultra 50enni in 25 paesi dell’Unione hanno chiesto a un campione rappresentativo di questa popolazione di indicare le difficoltà incontrate negli ultimi sei mesi per compiere le normali attività della vita quotidiana, come lavorare, cucinare, lavarsi, camminare, ecc.
I risultati dell’elaborazione mostrano forti differenze tra i paesi dell’UE e sono correlati positivamente con il PIL e la spesa per la salute degli Stati. Riducono invece le speranze di vita, un lungo periodo di disoccupazione, superiore all’anno, la bassa scolarità e un debole livello di cultura generale, che impattano negativamente anche laddove il PIL e la spesa per la salute sono alti.
Dai dati emerge che in Italia gli uomini hanno la maggiore speranza di vita tra quelli dei 25 paesi, con una media di 80,4 anni e le donne sono più longeve con 85,3 anni. Ma la ricerca mostra anche che per queste la qualità della vita comincia a declinare dopo i 69 anni, a causa di malattie cardiovascolari, osteoarticolari e demenze, per quelli la riduzione delle capacità fisiche e mentali avviene dopo i 72 anni.
In Danimarca e a Malta i cittadini hanno una speranza di vita mediamente inferiore di cinque anni agli Italiani, ma godono di buona salute per quattro anni in più.
Le donne più longeve dell’UE sono le Francesi con 85,4 anni, ma con una qualità della vita che peggiora dopo i 67 anni.
Nei dieci paesi che hanno aderito per ultimi all’UE ci sono le speranze di vita più basse e lo stato di salute peggiore rispetto alla media europea, un’età di circa 70 anni e un indebolimento delle capacità sotto i 60 anni.
Il vivere in un paese sviluppato non garantisce né una maggiore speranza di vita né una buona salute. In Germania, per esempio, la riduzione delle capacità è di 63 anni per gli uomini e di 62 per le donne, mentre la longevità è rispettivamente di 76 e di 82 .
Senza interventi di educazione alimentare, di miglioramento dello stile di vita e delle condizioni ambientali, c’è il rischio che l'allontanamento già avvenuto o in divenire dell’età pensionabile faccia coincidere la fine dell’attività lavorativa con l’inabilità e aggravi ancora più i problemi sociali e dell'assistenza pubblica  in molti paesi.
Copyright2008©irio , ,

Postato da: orsola a 18:04 | link | commenti
societa 295

Alla conquista della fiducia del lettore La professione giornalistica nell’era dei media personali La professione giornalistica è in crisi, è passata dall’essere al servizio del cittadino all’autogiustificazione e alla visibilità autoreferenziale, basate sull’ipotesi di potere aumentare la massa dei lettori per farne migliori cittadini. Il crinale dopo più di un secolo di ascesa, iniziata con William Howard Russell del “Times”, che inviava le sue corrispondenze dalla guerra di Crimea per sostenere il governo inglese nella modernizzazione dell’esercito e proseguita con Emile Zola, che smascherava le false accuse contro il capitano Alfred Dreyfus sull’ “Aurore”, può essere segnato dall’inchiesta di Bob Woodward e Carl Bernstein del “Washington Post” sul caso Watergate.
 “Dagli anni ’70 è incominciata la transizione dal giornalismo eroico verso…che cosa? Ciò che non ha ancora nome”, l’età dell’esplosione negli ultimi dieci anni del giornalismo diffuso, basato su Internet, fatto di blog, social network, siti, email e testi, caratterizzato da un’intensità di produzione che ha l’uguale solo nei fitti epistolari dell’età vittoriana.
L’editorialista, conduttore televisivo e professore di giornalismo alla London City University Adrian Monck, con la collaborazione del giornalista dell’”Economist” Mike Hanley, descrive questa trasformazione e affronta la questione della fiducia del pubblico nel giornalista di professione in “Can you trust the Media?”, Icon Books, London, 2008.
Il giornalista, sostiene il libro, è un narratore di storie. Le migliori possono essere “parabole che coinvolgono nel rispetto del chi, cosa, dove e quando” riguardo ai valori familiari, al buon senso e alla decenza contro l’immoralità, la corruzione e l’avidità. Ma non sono storie inventate, sono storie vere con gente vera e i media fanno parlare con questa. Per dialogare il giornalista ha bisogno della fiducia dei lettori.
 “Dal punto di vista commerciale è una qualità priva di valore”, ma è l’ingrediente indispensabile per sostenere il comportamento razionale del lettore, che ha assunto importanza crescente dal 1950 con la competizione tra carta stampata e televisione negli USA, ma è da prima di allora un’ossessione nei rapporti tra organizzazioni d’ogni tipo e utenti di servizi o consumatori di prodotti.
La fiducia è legata alla capacità del giornalista di rivelare e spiegare, non di affermare e condire bene quello che scrive. Il lettore è portato a diffidare da chi più che riferire quello che ha visto lo esibisce, lo esaspera come se fosse un colpo di vento, che se fa bene lo fa per caso.
Questa qualità invece si costruisce con le esperienze positive del lettore, mai deluso nelle aspettative di avere a che fare con una fonte autorevole di conoscenza, di informazione sul come, di collegamento con il perché, di presentazione delle conseguenze già in atto e possibili, di confronto e valutazione con altri storyteller. Senza queste componenti elementari una notizia diventa qualcosa d’altro e se è solo frutto di opinioni o valutazioni suscita fiducia in funzione della legittimazione e dell’autorevolezza di chi scrive.
Questo non vuol dire che il giornalista debba evitare l’appello alle emozioni, ma deve farlo quando le informazioni che riporta glielo consentono. Un giornalismo di emotività è facile preda delle pressioni dei manipolatori e finisce a far da sponda agli interessi dell’editore e degli inserzionisti. Quello che scrive induce il pubblico allo scetticismo.
Oltre tutto i lettori ricevono informazioni e opinioni da molte altre fonti ed è meglio così per un giornalista che voglia competere professionalmente con l’esplosione attuale dei media di massa e personali.
Il giornalismo avrà un futuro se sarà accurato nella ricostruzione e nella narrazione degli avvenimenti. Altrimenti avranno il sopravvento i nuovi strumenti di comunicazione diretti e più a portata di mano.
Il libro di Monck unisce descrizioni realistiche delle situazioni redazionali e dei condizionamenti di un giornalista con messe in guardia dai facili allarmismi sulla fine della professione ed aperture sul futuro. Gli episodi di storia degli ultimi 150 anni del giornalismo sono intriganti, come la ricostruzione delle gerarchie redazionali ancora in vigore e i richiami, ampissimi, alla letteratura mondiale sull’autonomia necessaria per fare la professione e conservare la fiducia dei lettori.
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gestione e sviluppo 260

18/11/2008

L’European round table sollecita misure contro la crisi I capi delle 47 maggiori aziende europee hanno chiesto ai governi misure urgenti per rilancio dell’economia Riuniti ieri a Istanbul, i 47 leader delle maggiori industrie d’Europa partecipanti all’European round table of industrialists hanno espresso la loro preoccupazione per il rapido deterioramento della situazione economica di molte aziende e hanno chiesto ai governi misure urgenti per stimolare la domanda attraverso adeguate politiche fiscali, migliore disponibilità del credito e rifiuto delle  tentazioni protezioniste.
I capi azienda, fra cui gli italiani Franco Bernabè di Telecom Italia, Rodolfo De Benedetti della CIR, John Elkann della FIAT e Paolo Scaroni dell’ENI, sono convinti che la crisi si aggraverà nel 2009. “Le nostre aziende impiegano quasi 5 milioni di lavoratori. Le conseguenze sociali della crisi vanno crescendo”, hanno detto in un comunicato congiunto.
Oltre le linee strategiche concordate dai G20 a Washington, di cui i business leader si dicono soddisfatti, occorrono misure supplementari per contrastare l’aggravamento della situazione, peggiorata nelle ultime settimane. Reclamano perciò un piano d’emergenza per stimolare la domanda interna in Europa. Il comunicato ribadisce quanto era già stato scritto nel rapporto annuale della settimana scorsa, in cui era stato denunciato un “bric-à-brac” di progetti isolati e un attivismo motivato dalle pressioni dell’industria.
Gli industriali dichiarano di sostenere l’appello dei G20 in favore di un rilancio economico ed evidenziano che per i settori in difficoltà non servono sovvenzioni, ma politiche forti in favore della domanda e degli investimenti infrastrutturali.
Il comunicato insiste sul fatto che la Germania, la maggiore economia dell’UE, può avere una presenza meno timida di quella attuale, agendo da motore del Patto di crescita e stabilità, che include speciali provvidenze per situazioni straordinarie di crisi.
La pressione sulla Germania è stata fatta anche dai G20, perché è tra i primi paesi del mondo per esportazioni e ha margini per manovre di bilancio. Ma la cancelliera Angela Merkel appare reticente. Il suo portavoce Ulrich Wilhelm ha anzi detto che “fare del deficit di bilancio per di più senza obiettivi strategici precisi non risolve i problemi” e che “non bisogna provocare una bolla speculativa come ha fatto Alan Greenspan con gli Stati Uniti, né sperare in una soluzione semplice, che non verrà dalla Germania”. .
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economia 138

17/11/2008

Willem De Kooning, "East Hampton VII",
1976, olio su carta incollata su tavola.

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Progetto di autoriforma per il futuro dell’università L’assemblea nazionale dell’Onda indica le linee guida degli universitari per ricerca, formazione e lavoro All’accusa di volere conservare l’università così com’è e di saper dire solo no l’assemblea plenaria degli studenti, dei dottorandi e dei ricercatori dell’Onda, riuniti alla Sapienza di Roma sabato e domenica, ha risposto presentando un manifesto per una radicale riforma dal basso, che costruisca un futuro migliore per l’università e il paese.
Il progetto è nato da centinaia di interventi di tutti gli atenei in mobilitazione da due mesi e dal confronto dei partecipanti all’assemblea romana in tre workshop, dedicati alla didattica, al welfare e al diritto allo studio. Una discussione ampia e articolata, conclusa in plenaria con un percorso progettuale, nato da un movimento, che sta sperimentando nuove forme di organizzazione, che non accetta rappresentanze partitiche e sindacali, che guarda al cambiamento da agire subito, usando “la sua capacità di parlare alla società tutta, partendo dalla sua specificità ma con la tensione ad allargare quanto più possibile i temi della mobilitazione” contro una “politica economica ben definita dalla legge 133, che prevede una serie di provvedimenti ‘volti a razionalizzare la spesa e il debito pubblico’, tagliando indiscriminatamente scuola, servizi e università”.
La sfida, chiarisce il documento, non si esaurisce nell’opposizione alla legge 133 e al futuro disegno di riforma, ma aggredisce immediatamente l’università esistente.
L’autoriforma non è un insieme di proposte tecniche da consegnare al legislatore di turno o a qualche attore specializzato nella mediazione politica o sindacale. Non è una semplice carta di intenti, né un tentativo di burocratizzare l’ “irrappresentabilità del movimento”, è un processo costituente aperto, modificabile e implementabile, che già vive nelle pratiche e vuole verificare la capacità di tradurre questo processo in concreti elementi di programma e di agenda politica. I punti di convergenza vertenziale emersi dall’assemblea romana sono:
- per la didattica, il superamento del 3+2 e del sistema dei crediti, che non solo ha effetti di frammentazione e dequalificazione, ma mira anche alla produzione di lavoratori precari e di ricercatori al servizio del privato e delle imprese, il riaccorpamento di corsi ed esami parcellizzati, l’abolizione dei blocchi di accesso e lungo il percorso di formazione, della frequenza obbligatoria, la revisione dei piani di studio e il rifiuto dei cosiddetti poli di eccellenza;
- per il welfare, lotta all’aumento delle tasse universitarie, fine del “ripagamento dei prestiti d’onore”, agevolazioni legate al reddito per case, mense, tasse, accesso alla cultura, gratuità dei trasporti e borse di studio per gli studenti;
- per la ricerca, garanzie per l’autonomia e l’indipendenza della ricerca, no alle attività didattiche gratis, retribuzioni adeguate per dottorandi, ricercatori precari, stage e tirocini, estensione delle statuto dei diritti dei lavoratori per queste prestazioni, nuove procedure concorsuali trasparenti, adeguati percorsi didattici e diritto all’autonomia economica;
- per il turnover del personale docente e di ricerca, istituzione di un contratto unico di lavoro subordinato, reclutamento ordinario via concorso, costante nel tempo.
La discussione ha elaborato proposte di agenda e campagna politica, anche con l’organizzazione di settimane tematiche d’informazione, dibattito e confronto sulla legge 133, in preparazione dello sciopero generale del 12 dicembre e per l’avvio di rapporti internazionali con le altre università europee in mobilitazione.
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formazione 112

14/11/2008

Per una classifica affidabile delle università europee Uno studio del CCR della Commissione europea mette in discussione la metodologia della graduatoria mondiale compilata dalla Jiao Tong Shanghai University Ai Francesi non va proprio giù la cattiva collocazione delle loro università nella classifica della Jiao Tong Shanghai University. Dopo il tentativo di una graduatoria diversa fatta dall’Ecole des Mines, approfittando della presidenza dell’UE, hanno organizzato a Parigi una conferenza “International comparison of education systems: a european model?".
Nel corso della conferenza sono state presentate le conclusioni dello studio “Higher education rankings. Robustness issues and critical assessment”, realizzato dall’unità di statistica ed econometria del Centro comune di ricerca della Commissione europea. L’unità, diretta dall’italiano Andrea Saltelli, nel documento elaborato da Michaela Saisana e Beatrice D'hombres mette in discussione la "robustezza" statistica della classifica di Shanghai.
I ricercatori diretti da Saltelli hanno analizzato come viene fatta la ponderazione e l’aggregazione degli indicatori nella graduatoria cinese e hanno trovato che il 96% delle collocazioni poteva essere modificato di 10 posizioni, cambiando metodologia.
La direttrice generale dell’Educazione e della Cultura della Commissione europea, Odile Quintin, ha annunciato che entro la fine dell’anno verrà lanciato un bando di concorso per la costruzione di una classifica europea delle università, un’ “alternativa credibile alla classifica di Shanghai”.
Non è la prima volta che il palmarès delle università di tutto il mondo viene attaccato per ragioni metodologiche o politiche. Tra le analisi con valore scientifico è recente quella italiana di Fulvio Ricci e Massimiliano Tarantino, che hanno dimostrato i limiti dei cinque criteri e delle dimensioni, cardini della prestigiosa realizzazione cinese.
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formazione 112

Telefonino ad alta risoluzione fotografica Arriva Sony new Exmor CMOS da 12.25 megapixel I telefoni mobili servono ancora a telefonare? Il dubbio è legittimo dopo una qualunque osservazione nei nostri luoghi pubblici. Se è vero che ci sono oltre 60 milioni di possessori di telefonini è altrettanto vero che li vediamo ascoltare musica, guardare notizie, giocare e fotografare oltre a concentrarsi sulle tastiere per gli SMS o assumere pose insolite per parlare con gli interlocutori distanti.
Sony ha appena annunciato che metterà in commercio nel 2009 un telefono mobile con un sensore per fotografie da 12.25 mpix e sarà la prima tappa di un programma di realizzazioni, che si completerà nel 2012 con una risoluzione da 20 mpix.
Il limite dei telefonini dotati di camera fotografica oggi in circolazione non è dato dai pixel, ma dalle dimensioni del sensore, dalla cattiva qualità della lente e dalla scarsa velocità nel cogliere le istantanee. La dotazione di Sony è quella della camera new Exmor CMOS. Il telefonino così equipaggiato potrà operare in alta velocità con 1080 linee di alta definizione full HD, con un salto notevole di potenza nel settore della fotografia per mezzo di telefonia mobile. Ciononostante è probabile che i risultati ottenuti non saranno da risoluzione DVD.
D’altronde va tenuto presente che tutte le dotazioni aggiunte a un telefonino sono utilità complementari, che possono essere comode in situazioni di emergenza e questo vale anche per il fotografare.
In un mercato come quello della telefonia mobile puntare solo sulle funzioni primarie della comunicazione a distanza in qualunque situazione non basta più. Gli apparecchi per potere essere ancora venduti devono differenziarsi da quelli in uso perché sono status symbol, assicurano servizi personali esclusivi, diventano terminali per operare sul Web, danno altre possibilità di uso. I clienti sono spinti a comprarli anche per queste specifiche motivazioni aggiuntive.
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tecnologia 115

13/11/2008

Global gender gap report 2008 Il World Economic Forum ha analizzato la vita economica e politica, l’istruzione e la salute delle donne in 130 paesi La Norvegia è il paese meno sessista al mondo e tre altri paesi nordici la seguono nella Classifica mondiale della disuguaglianza tra donne e uomini pubblicata ieri dal World Economic Forum. Sono la Finlandia, la Svezia e l’Islanda. Altri quattro paesi europei sono tra i primi dieci classificati: la Danimarca, l’Irlanda, i Paesi Bassi e la Lettonia. Tra i primi venti ce ne sono altri sei dell’Europa: la Germania, il Regno Unito, la Svizzera, la Francia, la Spagna e la Moldavia.
Il paese più sessista del mondo è lo Yemen.
Più dei due terzi dei paesi considerati nel rapporto di quest’anno hanno migliorato le loro posizioni, attenuando le disparità di trattamento fra i sessi.
Gli autori del rapporto hanno fotografato la condizione femminile in 130 paesi, che rappresentano il 90% della popolazione mondiale, alla luce di 14 criteri di valutazione: dalla percentuale di donne occupate nella manodopera locale, al tasso di quelle in ruoli di quadri, nelle alte professionalità e in posti di governo, alle differenze retributive, al livello di scolarità, alla speranza di vita. Hanno così rilevato le differenze di trattamento. Ad ogni risultato positivo è stato attribuito un punteggio ponderato percentuale, sulla cui base  è stata redatta la classifica 2008. Più il punteggio ottenuto è elevato, minore è la disparità.

ggg08_pr_index3Fonte: World Economic Forum

Nella classifica gli USA hanno il 27° posto e hanno migliorato di quattro posizioni rispetto al 2007, principalmente per lo sviluppo riconosciuto all’educazione. La Cina è ancora 57ª e l’India è addirittura 113ª , per le politiche e le pratiche discriminatorie.
Il Giappone è 98°, è retrocesso di otto posizioni rispetto alla classifica del 2007, la Corea del Sud è 108ª, era 97ª nel 2007, il Brasile è 73°, è rimasto sostanzialmente stabile rispetto alla posizione della classifica precedente. I tre paesi sono arretrati principalmente per la scarsa partecipazione delle donne alla vita politica.
L’Italia è 67ª con il 67,90% e ha migliorato di sette posizioni rispetto al 2007. E’ ancora 85ª per gli indicatori della vita economica, 83ª per la politica sanitaria e la speranza di vita, 46ª per la partecipazione alla politica e 43ª per il livello di scolarità raggiunto.
La Turchia, probabile nuova entrante nell’Unione europea, è purtroppo scesa di due posizioni dal 2007 ed è 123ª nella classifica di quest’anno. I motivi dell’arretramento, che la portano agli ultimi posti tra i 130 paesi valutati, sono la scarsissima partecipazione delle donne alla vita politica e la modesta presenza nella vita economica. Ottima invece è la condizione di salute e speranza di vita ed elevatissima è l’istruzione.
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societa 295

Se fossi Obama Il “New York Times” fa un sondaggio in forma di elezione per rilevare l’interesse alla formazione del nuovo governo Il “New York Times” online ha chiesto stamattina ai lettori di indicare i nomi delle persone preferite come titolari dei ministeri chiave per la prossima amministrazione Obama. Le preferenze per i nuovi responsabili della Segreteria di Stato, della Difesa, della Sicurezza Nazionale, della Giustizia e del Tesoro possono essere indicate sul sito del quotidiano. Sotto gli stemmi dei cinque ministeri si può scegliere un nome in cinque elenchi o aggiungerne a quelli proposti.
L’obiettivo delle “elezioni” è di rilevare il livello di interesse dei cittadini americani per la composizione del nuovo governo. La raccolta delle preferenze è appena incominciata e già riserva qualche sorpresa.
Alla Segreteria di Stato è in testa Bill Richardson, governatore democratico del New Mexico, ma seconda è Hillary Clinton e terzo John Kerry, l’avversario di Bush nelle presidenziali del 2004, che tutti accreditano come il più probabile incaricato.
Alla Difesa viene confermato l’attuale ministro repubblicano Robert Gates, apprezzato anche da Obama, ma Colin Powell, che si era schierato per il nuovo presidente, è solo quarto.
Alla Sicurezza Nazionale il preferito è Richard Clarke, anche lui dell’amministrazione Bush e già capo dell’antiterrorismo durante gli attentati dell’11 settembre.
Alla Giustizia è riconosciuta la competenza di Janet Napolitano, la quarantenne governatore democratico dell’Arizona, di origine italiane, considerata una delle migliori donne in politica degli USA.
Al Tesoro è primo Paul Volcker, l’economista, già presidente della Fed, consigliere economico di Obama durante la campagna elettorale.
Una dimostrazione tutto sommato della popolarità goduta dalle persone quella che i lettori del “New York Times” danno, scegliendo così i collaboratori più importanti del presidente eletto.
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politica 137

12/11/2008

Dave White, "Bad to the bone", 1997, acrilico su tela.

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Rigore finanziario ad Harvard Il fondo di dotazione dell’università più famosa del mondo potrebbe avere perduto il 30% di valore La crisi economica ha raggiunto anche la prestigiosa Harvard University. Secondo il “Boston Globe”, la presidente Catherine Drew Gilpin Faust ha detto che la sua università “non è invulnerabile dal terremoto finanziario che sta colpendo il mondo”, quantunque abbia una situazione economica  ancora buona, Harvard non potrà continuare a nutrirsi come l’anno scorso dei generosi contributi di donatori e fondazioni. “Dobbiamo prepararci ad affrontare riduzioni delle borse di studio”, ha aggiunto.
Faust ha inviato una email a tutto il corpo accademico e agli studenti per informarli che ha intenzione di contenere i costi della didattica. Per il momento non ha specificato dove pensa si possano fare degli eventuali tagli. Ma, come scrive il giornale americano, il primo intervento potrebbe riguardare il blocco del monte stipendi e dei programmi accademici.
Come esempio è citato il caso del dipartimento di Arti e Scienze, il maggiore dell’università, che ha avuto una perdita di 4 miliardi e mezzo del valore di Borsa del fondo di assistenza, il che significa 225 milioni di dollari in meno per le attività.
 ll fondo di dotazione economica di Harvard, prima della crisi, aveva una consistenza finanziaria complessiva di quasi 37 miliardi di dollari. Nelle proiezioni di fine ottobre l’agenzia di rating Moody’s ritiene che l’istituzione possa avere perduto durante l’anno fiscale 2007-2008 un 30% di valore.
 Per rimediare l'università dovrà rinunciare al programma di espansione del campus, annunciato l’anno scorso.
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formazione 112

11/11/2008

Sociologia della coproduzione degli acquisti Consumatori manodopera abbondante, motivata e a buon mercato Per molti anni all’avvento del consumismo gli esperti del marketing, allora transazionale, hanno coltivato il mito del consumatore re e della qualità del servizio, poi il marketing relazionale ha puntato sulla partnership e sulla differenziazione dei rapporti, delle reti e delle interazioni con i clienti. Il consumatore è stato fidelizzato e integrato nel sistema di trasformazione aziendale, la logica self-service si è estesa e ha chiesto a chi compra un servizio o un prodotto di collaborare a farlo, cioè a idearlo, a progettarlo, a realizzarlo.
Il venditore offre una gamma di opportunità di coproduzione al consumatore, che può assemblare i pezzi di un kit, prestarsi all’immagazzinamento dei dati e alla ricerca di relazioni e informazioni tramite Internet, controllare la qualità e migliorarla, farsi carico dei tempi di attesa improduttivi.
Se la fabbrica ha incorporato competenze di vendita, il consumatore ne ha acquisite di produzione, giungendo perfino a imparare l’utilizzo dei sistemi automatici, dal bancomat ai servizi a distanza, all’emanufactoring.
Alla sempre più stretta partnership del consumatore con l’impresa è dedicato l’ultimo libro di Marie Anne Dujarier, sociologa del lavoro e dell’organizzazione nell’Université de Paris III, “Le travail du consommateur. De McDo à eBay, comment nous produisons ce que nous achetons”, La Découverte, Paris, 2008. L’autrice vi sviluppa la tesi che una parte delle attività svolte dal consumatore somiglia alle attività di lavoro ed è motivata e organizzata allo stesso modo.
Dujarier distingue tre forme di lavoro del consumatore, quelle che chiama l’ “autoproduzione diretta”, la “coproduzione collaborativa” e l’ “organizzazione”. Lungo il processo di produzione queste vanno dalla concezione dei prodotti all’assistenza postvendita e giungono fino al management partecipativo nel reclutamento, nella formazione del personale, nel supporto alla gestione.
Se vuole consumare, chi acquista deve compiere un lavoro di adattamento delle merci, correggere i difetti del fornitore, gestire i rischi: è l’ “autoproduzione diretta”. Per farlo lavorare l’azienda professionalizza e motiva il consumatore a fare squadra, a essere autonomo a sapere utilizzare il prodotto, a sapersi comportare produttivamente nel servizio.
La seconda forma di lavoro è la “coproduzione collaborativa”. Si sta sviluppando fortemente grazie al sostegno di Internet e del Web 2.0. Si basa su una partecipazione volontaria ed entusiasta del consumatore, che si manifesta nella comunicazione, nella produzione di idee, nella realizzazione e pubblicazione di guide per utilizzare al meglio i prodotti dell’azienda, nell’individuazione di attività possibili con quei prodotti e nella scoperta di destinatari, che possono dare vantaggi economici al consumatore e all’azienda.
Il lavoro di “organizzazione” consiste nella risoluzione delle contraddizioni che il consumatore trova nell’utilizzo del prodotto, nella distanza tra l’immagine data dal marketing e la realtà, tra il comportamento del personale di contatto e il contesto d’azione ideale, dell’ambiente e della relazione di vendita. Qui il consumatore è prezioso per colmare i gap di prestazione degli operatori. Il crowdsourcing può essere una minaccia per certi approcci dell’azienda al mercato e al cliente, una presenza organizzativa del consumatore può trasformare una relazione basata sulla prestazione tecnica in efficacia di vendita.
Dopo la descrizione analitica delle tre forme di lavoro, Dujarier affronta la trasformazione sociale del prodotto, il cambiamento delle competenze, del ruolo del personale di vendita e le strategie di acquisto del consumatore per difendere i suoi interessi.
Il libro evidenzia che non è tanto il lavoro del consumatore a dovere essere rivisto, quanto il modo con cui è attribuito ed è mantenuto, superando le resistenze di chi era un re e si trova oggi ad essere guidato dalle aziende, attraverso gli strumenti del marketing e delle nuove tecnologie, in un rapporto di forze squilibrato, contro cui non c’è altra alternativa che contestare il lavoro prescritto e rifiutare di essere mercificato.
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Postato da: orsola a 17:28 | link | commenti (4)
societa 295

Sempre meno risposte positive allo spam Occorrono 12 milioni 500 mila email per un acquisto Il ritorno delle azioni di marketing diretto online, lo spam, è dello 0,00001 %. Le persone ignorano le offerte di vendita non sollecitate che ricevono per posta elettronica. La percentuale di quelle che comprano veramente attraverso la promozione in Rete è diminuita rispetto alle rilevazioni compiute qualche anno fa, che davano il tasso di resa delle campagne di sollecitazione indiscriminata dei compratori tra il 2% e il 5%.
In uno studio condotto da sette ricercatori americani delle Università di Berkeley e di California-San Diego, coordinati da Chris Kanich, infiltrati in Storm network, sono state necessarie 350 milioni di email per ottenere 28 vendite.
Una sintesi del rapporto di ricerca è stata presentata con il titolo “Spamalytics: an empirical analysis of spam marketing conversion” CCS ’08, Papers, alla 15ª  Conferenza dell’Association for computing machinery, che si è svolta a fine ottobre ad Alexandria, in Virginia.
I ricercatori hanno promozionato su Storm, una delle reti che inviano ogni giorno milioni di spam, un prodotto farmaceutico, avvalendosi di una base di 76.000 pc, usati all’insaputa dei loro proprietari. Si sono cioè comportati allo stesso modo di uno spammer per valutare l’effetto dello spam. Il farmaco, contro l’impotenza, è stato inviato da un sito che ha replicato esattamente uno di quelli di Storm, per prodotto, campagna pubblicitaria e prezzo.
Ogni volta che una delle persone contattate per email ha espresso l’intenzione di comprare, è stata dirottata verso un error page. Le vendite prenotate sono state di circa 100 dollari al giorno.
Storm, secondo il rapporto di ricerca, incassa giornalmente circa 7.000 dollari, una cifra importante, ma non così elevata come ci si aspetterebbe dalla massa enorme di email che invia. Una resa che potrebbe diventare poco conveniente se i costi delle campagne promozionali dovessero aumentare o le vendite diminuire per nuovi antispam.
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tecnologia 115

10/11/2008

Diventare adulto con il lavoro Un film mostra la lotta tra il piacere e il dovere nel percorso di crescita della persona Gioco d’azzardo, trucchi con le carte, violenze e tradimenti sono gli ingredienti di una mala educazione impartita da un baro professionista a un allievo, che presto l’uguaglia e sembra superarlo in un’amicizia fatta di danaro facile, donne disponibili,  droga da assumere e da smerciare. E’ la storia che si svolge in una Bari irriconoscibile, non fosse che per qualche inquadratura del lungomare, ripresa quasi sempre di sera e in interni di bische clandestine, saloni per tornei, retrobotteghe, baretti e perfino studi professionali, dove si gioca a poker.
E’ la storia di un’amicizia a prima vista, tanto intensa quanto spavalda, tra due giovani di diversa estrazione sociale, che passano rapidamente dall’essere coppia di truffatori al gioco a spacciatori di cocaina, a stupratori.
Il film di Daniele VicariIl passato è una terra straniera” è tratto dall’omonimo romanzo di Gianrico Carofiglio. Narra il breve incontro di Giorgio (Elio Germano) e Francesco (Michele Riondino), avvenuto per caso, precipitato sempre più nel peggio e finito per l’arrivo di una pattuglia anticrimine dei carabinieri, così violenti come è efferato il delitto di stupro, commesso da uno, ostacolato dall’altro, dopo qualche tentennamento. Un’azione ignobile di cui tutti e due sembrano colpevoli ai militi intervenuti.
Giorgio è un laureando in legge, figlio di un professore universitario di filologia romanza e di una professoressa di liceo. Ha una fidanzata, che frequenta uno di quei circoli della borghesia barese dove si pratica il gioco d’azzardo, per cui non prova nessun interesse. Francesco è un croupier, baro per inclinazione e necessità, perché ha la madre ammalata, che mantiene e accudisce. I due sono accomunati dalla precarietà esistenziale, dall’adattarsi a fare quello che riesce meglio per sopravvivere.
L’incontro dei due attori principali del film avviene per caso proprio nel circolo frequentato dallo studente per accompagnare la fidanzata. Un terzetto di malavitosi aggredisce il croupier durante una partita. Giorgio lo difende, ferisce uno degli aggressori, reagisce anche Francesco e i tre sono costretti ad allontanarsi.
Il croupier si disobbliga dell’aiuto inatteso, invitando il suo soccorritore a una partita a poker con due pescatori-spacciatori e lo fa vincere. Questi è convinto di essere stato abile e fortunato, ma il suo nuovo amico gli rivela la verità. Lo studente si scandalizza, protesta, evidenzia di quale reato si sta macchiando, dopo qualche resistenza e preoccupazione, nasce tra i due una complicità redditizia e un sodalizio morboso, una gara a primeggiare in criminalità tra maestro e allievo.
La coppia di amici fa soldi, si dà alla bella vita e, di passo in passo, arriva alla violenza fisica, al traffico di cocaina e allo stupro.
Quando Francesco si spinge a violentare e a ferire una barista, dopo avere acconsentito allo stupro, l'amico si ribella, giusto in tempo per evitare alla donna di essere oltraggiata e per non diventare correo agli occhi dei carabinieri intervenuti.
Francesco finirà in carcere, Giorgio riprenderà coscienza di sé, si laureerà e sarà da pubblico ministero, che incontrerà a distanza di tempo la barista in Tribunale.
La narrazione cinematografica della competizione sul male esprime la psicopatologia di una relazione d’amicizia, di un circolo vizioso fatto di ricerca dell’identità sociale di due giovani affetti da narcisismo regressivo, che fissati ancora nell'adolescenza credono di trovare nella forza, nel consumo, nel sesso e nella droga le costituenti di un rifiuto dell’adultità e attivano la speranza di prolungare il piacere, negando le regole delle convivenza e dei doveri del ruolo. La nascita della società tra i due bari è’ la parte migliore e più incisiva del film, che è sostenuto da una sceneggiatura zoppicante nella spiegazione del troppo rapido  precipitare dei comportamenti e degli avvenimenti e ha personaggi di contorno, anche dal punto di vista recitativo, troppo distanti dal protagonista e dal coprotagonista .
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fondamenti 91

Ladro pentito chiede scusa e paga Sette anni dopo il furto ha inviato una lettera con 100 sterline Nel 2007 la sottrazione di merce nei punti vendita della grande distribuzione e organizzata dell’Europa occidentale ha sfiorato i 30 miliardi di euro, l’1,24% dei ricavi. Nel Regno Unito le differenze inventariali sono state di 5 miliardi 660 milioni, l’1,34% delle vendite. Lo dice il rapporto di ricerca “Retail crime overseas”, appena pubblicato dal Centre for retail research di Nottingham.
Le cause degli ammanchi sono legate per una buona metà ai clienti, per oltre un quarto ai furti interni, per un sesto agli errori amministrativi e, in parte di gran lunga minore, ai fornitori. Naturalmente i retailer si proteggono con sistemi di sicurezza e ricarichi sul prezzo di vendita. In Italia si stima che sicurezza e ricarichi pesino mediamente su ogni nucleo familiare di consumatori per oltre 150 euro all’anno.
Succede molto di rado che un cliente taccheggiatore si penta e provi a rimediare al danno arrecato con il furto. Fa notizia perciò sul “Daily Mail”, il quotidiano inglese, che un ladro scriva una lettera al gestore di una superette, confessi un furto avvenuto sette anni prima, gli chieda perdono e alleghi 100 sterline (123 euro) a titolo di risarcimento.
Il fatto è avvenuto a Easton, un distretto di Bristol nel Regno Unito. Qui  Imran Ahamed, gestore di Raja Foods, una superette con due luci sulla strada, ha ricevuto sabato scorso una lettera con cinque biglietti da 20 sterline.
La lettera diceva: “Caro signore, scrivo per rimediare al misfatto commesso in passato. Circa sette anni fa, mentre passeggiavo di notte nei pressi del suo negozio, ho notato che la serratura era stata forzata. Ne ho approfittato per entrare e rubare 400 sigarette. Le invio 100 sterline per rimborsarla del furto che ho commesso. A quel tempo mi drogavo e la mia vita non valeva niente. Ora non mi drogo più e mi sforzo di condurre una vita decente e onesta. Cerco di rimediare alle colpe commesse in passato. Mi dispiace di averne causate anche a lei e le chiedo scusa. Sinceramente.”
Il gestore della superette ha detto che verserà le 100 sterline a un’organizzazione per l’assistenza ai drogati.
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societa 295

Pablo Picasso, "L'Infante Marguerite", 1957, olio su tela.

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07/11/2008

Obama tesse la rete delle relazioni internazionali Le prime telefonate di ringraziamento a nove capi di Stato per le felicitazioni ricevute L’ordine delle precedenze è una delle regole fondamentali dei protocolli diplomatici e, nelle relazioni personali del più potente capo di Stato con gli altri suoi omologhi, anche i comportamenti informali del periodo di transizione postelettorale assumono un significato importante, soprattutto i primi compiuti nell’attesa della proclamazione ufficiale di gennaio.
Barack Obama ha vinto le elezioni l’altro ieri e stasera terrà la prima conferenza stampa da presidente in un albergo di Chicago. All’incontro con i media saranno presenti rappresentanti del suo team di transizione, dei sostenitori e dei finanziatori della campagna elettorale: il vicepresidente Joe Biden, il governatore del Michigan ed ex presidente della SEC, il direttore della comunicazione e, in video conferenza, il miliardario Warren Buffet.
Ieri il prossimo inquilino della Casa Bianca ha chiamato al telefono nove capi di Stato, delle centinaia che gli avevano inviato messaggi di felicitazioni. Si è intrattenuto con ciascuno di loro per una mezz’ora e ha scambiato opinioni sui grandi problemi internazionali e sulla crisi finanziaria, come ha comunicato la portavoce Stephanie Cutter.
I nove leader mondiali sono il primo ministro australiano Kevin Rudd, il canadese Stephen Harper, il presidente francese Nicolas Sarkozy, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, il presidente messicano Felipe Calderon, il sud coreano Lee Myung-bak e il primo ministro inglese Gordon Brown .
Gli altri saranno ringraziati nei prossimi giorni per via ufficiale.
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politica 137

Recessione nel 2009 per i paesi sviluppati Il Fondo monetario internazionale peggiora ancora la sue stime. Un mese fa il Fondo monetario internazionale aveva diffuso le previsioni di crescita per il primo semestre 2009, ieri le ha riviste in peggio. Di tutti i paesi del G7 solo il Canada avrà una crescita del PIL dello 0,3%, l’America lo ridurrà dello 0,7% e la zona euro dello 0,5%. L’economia mondiale aumenterà del 2,2% e quella dei paesi emergenti del 5,1%.
La nuova informativa commenta che “è la prima contrazione del PIL da un anno all’altro osservata dopo la seconda Guerra mondiale, anche se la riduzione può essere paragonata per ampiezza a quella del periodo 1975 - 82”. Tra i G7 le peggiori cadute del PIL saranno quelle del  Regno Unito al -1,3% contro il - 0,1% della prima previsione, della Germania, che a ottobre era ritenuta in stagnazione e oggi è vista in riduzione dello 0,8%, del Giappone con uno 0,7% negativo in più, degli USA con uno 0,5% negativo in più, della Spagna, che scenderà al - 0,7%, con uno 0,5% negativo in più, dell’Italia che ridurrà ulteriormente al - 0,6% il - 0,2% previsto in precedenza.
Difronte a queste forti perdite congiunturali il FMI considera indispensabili nuove misure di sostegno e rilancio sul piano monetario e della spesa pubblica.
Le misure finora adottate dalle banche centrali e dai governi hanno contenuto il peggioramento e hanno realizzato qualche miglioramento.
Ma, continua l’informativa, è probabile che l’andamento dei mercati finanziari mondiali peggiori di più, come il FMI aveva temuto nel commento alle previsioni pubblicate a ottobre.
I due pericoli maggiori sono il rimpatrio dei capitali, che potrebbe coinvolgere nella crisi i paesi emergenti e, di minore probabilità, una deflazione generale nei paesi sviluppati.
Per il momento l’unica notizia buona riguarda l’inflazione, che nel 2009 tornerà all’1,4% nei paesi sviluppati, dopo il 3,6% del 2008 e al 7,1% nei paesi emergenti dopo il 9,2%.
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economia 138

06/11/2008

Proposte della CGIL contro la crisi Illustrata la terapia d’urto necessaria per rilanciare i consumi e la domanda. Si è svolta ieri a Roma l’Assemblea dei quadri e dei delegati CGIL sul tema “Uscire dalla crisi. Le proposte della CGIL”. Il segretario generale della Confederazione ha presentato quello che ha definito “un vero e proprio manifesto-piattaforma”, un pacchetto di misure messe a punto per arginare la crisi economica in corso, rilanciare i consumi e tutelare il potere d’acquisto.
Quelli illustrati sono interventi di carattere economico, fiscale, di revisione delle politiche del welfare e dell’immigrazione, dirette ad ampliare il campo degli ammortizzatori sociali, sostenere i salari e le pensioni, favorire i progetti di innovazione, gli investimenti e gli strumenti di politica industriale, aumentare i finanziamenti per infrastrutture, bonifiche, efficienza energetica e dei trasporti, rafforzare la coesione sociale e il sistema di welfare, regolarizzare gli immigrati.
Le proposte, molto articolate, sono arrivate dopo l’elencazione delle iniziative programmate dalle diverse categorie di lavoratori per il mese di novembre e l’annuncio che “il Direttivo della prossima settimana deciderà le modalità di unificazione delle lotte”.
Le misure del manifesto-piattaforma partono dall’indicazione al governo: “Si apra un tavolo con le parti sociali a palazzo Chigi, si faccia pressione sulla BCE perché tagli i tassi e sull’UE perché flessibilizzando Maastricht, liberi risorse per infrastrutture e redditi”.

Per il sostegno all’occupazione la CGIL propone l’incremento della dotazione del Fondo per gli ammortizzatori sociali, la sua estensione a tutti i lavoratori che attualmente non ne hanno diritto, compresi i precari e quelli dei settori in cui non sono previsti in via ordinaria, il sostegno ai processi di formazione e riqualificazione e al reddito. “Sono provvedimenti che costano, ha detto il segretario generale, ma noi diciamo al governo, distogliete i fondi dalla detassazione dello straordinario, che non ha senso in una fase di crisi e investiteli per chi perde il lavoro o è precario”.
Il sostegno ai salari e alle pensioni, secondo il manifesto-piattaforma, può essere avviato subito con la tredicesima, ricorrendo all’extragettito di 8 miliardi ,incassato nei soli primi mesi del 2008 attraverso la maggiore imposizione sul lavoro dipendente e restituendo il fiscal drag.
La CGIL chiede la garanzia del Tesoro sugli affidamenti già concessi dalle banche, fino al compimento degli investimenti previsti dalle imprese, il pieno sostegno ai progetti di innovazione e strumenti di politica industriale dotati di maggiori risorse per aumentare il numero dei progetti e dei settori strategici.
In funzione anticiclica propone di dare l’avvio a un nuovo piano di investimenti pubblici per infrastrutture immediatamente cantierabili.
Nell’ambito di un programma straordinario di lotta alla povertà e alla crisi occupazionale, indica la necessità di un investimento intorno al miliardo di euro e i benefici per i lavoratori che svolgono attività faticose e usuranti.
Il documento infine affronta la questione dei lavoratori immigrati irregolari, che aumentano il lavoro nero e sommerso. Indica come soluzione una riforma della cittadinanza, in particolare per i bambini nati in Italia, che superi le discriminazioni, a cominciare da quella del diritto di voto.
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relazioni industriali62

No del Parlamento europeo alla clausola “opt out” Bocciato a  larga maggioranza l’allungamento della settimana lavorativa  fino a 60  e 65 ore. In giugno i 27 ministri del Lavoro dell’UE avevano inserito nella nuova Direttiva sul tempo di lavoro la possibilità per ogni Stato membro di modificare la propria legislazione prolungando la settimana lavorativa  oltre le 48 ore, sanzionate come diritto sociale dall’International Labour Organization quasi un secolo prima.
La clausola “opt out”, caldeggiata dal Regno Unito, stabiliva che con il consenso del lavoratore, esplicito, inequivocabile e scritto, il datore di lavoro poteva ottenere prestazioni di durata fino a 60 ore per tutti e fino a 65 per quelle categorie, il cui lavoro comprendeva tempi di attesa o attività di custodia e vigilanza. Dietro accordo con le rappresentanze sindacali anche le 65 ore potevano essere superate.
La Direttiva doveva essere approvata dall’Europarlamento, ieri però la commissione Lavoro ha respinto la clausola con 35 voti contrari, 13 favorevoli e 2 astenuti. Gli eurodeputati ritengono che la durata settimanale del lavoro non debba superare le 48 ore. Non sono ammesse deroghe e anche i tempi di attesa, di custodia e vigilanza devono essere compresi in questo tempo massimo.
Adesso il provvedimento che prolunga gli orari di lavoro ritorna in Parlamento. Per opporsi all’accordo di giugno dei ministri la clausola bocciata dalla commissione Lavoro dovrà ottenere la riprovazione di una maggioranza qualificata, costituita dalla metà più uno degli eurodeputati, 393 voti. Una plenaria che ha all'ordine del giorno questo oggetto è programmata per il prossimo 16 o 17 dicembre.
Per evitare il voto europarlamentari e ministri si incontreranno questa settimana per negoziare. Nel frattempo la Corte di Giustizia europea continua a condannare gli Stati membri che non rispettano la vecchia Direttiva, ancora in vigore.
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politica 137

05/11/2008

Novità nel cioccolato Nasce un prodotto che esprime lo spirito dell’Arabia e di Dubai. Il consumo del cioccolato è in aumento, il mercato mondiale dei prodotti supera i 42 miliardi di dollari e l’Europa ne costituisce il 45%. L’Italia è il quarto paese europeo per l’industria del settore, siamo passati in un quarto di secolo da 2 kg pro capite all’anno agli attuali 4.
Con il consumo sono aumentati anche i cioccolisti, veri e propri cacao-dipendenti, perché il cioccolato contiene alcune sostanze attive simili ai cannabinoidi, che riequilibrano un deficit biologico indotto dai neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore.
L’apparizione del cacao fuori dal Centro America risale al ‘500. Da allora il “cibo degli dei”, come lo chiamò Linneo, ha avuto numerose trasformazioni. L’ultima è stata annunciata dalla Al Nassma, un’azienda di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, che produce il cioccolato al latte di cammella.
Il latte di cammella è da sempre un alimento fondamentale per i beduini, necessario alla sopravvivenza nel deserto. Contiene vitamina C, ferro e potassio, ha meno zucchero, lattosio e grassi di quello vaccino. L’idea di impiegarlo in combinazione con il cacao è venuta a un gruppo di esperti, che da due anni facevano ricerche per individuare un prodotto dolciario, realizzabile negli UAE, competitivo ed esportabile.
Bisognava però superare il divieto di esportazione per motivi sanitari dei prodotti lattieri dai paesi arabi in Europa, immaginato come il principale mercato di sbocco prima di un’espansione del commercio su scala globale. La soluzione è venuta dal latte di cammella in polvere, prodotto da un’azienda degli UAE e dall’austriaca HM Chocolate Holding, un distributore socio al 50% di Al Nassma, che ha ottenuto l’importazione in Europa del cioccolato al latte di cammella, sia pure in polvere.
 Al Nassma, il nome della marca cioccolatiera, in arabo indica un vento fresco che nella stagione più calda reca sollievo alle persone che attraversano il deserto. Per il momento ha un’offerta limitata, tutta al latte di cammella: tavoletta con datteri, con noci di nacadamia e arance, con spezie orientali, di cacao solo o con latte intero, bombom con pistacchi, noci o crema di caffè. Il gioiello dell’offerta ha la forma di un cammello ed è fatto con cacao, latte, vaniglia e miele di acacia.
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competitivita 92

Obama vince Raggiunge il 53,1% dei voti, 7 milioni  e mezzo più di McCain, è primo in 30 Stati, ottiene  349  grandi elettori, diventa un Presidente nazionale, eletto anche in Colorado, Florida, New Hampshire,  New Mexico, Ohio, Pennsylvania e Virginia, tradizionali roccheforti repubblicane. 

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Secondo il sondaggio della CNN, più di due americani su tre hanno motivato il voto a Obama con le preoccupazioni per la crisi economica e finanziaria del loro paese, uno su dieci con la guerra in Irak e uno su undici con la sicurezza interna dal terrorismo.
Nelle contemporanee elezioni per la Camera dei Rappresentanti i Democratici hanno ottenuto 235 seggi contro i 199 dei Repubblicani, una maggioranza del 60%, in quelle per il Senato, in cui sono stati rinnovati 35 seggi, ne hanno conquistati altri 5 e hanno raggiunto una maggioranza del 56%.
In gennaio, dopo l’insediamento alla Casa Bianca, quando Obama comincerà ad operare, potrà contare su una maggioranza solida oltrechè sul vasto consenso personale, ottenuto in una delle elezioni a maggiore affluenza delle ultime avvenute negli USA.
Nel discorso pronunciato a Chicago, davanti ai suoi sostenitori, subito dopo avere conosciuto i risultati elettorali, Obama ha detto: “C’è voluto molto. Ma stasera grazie a quello che abbiamo fatto con queste elezioni, in questo momento storico, sappiamo che il cambiamento è arrivato in America…Se mai qualcuno dubitava ancora che l’America è un paese dove tutto è possibile, ha avuto la risposta”.
Il nuovo presidente dovrà in primo luogo ricostruire il sistema finanziario, favorire il rilancio dell’economia, risanare il debito pubblico, ristabilire la fiducia degli americani traumatizzati dalla recessione in atto e dalle prospettive negative dell’economia e dell’occupazione.
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politica 137

04/11/2008

Memoria selettiva Potenziamento delle aree cerebrali per via chimico-genetica La cancellazione dei ricordi e la rieducazione della mente sono stati temi d’impegno civile affrontati dalla cinematografia occidentale nel decennio 1965 – 75 per denunciare i pericoli di quello che allora si chiamava il “lavaggio del cervello”, una fantasia suggerita dalle opposte propagande dell’Alleanza atlantica e del Blocco sovietico. Il comportamento sarebbe stato condizionato dalla pubblicità subliminale per spingere il consumismo e da macchine della verità, indottrinamento e limitazione della libertà per spingere il comunismo.
Tre film, tutti derivati da romanzi di successo, diffusero l’allarme in Occidente. Sono “Ipcress” di Sidney Furie, “Fahrenheit 451” di François Truffaut e “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick, che in contesti diversi hanno protagonisti sottoposti a interventi nel cervello per adattare i loro comportamenti alle logiche di altri.
La paura degli anni della guerra fredda e del trionfo del capitalismo sembra del tutto fugata adesso che i neuroscienziati studiano come eliminare certi tipi di memorie traumatiche dal cervello per mettere le persone in condizioni di vivere meglio. Sette ricercatori dell’East China Normal University e del Medical College of Georgia (USA), coordinati da Joe Z.Tsien, hanno pubblicato in “Inducible and selective erasure of memories in the mouse brain via chemical-genetic manipulation”, Neuron, 60, october 2008, i risultati e il metodo seguito in un esperimento di laboratorio, condotto su topi transgenici, eliminando selettivamente certi ricordi e rinforzando la capacità di ricevere e conservare informazioni di altri ricettori cerebrali.
Gli autori scrivono che hanno indotto un’amnesia localizzata nei ricettori che avevano tracce dei ricordi traumatici e hanno stimolato gli aminoacidi che creano l’ambiente idoneo per attivare le reti neuronali perché altri ricettori potenziati catturassero il flusso dei messaggi supportati dal cervello.
La ricerca ha rilevato che, l’apprendimento può cambiare il percorso di connessione delle sinapsi con i neuroni.
La memoria ha quattro fasi distinte: l’apprendimento, il consolidamento delle conoscenze, l’immagazzinamento e il richiamo delle informazioni.
La sperimentazione ha dimostrato che un metodo chimico-genetico può inibire l’attività di richiamo in un’area cerebrale e potenziare l'apprendimento o lasciare inalterati il consolidamento e l'immagazzinamento in altre aree. La memoria può mettere in sicurezza o cancellare certi ricordi.
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fondamenti 91

Robert Combas, manifesto per "5/5 Figuration libre", 1984

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Meritocrazia & mignottocrazia Percorsi di riconoscimento delle competenze Paolo Guzzanti, deputato del PDL, editorialista del “Giornale” e blogger, scrive che è venuto il momento di dire basta con la mignottocrazia. Il termine, forse, di nuovo conio gli serve per qualificare una “nomina di scambio”, un posto di ministro, occupato in questo governo per motivi che esulano dalla valutazione delle capacità.
L’attacco giornalistico del parlamentare contiene allusioni gravi alle ragioni vere della nomina di una persona, che considera d’intelligenza politica nulla, a capo di un dicastero importante per il riconoscimento dell’uguaglianza dei cittadini.
Sia pure perché ha deciso di rompere i rapporti con il suo schieramento, come dicono i giornali, Guzzanti fa leva sui demeriti del ministro e tira in ballo l’importanza della meritocrazia nell’assegnazione delle cariche pubbliche, in sincronia certo involontaria con le istanze degli studenti scesi in piazza contro la “Gelmini”.
Il nostro paese è nell’Europa occidentale quello che ha le disuguaglianze maggiori  e il livello di benessere inferiore rispetto alle altre economie avanzate. Il riconoscimento della parità dei diritti e in primo luogo di quello allo studio e alla mobilità sociale è da quarant’anni il motivo ricorrente dei movimenti di contestazione, che puntano a trasformare la società italiana, abbattendo le élite del potere e allargando la partecipazione, o rilanciando lo sviluppo attraverso un aumento delle opportunità di ascesa sociale e la creazione di un governo degli ottimati.
Queste due concezioni di merito si scontrano da oltre un secolo nel nostro paese, in tutti i momenti di maggiore crisi e conducono le forze portatrici delle opposte visioni a soccombere al primo riflusso di quelle forze, che privilegiano l’appartenenza e l’obbedienza.
Il dibattito sulla meritocrazia, come si vede, da noi vola alto e per ancorarlo alla concretezza non bastano gli annunci, i convegni e i libri. Occorre mettersi d’accordo tra parti politiche, sociali ed economiche su un quadro normativo di criteri per identificare e sostenere il merito.
La storia insegna che tutti i tentativi di stabilire unilateralmente il merito e gli ottimati si sono trasformati in prepotenza e arbitrio, in operazioni di governo durate poco e finite male, nell’antica Grecia, a Roma, a Venezia e nell’Italia postunitaria. L’affermazione del valore del merito comincia dalla famiglia e dalla scuola e il riconoscimento di questo valore implica un paese educato a riconoscerlo da comportamenti esemplari, che non sono quelli di soddisfare il capo o di scegliere uno che piace ai dipendenti, come troppe volte succede nelle gerarchie delle aziende, nelle scelte elettorali e di governo.
E’ una rivoluzione culturale permanente quella necessaria, che valorizza le istituzioni democratiche in funzione della parità di diritti e di riconoscimenti, istituendo organismi aperti di consultazione e controllo popolare, in grado di aumentare la condivisione delle scelte di governo e di indirizzo, che possano servire allo scopo.
Fondamento della meritocrazia sono la comunicazione e la partecipazione decisionale. Senza di queste il riconoscimento del merito individuale non si coniuga con quello dei bisogni collettivi, non coinvolge i cittadini, i consumatori, i lavoratori, i familiari nei diversi livelli di attuazione della parità di diritti e opportunità, diventa tutt’al più tecnocrazia. Copyright2008©irio
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politica 137

03/11/2008

A 24 ore dal voto cresce il vantaggio di Obama Secondo i sondaggi da 6,9 a 11 punti di distacco su McCain Il 44° presidente degli USA non sarà eletto domani, come gli annunci di molti mass media lasciano credere. Il 4 novembre sono designati i grandi elettori, che sceglieranno il presidente, perché questo non è eletto a suffragio universale diretto ma dai delegati degli Stati. Si tratta di un’elezione locale a scala nazionale, come dicono gli esperti di sistemi elettorali.
L’elezione presidenziale si gioca in ciascuno dei 50 Stati. Per essere eletto il candidato deve ottenere almeno 270 voti dei grandi elettori, più della metà di quelli che vengono designati nei 538 collegi complessivi. Il numero dei voti minimi è fissato per ogni Stato, sommando la consistenza dei senatori, che è sempre di due e quella dei rappresentanti alla Camera, che varia da uno a cinquantatre, a seconda della popolazione residente.
Il candidato che riceve più voti in uno Stato prende tutti i grandi elettori di quello Stato. Può capitare che uno ottenga più voti su scala federale e perda la Casa Bianca, come successe nel 2000 ad Al Gore che fu sconfitto da Bush pur ottenendo la maggioranza dei suffragi.
Per vincere è necessario ottenere più voti (anche uno solo di differenza) negli Stati chiave, gli “Swing States”, quelli che eleggono più grandi elettori e possono variare da una parte all’altra della Federazione, in funzione del loro numero di votanti . Su questi Stati punta McCain, che sta gettando tutte le forze in Stati come l’Ohio e la Pennsylvania, che da soli contano già 41 grandi elettori. L’elezione definitiva avrà luogo perciò il 15 novembre, quando questi si pronunceranno.
Pur con questo meccanismo elettorale farraginoso e a risultato incerto fino all’ultimo minuto, i sondaggi accreditano a Barack Obama 11 punti di vantaggio sul suo avversario. Il candidato democratico, stando alle intenzioni di voto raccolte dall'Istituto Gallup, dovrebbe ricevere il 55% - 53% dei consensi contro il 44% - 41% di quello repubblicano. Il 73% degli elettori del Partito Democratico si dicono entusiasti per la campagna condotta dal loro candidato, contro il 59% degli elettori del Partito Repubblicano.
 Altre indicazioni di consenso vengono dai grandi organi d’informazione, dalle donazioni delle aziende e dei privati e dalle prese di posizione di sempre nuovi autorevoli protagonisti della politica, dell’economia e della cultura. I contributi economici ad Obama gli hanno consentito l’exploit pubblicitario di mezz’ora di presenza in televisione nel prime time, nel momento di massima visibilità possibile per la sua campagna di comunicazione.
La popolarità del candidato democratico, dal 18 settembre, data d’inizio della campagna elettorale è aumentata. I sondaggi, che alla partenza lo vedevano con un distacco di 1,9 punti su McCain, sono passati a 6,9, anche secondo RealClear Politics, considerato l’istituto di ricerche più affidabile. La storia dei sondaggi pre-elettorali dal 1948 mostra che non è mai successo che un candidato, distaccato di oltre cinque punti a una settimana dal voto, abbia invertito la tendenza e sia diventato presidente.
Copyright2008©irio  Barack Obama, John McCain, elezioni americane 

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politica 137