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30/06/2008

GIUGNO

4 temi, 36 post e 50 commenti

ENERGIE

Dilemmi dell'energia nucleare; Zeng Fanzhi; Energia blu, carburante creativo; Speranze di rinascita e utopie urbane nella bicicletta; Robot direttore d'orchestra; Leonora Carrington; Politiche per la conciliazione tra lavoro e vita; Stampa mondiale a due velocità.

INTERNAZIONALITA'

Pericolosa svolta delle seconda globalizzazione; Banksy;  Produzione, consumo e riserve di petrolio; Lavoro sempre più precario, pericoloso e malpagato; Accordo dei ministri del Lavoro UE sull' "opt out" ; Gianluigi Brancaccio; Harvard a caccia di studenti poveri; Video comunicazione online; Radiazioni dai telefonini; Appello contro i rischi dei telefonini.

CAMBIARE ALMENO LA FACCIA

Esperto di Risorse umane per Domenech; Attenzione, utilizzo delle competenze e produttività; Lavori d'oro nel settore finanziario; Terapie alternative per i disoccupati di Maaastricht; Jasper Johns;  Cambiare faccia e abbigliamento e vedere l'effetto online; Indice mondiale della qualità della vita; Fernand Léger; Conquista e difesa delle posizioni di forza; Posti di lavoro super hi-tech.

TIPICO E ATIPICO

Lavori atipici e professioni non regolamentate; Azionariato dei dipendenti e performance aziendale; Limiti dell'audit sociale sulle condizioni di lavoro; 10 milioni di milionari nel mondo; Proteine base dell'evoluzione cerebrale; Psicologia da bazar; Formula matematica per un sandwich perfetto;Loomit.

POST PIU' COMMENTATI

Lavori atipici e professioni non regolamentate
Esperto di Risorse umane per Domenech
Dilemmi dell'energia nucleare 
Produzione, consumo e riserve di petrolio 
Terapie alternative per i disoccupati di Maastricht 
Accordo dei ministri del Lavoro UE sull' "opt out" 
Robot direttore d'orchestra 
Stampa mondiale a due velocità 

 

 

Postato da: orsola a 17:48 | link | commenti

Lavori atipici e professioni non regolamentate

"Il mondo delle nuove identità di lavoro è variegato e complesso: troviamo liberi professionisti e lavoratori che collaborano su specifici progetti con una o più imprese, giovani che occasionalmente svolgono prestazioni lavorative e persone che, sotto le mentite spoglie di un contratto di collaborazione, svolgono un lavoro subordinato. Un tratto li accomuna: l'esclusione dal sistema dei diritti e delle tutele".

L'affermazione di apertura del sito di NIDIL - CGIL è chiara e impressiva, come si conviene a una comunicazione di massa rivendicativa.

NIDIL (Nuove identità di lavoro) è una struttura sindacale, costituita dieci anni fa per dare tutele, protezione sociale, formazione professionale e altri vantaggi economici a quegli oltre tre milioni di parasubordinati iscritti  alla gestione separata INPS, titolari di partita IVA, occupati nell'economia sommersa. Ci sono dentro lavoratori della conoscenza (giornalisti, formatori, tecnologi, borsisti e dottorandi, associati in partecipazione), colletti blu ad alta qualificazione, lavoratori manuali e operatori aziendali obsoleti, scesi di gradino in gradino nella scala delle occupazioni e della retribuzione.

Come il NIDIL le altre due Confederazioni hanno costituito strutture analoghe. C'è così l'ALAI - CISL, per i lavoratori atipici e interinali e il CPO - UIL per l'occupazione dei lavoratori atipici.

Sono tre forme associative diverse da quelle costituite dagli esercenti attività professionali per le quali "è necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi" e da quelle delle "professioni non regolamentate". L'art. 2229 c.c. è chiaro "l'accertamento dei requisiti per l'iscrizione negli albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere disciplinare sugli iscritti sono demandati alle associazioni professionali sotto la vigilanza dello Stato".  Per le professioni regolamentate il ministero della Giustizia, delle Attività produttive, dell'Istruzione, del Lavoro e della Salute sono, di volta in volta, incaricati di vigilare sui 70 Ordini e Collegi, responsabili della disciplina degli iscritti nell'osservanza delle regole, che vanno dalla deontologia professionale alle questioni relative agli onorari.

Ci sono infatti gli Ordini degli Avvocati, degli Psicologi, dei Farmacisti, dei Medici-Chirurghi e i Collegi dei Periti industriali, degli Audioprotesisti, degli Ottici, dei Maestri di sci. Vi si accede con  un titolo di studio specialistico indirizzato all'esercizio della professione (la laurea per gli Ordini e il diploma per i Collegi) e un esame di abilitazione o di ammissione.

Il sempre periclitante CNEL ha presso di sè un Elenco di 155 associazioni delle professioni non regolamentate, su 196 esistenti. Nella lista ci sono quelle in possesso di alcuni requisiti: un ambito professionale determinato, un codice deontologico, assicurazioni sulla responsabilità civile degli associati per gli eventuali danni arrecati nell'esercizio dell'attività professionale, una disponibilità di adeguate strutture organizzative e tecnico-scientifiche, una verifica e aggiornamento dei professionisti associati.

Nel disegno di legge sulle "Professioni non regolamentate", predisposto dal CNEL nel gennaio 2003 è scritto all'art.3 "Le associazioni riconosciute...sono di natura privata, su base volontaria e possono rilasciare periodicamente agli iscritti, previe le necessarie verifiche, un attestato in ordine al possesso di requisiti professionali, all'aggiornamento professionale e al rispetto di regole di correttezza nello svolgimento dell'attività professionale. In ogni caso l'attestato non è requisito necessario per l'esercizio dell'attività professionale". Le associazioni riconosciute sono iscritte in appositi registri istituiti presso il ministero della Giustizia.

Il registro non è stato mai realizzato, perchè il disegno di legge del CNEL non è stato sottoposto all'approvazione delle Camere.

Nel frattempo NIDIL - CGIL, ALAI - CISL e CPO - UIL hanno discusso con i governi,  fatto pressione e sollevato vertenze, ottenuto miglioramenti delle tutele e della protezione sociale dei lavoratori atipici.

E' facile capire perchè, stando al " V Rapporto di monitoraggio sulle professioni non regolamentate", elaborato dal CNEL, solo il 30% dei professionisti che svolgono le 196 attività non regolamentate aderiscono alle associazioni.

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Postato da: orsola a 13:34 | link | commenti (8)
occupazione 109

27/06/2008

Loomit, "Nestle", 2007, murale a Monaco.

Postato da: orsola a 12:22 | link | commenti

Formula matematica per un sandwich perfetto

Geoffrey Nute, Senior research fellow nel dipartimento di Scienze veterinarie dell'University of Bristol, è autore di 78 contributi scientifici pubblicati in 18 anni, come indica il database dell'ateneo, che lo fanno uno specialista di carni.

Corre il rischio di essere conosciuto dal grosso pubblico in abbinamento al quarto conte di Sandwich, quel John Montagu, abile diplomatico, sempre più ricordato dai posteri per l'invenzione - attribuitagli impropriamente - del panino che dal suo predicato nobiliare ha ricevuto il nome.

Il Daily Mail scrive infatti che Nute ha elaborato e resa nota la formula matematica di un perfetto sandwich al formaggio. Eccola:

Formula

W= lo spessore in millimetri del formaggio (cheddar, naturalmente, ma può essere sostituito con un altro della stessa consistenza);
b= lo spessore della fetta di pane;
d= il tipo di pane (comune, integrale, di segale, ecc);
s= lo strato di burro o margarina;
m= la quantità di maionese;
c= l'untuosità desiderata
v= la quantità di salsa di pomodoro;
p= lo spessore delle verdure;
t= la quantità dell'aromatizzatore;
I= lo spessore della foglia di lattuga.

Può sembrare complicato, ma vuoi mettere la soddisfazione di gustare un vero sandwich fatto da sè e di poterlo offrire agli amici al ritorno da Londra con più orgoglio della solita ricetta, rubata a Petrus, Christofer's o Mantra.

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Postato da: orsola a 12:16 | link | commenti (1)
societa 295

26/06/2008

Azionariato dei dipendenti e performance aziendale

In America un dipendente d'azienda su quattro possiede azioni dell'impresa per cui lavora. La proporzione scende a uno su cinque in Europa, a uno su dieci in Francia e a uno su venti in Italia. E su tale fenomeno ci sono opinioni diverse. I sostenitori dell' azionariato diffuso tra i lavoratori  lo considerano uno strumento utile per favorire l'identificazione dei dipendenti con l'azienda e per stabilizzare la struttura del suo capitale. I contrari vi vedono il tentativo del management di gestire con meno vincoli, di indebolire la governance in una dispersione dei titoli di proprietà e di trasferire il rischio d'impresa anche sul personale.

Il tema della "share economy" sta tornando d'attualità, come non accadeva dalla fine del secolo scorso, per iniziativa del nuovo governo. Lo prova da ultimo il dibattito su Radio Radicale che ha visto anche la presenza del ministro del Lavoro.

La Francia è il paese d'Europa in cui questa forma di partecipazione è più diffusa e regolamentata dalla norme di due leggi del 2002 e del 2006.

Perciò due esperti di strategia aziendale, che insegnano nell' Ecole de Commerce Europeenne, ECE e nell' Ecole de Management, EM di Lione, Xavier Hollandts e Guedri Zied, hanno realizzato una ricerca su "Les salariés capitalistes et la performance de l'entreprise", i cui  risulltati sono apparsi sulla "Revue française de gestion", 3, 2008.

Appoggiandosi su un campione di 150 aziende simili per variabili di controllo, 62 ad azionariato dei dipendenti e 88 senza, hanno verificato gli effetti di una presenza dei dipendenti azionisti nei consigli di amministrazione.

Hanno così constatato un aumento della produttività nelle aziende in cui c'è l'azionariato. Questo diminuisce il turnover del personale e l'assenteismo, dà una crescita di produzione che arriva fino al 4-5% in più rispetto alle aziende senza azionariato.

Ma la presenza di dipendenti azionisti nei consigli di amministrazione riduce queste differenze. Secondo i due ricercatori, il motivo starebbe in una maggiore cautela e un minore orientamento al rischio dei rappresentanti dei dipendenti azionisti.

La cautela sarebbe invece minima quando i lavoratori capitalisti sono rappresentati in consiglio di amministrazione da sindacalisti. 

Risalirebbe quando viene scelto e nominato un professionista o un delegato retribuito. Peserebbero in questo caso cautele formali, di rispetto delle norme e delle procedure a cui si attiene una persona specificamente incaricata di garantire la tutela degli interessi di parte.

Lo studio indica una forma di rappresentanza dell'azionariato dei dipendenti da preferire alle altre possibili, a seconda del modello di business, della strategia e della fase del ciclo di vita aziendale.

L'articolo ha per riferimenti un'ampia bibliografia finale e numerosi casi europei, americani e giapponesi, tratti dalla letteratura internazionale sulla rappresentanza dei dipendenti nel governo d' impresa riassunti in apertura.

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Postato da: orsola a 18:02 | link | commenti (1)
gestione e sviluppo 260

Psicologia da bazar

Daniel Goossens, o semplicemente Goossens come firma spesso, è un autore di fumetti e un ricercatore sull'intelligenza artificiale dell' Université de Paris 8, dipartimento di Arti plastiche. Come fumettista ha pubblicato una ventina di album in cui ha sviluppato per immagini le sue considerazioni sulla società, i comportamenti e le mode, dando prova di un umorismo graffiante e di un disegno incisivo, iperrealizzato da un tratto, che esprime le identità dei personaggi e da un contesto ricco  di dettagli, che rafforzano queste identità.

La serie Georges et Louis romanciers è costituita da sei volumi , apparsi tra il 1993 e il 2006. I due protagonisti sono palesemente ispirati ai fratelli Goncourt e le questioni che sollevano nei loro dialoghi per mezzo dei fumetti sono fondate scientificamente e ricche di richiami colti allo stato attuale dei problemi sociali. Goossens fa della divulgazione mai acritica e mai cerebrale e invita a partecipare alle discussioni sulla fine del mondo per distruzione umana, sulla paura dell'altro, sull'apparenza mediatica.

"Introduction à la psychologie de bazar", Fluide Glacial, Paris, 2008, rinnova il secondo volume della serie Georges et Louis, apparso nel 1993. Invita il lettore a dibattere con i due personaggi  sugli abusi della psicologia commerciale, quella orecchiata dai mass media, dalle sette, dalle false tecniche e dai seminari di formazione relazionale.

Il libro in formato grande è diviso in pagine di disegni che affrontano i problemi della classificazione dei comportamenti, dei disturbi di personalità, di autocoscienza, di massacro della diversità, del bla-bla-bla sul dover essere, della tecnica come applicazione ed esclusione.

La narrazione parte dalle "scoperte" che Georges, uomo che si nutre di quotidiani, trasmissioni televisive e riviste divulgative, ha fatto sulle caratteristiche psicologiche di Louis. Gli fa notare, mentre gli legge qualcosa ad alta voce, che, da come lo conosce, egli presenta tutti i sintomi del maniaco-depressivo e alle resistenze del compagno aggiunge la sua interpretazione sulle cause che hanno prodotto quei disturbi. "Se opponi questo è certo dovuto ai rapporti ambigui che hai con tua madre". Un dialogo esilarante, che riproduce quella psicologia a un tanto al chilo, che a forza di teorie prefabbricate e scorciatoie psicoanalitiche, dà valutazioni e ricette per guarire dai disturbi del comportamento.

Scorrono così, per opera dell'uno e dell'altro, tutti i precetti più banalizzati della teoria freudiana, che le immagini smentiscono puntualmente pagina per pagina, dai lapsus alla rimozione, dalle fasi di sviluppo della libido a quelle della cultura.

Un'educazione critica per difendersi dalle elucubrazioni, che servono all'egemonia della psicologia commerciale, rappresentata da Goossens con un'abilità che incatena il lettore ai confini dell'assurdo.

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Postato da: orsola a 13:25 | link | commenti (1)
formazione 112

25/06/2008

Limiti dell'audit sociale sulle condizioni di lavoro

La FIDH, la Federazione internazionale delle leghe dei diritti dell'Uomo è una rete internazionale di 155 associazioni presenti in oltre 100 paesi dei cinque continenti. Costituita nel 1922, coordina e sostiene l'opera delle associazioni per il rispetto dei principi enunciati nella "Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo", per mezzo di missioni d'inchiesta e d'osservazione giudiziaria, programmi di formazione e di scambio, lobbying sulle organizzazione governative internazionali, mobilitazione dell'opinione pubblica.

Dal 1997 collabora con il gruppo francese Carrefour, leader europeo dei supermercati e degli ipermercati, per valutare lo stato dei diritti sociali nell'industria tessile del Bangladesh, dove l'azienda della grandissima distribuzione ha un centinaio di fornitori.

Carrefour ha fatto realizzare nel 2007, da esperti esterni, più di 600 audit sociali nei paesi a rischio di rispetto dei diritti fondamentali  dei lavoratori, in cui è presente  con la sua catena di acquisto e ha interrotto i rapporti con quei fornitori che non hanno voluto migliorare le condizioni di lavoro o applicare i trattamenti di leggi e retribuzioni indicati.

Ha chiesto perciò alla FIDH di inviare una missione in Bangladesh per rilevare le condizioni dei lavoratori nell'industria dell'abbigliamento di quel paese, di misurare gli effetti degli audit sociali compiuti sui fornitori legati alla sua catena d'acquisto, di valutare le aziende tessili esportatrici e di formulare raccomandazioni al governo del paese asiatico e alle multinazionali che vi si approvvigionano.

Il rapporto di missione "Labour right in the supply chain and corporate social responsability" è stato pubblicato la scorsa settimana.

Nota i miglioramenti avvenuti, nell'eliminazione del lavoro infantile, nel rispetto dei salari minimi, nella scomparsa delle multe e in alcuni casi di risanamento dell'ambiente e  alleggerimento degli orari di lavoro.

Ma rileva altresì che persistono numerose violazioni in materia di libertà d'associazione e diritti sindacali, di accesso al ricorso contro la violazione  di diritto del lavoro, di retribuzione dignitosa, di straordinari eccessivi, di congedo per maternità.

Il rapporto evidenzia una sostanziale debolezza degli strumenti di audit sociale impiegati dalle aziende di certificazione usate da Carrefour. Per le rilevazioni sono state utilizzate una carta ecologica, una di qualità e una sociale, ma anche quando i problemi sono stati individuati, i correttivi suggeriti o non erano realistici per l'organizzazione del fornitore e del distributore, o avevano i termini di attuazione a due anni, o non specificavano le responsabilità del fornitore e solo il distributore vi si conformava per quello che poteva.

Spesso i questionari usati per gli audit sono stati occasione di contrasto tra le norme francesi di diritto del lavoro seguite da Carrefour e quelle nazionali o locali seguite dal fornitore. Lo stesso è avvenuto con i programmi di formazione suggeriti.

Il rapporto raccomanda perciò di non limitarsi alla rilevazione dei problemi, ma di redigere programmi fattibili e di dare assistenza per la realizzazione.

La FIDH e la ONG bangladeshana Karmojibi Nari  proseguiranno insieme il lavoro di diagnosi e miglioramento.

Le aziende della grandissima distribuzione alimentare, i fornitori, la FIDH e la rete sindacale internazionale UNI si sono impegnate ad agire insieme nel quadro del Global social compliance programme per affrontare i problemi delle remunerazioni e delle partiche d'acquisto nel Bangladesh.

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Postato da: orsola a 17:43 | link | commenti

10 milioni di milionari nel mondo

Nel 2007 il numero dei milionari in dollari è aumentato di 600.000. Quelli che possiedono un patrimonio superiore al milione sono diventati esattamente 10.100.000 e altri 600.000 si sono aggiunti alla conta fatta nel 2006. Sono diventati il doppio di quanti erano dieci anni fa e l'insieme delle loro fortune è stato di 40.700 miliardi, cioè il 9,4% in più della somma calcolata l'anno prima. Ciascuno di essi possiede in media 4 milioni.

La 12ª edizione dell' "Annual world wealth report", pubblicato ieri da Merrill Lynch e Capgemini non sorprende. I fortunati del rapporto sono appena lo 0,15 della popolazione mondiale e risiedono per oltre la metà negli USA, che hanno 3 milioni di milionari, in Giappone, dove ce n'è 1,5 milioni e in Germania, che ne raccoglie 826.000. Le grandi fortune, dai 30 milioni di dollari in su, sono state di 103.320 persone, l'8,8% in più del 2006. I loro patrimoni hanno rappresentato il 37% di tutte le ricchezze considerate dal rapporto.

La crescita della ricchezza e dei milionari del pianeta è dovuta allo sviluppo dell'economia nel 2007, rimasta forte malgrado le turbolenze finanziarie iniziate in estate.

Le tre aree geografiche che hanno più incrementato il loro numero sono state il Medio Oriente con il 15,6%, l'Europa dell'Est con il 14,3% e l'America Latina con il 12,2%. Una crescita che si spiega con l'aumento dei prezzi delle materie prime e delle nuove piazze finanziarie.

I paesi con il più forte sviluppo di milionari sono stati l'India con il 22,7%, la Cina con il 20,3%, il Brasile con il 19,1% e la Russia con il 14,4%.

La Cina ha ormai più milionari della Francia, che è stata scavalcata con i suoi 394.320, l'1,3% in più del 2006.

L'Italia, secondo il rapporto, ha avuto 208.000 ricchi, che possono rientrare tra quelli classificati. Il numero è cresciuto nel 2007 solo dell'1,1%.

I ricchi dovrebbero aumentare a un tasso del 7,7% fino al 2012. La tendenza al sorpasso per numero di milionari delle economie emergenti su quelle mature continuerà. L'Europa potrà avere uno sviluppo medio annuo di poco superiore all'1%. Nei prossimi anni i paesi asiatici si piazzeranno rapidamente alle spalle degli USA.

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Postato da: orsola a 12:30 | link | commenti (2)
economia 138

Proteine base dell'evoluzione cerebrale

Una delle grandi sfide che gli scienziati stanno affrontando da tempo è di capire che cosa abbia determinato la configurazione e il funzionamento del cervello umano.

La teoria prevalente è che la dimensione e il numero delle sinapsi siano alla base della potenza cerebrale, perchè servono a smistare e a traghettare le informazioni. Gli studiosi hanno ritenuto che questi punti, in cui il segnale elettrico che attraversa il neurone si trasforma in segnale chimico e passa al neurone vicino, fossero all'origine della crescente qualità e complessità del sistema nervoso a mano a mano che si sale dagli invertebrati agli animali vertebrati, come l'uomo. 

Un gruppo di ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute di Cambridge, specializzato nelle ricerche sul genoma e delle facoltà di Medicina delle University of Keele ed Edinburgh, diretto dal professor Seth Grant, ha proceduto a un confronto delle diverse specie animali. L'équipe inglese ha constatato che il cervello è ancora più complesso di quello che s'immaginava.

"La visione semplicistica, secondo la quale una maggiore potenza cerebrale si spiegherebbe con più sinapsi, non resiste al nostro studio", spiega lo scienziato. "Nessuno s'era ancora interessato alla composizione molecolare delle connessioni neuronali confrontando più specie. Abbiamo trovato notevoli differenze nel numero di proteine".

Le connessioni nervose sono evolute in modo diverso tra le specie nel corso dei millenni. Su 600 proteine presenti nelle sinapsi dei mammiferi analizzati solo il 50% si trovano anche in quelle degli invertebrati e addirittura il 25% negli animali monocellulari.

Un'articolo pubblicato da Grant e i suoi colleghi in "Nature Neuroscience" di giugno e intitolato "Evolutionary expansion and anatomical specialization of synapse proteome complexity" rivela che alcune proteine importanti per la memoria e l'apprendimento si trovano perfino nelle cellule del lievito e servono a reagire a situazioni ambientali, come la scarsità di nutrimento o i cambi di temperatura. Le proteine presenti negli animali monocellulari sono delle sorti di protosinapsi, legate a comportamenti molto semplici. Il numero e la complessità delle proteine sarebbe esploso con l'apparizione degli animali multicellulari.

Lo studio inglese ha il merito di situare il cervello nella sua evoluzione molecolare. I ricercatori hanno i identificato un "Kit di base" di circa 150 proteine presenti negli esseri viventi più semplici e implicati nei comportamenti più elementari. "Potrebbero rappresentare le origini ancestrali del cervello", secondo l'articolo.

L'evoluzione della protosinapsi avrebbe contribuito alla differenziazione tra invertebrati e vertebrati e all'apparizione di regioni cerebrali diverse. Con lo sviluppo molecolare gli animali hanno aumentato la loro potenza cerebrale e tra i mammiferi gli uomini in particolare sono stati in condizione di conoscere e agire più degli altri.

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Postato da: orsola a 10:44 | link | commenti
fondamenti 91

23/06/2008

Posto di lavoro super hi-tech

Altro che Dilbert, l'impiegato di Scott Adams tenace nel lavoro e stabile nel cubicolo, perseguitato dal boss dai capelli a punta e dal malvagio direttore del personale, nel concepire "Emperor" la canadese Novelquest deve aver pensato alle aziende della Silicon Valley, ai telelavoratori e alla cuccia con Van Gogh di Snoopy.

Emperor è infatti una poltrona da lavoro, grande e comoda come quelle che si trovano nelle stanze di comando delle imprese, dotata di un tettuccio ad arco, che fa venire in mente la C1 125 della BMW e mette a disposizione del superqualificato lavoratore che vi s'insedierà tre monitor, una tavoletta per il pc e qualche appunto a mano, un impianto audio in THX Dolby surround, il filtro dell'aria, le webcam. E' la coda dello scorpione imperatore (pandinus imperator), il più grande del mondo, a complemento di un posto di lavoro da astronauta.

Un insieme di arte e tecnologia, che dovrebbe facilitare il riflettere, l'immaginare e il comunicare del lavoratore della conoscenza, superproduttivo eroe della organizzazione futura.

Chi userà questo posto di lavoro potrà inventare o realizzare prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, giocare, guardare film, sentire musica, riposarsi, godere della climatizzazione. Sarà un lavoratore a tutto servizio, trattato con riguardo, abituato al benessere e all'agio, ma più indifeso di Dilbert e privo anche della compagnia del cane Dogbert o del topo Ratbert, l'ospite abusivo che si comporta come uno di famiglia.

Sull'Emperor c'è posto per uno solo, che voglia stare al gioco dei più avanzati equilibri verso la deregolazione del lavoro. Un attrezzo a una dimensione, che Patrick Laflamme Duval e Martin Carpentier, i due progettisti di Novelquest presentano con l'orgoglio di avere contribuito ai successi di un'azienda che lavora nel "creare tecnologie innovative per la mente e per il corpo".

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Postato da: orsola a 13:21 | link | commenti (1)
tecnologia 115

20/06/2008

Jasper Johns, "Green angel", 1990, encausto e sabbia su tela.

Postato da: orsola a 12:08 | link | commenti

Terapie alternative per i disoccupati di Maastricht

Con il 2,9% di disoccupazione e il 70% di occupazione femminile i Paesi Bassi hanno senza dubbio la migliore situazione degli impieghi nell'UE 27, dove il tasso medio di disoccupazione è del 6,8%, mentre quello dell'Italia è superiore al 7%.

Ha destato scalpore ugualmente la notizia diffusa dal quotidiano "De Limburger Dagblad" che i funzionari dell'assessorato ai Servizi sociali del comune di Maastricht, nella provincia di Limburg, la settimana scorsa avessero consigliato ad alcuni disoccupati di lunga durata di sottoporsi a una terapia di meditazione d'ispirazione animistica per ritrovare l'equilibrio interiore e aumentare le possibilità di successo nella ricerca del lavoro.

La terapia sarebbe durata 10 sedute con un costo di 900 euro a carico delle finanze pubbliche. Avrebbe favorito una rigenerazione degli interessati, una reincarnazione in persone più attive.

I funzionari avrebbero fatto forti pressioni sui disoccupati, arrivando perfino a minacciarli di sospendere il versamento dell'assegno, stabilito dalle leggi sulla flessicurezza.

L'assessore ai Servizi sociali Luc Winants, intervistato da "De Limburger" ha chiarito che non è la prima volta che vengono dati suggerimenti simili e il ricorso alla medicina parallela è raccomandato nei casi più gravi, quando altri interventi non hanno avuto successo. Anzi, ha ricordato, c'è stato un contenzioso con una donna disoccupata che aveva fatto richiesta di quella terapia senza ottenerla.

Sollecitato dal caso, il settimanale "HP/De Tijd" ha rivelato che il ministero della Difesa ha speso in sette anni 90.000 euro per corsi di meditazione buddista riservati ai suoi dipendenti, ha consultato uno specialista in "flussi di energia e radiazioni terrestri" prima di installare un sistema di sicurezza e perfino quelli dei servizi segreti usufruiscono di un centro di meditazione.

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Postato da: orsola a 11:15 | link | commenti (3)
societa 295

19/06/2008

Conquista e difesa delle posizioni di forza

I videogame del genere MMORPG, massively multiplayer online role palying game, possono essere giocati su Internet contemporaneamente da migliaia di giocatori, che interagiscono assumendo  ruoli in evoluzione insieme con il contesto. Sono simulazioni più efficaci della formazione-intervento per migliorare il comportamento organizzativo e le abilità di direzione.

I MMORPG hanno ormai dieci anni. Non tutti sanno che il primo "Extremelot" è stato realizzato in Italia, in forma di chat come fantasy medioevale. Da allora la tecnologia è evoluta e si sono registrati i grandi successi di "World of Warcraft" e "Il signore degli anelli. Da gioco per bambini e per adulti in cerca di distensione i videogame sono diventati media per l'addestramento su misura, come succede nell'esercito e nell'industria americana, per la selezione e lo sviluppo, come mostrano gli esempi  del bilancio di competenze e dell'orientamento professionale del ministero del Lavoro francese o di comunicazione sociale, per la lotta alla droga e all'evasione fiscale, come fanno i ministeri della Salute e delle Finanze messicani.

"Age of Conan. Hyborian Adventures", opera di Funcom, una talentuosa software house di Oslo, è l'ultimo esempio, basato sul cosiddetto siege warfare, la conquista e la difesa delle fortezze e sul real combat, centrato sull'individuazione dei punti deboli degli avversari e sulle tattiche, le mosse, le armi e  i colpi sferrati.

La storia è ispirata alle gesta del barbaro Conan, personaggio di fantasia dello scrittore americano Robert E. Howard. Conan è l'antieroe di un mondo, Hyboria, popolato da divinità, creature mitologiche e uomini sempre in guerra. Un territorio in cui si compiono atti di eroismo estremo e terribili violenze.

I giocatori di "Age of Conan" possono decidere se giocare da soli o con altri. Devono scegliere il sesso, l'aspetto e l'abilità del proprio alter ego, avendo a disposizione tre razze e dodici professioni diverse. Agiscono in un territorio  vastissimo, che comprende le isole Baracha, fra cui Torgage, dove inizia l'avventura, i regni di confine e le regioni di Cimmeria, Aquilonia, Stigia. Regioni che ricordano a volte l'Europa, a volte l'Africa o l'Asia e misurano da uno a sedici chilometri quadrati. Hanno caratteristiche orografiche e climatiche differenti. Vi si può viaggiare con  mezzi di trasporto diversi, meccanici o trainati da animali.

A seconda della razza e della professione scelta, l'alter ego è dotato di un set di abilità di base e di abilità particolari, che devono essere attivate premendo un pulsante o che possono presentarsi automaticamente in un determinato frangente. I personaggi sono dotati di potenzialità, che  si attualizzano  o si sviluppano in funzione di quello che il personaggio fa durante il gioco.

Il comportamento e i risultati ottenuti con l'alter ego permettono al giocatore di avanzare lungo i primi venti livelli del gioco e quelli successivi. Si può giocare online e offline anche dall'inizio. Mentre bisogna raggiungere almeno il quarantesimo livello per partecipare alle grandi battaglie.

"Age of Conan" è un gioco  ricco di dialoghi, di prese di decisione, di scelte di strategia e tattiche, di realizzazione della coerenza fra mezzi e scopi.

La grafica e gli scenari sono iperrealistici e coinvolgenti.

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Postato da: orsola a 17:52 | link | commenti (3)
formazione 112

18/06/2008

Lavori d'oro nel settore finanziario

Come in tutti i mercati anche in quello del lavoro i prezzi sono pagati in funzione dell'utilità  e della rarità. La prima è data dal contributo fornito con il lavoro ai risultati organizzativi, la seconda dalla quantità di persone in possesso delle competenze necessarie per conseguirli.

Le indagini retributive, che periodicamente sono svolte da specialisti della direzione Risorse umane sul mercato del lavoro, hanno lo scopo di individuare la fascia di compensi in cui collocare lo stipendio corrispondente al ruolo, al potenziale e alle esperienze di una persona inserita o da assumere in un'organizzazione.

Dall'indagine retributiva 2008 di Robert Half per il settore Finanza e Contabilità emerge che i ruoli più richiesti, con le migliori remunerazioni e possibilità di carriera, sono in Europa quelli del consolidatore di bilancio, del responsabile della contabilità, del controller, dell'analista dei rischi, del gestore degli hedge fund, del gestore di patrimoni, dell'attuario, del responsabile dei clienti per la previdenza, le pensioni integrative e il risparmio.

L'adozione delle norme internazionali d'informazione finanziaria, IFRS, effettive dall'1 gennaio 2005, spingono i gruppi di medie dimensioni a internalizzare il consolidamento del bilancio. Per reclutare un consolidatore, il cui numero è ancora limitato, i grandi gruppi non esitano a presentare il proprio settore consolidamento come la via maestra per fare carriera e così costituirsi un polmone di giovani ad alto potenziale.

Il consolidatore perciò ha retribuzioni che variano dai 35.000-45.000 euro all'anno per quelli con meno di tre anni di esperienza a 60.000-95.000  per chi supera i dieci anni, con una parte variabile dello stipendio che può arrivare fino al 15% dei compensi.

Per questo ruolo sono richieste competenze tecniche di gestione contabile, conoscenza di norme, forti capacità di analisi e diagnosi, utilizzo degli strumenti ICT dedicati.

Il responsabile della contabilità definisce le informazioni contabili e fiscali dell'azienda, interfaccia tutti i servizi e fornisce la rendicontazione che serve al bilancio consolidato e al reporting per la casa madre. Deve possedere capacità di leadership e una visione internazionale della gestione contabile.

La sua retribuzione lorda può variare da 50.000-70.000 euro all'anno per chi ha meno di cinque anni di esperienza a 80.000-130.000 per chi ne ha di più.

Il controller coordina l'insieme dei processi di reporting e di budget, redige il tableau de bord e predispone gli indicatori di performance a supporto delle decisioni.

La retribuzione varia da 35.000-45.000 euro per chi ha meno di tre anni di esperienza a 55.000-70.000 per chi ne ha più di cinque.

L'analista dei rischi è di solito specializzato per prodotti. Seleziona i fondi secondo sue valutazioni e in base ad analisi quantitative e qualitative che conduce.

La retribuzione può oscillare da 65.000-70.000 euro tra fisso e variabile per chi ha meno di tre anni di esperienza a 130.000-150.000 e oltre per chi ha un'esperienza superiore ai 15 anni. Ha una parte variabile intorno al 15%.

Il gestore di patrimoni cura e sviluppa la clientela, apportando valide soluzioni patrimoniali.

Ha una retribuzione da 28.000-36.000 euro più una parte variabile da 5.000, se ha meno di tre anni di esperienza, supera i 48.000 euro e può avere 15.000 di bonus se ha 10 anni di esperienza.

L'attuario lavora nel settore assicurativo, calcolando la redditività della gamma dei prodotti e sviluppandone di nuovi. Stabilisce la tariffazione, aggiorna le basi di dati, realizza proiezioni e simulazioni di redditività o di solvibilità e redditività della compagnia, se ha un ruolo più finanziario.

La sua retribuzione varia dai 40.000 euro ai 70.000, se ha tre-cinque anni di esperienza, dai 70.000 euro ai 120.000, con una parte variabile dagli 11.000 ai 34.000, se ha tra i 7 anni e i 10 anni di esperienza.

Il responsabile dei clienti gestisce un portafoglio di aziende per la previdenza, le pensioni integrative e il risparmio dei loro dipendenti. Sviluppa e fidelizza i clienti, proponendo idonee soluzioni.

La retribuzione varia da 45.000 euro a 80.000 più  da 5.000 a 15.000 di bonus, se ha fra i tre e i cinque anni di esperienza, dagli 80.000 euro ai 130.000 più dai 5.000 ai 35.000 di bonus, se ha oltre otto anni di esperienza.

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gestione e sviluppo 260

Esperto di Risorse umane per Domenech

Non sono tempi di facili  successi per nessuno e tanto meno per gli operatori della direzione Risorse umane, dipendenti di aziende, della pubblica amministrazione, consulenti, che lavorino in Italia o all'estero. Due episodi recenti possono essere emblematici di questa realtà.

Da noi il famoso "piano Ermolli", che in periodo elettorale avrebbe dovuto organizzare il salvataggio di Alitalia, è finito come tutti sanno.

In Francia racconta "Le Monde", all'ombra di Raymond Domenech, l'allenatore dei "Bleus" francesi, c'è Jean Pierre Doly. Ex capo del personale della Renault di Boulogne-Billancourt e di Danone, poi consulente nella BPI e infine segretario generale di Médèric, la società di previdenza sociale di Guillaume Sarkozy, fratello di Nicolas, nel 2006 è diventato a 58 anni consulente della Fédération française de football con l'incarico di fare il coach del selezionatore della squadra nazionale di calcio.

Doly è coautore  con altri di due libri: "L'entreprise entre contrainte et liberté", sulle esperienze di partecipazione alla Danone e un saggio sullo sviluppo organizzativo, inserito negli "Annales de l'Ecole de Paris de management". La sua filosofia di gestione è stata espressa in una conferenza pubblica: "Non si può cambiare l'organizzazione senza cambiare gli uomini, non più di quanto non si possono cambiare gli uomini senza cambiare l'organizzazione, altrimenti si hanno dei frustrati".

Il coach e l'allenatore si sono conosciuti nel 1998 in Argentina, dove il primo era responsabile della Danone del Sud America e il secondo era in trasferta con la nazionale. Li è nata un'amicizia, che si è rafforzata in un primo incarico di consulenza nel 2004 e poi, come ha detto Domenech a "Le Monde", nel fare parte dello staff che coordina i calciatori, con "il compito di mettere olio negli ingranaggi e spegnere i fuochi nel gruppo".

Doly non interviene sui giocatori, che  è responsabilità dello staff tecnico, opera a monte a supporto dei dirigenti perchè non ci siano discordanze nella gestione, si faccia animazione e tutti possano dialogare.

Domenech ha sempre mostrato interesse al mondo dell'impresa, ai modelli e alle regole sottese ai rapporti tra i lavoratori. Per Doly ha finora mostrato molta fiducia, applicando i suoi principi, modificando radicalmente lo staff e selezionando i componenti della squadra.

E' facile supporre perciò che anche alla composizione di quella schierata contro l'Italia abbia contribuito il consulente.

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gestione e sviluppo 260

17/06/2008

Attenzione, utilizzo delle competenze e produttività

Dalla metà degli anni '90 gli USA con il supporto della tecnologia e della formazione sono riusciti ad ottene un'elevata produttività del lavoro orario, superata solo da alcuni paesi dell'UE. Associare a questo risultato un uguale tasso di utilizzo della manodopera non è stato  ancora ottenuto. Il 28% della giornata lavorativa è perduto per interruzioni dell'attività, che distraggono e richiedono tempo per la ripresa.

Secondo i calcoli dell'agenzia d'intelligenza economica Basex, c'è una perdita di produttività per un valore di 650 miliardi di dollari all'anno. Ma l'esperienza di lavoro in un'azienda moderna dimostra che la tecnologia dell'informazione e della comunicazione, il lavoro di gruppo e l'impazienza del capo possono dare vita a un patto scellerato per sottrarre ogni spazio possibile al compito in atto.

Maggie Jackson, saggista, editorialista del "New York Times" e conduttrice radiofonica, dedica alla distrazione, in particolare quella provocata dalle nuove tecnologie, il suo "Distracted.The erosion of attention and the coming dark age", Prometheus, New York, 2008. L'autrice allerta contro tutte le interruzioni che possono essere provocate da una molteplicità di compiti, che non appartengono all'attività primaria, finalizzata, che il lavoratore deve svolgere e che erodono la sua capacità di profonda, sostenuta, attenzione percettiva, necessaria per i rapporti interpersonali, il progresso culturale e lo sviluppo della conoscenza collettiva.

"Il lavoratore, sostiene Jackson, non può essere interrotto ogni tre minuti per fare qualcosa che lo impegna per venticinque minuti e tornare poi al lavoro per calarsi in altri due progetti contemporaneamente".

Non si tratta di rimpiangere Taylor, ma di ricordare l'insegnamento della semplificazione e del sostegno alle attività, quello che la cooperazione e la squadra dovrebbero favorire, mentre si verifica proprio il contrario, quando si pensa di  sovraccaricare il lavoratore, di renderlo più flessibile e pronto, facendo confusione intorno a lui e obbligandolo a riconcentrarsi continuamente e a rimotivarsi con le sue sole forze.

Rischiamo così di frammentare l'esperienza, saltabeccando da una parte all'altra del lavoro, di capitalizzare poco e male quello che serve allo sviluppo delle competenze e di avviare l'economia verso il declino per abbondanza di informazioni, abuso di tecnologia, dispersione di attività e confusione di ruoli.

Non si può fare come il padre che mette il figlio davanti al telescopio e gli fa guardare il firmamento. Si ottiene soltanto di stordirlo. Occorre focalizzare l'attenzione su quello che l'allievo deve osservare se vogliamo che apprenda  e faccia bene.

50 milioni di siti Web, quasi due milioni di libri che si possono scaricare, 75 milioni di blog, tutto questo è entusiasmante, ma sono opportunità da cogliere con  profitto affinchè le persone sviluppino abilità di pensiero critico. Gli uomini non sono robot, sono molto meglio, non possono essere programmati a scegliere dal repertorio inserito, a seconda delle circostanze. Devono essere progressivamente portati a capire, a valutare e a migliorare quello che devono fare e in questo i media elettronici e le reti sono preziose.

Senza un disegno di sviluppo del capitale umano si resta fermi mentre gli altri vanno avanti e si perde la strada migliore per l'accumulazione della conoscenza.

"Distracted" è un libro appassionato, pieno di esempi positivi e di indicazioni utili per non ricominciare ogni volta da capo.

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gestione e sviluppo 260

Fernand Léger, "Les grands plongeurs noirs", 1944, olio su tela.

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Indice mondiale della qualità della vita

International Living è una società di consulenza americana, che ha la sede principale a Baltimora nel Maryland ed è specializzata nella mobilità internazionale per le imprese e i proprietari di grandi patrimoni immobiliari. Pubblica ogni anno una ricognizione sulla qualità della vita nel mondo.

Il "2008 Quality of life index" quest'anno ha considerato 192 paesi e li ha valutati secondo nove criteri: il costo della vita, il tasso di istruzione, d'informazione, di varietà culturale e ricreativa, lo sviluppo dell'economia, la situazione ecologica, la libertà politica e i diritti civili, la cura della salute, le infrastrutture viarie e di trasporto, la sicurezza personale e i pericoli più frequenti, il clima. I dati per la valutazione sono stati tratti da fonti ufficiali dell'ONU, degli USA, delle organizzazioni mondiali e dei grandi giornali americani e inglesi.

Ai nove criteri sono stati attribuiti pesi differenti, legati all'importanza che hanno per la qualità della vita. Al costo della vita e allo sviluppo economico è stato attribuito il valore individuale del 15%, agli altri sette il valore del 10% ciascuno.

Ne è risultata una graduatoria in cui il punteggio complessivo massimo teoricamente raggiungibile era 100 e quello effettivo, ottenuto dalla Francia, è stato 85.

La Francia ha avuto 100 punti per libertà, salute e sicurezza, 98 per cultura e tempo libero, 95 per infrastrutture, 50 per costo della vita e sviluppo dell'economia. Al secondo posto è stata classificata la Svizzera con 84 punti, che ha avuto 100 per lo sviluppo economico, ma 35 per il costo della vita. In terza posizione sono stati messi gli USA con 83 punti, 89 nello sviluppo economico e 59 per costo della vita, ma 92 per libertà, uno dei riconoscimenti più bassi tra i primi 50 classificati, ma 79 per cultura, 74 per salute e 72 per ambiente. Quarto è stato il Lussemburgo con 82 punti, che ne ha avuti 98 per lo sviluppo economico e 36 per il costo della vita. Poi la Germania con 80 punti e l'Australia con 79.

L'Italia è stata premiata con un punteggio totale di 78. E' prima per cultura, tempo libero, libertà e sicurezza con 100 punti. Ne ha avuti 93 per salute, 87 per clima, 74 per ambiente, 65 per infrastrutture, 58 per sviluppo economico e 51, infine, per costo della vita.

I dati elaborati da International Living sono stati raccolti dalle diverse fonti di riferimento nel 2006.

La classifica vede agli ultimi posti l'Iraq 192° con 29 punti complessivi, poi la Somalia con 30 e l'Afghanistan con 31. Sono con lo Yemen, il Sudan, la Sierra Leone e altri fra i tredici paesi dell'Asia e dell'Africa sotto i 40 punti, quelli più drammaticamente noti per basso reddito e sviluppo.

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societa 295

16/06/2008

Cambiare faccia e abbigliamento e vedere l'effetto online

Prima o poi può venire la voglia di cambiare almeno il modo di vestirsi, di pettinarsi, di presentare il proprio viso, di cambiare lo stile e i colori che ci sono abituali. Se rinnoviamo il nostro aspetto ci piaceremo di più? Come ci vedranno quelli che ci conoscono? Sono dubbi che mettono a dura prova la nostra autostima e qualche volta la fiducia negli altri, che ci accompagnano nello shopping o a cui chiediamo un parere.

Anche il più esperto e sincero dei nostri personal shopper sul look e fashion però non è statisticamente rappresentativo di tutti quelli che vogliamo impressionare positivamente e non ci vede con i nostri occhi.

Per risolvere questi dubbi può venire in aiuto l'e-commerce no food, anzi le dressing room di molti produttori,  che fanno provare online l'effetto di un nuovo makeup, di un paio di pantaloni o di una gonna di colore o fantasia diversa dal solito, di un paio d'occhiali, che danno un'aria misteriosa o particolarmente seducente.

H&M è un'azienda svedese dell'abbigliamento, che ha 1.500 punti vendita in 29 paesi dell'Europa e dell'Asia, con 68.000 dipendenti e un giro d'affari di oltre 92 miliardi. Le sue cabine prova  invitano donne e uomini a "vestire la propria personalità", incominciando a dare la propria faccia, con una foto ritratto, a  due avatar disponibili a farsi ricoprire con 300 capi dell'assortimento offerto nell'esposizione virtuale. Con la comunicazione della data di nascita,  le fattezze del manichino si adeguano automaticamente all'età registrata.

Si possono scegliere i modelli, le taglie e i colori. La sagoma da vestire può essere invecchiata e modificata per renderla simile all'aspetto del compratore potenziale. L'avatar costruito può essere conservato nel database del sito e di volta in volta aggiornato in qualche particolare.

La sagoma vestita può essere ruotata e osservata da più punti di vista, prima della decisione di acquistare o no quello che è stato provato.

Taaz è un'azienda americana della California, che opera nel settore del beauty care. L'utente può caricare sul sito il suo volto e fare tutte le prove di fard, smalti, creme, rossetti, ombretti, in tutte le palette messe in vendita.

Youarethemodel è un'altra azienda americana, di occhiali. Sul suo sito, con il solito sistema di caricamento della foto, il compratore potenziale prova le diverse montature e decide di comprare o no.

La Redoute è francese. Vende abbigliamento con una gamma ampissima di taglie, dall'extra small all'XXL, di colori, di modelli, di capi, dai jeans all'intimo, ai vestiti completi. Offre un servizio di boutique per donna, uomo, bambino, sport e arredo casa. Solito gioco anche qui del personalizza, scegli, indossa e controlla.

Qualcuno ha criticato certi manichini, troppo rigidi o dallo sguardo troppo fisso. E' vero, nelle rappresentazioni c'è ancora qualche imperfezione, ma che importa. Il gioco è divertente, l'effetto è controllato da chi userà il prodotto ed è in questo il plus della nuova forma online di servizio al cliente, per il quale vale sempre la regola aurea "soddisfatto o rimborsato".

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tecnologia 115

Appello contro i rischi dei telefonini

20 scienziati internazionali riuniti da David Servan-Schreiber, professore di psichiatria nella University of Pittsburgh e cancerologo illustre, hanno lanciato un appello sul "Journal du Dimanche", indicando i pericoli rappresentati dalle radiazioni dei telefonini e invitando al rispetto del principio di precauzione nel loro uso, in particolare per i bambini sotto i dodici anni.

I firmatari concordano sul fatto che non ci sono prove certe dei danni provocati dai cellulari, ma c'è il rischio di tumori in caso di esposizione abituale e prolungata alle onde elettromagnetiche, emesse dai vari modelli di telefonini con differente intensità, che penetrano nel corpo umano.

Gli studi più recenti sull'uso dei cellulari per un periodo di dieci anni, ricordano i 20, mostrano delle associazioni probabili con fenomeni degenerativi del nervo acustico e del cervello.

L'appello raccomanda di non tenere gli apparecchi a contatto con il corpo, di usare un viva voce o un auricolare, di preferire SMS alla comunicazione vocale.

Tra i firmatari ci sono i professori Franco Berrino dell'Istituto nazionale del cancro di Milano, Christian Chenal dell'Université de Rennes, Willem Coebergh della Erasmus Universiteit Rotterdam, Jean-Marc Cosset dell'Institut Curie, Devra Lee Davis dell'University of Pittsburgh, direttori di istituti di prevenzione e cura, di centri di epidemiologia, di organismi ambientali e l'ex commissiario francese all'Energia atomica.

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Postato da: orsola a 10:54 | link | commenti
tecnologia 115

13/06/2008

Radiazioni dai telefonini

CNET Reviews è una pubblicazione online che periodicamente valuta e classifica i prodotti elettronici. Nell'ultimo invio in Rete ha diffuso una classifica per SAR, Specific absorption rate dei telefoni mobili venduti negli USA, nel Canada e in Europa.

Il SAR indica la potenza di radiazione in watt che penetra nel corpo umano e i cellulari possono essere messi in commercio solo se non superano valori massimi differenti così misurati: da 1,6 in USA e Canada a 2 in Europa.

La classifica per SAR è stata elaborata da CNET d'accordo con la Cellular telecommunications industry association per mettere in guardia gli utenti dall'abuso di telefonino. Tema questo all'ordine del giorno in America, dopo che nel corso della trasmissione di Larry King alla CNN tre discussant hanno fatto notare che Ted Kennedy, colpito da tumore al cervello, usava con molta frequenza il suo cellulare con l'auricolare o senza e lo teneva spesso in mano.

La World health organization e la Food and drug administration americana hanno però gettato acqua sul fuoco, comunicando che non ci sono danni dimostrati dall'uso del telefonino e il riscaldamento, come le radiazioni, che emette possono essere sopportate bene dalle persone.

Marche e modelli di telefonini valutati
(Radiazioni in SAR)

cl
- Radiazioni
cl
+ Radiazioni
1 LG KG800 0.135 1 Motorola V195s 1.6
2 Motorola Razr V3x 0.14 2 Motorola Slvr L6 1.58
3 Nokia 9300 0.21 3 Motorola Slvr L2 1.54
4 Nokia N90 0.22 4 Motorola W385 1.54
5 Samsung SGH-G800 0.23 5 RIM BlackBarry 8330 (Sprint) 1.54
6 Samdung Sync SGH-A707 0.236 6 RIM BlackBarry 8330 (WL) 1.54
7 Nokia 7390 0.26 7 Motorola Deluxe ic902 1.53
8 Samsung SGH-T809 0.32 8 T-Mobile Shadow (HTC) 1.53
9 Bang&Olufsen Serene 0.33 9 Motorola i335 1.53
10 Motorola Razr2 V8 0.36 10 Samsung Sync SGH-C417 1.51
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tecnologia 115

Banksy, Senza titolo, 2007, murale.

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12/06/2008

Pericolosa svolta della seconda globalizzazione

"Lungi dall'essere il collante che avvicina le economie e i popoli, la globalizzazione è diventata una formidabile macchina d'ineguaglianze che alimenta il fuoco di disordini d'ogni tipo, finanziari, economici e ambientali". "Dopo la caduta del Muro la globalizzazione ha scatenato forze tanto indomabili quanto più non sono regolate in modo cooperativo".

Scrivono così Patrick Artus, professore di economia internazionale e politica monetaria all' Ecole Polytechnique e nell' Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, direttore delle ricerche della banca d'affari Natixis e Marie Paule Virard, redattore capo del settimanale economico-finanziario "Enjeux-Les Echos", una coppia di autori, che ha già pubblicato un altro lavoro sull' autodistruzione del capitalismo.

Due personaggi dell'establishment, che rinnovano la lettura critica dell'economia contemporanea a partire dalla crisi dei subprime, che nel 2007 ha messo in luce l'estrema fragilità del sistema finanziario internazionale, nel libro appena distribuito in libreria, dal titolo esplicito "Globalisation. Le pire est à venir", La Découverte, Paris, 2008.

Qui assicurano di "non voler rimettere in causa la globalizzazione, nè di puntare a un improbabile ritorno al passato". La globalizzazione è positiva, perchè attraverso gli scambi ha favorito la crescita, ha fatto entrare nel circuito internazionale miliardi di persone che ne erano escluse, ha offerto nuovi sbocchi, creando più concorrenza, facendo scendere i prezzi di produzione e mantenendo bassi i tassi d'interesse.

La sua macchina ha inondato il mondo di liquidità, ha permesso di indebitarsi a basso costo, ma nel 2006 con l'egemonia della finanza anglo-sassone ha avviato e alimentato tendenze insostenibili a lungo termine. Ha fatto esplodere le disuguaglianze con un gigantesco trasferimento di attività dai paesi a economia avanzata verso quelli a economia emergente. Ha  generato un mostruoso disordine finanziario e fatto infiammare i prezzi della materie prime.

Senza correttivi il sistema rischia di saltare. Le conseguenze saranno drammatiche per i perdenti di una rete mondiale che prende i guadagni dagli uni per redistribuirli agli altri.

E' una macchina infernale, che mostra tutti gli eccessi del capitalismo finanziario.  La corsa folle ai profitti produce bolle speculative a ripetizione e arricchisce sempre più i ricchi, senza che un coordinamento dei mercati e una revisione dei regolamenti internazionali siano finora avvenuti. Le economie avanzate fabbricano beni e servizi sempre più sofisticati, che approfittano dei nuovi mercati esposti alla lotta competitiva, che fa leva sui bassi salari degli eserciti di lavoratori poco qualificati  trovati nei paesi a economie emergenti. C'è il pericolo di una rottura tra le élite dirigenti e i loro amministrati, con le violenze probabili.

Politiche nazionali sempre più divergenti, asimmetria dei grandi paesi dell'UE o pericolose congiunzioni, errori di federalismo fiscale e sociale si stanno già verificando. L'imperativo è una nuova cooperazione internazionale e un controllo dell'inflazione. Agire è urgente per porre fine a questo gioco al massacro che sta portando a vistosi fenomeni di "stagflazione deflazionista", con crescita debole, riduzione del potere d'acquisto, mutuatari in difficoltà, in un contesto inflazionista.

"Se non ci accordiamo con la Cina, se non sostituiamo il G7 con un G15, se non faremo un'Europa che parla con una sola voce, non potremo regolare la globalizzazione e ci potrà essere un ritorno in forze del protezionismo e del populismo. Sarà il regno di ciascun per sè e di tensioni geo-politiche suscettibili di gravide conseguenze".

Nei circoli degli economisti il libro di Artus e Virard è stato definito un grande romanzo tragico. Ha il merito però di presentare una diagnosi lucida e corrucciata, che vuole essere un avvertimento ai responsabili politici ed economici, come a tutti i cittadini, perchè ognuno faccia in fretta la sua parte.

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Postato da: orsola a 17:46 | link | commenti
politica 137

Produzione, consumo e riserve di petrolio 

La corsa al rialzo del prezzo del petrolio è sempre più forsennata. Se rallenta martedì, riprende mercoledì, come è capitato questa settimana, favorita anche dalla pubblicazione del rapporto del DOE, il dipartimento americano dell'Energia, che ha rilevato la quarta riduzione consecutiva in un mese delle riserve  degli USA, scese di 4,6 milioni di barili contro le più ottimistiche previsioni degli analisti che si aspettavano solo 1,5.

A Seul (Corea), Orano (Algeria) e Irun (Spagna), un po' dovunque nel mondo pescatori, camionisti e agricoltori hanno reagito violentemente e hanno costretto i governi a cercare le possibilità di risposta immediata. A Osaka si sono incontrati i ministri delle Finanze degli otto principali paesi industrializzati, che si ritroveranno a Bruxelles la prossima settimana in occasione del vertice dell'UE e a Gedda infine il prossimo 22, in una riunione d'urgenza provocata dall'Arabia Saudita, paesi produttori e consumatori riprenderanno il dialogo.

Le valutazioni sulle cause dei continui aumenti vedono contrapposti i sostenitori della tesi della speculazione finanziaria, paesi OPEC in testa, e quelli dell'eccesso di domanda dalle economie emergenti, fra cui l'Italia.

Contribuisce a fare chiarezza la pubblicazione della "BP Statistical review of world energy". Il rapporto annuale della compagnia petrolifera inglese indica che, per la prima volta dal 2002, la produzione mondiale di petrolio nel 2007 è diminuita dello 0,2% e il consumo è aumentato dell'1,1%, in leggero ribasso rispetto alla crescita media degli ultimi dieci anni.

Il consumo cinese è cresciuto nello stesso periodo del 7,7%, quello dell'UE si è ridotto del 2,2% e nel Nord America è cresciuto dello 0,4%.

Sulla caduta della produzione hanno influito una riduzione di 350.000 barili al giorno dei paesi OPEC e un incremento non compensativo, di 200.000 barili al giorno soltanto, dei paesi produttori non appartenenti  all'OPEC.

Il rapporto indica che le riserve mondiali di petrolio sono rimaste inalterate nel 2007, con 1.240 miliardi di barili. Sono sufficienti per la produzione dell' energia necessaria al mondo nei prossimi 41 anni.

Il consumo di gas naturale è cresciuto del 3,1% contro un aumento della produzione del 2,4%. Quella dell'UE è diminuita del 6,4% mentre il consumo è sceso solo dell'1,6%, in decremento per il secondo anno consecutivo. I consumi della Cina sono aumentati del 19,9% rispetto a una crescita della produzione del 18,4%. Gli USA hanno avuto un aumento del 6,5% nei consumi e del 4,3% nella produzione.

Peter Sutherland, presidente della BP, ha definito "apocalittica" la previsione di un barile di petrolio a 250 dollari. Il direttore generale della stessa compagnia, Tony Hayward, presentando il rapporto, ha detto: "Il calo di produzione dei paesi OECD evidenzia il fatto che, benchè le riserve non costituiscano un vincolo a livello mondiale, le risorse accessibili agli investitori privati di aziende come BP sono limitate".

Se i paesi consumatori e quelli produttori si metteranno d'accordo a Gedda la speculazione potrà essere calmata e il mondo avrà la possibilità di ricuperare il tempo perduto nella beata illusione di impedire ai paesi emergenti di svilupparsi e di avere petrolio a buon prezzo indefinitamente.

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Postato da: orsola a 12:32 | link | commenti (5)
economia 138

10/06/2008

Video comunicazione online

Seesmic.com è un nuovo social network che fa conversare attraverso il video. Vi si accede per inviti, per il momento e chi vi partecipa lo fa per discutere sul forum, esprimere commenti sul blog, farsi degli amici e creare delle comunità. Il suo fondatore è Loic Le Meur, un 36enne francese, imprenditore di successo della Rete e uno dei primi blogger europei, che nell'agosto scorso si è installato a San Francisco per mettere in piedi un sito di comunicazione video integrale.

Le Meur è convinto che guardarsi e sentirsi online può facilitare i rapporti e far nascere l'amicizia molto più della parola scritta. Scrivere, lo provano i tanti blog a zero commenti e i tanti sproloqui narcistici, è sempre meno abituale. Interagire per iscritto senza contenuti precotti, cucinati secondo gerghi e formati standard, è ancora più raro.

Niente di meglio di aprire Seesmic e "subito vedi amici che ti sorridono e fanno segno, senti voci note che t'interpellano. Tutt'altra cosa che una pagina scritta".

Per il lancio del sito Le Meur ha investito 6 milioni di dollari, raccolti da 14 operatori del Web, fra cui Google, AOL e Linked-In. Ha avviato contatti con altri social network, che hanno milioni di associati.

Il suo punto di forza è un nuovo plugin per Wordpress, che permette a tutti quelli che visitano blog fatti con questa piattaforma di lasciare commenti, registrati direttamente sulla propria webcam. Il plugin serve anche per realizzare videopost e pubblicarli sulle proprie pagine.

Il prototipo viene dal Lawrence Berkeley National Laboratory e può generare miliardi di combinazioni. La comunicazione ad alta velocità ha messo alla portata di tutti la video comunicazione online. Basta un pc da 300 euro, fornito di una piccola camera alloggiata in un angolo dello schermo, per parlare con naturalezza, senza impacci o birignao. Un'apertura a Internet per miliardi di persone, che vivevano la scrittura sulla tastiera come un'attività complessa e insolita.

Il consorzio americano Internet 2.0, che raggruppa  agenzie federali, laboratori, aziende e università, sta mettendo a punto un nuovo modo di trasmissione veloce, il Dynamic  circuit network. Un pc in grado di ricevere due canali video insieme, potrà riceverne più di 4.000 con DCN e un film di tre ore potrà essere scaricato in cinque secondi. Il sito di Le Meur conta su questa nuova tecnologia.

Al festival di Cannes Seesmic è stato in grado di trasmettere in tempo reale le sequenze video, inviate per mezzo di telefonino munito di una minicamera da una giovane corrispondente, che da sola ha battuto sul tempo tutte le grandi catene d'informazione realizzando un programma ininterrotto di tre ore.

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tecnologia 115

Gianluigi Brancaccio, "Acrobati", 2004, olio su tela.

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Accordo dei ministri del Lavoro UE sull' "opt out"

Dopo quattro anni di negoziati e al sesto tentativo di redigere un testo comune i 27 ministri del Lavoro dell'UE hanno raggiunto ieri un accordo per una Direttiva sulla cosiddetta clausola "opt out". Hanno lasciato ad ogni Stato membro la possibilità di modificare la propria legislazione per allungare la durata lavorativa settimanale dalle 48 ore attuali fino alle 60 per tutti e a 65 per alcune categorie, quali le guardie mediche. Il periodo di calcolo degli orari è su tre mesi.

Le 48 ore erano state sanzionate come un diritto sociale 91 anni fa dall' International Labour Organization. Ma dal 1993 il Regno Unito aveva stabilito che ogni lavoratore poteva contrattare liberamente con il datore di lavoro la durata settimanale delle sue prestazioni.

L'ammissione della clausola "opt out" nell'UE è rimasta bloccata per tre anni a causa dell'opposizione fatta da Francia, Italia e Spagna. Con il cambiamento di governo l'Italia è stata la prima del trio ad abbandonare la difesa della posizione ILO. Poi il presidente della Repubblica francese e il premier britannico si sono messi d'accordo, scambiando l'appoggio alla riforma delle agenzie di lavoro a termine, che si discute parallelamente e a cui tiene la Francia contro l'allungamento del tempo di lavoro, a cui tiene il Regno Unito. La Spagna è rimasta isolata sulla sua posizione e ha chiesto che le eccezioni alle 48 ore vengano eliminate dopo un periodo transitorio.

La ministra slovena del Lavoro e presidente di turno ha assicurato che l'accordo offre protezione ai dipendenti e flessibilità nella regolamentazione del tempo di lavoro. Ma si potranno superare anche le 60 e le 65 ore se ci sarà un accordo con le rappresentanze dei lavoratori.

Perchè la clausola di prolungamento d'orario possa essere applicata, il testo concordato fra i ministri indica che il consenso del lavoratore deve essere esplicito, inequivocabile, scritto e nel caso di lavoro a termine  il contratto deve superare le 10 settimane.

Adesso la bozza di Direttiva dovrà essere approvata dall'Europarlamento e superare le forti opposizioni dei sindacati che in qualche caso hanno già parlato di regresso e di inclinazione verso il dumping sociale.

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politica 137

Lavoro sempre più precario, pericoloso e malpagato

Il "Rapporto sui diritti globali 2008", promosso da CGIL, ARCI, ActionAid, Antigone, CNCA, Forum ambientalista, Gruppo Abele e Legambiente, è pubblicato nella sesta edizione con la copertina nera, in segno di lutto per i tanti morti sul lavoro, la preoccupazione per il futuro e la paura dell'altro, come spiega il curatore Sergio Segio all'Agenzia AdnKronos-Ign.

"Basti pensare, evidenzia Segio, che dall'inizio della guerra in Irak sono morti 4.200 soldati della coalizione mentre in Italia, nello stesso periodo, hanno perso la vita 6.654 lavoratori".

Dal libro nero dei diritti globali emerge anche un "divario indecente", di 400 volte superiore, tra i guadagni di un top manager e il salario di un operaio. Nella classifica dei 30 paesi OECD l'Italia è scivolata dalla 19ª posizione del 1994 alla 23ª di oggi. Il 32% delle donne e il 60% dei lavoratori precari guadagnano meno di 1.000 euro al mese. Insieme alla frenata degli stipendi i prezzi nel nostro paese sono saliti del 49%. Nel 2007 i lavoratori a termine sono stati 2.296.000, quelli a tempo parziale 2.421.000, con una maggioranza di donne. La presenza femminile nel sommerso è stata calcolata in 1.350.000.

Anche chi lavora oggi può essere povero. I dati ISTAT dicono che una famiglia su cinque è indigente o a rischio di indigenza. Ci sono 7,5 milioni di poveri accertati, ma cresce anche la "povertà differita", come la chiama Segio. E' quella del credito al consumo, cresciuto dell'85,6%. Le persone si indebitano per conservare il tenore di vita, ma alla lunga non riescono a reggere le rate.

La percezione negativa si diffonde. Il 32,1% delle persone parla di peggioramento economico della propria condizione, contro un 25,7% del 2007.

Un'azienda su cinque fa ricorso agli immigrati per lavori "dequalificati, faticosi e manuali". Gli stranieri arrivano in Italia sani e, anche a causa delle condizioni di lavoro, rischiano di ammalarsi.

Alla povertà si aggiunge il senso di insicurezza, alimentata da quello che il rapporto definisce l' "industria della paura", un sentimento esagerato rispetto alla realtà, favorito dai media e assecondato da una politica debole con preoccupanti derive xenofobe.

Gli immigrati sono, invece, spesso vittime di violenza: del 24% degli stupri, del 16% degli omicidi, del 12,3% delle rapine in casa, del 9,9% delle estorsioni, del 5,7% degli scippi.

In 12 capitoli la pubblicazione analizza la situazione attuale dell'economia, del mercato del lavoro, della sicurezza, del welfare, dell'immigrazione, dell'ambiente e dei diritti umani. Fotografa e valuta la globalizzazione, inquadra criticità e punti deboli del sistema mondo e delinea i tratti di una prospettiva, centrata sui diritti, attenta all'uguaglianza, alla democrazia e alla ricchezza per tutti.

Schede tematiche, glossari, dati statistici e riferimenti bibliografici completano l'opera. Ogni capitolo è introdotto da un quadro generale e sintetico.

La prefazione è di Gugliemo Epifani. L'introduzione è di Sergio Segio. I contributi sono di 30 autori.

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relazioni industriali62

09/06/2008

Harvard a caccia di studenti poveri

La Harvard University continua a mietere successi in tutte le classifiche della formazione superiore fatte dalle associazioni internazionali delle istituzioni educative, dalle università e dalle grandi scuole, dai giornali economici. In oltre tre secoli e  mezzo di vita è riuscita a tenere lustro il suo nome con la selettività degli allievi e con qualche furba operazione di pr, come l'elezione di una donna a presidente l'anno scorso e la caccia ai migliori diplomati dell'istruzione secondaria in tutte le scuole degli USA adesso.

L'università non deve soltanto guardarsi da competitori sempre più agguerriti sul suo stesso terreno della brand leadership,  è insidiata da esponenti della Camera dei rappresentanti e del Senato per le agevolazioni fiscali di cui gode sulle tasse di frequenza e sulle donazioni, corre il rischio di trasformarsi in una riserva, la più antica, ricca ed elitista degli USA.

E' questo il rischio peggiore, indicato dal Pell Institute for the study of opportunity in higher education, dovuto a un costo annuale per studente di 47.215 dollari fra tasse di frequenza, vitto e alloggio. Lo stesso avvertito dalle altre sei università della Ivy League.

Yale, la seconda più antica università americana, ha cominciato da quattro anni a procurarsi gli elenchi degli allievi delle scuole medie, che si sono diplomati con voti elevati e Harvard, come le altre, ha seguito quell'esempio.Tutte desiderano diversificare il proprio corpo studenti e Harvard ne ha 6.715 per la maggior parte provenienti solo da famiglie benestanti.

Il consiglio di amministrazione ha dato mandato a William Fitzsimmons, dean della ammissioni di superare il 12% attuale degli studenti, che ricevono il Pell Grants, una specie di sussidio per le famiglie che hanno figli studiosi e un reddito inferiore a 40.000 dollari all'anno.

 L'invito a partecipare al concorso di ammissione è partito dalla South Carolina, uno dei più poveri Stati del Sud.

Ma sta nascendo una nuova difficoltà. La legge appena approvata dal Congresso obbliga l'Università ad aumentare la sua dotazione patrimoniale oltre i 35 miliardi  circa di dollari di cui dispone.

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formazione 112

Speranze di rinascita e utopie urbane nella bicicletta

43 città francesi hanno istituito il servizio Vélib', un sistema di uso condiviso di biciclette messe a disposizione dai comuni, che già possiedono un parco di 40.000 veicoli. E' questa l'iniziativa più efficace assunta dalle amministrazioni pubbliche per incoraggiare la sostituzione dei mezzi di trasporto a motore ogni volta che è possibile. Ma altre azioni vi sono state collegate, a cura dell'Education nationale, del Conseil national des professions du cycle, dal Ministère du commerce e di quello des Infrastructures.

Questo week-end è stata celebrata la Fête du velo, che ha riunito un milione di ciclisti e un migliaio di manifestazioni su 400 siti.

Tali attività non hanno lasciato indifferente Marc Augé, che ha appena pubblicato un "Eloge de la bicyclette", Payot, Paris, 2008, pretesto per una riflessione sulla città e la mobilità. Un breve saggio, che trae spunto dal Vélib' per discutere la possibilità di una nuova divisione dello spazio pubblico, attraverso il mito, l'epopea e l'utopia della bicicletta.

Parafrasando il titolo di un'opera di Sartre, l'autore sostiene che "Il ciclismo è un umanismo" e la bicicletta può "aiutare gli umani a riprendere coscienza di se stessi e dei luoghi in cui vivono". La sfida del ciclista è di restituire nobiltà all'azzardo di "cominciare ad infrangere le barriere fisiche, sociali e mentali che anchilosano la città e di ridare senso alla bella parola mobilità", muovendosi negli interstizi, facendosi beffe dei canali rigidi dei trasporti collettivi e affrancandosi dal peso dell'automobile per " scivolare surrettiziamente in un'altra geografia eminentemente e letteralmente poetica, perchè è l'occasione di contatti immediati con luoghi che di solito vengono frequentati in modo separato".

E' la nostalgia di chi ha conosciuto la città di altri tempi, destata dall'operazione Vélib' e spinta verso l'utopia.

Antropologo del quotidiano, Augé invita ad andare a vedere le città del Nord Italia, Bologna, Modena, Parma, dove senza servizi pubblici di condivisione i ciclisti vanno in giro liberamente, in "totale decontrazione".

Nella città ideale le vie saranno divise per tre tipi di circolazione: la prima comprenderà i servizi d'urgenza (ambulanze e pompieri), quelli pubbici (per l'elettricità, il gas, la posta), i taxi, i rifornimenti e le consegne dei negozi (solo per tre ore al mattino), la seconda i trasporti collettivi, la terza per le biciclette personalizzate a seconda delle esigenze dei ciclisti. Le automobili private potranno essere parcheggiate alle periferie.

I ciclisti potranno utilizzare la rete viaria, l'arredo urbano e l'architettura della città per i loro spostamenti, gli incontri e coltivare le relazioni necessarie per costituire nuove comunità.

Contro la realtà attuale della città guscio vuoto, decorazione per turisti e museo  all'aria aperta, la bicicletta può fare rivivere i luoghi abitati e rinvigorire l'identità di ciascuno, riconducendo le persone alle sensazioni di tempo e di spazio e restituendo insieme la capacità di giocare e il senso del reale.

Meravigliosi effetti del pedalare.

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societa 295

06/06/2008

Leonora Carrington, "The daring young men in the purple ballon",
1970, olio su tela

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05/06/2008

Robot direttore d'orchestra

Forse tra qualche anno il nome di Pascal Gautier, il direttore artistico francese che ha concepito il robot direttore d'orchestra, figurerà nella storia del pensiero organizzativo tra i rinnovatori delle strutture minimali, nella scia di Raymond Miles e Charles Snow. Anch'egli infatti apre nuove prospettive di eliminazione delle gerarchie e di autogestione diffusa, proviene dal mondo dello spettacolo e ha organizzato concerti di musicisti guidati da un semplice braccio articolato, munito della classica bacchetta.

Una provocazione o forse una doppia profanazione, dell'onnipotente direttore d'orchestra quasi sempre uomo, se si esclude il caso della spagnola Imma Shara e del capo azienda, necessariamente leader trasformazionale e carismatico.

E' dal 15 gennaio che Gautier ha intrapreso questa strada, da quando ha messo in scena l'Urban Orchestra, composta da sei elementi e il duo Something à la mode, guidati dall'IRB 140, prodotto dalla svedese ABB. Un robot a sei assi, che la scheda tecnica segnala come piccolo, potente e veloce, affidabile e ad alta produttività, con tempi di ciclo brevi, accurato nel passo, forte per il carico e la portata, robusto, versatile per integrazione e produzione flessibile.

L'ideatore ha registrato in realtà virtuale le battute che il braccio del robot avrebbe dovuto compiere per guidare i musicisti nell'esecuzione dei brani di Sibelius e Bartok in programma. Poi è bastato fissare la bacchetta all'IRB 140 e avviare la procedura. I movimenti, hanno scritto i giornali, sono stati quasi umani.

La rappresentazione è stata ripetuta il 17 maggio.

Gautier vuole democratizzare la musica classica e facilitare l'organizzazione di concerti che sono alla portata di un piccolissimo numero di orchestre.

Gli esperimenti hanno tutti i limiti del demanning spinto. Non potranno mai sostituire Riccardo Muti. Ma mostrano una tendenza organizzativa in atto nei sistemi ad alta intensità di conoscenza e qualificazione, che potranno presto raggiungere altri sulla spinta delle nuove tecnologie.

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tecnologia 115

Politiche per la conciliazione tra lavoro e vita

Gli studi sulla responsabilità sociale dell'azienda si vanno spostando da oltre un decennio da una  prevalente ispirazione pubblico-relazionista a una ricognizione del comportamento d'integrazione con il contesto di riferimento. Da una focalizzazione su strumenti di comunicazione esterna, quali bilancio sociale, codice etico, carta dei servizi, club di consumatori o azionisti, interazioni con il mondo della scuola, le aziende sono passate ad attività di tutela del capitale sociale e di valorizzazione del capitale umano posseduto.

Professionalizzazione continua dei lavoratori e qualità della vita di lavoro sono le prospettive più nuove della gestione delle Risorse umane orientate ad aumentare la produttività e a migliorare la produzione continuamente.

Nella valorizzazione del capitale umano c'è il problema della conciliazione tra lavoro e tempo, indispensabile per sviluppare competenze e superare lo stress. Francia, Germania e Spagna, nell'UE, ne hanno fatto motivo qualificante dell'azione di governo.

In Italia molto è lasciato all'autonomia delle imprese e alla contrattazione aziendale. Si constata perciò una situazione con forti differenze tra quelle in cui lo Stato è ancora presente e le grandi multinazionali, da un lato, che hanno assunto iniziative a favore delle mamme in particolare e le altre aziende, dall'altro, che appaiono preoccupate di alleggerirsi dai vincoli dei rapporti di impiego e dal costo del lavoro.

Alle politiche e ai mezzi di conciliazione tra lavoro e vita due economisti, Elena Mañas Alcon e Ruben Garrido Yserte, che insegnano nell'Universidad de Alcalá e collaborano con il suo Instituto universitario de analisis economico y social, hanno indirizzato una ricerca sul campo, che ha raccolto le opinioni di 230 alti dirigenti di aziende sopra i 20 addetti, distribuite in tutta la Spagna. Dalla ricerca è nato il libro "Politicas de conciliacion en las empresas", Fundacion EOI, Madrid, 2008, che traccia un panorama della situazione iberica, confrontata agli altri paesi d'Europa, sintetizza orientamenti e pratiche in materia di conciliazione, indica logiche d'azione, linee guida e strumenti, che combinati hanno dato i migliori risultati di  motivazione e prestazioni dei lavoratori.

La ricognizione evidenzia che non bastano alcune agevolazioni di nastro orario o qualche strumento di sostegno alle lavoratrici madri perchè si abbia conciliazione. Servono programmi formalizzati e integrati, che rendano l'impresa "familiarmente responsabile" e che vadano molto al di là di quanto le norme sul congedo parentale stabiliscono. Occorre dare una risposta certa, nella gestione quotidiana dei dipendenti, alla domanda "vivere per lavorare o lavorare per vivere?".

Il management che fa il suo lavoro per intero deve avere la consapevolezza che la possibilità per i dipendenti di conciliare la prestazione lavorativa e la vita fuori azienda è fondamentale per conseguire buoni risultati.

Gli alti dirigenti intervistati ignorano invece aspetti elementari della gestione delle Risorse umane come il contrasto provocato tra il lavoratore e la famiglia, l'importanza di eliminare le complicazioni inutili del lavoro, il valore del sostegno dell'organizzazione, il rischio dell'obsolescenza professionale, della visione gerarchica dei problemi, del compiacimento esecutivo.

Una politica "familiarmente responsabile" delle Risorse umane aumenta il coinvolgimento e la qualità delle prestazioni. Va a vantaggio delle aziende, convengono il 65% degli intervistati, anche se appaiono particolarmente carenti nella condotta manageriale la conoscenza delle attese e delle esigenze personali e le capacità d'interazione con ogni lavoratore.

I due autori illustrano casi e fanno esempi per indicare come una politica di conciliazione può aumentare la competitività aziendale.

Ne risulta un'opera, che dà spunti per il comportamento manageriale e in certi momenti si configura, proprio per bocca di molti intervistati, come un elenco di errori e cause a cui si contrappongono considerazioni e rimedi di altri.

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gestione e sviluppo 260

04/06/2008

Energia blu, carburante creativo

Difronte alla crisi del petrolio i governanti di tutto il mondo vanno alla ricerca di soluzioni. La più frequente è l'esplorazione delle energie rinnovabili, biocarburanti, solare, eolico e biomasse. La più fiduciosa è il ricorso al nucleare. La più creativa è, o meglio è stata, l' "energia  blu".

Come racconta "The Jakarta Post". il suo inventore, tale Joko Suprapto, aveva convinto il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono che separando l'idrogeno dall'acqua si otteneva un carburante a basso costo di produzione, ecologico e praticamente inesauribile. Il procedimento rivoluzionario di fabbricazione era stato presentato in modo trionfale nel dicembre 2007 al vertice ONU di Bali sul cambiamento climatico.

La scoperta di Suprapto era stata patrocinata dallo stesso Yudhoyono e accolta da prolungati applausi dei partecipanti come l'inizio della liberazione da ogni vessazione dei petrolieri e dei paesi produttori.

Il 20 maggio scorso l'inventore era stato invitato a partecipare al National rising day, che veniva celebrato alla presenza delle più alte autorità indonesiane. Il presidente notava prima la sua assenza, preoccupato lo faceva cercare inutilmente dalla polizia e finiva con il constatare che era scomparso dal paese che lo stava coprendo d'oro e di onori. Si era poi diffusa la voce che fosse stato reclutato da una compagnia petrolifera avida di ulteriori guadagni.

Il Kabinet Indonesia Bersatu aveva affidato l'incarico di scoprire come stessero veramente le cose a uno dei 36 ministri, quello della Ricerca e Tecnologia, Kusmayanto Kadiman. E' bastato analizzare il carburante frutto dell'invenzione straordinaria perchè si vedesse subito che l' "energia blu" era gasolio, prodotto dalla compagnia indonesiana Pertamina.

Il presidente si è dovuto giustificare difronte a un gruppo di esperti d'energia, dicendo che era stato mosso solo dalla curiosità e dalle migliori intenzioni.

Il ministro della Ricerca e Tecnologia ha dovuto indire una conferenza stampa.

L'inventore è stato trovato in ospedale a Giava, dove era ricoverato per un attacco cardiaco.

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societa 295

Zeng Fanzhi, "Mask series n°9", 1996, olio su tela.

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03/06/2008

Dilemmi dell'energia nucleare

I paesi emergenti, Cina, India, del Golfo Persico, Russia, primi di tutti, consumano sempre più petrolio e i grandi campi petroliferi soffrono della mancanza di investimenti in nuove esplorazioni, ma le raffinerie non sono in rottura di stock.

Ciò nonostante il prezzo del barile di light sweet crude per consegna nel 2016, alla fine del mese scorso è aumentato di 8,50 dollari e ha sfiorato i 140. Il finanziere americano, T. Boone Pickens, che ha fatto i soldi con il petrolio, ha previsto un rincaro a 150 dollari alla fine dell'anno.

C'è un timore generale sull'incapacità dei paesi produttori di rispondere alla domanda futura, che alimenta la speculazione. I costi dei progetti di esplorazione e produzione, dopo essere rimasti stabili fra il 2000 e il 2004, sono raddoppiati tra il 2005 e il 2008 con l'aumento di quelli delle materie prime, degli impianti e del lavoro. L'inflazione si è  rafforzata con la drammatica crisi alimentare  e le perdite dai subprime.

Ciò spiega perchè anche l'Italia si è aggiunta all'alleanza tra Francia e il Regno Unito, coronata nel II Foro europeo dell'energia atomica presieduto dal presidente della Commissione europea Durão Barroso, con la partecipazione di Bulgaria, Cechia, Lituania e Slovacchia.

Oltre 20 anni dopo Cernobil e il referendum sul nucleare, il nostro paese ha riscoperto la via per la liberarsi dalla schiavitù dei combustibili fossili e per bocca dei suoi governanti dichiara di puntare all'illimitata energia nucleare, come la Francia che da tale fonte genera i tre quarti dell'elettricità che impiega.

Tra i 30 paesi che dispongono di centrali atomiche ci sono in testa gli USA, con 104 reattori e una produzione del 9% del suo fabbisogno, la Francia, con 59 reattori e il 77% di generazione, il Giappone, con 55 e il 28%, la Russia, con 31 e il 16% e la Corea del Sud, con 20 e il 35%. La produzione delle 434 centrali in esercizio  a livello mondiale, secondo gli ultimi dati dell' International atomic energy agency, è il 6,2% di tutta l'elettricità generata.

Sempre stando alla stessa fonte, ci sono 32 reattori in costruzione. Gli USA ne hanno uno come il Giappone, la Corea del Sud ne ha tre e sei ciascuno ne hanno l'India e la Russia.

La Germania, che dispone di 17 centrali  e ha il 26% di produzione energetica, ha dichiarato che non intende aumentarle per ragioni di investimento e di sicurezza.

Scarseggia infatti l'uranio fissile e per sostituirlo si può ricorrere solo all'uranio 238, che può essere trasformato in plutonio. Un materiale fissile ad alto rischio di proliferazione sanitaria e militare, un cui milionesimo di grammo può essere letale. Aggrava la pericolosità   la questione, per il momento irrisolta, delle scorie provenienti dalla fabbricazione e dall'impiego del combustibile nucleare.

In fase sperimentale è il thorium, che produce solo il 70% di residuo tossico e non può essere usato per scopi militari. Ma  richiederebbe reattori di quarta generazione attesi per il 2025.

La tecnologia disponibile richiede costi  superiori a quelli del petrolio, tempi di realizzazione almeno quinquennali e allestimento di un sistema ambientale da realizzare dopo la costruzione del reattore. Costi non si sa quanto sostenibili per un paese con un debito pubblico, che continua a rimanere più alto del PIL annuale.

Se la strada nucleare è da percorre perchè almeno in fase iniziale non si incentiva il consumo di energia rinnovabile  per i consumi domestici e non si sviluppa la ricerca per migliorare la qualità ed aumentare l'efficienza della produzione atomica contemporaneamente al risparmio degli impieghi di energia per usi industriali?

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tecnologia 115

Stampa mondiale a due velocità

In occasione del 61° congresso della World association of newspapers e del 15° World editors forum, in svolgimento da lunedì a Goteborg in Svezia, la WAN ha presentato il rapporto annuale "World press trends: newspapers are a growth business". Il documento indica che le vendite dei quotidiani in 232 paesi sono aumentate l'anno scorso del 2,57% e hanno raggiunto i 532 milioni di copie al giorno per 11.926 testate. I lettori sono stati 1,7 miliardi come media giornaliera. Se alle copie vendute si aggiunge la diffusione di quelle gratuite si ricava un incremento del 3,65% dei quotidiani nel 2007 e del 14,3% negli ultimi cinque anni.

La free press è rappresentata da 312 testate che diffondono giornalmente più di 41 milioni di copie e hanno aumentato la diffusione del 20% in un anno e del 173,2% su cinque anni. Costituiscono ormai il 7% ormai della diffusione globale e il 23% di quella europea.

I cinque più grandi mercati della stampa a pagamento sono la Cina con 107 milioni di copie giornaliere, l'India con 99 milioni, il Giappone con 68 milioni, gli USA con quasi 51 milioni e la Germania con più di 20 milioni e e mezzo.

Nell'UE la vendita dei quotidiani è diminuita del 2,73% nel 2007 e del 5,91% negli ultimi cinque anni. La diminuzione è stata più marcata  nei paesi dell'Est , è andata dal massimo della Lettonia  - 26,48% e della Polonia  -11,57%, al minimo della Slovacchia -5,25%. Ma anche in Svezia ha raggiunto -3,49%, nel Regno Unito -3,46%, nei Paesi Bassi -2,92% e in Germania - 2,38%. In Italia  è  rimasta sostanzialmente stabile con -0,29%, ma partiva da una diffusione inferiore a quella degli altri paesi a economia avanzata.

Negli USA e in molti paesi dell'UE i giornali a pagamento hanno perso vendite ma hanno aumentato le loro audience con una gran varietà di pubblicazioni gratuite, specializzate e attraverso le piattaforme multimediali in piena espansione.

Anche per quanto riguarda la pubblicità i dati sono differenti. Nel 2007 i giornali cinesi hanno aumentato del 16% lo spazio per inserzioni. Negli USA l'hanno ridotto del 3%, in India dell'1,4%, nel Regno Unito del 3,4%. Però, secondo il rapporto di WAN, i ricavi pubblicitari dovrebbero raddoppiare per i quotidiani su carta nei prossimi tre anni grazie alla diffusione online.

E la pubblicità online in Europa, dice l'Interactive Advertising Bureau, l'anno scorso ha avuto un volume d'affari di 12 miliardi di euro. Il trio Francia, Germania e Regno Unito ha rappresentato i due terzi di questo nuovo mercato. Aggiungendo i ricavi della Danimarca, dei Paesi Bassi, della Norvegia, della Svezia e della Polonia, l'acquisto di spazio in Rete è stato il 10% degli investimenti pubblicitari complessivi di tutti i paesi dell'Europa.

Perciò il numero dei siti Web dei giornali è aumentato del 13,77% nel 2007 e del 50,77% negli ultimi cinque anni.

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societa 295