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29/02/2008

FEBBRAIO
5 temi, 41 post e 58 commenti

DIRITTO & ROVESCIO DELL'ORGANIZZARE
Scrivi e mangia; Perchè i "cervelli"Italiani vanno all'estero; Capi pazzi; Natalia Goncharova; Parlare meglio lo spagnolo; Ricavi dell'OPEC per esportazioni petrolifere.

CAMBIARE A TEMPO
Ripresa dai disastri  e sviluppo dell'America; "Yes, we can" successo musicale su YouTube; Andres Rabago; Cina e India in testa nella produzione ed esportazione di ICT; Gaston Chaissac; Sempre più su le retribuzioni dei lavoratori asiatici; Cambiare a tempo; Sviluppo delle abilità cognitive; Cheeseburger in lattina; Record sportivi sempre più vicini ai limiti umani.

APPARENZA E REALTA' AZIENDALE
Facce di manager destinati al successo; Modelli di nuova imprenditorialità in Cina e in India; Yue Minjun ; 1.117.000.000 telefonini venduti nel 2007; Rumori forti possono aumentare l’ipertensione; E’ amore? no, feniletilamina o Storm worm; Medici della mente e donne in crisi di nervi; Futura 2000.

NUOVA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
Metamorfosi dei quadri aziendali; Fino a tre giorni di riposo per pene d'amoreColloqui di selezione a pagamento; Cercansi hostess per le Olimpiadi di Pechino 2008; Reclutamento di esperti per la contabilità e finanza; Intelligenza machiavellica e leadership politica; Palmarès dei brevetti registrati nel 2007; Contro il lavoro dei bambini servono aiuti alle famiglie; Mario Carreño; Rinuncia a trovare Nessie dopo 37 anni.

WELFARE STATE PER IL XXI SECOLO
Flessibilità e sicurezza del lavoro in Europa; Adattare il Welfare al XXI secolo; Riforma del Welfare State e partecipazione locale; Classifica Shanghai Jiao Tong University 2008; Aumento degli attacchi di cuore per crisi bancarie; Vigili urbani romeni a scuola di balletto; Man Ray.
 

 POST PIU' COMMENTATI
Flessibilita e sicurezza del lavoro in Europa

Metamorfosi dei quadri aziendali
Scrivi e mangia
Perchè i "cervelli"italiani vanno all'estero
Facce di manager destinati al successo
Capi pazzi
Fino a 3 giorni di riposo per pene d'amore

Postato da: orsola a 11:58 | link | commenti

28/02/2008

Riforma del Welfare State e partecipazione locale

Il Welfare locale si va caratterizzando in molti paesi europei come l'area d'incontro tra innovazione istituzionale, partecipazione dei cittadini e presenza  rilevante del Terzo Settore. Il decentramento sul territorio dei servizi di assicurazione sociale è stato il portato di un processo di "empowerment" del cittadino, che va legato alla riforma dell'assistenza stabilita con la legge 328/2000 e alla cooperazione nel settore tra attori pubblici e privati.

Sono cambiate le forme della solidarietà sociale. Il coinvolgimento dei cittadini nella definizione dei programmi di Welfare che li riguardano ha favorito l'evoluzione da una "solidarietà oggettiva", risultante dalla interdipendenza  con la divisione sociale del lavoro, a una "solidarietà soggettiva", che poggia maggiormente sull'attivazione e la consapevolezza individuale.

La legge 328 ha stabilito che alla costruzione dei piani sociali di zona debbano partecipare i cittadini e i rappresentati della società civile. Il Comune di Roma ha delegato questa competenza ai suoi 19 municipi, favorendo una delle esperienze più interessanti realizzata in questo ambito.

Massimo Paci, professore di sociologia del Lavoro nell'Università di Roma La Sapienza e già presidente del'INPS, espone i risultati di una ricerca condotta presso quattro municipi romani nel suo ultimo libro "Welfare locale e democrazia partecipativa. La programmazione sociale nei municipi di Roma", Il Mulino, Bologna, 2008.

Il libro approfondisce i comportamenti di mobilitazione della società civile, attivata da un Welfare State che rende capace ciascuno di agire e tutti di formare un insieme unito.  Giacimenti diffusi di professionalità e risorse anche economiche possono essere valorizzati nella costruzione di una nuova stagione dei diritti di cittadinanza, ricca di solidarietà e innovazione istituzionale.

Al ruolo di rappresentanza e gestione svolto tradizionalmente dai sindacati si viene ad affiancare quello delle associazioni locali, che si esprime nella "democrazia partecipativa - associativa".

Alle forme della democrazia partecipativa, al processo di innovazione istituzionale e alla riforma del sistema politico locale è rivolto il saggio di Paci che apre il libro.Gli fanno da complemento i due capitoli su Welfare locale  e governance e sul contesto demografico, sociale e istituzionale di Roma.

Quattro capitoli sono dedicati agli attori della programmazione sociale, alla programmazione stessa, alle forme delle democrazia partecipativa e alla gestione dei servizi nei municipi di Roma II, VI, VII,  X e ai risultati della ricerca sul campo.

Paci rileva nel capitolo conclusivo come caratteristiche comuni delle quattro situazioni siano la bassa formalizzazione delle procedure partecipative e il basso grado di integrazione interna del Terzo Settore, ma un alto grado di inclusione, in forme consultive o deliberative dei soggetti interessati, che hanno possibilità di incidere a livello della deliberazione politica.

La costruzione partecipata dei piani sociali di zona è così avvenuta nonostante le diverse condizioni storiche e demografiche, le pratiche partecipative più o meno formalizzate, la maggiore o minore coesione e la capacità di coordinamento interno delle associazioni.

Una ricerca utile per capire come a livello locale stia evolvendo la governance dei Welfare, per identificare i differenti fattori d'ordine istituzionale, culturale e politico che vi concorrono, per cogliere la rivitalizzazione della  democrazia legata alla partecipazione locale e valutare quanto l'autonomia connessa al decentramento amministrativo e all'articolazione della società civile possa strutturare un nuovo "Welfare State".

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Postato da: orsola a 17:01 | link | commenti (1)
politica 137

Vigili urbani romeni a scuola di balletto

Le vie della formazione sono infinite. Anche chi pensa di conoscerle tutte può scoprirne di nuove ogni giorno. L'importante è che conducano all'obiettivo di apprendimento definito.

Noi tutti conosciamo il nome di Timisoara, città nel distretto di Timis, vicino all'omonimo affluente del Danubio in Romania, perchè c'è una "Little Italy" e c'è stato un corpo di spedizione italiana in "missione di peacekeeping" dopo la caduta del regime di Ceausescu nel 1989.

Adesso il comandante della polizia municipale locale ha rilevato un urgente bisogno di formazione dei suoi uomini sullo stile di direzione del traffico. Dorel Cojan, questo è il suo nome, ha dato mandato di organizzare un programma che sviluppi le capacità di regolare il traffico con "eleganza di movimenti, ciò che sarà non soltanto piacevole a vedersi ma potrà anche alleggerire lo stress e la noia degli autisti che aspettano il via libera".

Per questo motivo 20 vigili urbani hanno incominciato a frequentare dei corsi di balletto presso la Romanian Opera di Timisoara. I corsi sono stati affidati a Sorin Baltica, che per 27 anni ha lavorato come ballerino di quel teatro.

I corsi si svolgeranno nell'arco di un mese e richiederanno una frequenza settimanale di quattro ore, su due giorni.

Secondo Ananova, che ha diffuso la notizia, c'è qualche allievo che ha riconosciuto le sue carenze e si è detto "speranzoso di apprendere alla svelta come muoversi con eleganza nelle strade".

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Postato da: orsola a 12:18 | link | commenti (1)
formazione 112

Man Ray, "Oggetto indistruttibile", 1964,
assemblaggio con metronomo e foto.

Postato da: orsola a 10:34 | link | commenti

27/02/2008

Flessibilità e sicurezza del lavoro in Europa

Eric Besson, ministro à la Prospective et à l'évolution des politiques publiques nell'attuale governo francese, ha presentato ieri al primo ministro Fillon un rapporto tecnico preparato su richiesta. Una messa a punto sulle buone pratiche realizzate da Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia per combinare flessibilità e sicurezza del lavoro, che ha per titolo appunto "Flexicurité en Europe" e che vuole aprire una riflessione sui dispositivi adottati dai nove paesi europei prima di prendere decisioni di governo.

Il rapporto contiene una serie di schede per conoscere e confrontare le tipologie di flessibilità e sicurezza che possono essere intrecciate. Evidenzia gli obiettivi delle aziende e dei dipendenti nella ricerca di flessibilità, le possibilità di successo e d'integrazione dimostrate dalle diverse forme di "flessicurezza" in atto.

Per le aziende la flessibilità può  servire agli andamenti produttivi, ad aggiustare i compensi alle prestazioni, a ridurre o aumentare il tempo di lavoro, a sviluppare le competenze, a esternalizzare delle lavorazioni.

Per i dipendenti la flessibilità può servire all'autonomia professionale, all'acquisizione di professionalità e di impiegabilità, a costruire percorsi di carriera e incrementi retributivi.

La rassegna dei dispositivi considera

- la legislazione e la contrattualistica in materia di forme di lavoro stabile e a tempo;
- i cambiamenti di rapporto d'impiego che si accompagnano a quelli economici;
- la continuità del rapporto nella mobilità tra aziende e il riconoscimento dei diritti acquisiti;
- la presenza di terzi soggetti intermediari della transizione da un impiego all'altro;
- la formazione professionale, gli apparati di lifelong learning e i percorsi individuali di professionalizzazione;
- l'ambiente socieconomico di sostegno alla mobilità geografica e alla conciliazione tra vita familiare e lavorativa.

Il rapporto giunge alla conclusione che salvo il caso danese, tuttora oggetto di opinioni contrastanti sulla sua trasferibilità, la "flessicurezza", come sistema di occupazione, garanzia di reddito e qualificazione professionale, non c'è in nessuna altra parte d'Europa.

Il documento è un'efficace sintesi dei vantaggi e degli svantaggi della flessibilità del lavoro, che portano il lavoratore in una condizione di incertezza occupazionale, quando non ha la forza di scegliere l'impiego preferito sul mercato del lavoro.

Le numerose tabelle sugli obblighi e i diritti delle parti, sullo statuto e il ruolo degli operatori nel mercato del lavoro, sul regime di disoccupazione, sulle indennità di integrazione del TFR, sul peso delle componenti retributive, il lavoro a tempo e la sicurezza professionale, fanno del rapporto Besson una lettura indispensabile per chi è inserito in aziende con più sedi in Europa.

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Postato da: orsola a 17:11 | link | commenti (5)
gestione e sviluppo 260

Aumento degli attacchi di cuore per crisi bancarie

Una crisi bancaria mondiale potrebbe provocare attacchi cardiaci a migliaia di persone per stress e ansia. Nei paesi più ricchi, come gli USA e il Regno Unito, ci potrebbe essere un aumento del 6,4% delle patologie, che nei paesi emergenti, come l'India, potrebbero arrivare al 26%.

Sono i risultati dello studio "Can a bank crisis break your heart? ", pubblicato sull'ultimo numero di "Globalization and health" da un trio di economisti e sociologi della University of Cambridge e dell'University of California, guidato dall'epidemiologo sociale David Stuckler.

Le crisi bancarie, scrivono i ricercatori, determinano un aumento immediato del tasso di mortalità dovuto ad attacchi cardiaci e possono avere conseguenze economiche fortemente negative per i paesi in sviluppo.

Se un numero consistente di banche incontrasse le stesse difficoltà che ha avuto la Northern Rock, solo nel Regno Unito  potrebbero avere un attacco di cuore tra 1.280 e 5.130 persone.

Per realizzare lo studio sono state utilizzate le tavole di mortalità della World Health Organization, relative alle malattie cardiovascolari in una popolazione di 100.000 persone e i dati della World Bank sulle 117 crisi di banche nazionali avvenute tra il 1960 e il 2002.

Attraverso l'elaborazione è stato calcolato che lo stress provocato da una crisi bancaria è simile a quello originato dai terremoti, dalle guerre e dagli attentati terroristici. Provoca un aumento della pressione arteriosa e della diffusione di cardiopatie. Le persone anziane sono doppiamente colpite: dalla percezione del rischio per i risparmi di tutta una vita e dalla tendenza all'ipertensione.

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Postato da: orsola a 12:07 | link | commenti
societa 295

Adattare il Welfare al XXI secolo

Le politiche sociali non possono più limitarsi a essere meccanismi d'indennizzo, devono rappresentare una strategia collettiva di investimento nella società. Il Welfare deve cambiare da un sistema sostanzialmente "infermiere" in uno "investitore". Come fare?

Il libro di Gosta Esping - Andersen, sociologo dell' Universitat Pompeu Fabra di Barcellona e specialista del Welfare, "Trois leçon sur l'Etat-providence", Seuil, Paris, 2008, ha gli obiettivi di fare il punto sui grandi fenomeni sociali ed economici recenti e di ridefinire le finalità del Welfare, con un nuovo compromesso, che sostituisca la concezione tradizionale e statica delle politiche sociali.

Come promette il titolo, il libro contiene tre lezioni sulla famiglia e la rivoluzione del ruolo delle donne, sui ragazzi e l'uguaglianza delle opportunità, sull'invecchiamento e l'equità del trattamento pensionistico.

Un'introduzione ricorda l'esigenza di indirizzare le politiche sociali verso il futuro e di affrontare le tre grandi questioni del Welfare: le donne, i ragazzi, gli anziani.

Nei 30 anni successivi alla Seconda guerra mondiale, ricorda l'autore, le politiche economiche e sociali sono sembrate rinforzarsi a vicenda e la spesa sociale in Europa ha raggiunto una media dal 5% al 25% del PIL, con una differenziazione dei dispositivi di protezione messi in atto dai diversi Stati. L'apertura progressiva delle economie e l'ingresso di nuovi paesi sulla scena economica mondiale hanno destabilizzato le tradizionali economie industriali e rimesso in causa le relazioni tra politiche economiche e sociali. I sistemi di Welfare sono stati direttamente colpiti dai cambiamenti demografici e familiari.

In una generazione il ruolo economico delle donne è profondamente cambiato. La "rivoluzione femminile" ha creato nuovi, ampi spazi di partecipazione civile, ma anche problemi, come il matrimonio tardivo, la diminuzione della fecondità, l'aumento dei divorzi. L'uguaglianza di genere dovrebbe essere una priorità nell'economia della conoscenza.

La prima lezione del libro si conclude con la proposta di sostegno alle donne che vogliono conciliare vita lavorativa e maternità. Occorrono politiche che favoriscano la loro occupazione e femminilizzino i "percorsi di vita maschile". Devono agire sull' uguaglianza di trattamento nella vita professionale e sulla ripartizione dei compiti domestici nell'accudimento dei bambini e delle attività familiari.

Seconda questione e lezione è quella della scuola e dell'uguaglianza di opportunità. Il Welfare non può sacrificare l'efficienza all'uguaglianza. Occorre investire nell'insegnamento e nei modi collettivi di farsi carico dei ragazzi. Prevenire discriminazioni ed esclusioni è un'utilità anche per lo sviluppo economico.

"La riforma delle pensioni comincia dai neonati", scrive Esping-Andersen. Se si riesce ad  aumentare il tasso di attività delle donne e si realizza un'organizzazione che migliora la qualità della vita di lavoro, aumenteranno le possibilità di risolvere in modo equo il problema della riforma pensionistica. E' la terza lezione.

A partire dalle esperienze positive realizzate in Europa, specie nei paesi nordici, si potrà procedere al necessario riorientamento del Welfare. Così i cittadini potranno vivere nelle migliori condizioni il passaggio verso un'economia di servizi avanzati, a lavori sempre più qualificati e di servizi alla persona, a lavori spesso poco qualificati.

Aiutare i ragazzi ad acquisire le competenze di punta e le donne a lavorare darà al Welfare l'utilità economica degli investimenti sociali, che lo Stato dovrà realizzare secondo logiche di equità e giustizia distributiva.

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Postato da: orsola a 10:49 | link | commenti (2)
relazioni industriali62

26/02/2008

Classifica Shanghai Jiao Tong University 2008

Solito en plein degli Americani e degli Inglesi anche in questa quinta edizione dell' ARWU - Field per il 2008, la classifica della Shanghai Jiao Tong University, che considera i settori Scienze naturali e matematiche (SCI), Ingegneria/Tecnologia e computer science (ENG), Scienze della vita e agricoltura (LIFE), Medicina e farmacia (MED), Science sociali (SOC).

Nelle 100 università migliori del mondo  per studenti, premi e riconoscimenti, ricerche, pubblicazioni e citazioni, i cinque settori hanno 308 presenze degli USA, 50 del Regno Unito e 177 di tutti gli altri paesi.

Nei primi 20 posti della graduatoria ci sono 83 presenze di università americane: 19 per SOC, 17 per ENG, 16 rispettivamente per LIFE e MED, 15 per SCI.

L'Europa ha 14 presenze: 10 per il Regno Unito, 2 per la Svezia e 2 per la Svizzera. Il Giappone ne ha 3.

L'Italia ha 6 presenze tra le prime 100: 3 per ENG, 2 per SCI, 1 per MED e nessuna per LIFE e SOC. Le università classificate sono Pisa, Roma La Sapienza, Milano e Napoli Federico II.

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Postato da: orsola a 13:11 | link | commenti (1)
formazione 112

25/02/2008

Fino a 3 giorni di riposo per pene d'amore

In Giappone lo chiamano "management gentile". E' un modo di gestire le Risorse umane che tiene conto dei fattori igienici del lavoro, che crede nell'importanza dei buoni rapporti capo - dipendente e nella conciliazione tempo di lavoro - tempo libero per migliorare l'integrazione ed aumentare la produttività.

Così un paese, che fino al 2001 aveva una durata media annua  del lavoro di 2.050 ore,  superiore di un quarto a quella americana e di un terzo a quella della zona euro, mette in discussione il modello abituale del tempo flessibile con recuperi e si avvia decisamente verso la personalizzazione del rapporto d'impiego. Riconosce perfino l'esistenza dei problemi più intimi dei lavoratori e la loro influenza sulle performance.

A Tokio  ci sono due piccole aziende che segnano nuove tendenze di direzione delle Risorse umane.

Saidera Paradiso è situata a Harajuku ed è specializzata nell'alta risoluzione della produzione audio. Fondata dal compositore e musicista Seigen Ono è presente sul mercato mondiale. Ha accordi con artisti e produttori europei e americani. Da quest'anno i suoi 80 dipendenti fanno 35 ore settimanali di lavoro.

Hime&Company è più piccola. Messa in piedi da Miki Hiradate, un'ex giornalista, è una società di ricerche sulle tendenze di moda, che vende anche una linea di prodotti cosmetici e testa acque minerali, borse, patatine, penne stilografiche e alimenti biologici. Ha sei dipendenti donne. Quest'anno ha introdotto lo "shitsuren kyuka", un permesso retribuito per dispiaceri amorosi, un tempo libero che si aggiunge al mese di ferie, uguale per tutti i lavoratori giapponesi.

Quali che siano le cause dell'afflizione di cuore, se la dipendente ha meno di 24 anni, Hime & Company le concede un giorno di riposo per riprendersi in pace. Due giorni sono dati a chi ha tra i 25 e i 29 anni. Tre giorni a chi ha più di 30 anni.

Intervistata da Michel Temman, corrispondente da Tokio di "Libération", Miki Hiradate ha chiarito i motivi dei trattamenti diversi. "Quando si hanno più o meno tra i 20 e 25 anni, ci si separa più facilmente e rapidamente. Si piange tanto. Oltre questa età si resta male e s'incassa il colpo con più difficoltà. Dopo i 30 è più complicato... Non si può comunque ritornare al lavoro il giorno dopo".

L'imprenditrice ha offerto anche alle sue collaboratrici due mattinate libere all'anno in occasione dei saldi. "Tutte le donne sanno che i migliori saldi ci sono al mattino e le impiegate non  si sentono in colpa se portano i loro acquisti al pomeriggio in ufficio".

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Postato da: orsola a 17:03 | link | commenti (4)
gestione e sviluppo 260

Colloqui di selezione a pagamento

Sembra finito il tempo del selezionatore che fa archivio, della società di consulenza che fa immagine, dell'agenzia di lavoro che fa polmone al candidato offerto per un contratto a tempo. Dall'America dicono basta ai colloqui di selezione che si concludono senza neppure i ringraziamenti rituali e soddisfano solo l'interesse dei cacciatori di curricula.

NotchUp, un sito che dichiara di aiutare le persone a non farsi mettere i piedi in testa ma a segnare punti a proprio favore, suggerisce a chi ha una elevata impiegabilità di farsi pagare per partecipare ai colloqui di selezione.

NotchUp è una nuova azienda di Los Altos, California, fondata da due ex dipendenti di un sito per lo scambio peer to peer di videocassette cinematografiche. Propone ai possessori di profili rari, richiesti sul mercato del lavoro, di registrarsi online gratuitamente, riempendo una scheda standard con i dati essenziali o, per gli iscritti a Linkedin, di autorizzare il download dei curricula usati per l'adesione al social network.

Ogni potenziale intervistato può calcolare facilmente la propria tariffa per partecipare a un colloquio di selezione. I riferimenti sono l'impiego attuale, l'esperienza lavorativa e la formazione. Il formulario e le istruzioni per il calcolo sono online. Chi si registra a NotchUp può indicare in una tipologia di aziende quelle che potrebbero essere interessate ad assumerlo e tra esse quelle che gradisce e quelle che non gli piacciono.

Quando sarà contattato da un'azienda attraverso NotchUp riceverà per il colloquio la tariffa indicata. Se verrà reclutato avrà inoltre il 10% delle tariffe richieste dagli altri partecipanti alla stessa tornata di selezione.

NotchUp, naturalmente, invierà la sua parcella per avere  contribuito al reclutamento presentando le persone intervistate e assunte.

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Postato da: orsola a 12:53 | link | commenti
gestione e sviluppo 260

Palmarès dei brevetti registrati nel 2007

La World intellectual property organization, l'Agenzia speciale dell'ONU per la difesa della proprietà intellettuale ha pubblicato l'annuale classifica dei brevetti registrati nel 2007 secondo le regole stabilite nel sistema internazionale del Patent cooperation treaty. L'anno scorso c'è stata un'esplosione del numero di registrazioni, che hanno raggiunto le 156.100, con un aumento del 4,7% sul 2006.

Come al solito gli USA sono stati il paese che ha registrato più brevetti: 52.280, il 33,5% del totale e un incremento del 2,6% rispetto all'anno precedente. Frutto degli investimenti in R&D e dell'efficace combinazione tra ricerca pubblica e privata, che distinguono da molti anni l'America.

Al secondo posto, a molta distanza, c'è il Giappone. Ha registrato 27.731 brevetti, il 17,8% di quelli ufficializzati nel 2007, con un incremento del 2,6%. Terza è la Germania con 18.134, l'11,6% del totale delle registrazioni e un aumento dell'8,4% sul 2006.

Salvo il risultato tedesco, tutto come gli anni precedenti nelle prime tre posizioni. La sorpresa però è la Corea del Sud al quarto posto, con un incremento del 18,8%, una presenza nel totale del 4,5% e 7.061 brevetti. Ha preso il posto della Francia, ora quinta nella classifica, con 6.370 brevetti, una crescita del 2,1%, un peso del 4,1%.

L'Italia è undicesima, con un'ottima crescita, il 7,8% e 2.927 brevetti registrati, l'1,9% del totale.

Ma è la Cina che ha fatto il balzo maggiore con il 38,1% sul 2006. Si è piazzata al settimo posto con 5.456 brevetti e una presenza del 3,5%, a ridosso del Regno Unito, sesto con 5.553, il 3,6% di partecipazione al totale delle registrazioni e una crescita del 9,1%.

I primi 15 paesi del mondo per brevetti 2007

Posizione
Paese
2007
numero
2007
presenza %
2007
aumento
2006
numero
1 USA
52.280
33,5%
2,6%
50.941
2 Giappone
27.731
17,8%
2,6%
27.033
3 Germania
18.134
11,6%
8,4%
16.732
4 Corea del Sud
7.061
4,5%
18,8%
5.944
5 Francia
6.370
4,1%
2,1%
6.242
6 Regno Unito
5.553
3,6%
9,1%
5.090
7 Cina
5.456
3,5%
38,1%
3.951
8 Paesi Bassi
4.186
2,7%
-7,6%
4.529
9 Svizzera
3.674
2,4%
2,7%
3.577
10 Svezia
3.533
2,3%
6,5%
3.316
11 Italia
2.927
1,9%
7,8%
2.716
12 Canada
2.707
1,7%
5,5%
2.566
13 Australia
2.054
1,3%
2,6%
2.001
14 Finlandia
1.952
1,3%
5,8%
1.845
15 Israele
1.683
1,1%
5,9%
1.589
Tutti gli altri
10.800
6,9%
-2,6%
11.084
Totale
156.100
4,7%
149.156

Tra i paesi europei, Svezia e Finlandia hanno buoni aumenti. I Paesi Bassi sono retrocessi in posizione, numero di brevetti e presenza percentuale.

Le prime 20 aziende del mondo per brevetti 2007 

Grad.
2007
Azienda Paese Brevetti
N° 2007
Andamento
su 2006
Grad.
2007
Azienda
Paese
Brevetti
N° 2007
Andamento
su 2006
1 Matsushita Giappone 2100 -244 11 Basf Germania 810 94
2 Philips Paesi Bassi 2041 -454 12 3M USA 769 42
3 Siemens Germania 1644 164 13 LG Corea 719 152
4 Huawei Cina 1365 790 14 Fujitsu Giappone 708 137
5 Bosch Germania 1146 184 15 Sharp Giappone 702 206
6 Toyota Giappone 997 293 16 Nec Giappone 626 253
7 Qualcomm USA 974 366 17 Intel USA 623 -67
8 MIcrosoft USA 845 603 18 Pioneer Giappone 611 117
9 Motorola USA 824 187 19 IBM USA 606 241
10 Nokia Finlandia 822 -214 20 Samsung Corea 598 93

Le telecomunicazioni hanno avuto un incremento del 15,5%. Il settore è al primo posto per 15.751 registrazioni. Il comparto dell'information and communication technology è secondo per numero di brevetti con 15.109 e un aumento del 9,6% sul 2006. Terzo è il farmaceutico-cosmetico con 13.936 registrazioni e un andamento sostanzialmente stabile, segnato da un incremento di appena 0,1%.

Il settore dell'ingegneria nucleare ha registrato il più forte aumento di brevetti tra il 2006 e il 2007. La crescita è stata del 24,5% e il numero delle registrazioni ha toccato 712.  Forte anche l'incremento delle tecnologie ambientali, che hanno registrato 1.780 brevetti e sono cresciute del 12,3%.

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Postato da: orsola a 12:09 | link | commenti
competitivita 92

22/02/2008

Contro il lavoro dei bambini servono aiuti alle famiglie

Nel 2004 l'International Labour Organisation aveva contato 191 milioni di bambini lavoratori dai 5 ai 14 anni. Un tasso di attività del 15,8% in questa fascia d'età, che segnava una diminuzione dell'1,8% dal 2000.

Quasi la metà di questa manodopera era presente nell'Africa subsahariana, che ne aveva il 26,4% e nella regione Asia Pacifico, che ne impiegava il 18,8%.

Due ricercatrici del Centre pour la recherche économique et ses application hanno realizzato uno studio sulle possibilità di ridurre questo triste fenomeno. I risultati sono stati pubblicati dalle due, Chrystelle Dumas e Sylvie Lambert, con il titolo "Le travail des enfants", nel n° 11 della collezione "Opuscules", diffuso ieri dalle Editions de l'ENS.

Secondo le autrici operare con divieti e sanzioni sarebbe poco efficace. I bambini sono usati nei lavori agricoli, in attività paraindustriali e nella prostituzione, spesso per volontà delle famiglie, che sono costrette in mancanza di risorse economiche a occupare i figli anche in attività illecite e pericolose. Bisogna agire nei loro confronti con politiche di sostegno economico "condizionato".

Si potrebbe versare alle famiglie, propongono le studiose, una somma forfetaria a condizione che rispettino certi impegni, come la frequenza scolastica, l'assistenza medica, il rispetto dell'igiene abitativa.  In passato programmi di sostegno economico condizionato sono stati realizzati con successo nel Messico.

I paesi a economia avanzata dovrebbero impegnarsi in aiuti economici così finalizzati, dando contributi adeguati alle esigenze di  programmi da realizzare sotto l'egida dell'ONU.

Aiuti mirati e sufficienti potrebbero avere conseguenze positive dirette sui bambini, ma anche verso le fasce più deboli delle popolazioni, oggi costrette a migrazioni ad elevato pericolo e a bassa prospettiva.

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Postato da: orsola a 12:04 | link | commenti
politica 137

Mario Carreño, "El corte de caña", 1943, olio su tavola.

Postato da: orsola a 10:42 | link | commenti

21/02/2008

Rinuncia a trovare Nessie dopo 37 anni

L'ultimo avvistamento del mostro è stato fatto l'anno scorso da un tecnico di laboratorio che lo ha filmato mentre nuotava nel Lock Ness, il lago nei pressi di Inverness in Scozia. Il primo è attribuito da una cronaca di San Columbano del 565, che descrive il funerale di un abitante della zona ucciso dalla bestia, poi cacciata a forza di preghiere. Nel secolo scorso gli avvistamenti sono stati undici e  sono diventati più frequenti a partire dagli anni '30. Ma nonostante i sondaggi, le testimonianze e qualche ripresa fotografica o video, niente di concreto si è mai riuscito ad accertare.

Il mostro di Loch Ness, chiamato familiarmente Nessie sui mass media, ha alimentato la leggenda e il turismo locale in una zona suggestiva per boschi e massa d'acqua dolce, collegata al Mare del Nord. Sarebbe un plesiosauro sopravvissuto oltre 70 milioni di anni all'estinzione della specie.

Robert Rines, un 85enne americano veterano della seconda guerra mondiale, ha dedicato metà della vita alla caccia del mostro.

Ha cominciato nel 1971, dopo aver visto per caso la creatura durante un'escursione nelle Highlands. Da allora tutti gli anni è tornato sul lago e ha tentato di stanarla o di sentire con l'ecoscandaglio la sua presenza in qualche anfratto del profondo ed esteso specchio d'acqua. Ha provato almeno cento volte a incontrarla, ma senza esito.

Adesso però ha rinunciato. "Sto diventando troppo vecchio", ha detto, "se Nessie non si fa vedere è colpa del cambiamento climatico o dell'inquinamento delle acque o del volo radente degli aerei militari, o forse è diventata più timida".

La casa di Rines a Boston è piena di documenti scritti, sonori e video di Nessie, provenienti da ogni parte del mondo, frutto di 37 anni di ricerche e di devozione.

Rines non è solo in questa passione. Altri cinque americani dal 1960 hanno compiuto viaggi e ricerche nel Loch Ness nella speranza di incontrare la (o il) plesiosauro.

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societa 295

Intelligenza machiavellica e leadership politica

"Perchè sono tanti gli spudorati al vertice del potere? Perchè le élite di governo sono state costituite da persone senza scrupoli in ogni epoca e in tutte le parti del mondo?". "Gli individui dominanti, crudeli, persuasori e manipolatori sono i più adatti per lottare per il potere e devono queste caratteristiche al circuito neuronale e alle spinte ormonali".

Gli ormoni, i neurotrasmettitori, i neuroni e l'aspetto fisico costituiscono fino al 35% della materia prima biologica per salire al potere. Lo sostiene Adolf Tobeña Pallarés, professore di Psicologia medica e psichiatria nell' Universidad Autonoma de Barcelona, autore di "Cerebro y poder. Politica, bandidaje y erotica del mando", La Esfera de los libros, Madrid, 2008. Un libro che spiega il cocktail immorale del sottotitolo, che l'autore ritiene diffuso tra i politici di successo, con una componente di quel  complesso neuronale formato dalla "connessione di testoterone e dominio", che esplode in ansia da vittoria.

Sono caratteristiche psicobiologiche che si ritrovano anche in altri animali e Tobeña ricorda che gli scimpanzè commettono tradimenti e rompono legami, tendono all'aggressività e alla vendetta, hanno manifestazioni di "intelligenza machiavellica", la stessa posseduta dai leader carismatici della politica.

I geni danno al leader una combinazione ormonale diversa dagli altri. Servono come basi per un'abilità speciale nel mentire, manipolare, trovare alleati. Contribuiscono a formare personalità con grandi capacità di autoinganno, di credere a quello che dicono.

Sono psicopatoidi, necessari per prendere decisioni difficili, che possono produrre  conoscenza e benessere o provocare distruzione.

Il prototipo di leader carismatico della politica, secondo Tobeña, è  "Blair, il migliore degli ultimi 30 anni: fermo, spietato. Ha una faccia da bambino e un sorriso innocente. Mantiene  una freddezza assoluta, difficile da smuovere".

Questo campionario di assunti della biochimica, della chimica degli organismi viventi e del suo intervento decisivo negli ambienti sociali, sta avendo un gran successo in Spagna, dove è uscito nelle librerie nel pieno della campagna elettorale per le elezioni legislative.

Ha fatto il divertimento dei tanti, facile preda del qualunquismo e dell'antipolitica, investiti dalla propaganda espressa da qualche abile raccolta di episodi ad effetto o da opinioni autorevoli che hanno veste scientifica.

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fondamenti 91

20/02/2008

Metamorfosi dei quadri aziendali

Ne "La cultura del nuovo capitalismo" Richard Sennet si interessa ai quadri delle multinazionali, al centro delle contraddizioni dell'organizzazione aziendale, modello MP3. Un dispositivo che può essere programmato in modo molto flessibile per ascoltare in qualsiasi ordine un certo numero di brani e a cui si può accedere in modo diretto o casuale, come l'azienda globalizzata, a forza lavoro flessibile, in cui l'autorità è separata dal controllo e il potere decisionale è affidato a consulenti, che si assumono le responsabilità di provvedimenti che cambiano la rete organizzata e l'impiego delle persone.

Sociologo del lavoro e dell'organizzazione, Eric Roussel, professore del CNAM, il Conservatoire national des arts et métiers, ha adottato l'approccio di Sennet per una ricerca sull'evoluzione del rapporto tra quadri e lavoro. Nel suo "Vies de cadres. Vers un nuoveau rapport de travail", Presses Universitaires de Rennes, Rennes, 2007, riporta i risultati di un lavoro d'analisi, che ha messo al centro l'identità dei quadri, in aziende che, combinando tecnologia e delocalizzazione, rendono continuamente obsolete le qualificazioni e richiedono duttilità di risolvere i problemi e adattamento a condizioni produttive e relazionali sempre diverse.

Roussel affronta la questione raccontando sei storie di vita, che tratta come idealtipi del rapporto di lavoro di una categoria lavorativa eterogenea.

Nella prima parte del libro, intitolata "dai quadri al lavoro", l'autore descrive il cambiamento avvenuto nel mondo della produzione dall'inizio degli anni '80. Un insieme di fenomeni che hanno inserito le aziende in "spazi inglobanti sempre più complessi" e hanno avuto ripercussioni sull'organizzazione del lavoro in un intreccio di "spazi esterni" e di "spazi interni".

Il numero dei quadri è aumentato e si è banalizzato, la loro competenza si è tecnicizzata, è avvenuta la perdita dei valori della professionalità individuale e della motivazione lavorativa,l'immagine esterna della categoria si è deteriorata. Esigenze organizzative concrete hanno modificato le distanze gerarchiche e l'autorità è diminuita.

E' emersa così una nuova figura d'autorità in cui ha avuto rilievo "la quotidianità lavorativa", che comporta l'attitudine a giocare ruoli multipli e a sapere usare le potenzialità in un largo spettro di attività, per rispondere alle pressioni del mercato. Dalla soddisfazione per i riconoscimenti e il ruolo organizzativo il quadro è passato allo stress, allo spossessamento e al bisogno continuo di salvare la faccia.

Alla "cura di sè" e alla conservazione della maschera dell' identità di quadro è rivolta la seconda  parte del libro, in cui Roussel evidenzia i percorsi di "decostruzione e ricostruzione" nell'azienda e di "proiezione di sè" nella carriera, come mezzi per reggere al rischio dell'inutilità e al pericolo del licenziamento, usando lo spirito  di sacrificio. Una precarizzazione professionale tanto profonda quanto difficile da osservare.

Forse un cambiamento esplicito delle regole organizzative, che costringono i quadri, non potrebbe che migliorare la loro condizione e porre fne alle tensioni attuali.

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gestione e sviluppo 260

Reclutamento di esperti per la contabilità e la finanza

Carenze di professionalità, allungamento dei tempi di selezione, sviluppo delle pratiche di fidelizzazione sono conseguenze delle difficoltà incontrate dalle aziende per reclutare esperti in contabilità e finanza. Il 56% dei responsabili delle Risorse umane e della direzione Finanza di tutto il mondo manifesta preoccupazioni per lo stato dell'offerta di lavoro nei due settori.

"Global financial employment monitor 2007 - 2008", un'indagine realizzata da Robert Half in 17 paesi su un campione di 5.000 intervistati via telefono e Internet, rivela i problemi delle aziende, che devono reclutare contabili e finanziari, di trovare persone qualificate.

Le difficoltà maggiori le hanno le imprese asiatiche. Il 72% dei direttori Risorse umane e Finanza non riesce a trovare candidati adeguati alle posizioni di addetto, analista finanziario, capo contabile e controller.

In Giappone sono interessate da questo problema l'83% delle aziende e a Hong Kong l'82%. Ma anche fuori dall'Asia, in Europa  c'è l'Italia con il 72%, il Lussemburgo con il 67%, la Spagna con il 65%, la Cechia con il 64%. Al contrario, in Irlanda il 54% non ha difficoltà e in Austria, Belgio, Regno Unito c'è il 54% in difficoltà. Mentre negli USA si sfiora il 56%.

Il tempo del reclutamento ha raggiunto una media di 5 settimane per il personale di staff e di 8 per i manager.

La Spagna è la più veloce con 3 settimane e 2, il Lussemburgo il più lento con 7 settimane e 12, l'Italia sta entro le 4 settimane per gli operatori, ma balza a 8 per i responsabili. Gli USA impiegano 5 e 6 settimane.

Il tempo medio dei colloqui di selezione è di 2 ore per gli operatori e di 3 per i manager.

In Italia, Belgio, Francia, Hong Kong e USA il tempo per le interviste è di 3 ore, lo stesso per i due tipi di posizione.

Trattenere i collaboratori è un problema per il 43% delle aziende.

Raggiunge il 72% a Hong Kong, il 68% in Giappone e il 60% in Spagna. Negli USA è il 46% e in Canada il 44%.

Valori più bassi ci sono in Europa, con l'eccezione della Spagna, che ha la percentuale indicata, del Regno Unito e dell'Austria, intorno al 49%. L'Italia è lievemente sotto il valore medio con il 42%.

Il rapporto mette in luce alcuni particolari curiosi del processo di reclutamento e selezione. La metà dei responsabili aziendali diffida dei curricula, che ritiene "abbelliti" per quanto riguarda i lavori svolti in precedenza, le retribuzioni ricevute, le competenze manageriali e tecniche possedute. Dal canto loro i candidati sono sospettosi sulle possibilità di avanzamento indicate dal reclutatore, sul contenuto del lavoro, sull'ambiente di lavoro, sulle possibilità di formazione.

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gestione e sviluppo 260

19/02/2008

Cercansi hostess per le Olimpiadi di Pechino 2008

I giochi della XXIX Olimpiade si apriranno il prossimo 8 agosto nello stadio "Nido d'uccello" di Pechino. Gli organizzatori stanno reclutando tra gli altri addetti anche 300 hostess per la consegna delle medaglie.

Secondo il quotidiano "China Daily" il profilo di selezione delle candidate indica questi requisiti estetici:

- età dai 18 ai 24 anni;
- altezza da 1,68 m a 1,78 m;
- viso con distanze uguali dall' inizio della fronte alla radice del naso, da questa alla base del naso e da qui al mento;
- lunghezza degli occhi corrispondente ai 3/10 di quella del viso;
- colorito roseo e brillante, pelle elastica, corpo in carne ma non grasso;
- gambe sode e snelle, con polpacci alti e appena prominenti;
- spalle diritte, piene e simmetriche;
- sedere non troppo sporgente;
- niente tatuaggi e fori per gli orecchini troppo visibili.

Il capo del protocollo Li-Ning ha spiegato ai giornalisti che tatuaggi e buchi alle orecchie danno un aspetto sordido e che i sederi pronunciati possono richiamare l'attenzione.

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societa 295

Futura 2000, "Senza titolo", 1995, olio su tela.

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18/02/2008

Medici della mente e donne in crisi di nervi

La storia dei disturbi psichici femminili negli ultimi due secoli è una storia di categorizzazione del disagio da parte di diagnosti e terapeuti uomini. Si intreccia con la nascita della professione rivolta alla cura delle malattie mentali e delle relazioni tra medici e donne.

Lisa Appignanesi, una letterata e memorialista di origine polacca che presiede il Pen Club, ha scritto in modo magistrale di questi rapporti nel suo nuovo libro "Mad, bad and sad. A history of women and the mind doctors from 1800 to the present", Norton/Virago, London, 2008, una ricostruzione della facile e ricorrente etichettatura di "pazza", attribuita ad ogni donna che non rispettava le regole del proprio ruolo, come primo atto del "terapeuta".

La storia inizia con Philippe Pinel, che al tempo della Rivoluzione francese compie nell'ospedale Salpêtrière di Parigi un lavoro di osservazione e classificazione delle alienate mentali in maniache, melanconiche, dementi e imbecilli. Prosegue con gli studi di Sigmund Freud e Jean Martin Charcot sull'isteria. Passa attraverso le scoperte di Emil Kraepelin sulle psicosi e quelle di Eugen Bleuler sulla schizofrenia. Arriva a Jacques Lacan, all'intreccio di donne, psicosi e linguaggio, all'antipsichiatria di Ronald  Laing, alla terapia di gruppo e familiare di Juliet Mitchelll e all'interazione fra psicoanalisi e femminismo, alle terapie centrate sulle donne e ai lavori con i bambini di Melanie Klein, Anna Freud, Karen Horney, Joyce McDougal.

La storia dell'evoluzione delle cure è anche quella della sperimentazione degli strumenti, dall'ipnosi alle droghe, all'elettrochoc e delle mode dei sintomi, manifestati dalle ricoverate per sindromi mentali di genere, dall'anoressia alla depressione postparto, alla menopausa, al suicidio.

Le vicende delle "matte, cattive e tristi" Virginia Woolf, Zelda Fitzgerald, Marylin Monroe e Sylvia Plath, i loro sogni, fantasie e digressioni servono a mostrare i legami tra psicologia e letteratura, aprono le due domande di fondo: possiamo curarci? e che cosa dobbiamo fare?

Le affascinanti rappresentazioni fatte da Appignanesi dei personaggi reali e delle eroine letterarie indicano quanto i conflitti interiori, la perdita di controllo e l'abbandono agli impulsi, abbiano provocato sofferenza alle donne, perchè ai disturbi psichici si è quasi sempre aggiunto un trattamento fatto da uomini, secondo una propria concezione della presenza femminile nella società e non di rado spettacolarizzando l'intervento terapeutico per diffonderlo poi su altre donne e aumentare il proprio potere di cura.

Lo status della paziente è cambiato solo  con l'accesso femminile alle professioni di medicina della mente.

Appignanesi scrive dalla parte delle donne con lucidità e senza recriminazioni femministe, ma è indubbio che molta parte delle sofferenze di quelle , che negli ultimi due secoli sono state definite matte, poteva essere evitata con un maggiore rispetto dei loro sentimenti.

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fondamenti 91

Facce di manager destinati al successo

Il viso è la parte più espressiva della persona. Gli occhi, la bocca, il naso non sono soltanto dettagli anatomici, sono costituenti della fisionomia individuale attraverso il modo di guardare, di parlare, di sorridere, di interagire. Perciò una faccia non è una maschera, nè coincide con l'immagine, più o meno fedele, del viso riprodotto, ma è un uso continuo, dinamico delle sue componenti fisiche nelle diverse situazioni relazionali, fatto per esprimere atteggiamenti e sottolineare comportamenti.

Nei test psicologici, in quelli proiettivi in particolare, sono spesso impiegate fotografie o altre riproduzioni di visi per provocare le reazioni delle persone e mettere in luce i loro orientamenti, le percezioni e interpretazioni del mondo esterno, i particolari aspetti dell'intelligenza.

I repertori psicodiagnostici americani degli anni '60 e '70 registravano molti test, con tavole che riproducevano la figura umana, impiegati soprattutto dalle aziende e dai corpi militari per il reclutamento e le selezione del personale .

Vance Packard nel suo memorabile "The people shapers" del 1977 denuncia l'abuso dei test, effettuato dagli psicologi delle big corporation e racconta di uno, costituito da otto tavole, con le fotografie di altrettanti pregiudicati per reati di gravità differente, che sarebbe servito per diagnosticare le inclinazioni di addetti a lavori di relazione e ad incarichi di fiducia.

Anne Anastasi nel suo "Psychological testing" del 1983 già ignora l'esistenza di questi tipi di reattivi.

Trent'anni dopo Packard i test con le tavole fotografiche ritornano. Questa volta non si tratta più di scegliere tra le facce dei malavitosi il collega di lavoro, il compagno di viaggio, il partner sportivo, il vicino di casa, il socio del proprio circolo, l'amico, la persona di fiducia. In ballo ci sono i ritratti dei CEO a capo delle prime e delle ultime 25 aziende, tratte dalla classifica "Fortune" delle 1.000 più grandi del mondo.

Le fotografie sono state mostrate a 100 studenti, che non li avevano mai visti prima e non sapevano niente delle loro aziende, da due psicologi sociali della Tuft University del Massachusett, Nalini Ambady e Nicholas Rule.

Agli studenti, tutti maschi e bianchi, i due ricercatori hanno chiesto di associare le facce dei 50 CEO alle prime e ultime aziende della classifica e di attribuire a ogni capo azienda cinque tratti di personalità, correlabili in misura maggiore o minore a un'influenza positiva sui risultati d'impresa. I tratti proposti sono stati la leadership, la competenza, la simpatia, la dominanza, la maturità e l'affidabilità.

Lo svolgimento e i risultati dell'esperimento sono raccontati da N. Ambady e N. Rule in "The face of success. Inferences from chief executive officer's appareance predict company profits", Psychological Science, 19, 2, february 2008.

Incredibile, dalle fotografie, tutte con la stessa inquadratura, gli studenti sono stati in grado di individuare i CEO delle aziende di maggiore e minore successo, ma  anche di scoprire in ognuno il possesso dei tratti di personalità più  influenti  sui profitti aziendali. Sono stati trovati collegamenti perfino laddove due recenti ricerche della Yale University e di quella di Pittsburgh  non avevano trovato correlazione tra i successi aziendali e la personalità del top manager.

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gestione e sviluppo 260

15/02/2008

Yue Minjun, "Loving bird", 1994, olio su tela.

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14/02/2008

Modelli di nuova imprenditorialità in Cina e India

In Cina e India molta imprenditorialità è nata come risposta ai vincoli sociali, politici ed economici. L'ambiente degli affari dei due giganti delle economie emergenti si è differenziato per l'apertura all'esterno e per il coinvolgimento del governo. L'India ha concesso più libertà di manovra agli imprenditori per collocarsi alla testa dei paesi dell'Asia. La Cina ha incoraggiato gli investimenti stranieri per continuare lo sviluppo economico e migliorare il benessere della popolazione. Adesso che il decollo è avvenuto le aziende stanno contribuendo a riconfigurare i rispettivi paesi.

I fermenti che pervadono le due economie potrebbero sfociare in una cooperazione, che rifaccia tutta l'Asia e le dia una nuova posizione nel mondo, come propongono  studiosi e politici.

Il libro di Tarun Khanna, professore di strategia alla Harvard Business School, "Billions of entrepreneurs. How China and India are reshaping their futures and yours", Harvard Business School Press, Boston, 2008, chiarisce perchè la Cina è più aperta alle multinazionali e l'India è più favorevole ai suoi imprenditori privati, perchè le aziende indiane sono riuscite a formare dei manager eccellenti e non le cinesi, perchè lo statalismo cinese arriva fino alle aziende delle più piccole città mentre la chiave dell'economia indiana è di sviluppare gruppi autonomi, in grado di costruire aziende da soli, perchè Pechino si sposta sempre più verso un libero mercato e  New Delhi non è capace di fare le liberalizzazioni necessarie.

Khanna va alla radice dell'economia moderna dei due paesi e per la Cina la ritrova nell'incentivazione degli investimenti stranieri, nella politica di Deng Xiao-ping , succeduto a Mao Tze-tung, nell'integrazione con i Cinesi di Hong Kong e del Sudest asiatico, nella formazione dei quadri per il business ad opera del Partito comunista. L'India, invece, dopo l'indipendenza ha avuto eccessi di socialismo, che per qualche decennio hanno scoraggiato l'afflusso di capitali dall'estero e hanno dato impulso all'imprenditorialità locale, la sola che poteva convivere con le tante difficoltà imposte dai governi.

Evoluzioni differenti che l'autore prova con  numerosi casi di aziende e resoconti di viaggi di studio nei due paesi, arrivando a concludere sulle "illusioni di governare quasi due miliardi e mezzo di persone" senza compensare i punti di forza e di debolezza reciproci, che vanno dagli scambi commerciali della Cina al firmamento finanziario dell'India, dalle competenze distintive nelle nuove tecnologie, nella cinematografia, nel management, nella medicina della prima alle fortune agricole, alle costruzioni, alle manifatture, alla presenza delle maggiori imprese occidentali della seconda.

La cooperazione è necessaria per rimmaginare i due paesi e fare emergere la guida dell'India, in modo da avviare un flusso di scambi di gente e di idee.

Un'illusione di governo sui due popoli, che sembra piuttosto una proiezione di Khanna, convinto che il suo paese d'origine abbia le capacità per assumere la leadership di una ristrutturazione degli assetti mondiali. Mentre la Cina si va già ponendo da sola nel nuovo ruolo.

"Billions of entrepreneurs" offre spiegazioni chiare e convincenti sui differenti modi  di operare della Cina e dell'India e sui motivi dei loro successi. Perciò va letto da chi voglia capire come potrebbe andare nel futuro il sistema dei rapporti tra i due giganti asiatici e l'Occidente.

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economia 138

E' amore? No, feniletilamina o Storm worm

14 febbraio San Valentino, sembra incredibile, ma ci sono ancora gli innamorati che si dichiarano l'amore, quelli che lo rinnovano nella cenetta intima e dopo, quelli che si scambiano i regali.affiche-logement rose

Tra felpe, cuscini e iPod spunta qualche libro. Qualcuno riesuma l' "Innamoramento e amore" di Alberoni o altri suoi bestseller della stessa serie. Qualche altro punta sull' "Intelligenza emotiva" di Goleman.

Sono libri che di solito interessano più chi li regala che il destinatario del dono. Deludono le aspettative di chi li riceve e sono abbandonati presto, dopo una svogliata lettura di qualche pagina. Sono libri totem, come gli altri oggetti che vengono scambiati nella ricorrenza odierna, strumenti propiziatori.

Meglio, se qualcuno è interessato a questi temi, lo studio di Michael Leibowitz sulla "Chimica dell'amore", di cui abbiamo già parlato in un precedente post o quello dei neuroscienziati Semir Zeki e Andreas Bartels, pubblicato su "Evolution and human behaviour". Illustrano la produzione ormonale di feniletilamina e gli alti livelli di dopamina e neuroadrenalina, che si producono con l'innamoramento in alcune zone del cervello, mentre si abbassa la produzione di serotonina e c'è poca attività nelle zone del pensiero critico.

Quando s'incontra una persona che ci piace  molto il sistema nervoso produce scariche di feniletilamina, un composto della famiglia delle anfetamine che suscita la passione. Mentre la oxitocina è legata alla fiducia e all'affettività, la serotonina dà benessere, la dopamina e la neuroadrenalina accelerano la tensione.

Chi volesse invece perdersi nella passione può rivolgersi al sito www.cite-sciences.fr/declaration-st-valentin  . E' quello della Cité des sciences et de l'industrie de Paris, che gratis, informa "Le Monde" di stamattina, scrive e invia poesie di amore su misura da un innamorato all'altra o viceversa, per e-mail, in meno di un secondo.

Ma attenzione, l'FBI ha allertato gli innamorati di tutto il mondo di stare attenti alla posta elettronica di San Valentino. "Potrebbe essere la lettera di un nuovo ammiratore o contenere il virus Storm worm". In gennaio ha già infettato migliaia di pc in America e in Europa, spacciandosi per informazione meteorologica.

Secondo il produttore di antivirus Trend Micro, il virus si va diffondendo da una settimana in forma di messaggio d'amore, approfittando del giorno degli innamorati.

Non c'è rosa senza spine.

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societa 295

13/02/2008

1.117.100.000 telefonini venduti nel 2007

La vendita degli apparecchi per la telefonia mobile continua a crescere. Sono ormai strumenti multimediali per fotografare, ascoltare la radio, scaricare  musica, usare videogiochi, connettersi a Internet, parlarsi a distanza in ogni condizione.

La foto dell'Africano, appoggiato alla lancia, che telefonava usandone uno ha fatto il giro del mondo dieci anni fa e ci ha stupiti. Oggi ci colpisce di più sapere dagli ultimi dati dell'UNCTAD che in Marocco, Ghana ed Egitto i governi hanno attuato strategie di sviluppo economico e dell'occupazione nel settore dell'information and communication technology. Stiamo constatando che la convergenza non è solo tecnologica, come si credeva, è in primo luogo culturale,  contribuisce alla riduzione delle povertà.

Secondo una ricerca di mercato di GFK, comunicata ieri al Mobile world congress di Barcellona, nel 2007 le vendite dei telefonini sono aumentate in tutto il mondo del 18,1%, da 954 milioni 600 mila pezzi a 1 miliardo 117 milioni 100 mila.

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In Europa il tasso di penetrazione ha raggiunto il 95% con 800 milioni di utenti, una percentuale sostanzialmente stabile dal 2004, in cui spicca il balzo del 45% della Turchia.

In Cina le vendite hanno toccato i 190 milioni di pezzi contro i 130 del 2006. Il tasso di penetrazione è ormai del 39% con un totale di 525 milioni di utenti.

In India le vendite sono raddoppiate e hanno raggiunto i 90 milioni nel 2007. Il tasso di penetrazione è del 19% per un totale di 210 milioni di utenti.

In Africa il tasso di penetrazione è del 27%, con un totale di 250 milioni di utenti.

Per  il 2008,  le previsioni di crescita fatte da Strategy Analytics sembrano confermate dall'andamento del primo mese dell'anno: ci saranno 1 miliardo 240 milioni di pezzi venduti.

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tecnologia 115

Rumori forti possono aumentare l'ipertensione

Il rischio di malattie cardiache è tanto maggiore quanto più alto è il rumore, che colpisce una persona, anche se dorme e non si sveglia. La soglia di tolleranza massima di un suono o di un rumore è di 35 decibel, quelli che possono essere provocati dal decollo di un aereo o dal traffico urbano intenso. Un superamento di 10 decibel della soglia  aumenta il rischio del 14%.

"Molti studi hanno dimostrato che l'esposizione ad alti livelli di rumore da macchine provoca aumenti della pressione arteriosa... mancavano però ricerche sul campo, che considerassero gli effetti del rumore sull'ipertensione durante il sonno e in condizioni reali". Spiega un gruppo di ricerca composto da 13 esperti, tra cui 3 italiani, diretto dall'epidemiologo Lars Jarup dell'Imperial College of London, in un articolo intitolato "Acute effects of night-time noise exposure on blood pressure in populations living near airports", pubblicato sull' "European Heart Journal " di mercoledì.

L'articolo riporta i risultati di un'indagine finanziata dall'UE, che mostra come le persone che vivono per cinque anni in vicinanza di un aeroporto hanno una maggiore probabilità di sviluppare ipertensione cronica rispetto a quelle che abitano in zone più silenziose.

L'ipertensione è una delle malattie più comuni del nostro secolo, correlata al ritmo di vita frenetico delle società occidentali. Colpisce più di un miliardo di adulti in tutto il  mondo e chi ne è afflitto ha maggiori rischi di attacco cardiaco e insufficienza renale.

Lo studio pubblicato è stato compiuto dai ricercatori su 140 volontari, che abitavano vicino agli aeroporti di London Heathrow, Milano Malpensa, Stockholm Arlanda e Atene. Per quattro anni è stata misurata la pressione arteriosa dei volontari, ogni 15 minuti, durante il sonno, per mezzo di un sistema elettronico che effettuava il monitoraggio senza svegliarli. Sono stati contemporaneamente rilevati i livelli di rumore percepiti nelle camere da letto. Tutte le emissioni sonore superiori ai 35 decibel sono state raccolte e classificate in quattro categorie: rumori domestici, provocati da aerei, generati dal traffico autoveicolare e altri rumori esterni. La classificazione è servita per distinguere i differenti impatti sulle persone.

I ricercatori hanno così constatato che la tensione arteriosa dei volontari si elevava in modo considerevole, di 6,2 mmHg (millimetri di mercurio di pressione) la sistolica e di 7,4 la diastolica, ogni volta che si aveva un rumore superiore ai 35 decibel durante il sonno.

L'aumento della pressione era influenzato direttamente dall'elevazione dei rumori e dei suoni. I risultati della ricerca hanno grande importanza per la vita delle persone e per la prevenzione di malattie professionali e infortuni sul lavoro.

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gestione e sviluppo 260

12/02/2008

Sempre più su le retribuzioni dei lavoratori asiatici

La "Salary trends survey 2007-2008" di ECA International è un'indagine retributiva, realizzata su 250 aziende multinazionali operanti in 47 paesi. Rileva le remunerazioni pagate nel 2007 e le variazioni previste per il 2008. Considera le condizioni economiche dei contesti di riferimento delle imprese e fornisce elementi di benchmarking per le scelte di localizzazione nel mondo.

Dall'indagine emerge che le retribuzioni sono cresciute mediamente del 5,9%, ma in Asia l'incremento è stato del 7,3%.

A Hong Kong, nonostante l'economia forte e la solida qualificazione dei lavoratori, gli stipendi sono cresciuti per il secondo anno del 4% e a Singapore, in condizioni analoghe, del 4,5%. All'estremo opposto risulta l'India con il 14%, seguito al 12,6% dell'anno precedente. L'Indonesia ha avuto un incremento dell'11,3% e il Vietnam dell'8,5%.

Ulteriori aumenti sono attesi per il 2008. Sono dovuti alla crescita economica e all'inflazione. Eclatanti sono i casi del Giappone che registra nel 2007 uno sviluppo delle retribuzioni tra i più deboli, il 3% e delle Filippine, che tra il 2006 e il 2008 avrà un aumento del 25%.

Il rapporto classifica i 47 paesi dell'indagine per livello di crescita delle retribuzioni erogate nel 2007 e previste nel 2008.

Classifica mondiale degli aumenti retributivi

Paese
2008
Previsione
2007
Consuntivo
Paese
2008
Previsione
2007
Consuntivo
India
1
1
Cechia
25
22
Argentina
2
4
Australia
26
25
Indonesia
3
2
Norvegia
27
33
Russia
4
3
Taiwan
28
26
Egitto
5
5
Spagna
29
27
Vietnam
6
8
Israele
30
24
Emirati Arabi Uniti
7
12
Portogallo
31
28
Lituania
8
10
Canada
32
38
Cina
9
9
Hong Kong
33
29
Filippine
10
11
Italia
34
30
Romania
11
7
Nuova Zelanda
35
32
Turchia
12
6
Regno Unito
36
34
Corea del Sud
13
15
USA
37
35
Sudafrica
14
13
Belgio
38
36
Tailandia
15
15
Finlandia
39
39
Brasile
16
19
Danimarca
40
41
Ungheria
17
16
Paesi Bassi
41
37
Malesia
18
17
Svezia
42
40
Slovacchia
19
14
Germania
43
45
Polonia
20
20
Austria
44
42
Grecia
21
23
Francia
45
43
Irlanda
22
31
Giappone
46
46
Messico
23
21
Svizzera
47
47
Singapore
24
25
 

Nelle prime posizioni, con più forte crescita retributiva, ci sono l'Argentina, che presenta mediamente il 12,7% e la Russia con l'11%, in seconda e terza posizione mondiale dopo l'India.

L'Italia, con il 4%, è assieme ad altri otto paesi europei tra quelli a più debole incremento delle remunerazioni da lavoro dipendente.

Agli ultimi posti della classifica ci sono la Svizzera, 47ª con il 2,7% di incremento medio dei compensi, il Giappone , 46° con il 3% e la Francia 45ª con il 3,2%.

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Postato da: orsola a 13:14 | link | commenti (2)
gestione e sviluppo 260

11/02/2008

Cina e India in testa nella produzione ed esportazione di ICT

L'UNCTAD, la Conferenza ONU sul commercio e lo sviluppo ha pubblicato l' "Information economy report 2007 - 2008", dedicato al tema della scienza e della  tecnologia per lo sviluppo, il nuovo paradigma dell'ICT. Secondo il rapporto la maggioranza dei chip, dei telefoni, dei computer portatili, degli schermi per televisori, dei lettori di DVD e altri prodotti elettronici e di telecomunicazione sono ormai fabbricati nei paesi in sviluppo. La presenza di questi paesi nell'esportazione di servizi legati all'ICT è anch'essa in aumento. Particolarmente forte è l'incremento della Cina, che è il primo esportatore mondiale dei prodotti e dell'India, che è in testa alla vendita dei servizi.

Il rapporto spiega che l'ICT cresce sempre più rapidamente nell'Asia e nell'Africa perchè contribuisce alla riduzione della povertà. In Marocco, nel Ghana e in Egitto i governi hanno realizzato strategie di sviluppo economico e occupazionale nell'ICT. In Cina, India e Messico il tasso di crescita del settore corrisponde a quello di tutto il comparto manifatturiero e la delocalizzazione dai paesi a economia avanzata faciliterà altri aumenti in futuro.

Il commercio Sud - Sud dei prodotti elettronici nel 2004 aveva già superato gli scambi Sud - Nord con un montante di 410 miliardi di dollari e si era avvicinato al valore di 450 miliardi di dollari del commercio Nord - Nord. Nel 2006 l'avrà probabilmente superato.

Destinatari dei prodotti elettronici
(1996 - 2005 in miliardi di $)

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Nel periodo 2000 - 2005 le esportazioni mondiali di servizi ICT sono incrementate più rapidamene di quelle dei servizi e hanno avuto un  montante di 1.100 miliardi di dollari. Nel 2005 hanno rappresentato il 50% delle esportazioni totali dei servizi, contro il 37% del 1995 e hanno aperto nuovi sbocchi al commercio estero dei paesi in sviluppo.

Esportazione dei prodotti elettronici
(1996 - 2005 in miliardi di $)

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Postato da: orsola a 17:15 | link | commenti
economia 138

Sviluppo delle abilità cognitive

La produzione delle console e dei videogiochi partecipa sempre più alla costruzione di un mondo virtuale, parallelo a quello reale e supporto efficace per conoscerlo meglio. La formazione aziendale, realizzata secondo logiche di apprendimento continuo nel corso della vita  lavorativa, vi ha trovato una sponda. I nuovi prodotti immessi sul mercato dei  videogiochi sono ricchi di spunti, divertenti, hanno superato le tradizionali categorie di ruolo e conoscenza, servono a sviluppare nuove abilità in vista del futuro, hanno un vantaggioso rapporto costo-benefici. Hanno reso di colpo obsoleta ogni altra strumentazione didattica.

"Zack & Wiki" è un videogioco per Wii, sviluppato e realizzato da Capcom, che è una continua serie di puzzle e di enigmi, un percorso di avventura, un sistema di interazione con l'ambiente, che richiede di prendere oggetti e usarli, azionare meccanismi, rendere utile quello che potrebbe essere pericoloso.

Al centro del gioco c'è l'aspirante pirata Zack, accompagnato dall'inseparabile scimmietta volante Wiki. I due girano il mondo alla ricerca del tesoro nascosto dal leggendario pirata Barbaros.

Per rintracciarne le parti sparse dappertutto è necessario superare progressivamente venti livelli, corrispondenti ad altrettante casse del tesoro,  che si trovano all'interno di singoli "quadri" del gioco. Ogni quadro richiede di risolvere degli enigmi, comportarsi ingegnosamente nelle diverse situazioni, mimare qualche oggetto, usare degli strumenti e dei meccanismi.

I livelli compongono i puzzle della caccia al tesoro che, una volta superati, il giocatore può avere.

L'aspetto più originale del gioco sta nell'integrazione tra i movimenti reali da compiere e quelli che sono resi possibili dall'uso del controller Wiimote. Le prove da superare possono essere semplici o richiedere applicazione e fantasia.

L'avatar sullo schermo dà indicazioni per agire, ma non sempre è sincero e spesso tende ad ingannare con indizi imprecisi.

Segare un albero, azionare una leva, inserire una chiave, far cadere un oggetto in un buco, spostarsi per mezzo di una carrucola appesa a un cavo, maneggiare una spada, aprire un ombrello, comporre una melodia, sono tutte azioni che richiedono l'utilizzo del Wiimote.

"Zack & Wiki" seduce per il design sonoro e grafico. Ogni livello è uno spettacolo da gustare e le situazioni non sono mai uguali. L'abilità del giocatore è provata e consolidata. Tutto dipende da quello che decide di fare. Il feed back è immediato: ci si può arenare e non riuscire ad avanzare o procedere velocemente.

Giocare è stimolante, vincere dà soddisfazione, superare certe difficoltà, quando è venuta la tentazione di mollare, è un eccellente learning by doing.

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Postato da: orsola a 15:55 | link | commenti
formazione 112

Cambiare a tempo

I programmi di formazione al change management non danno sempre il rilievo necessario alla risorsa tempo, a quando agire e a quanto devono durare le attività combinate. Particolarmente delicata è la rimodulazione degli interventi in base agli effetti riscontrati. Può succedere che si continui ad insistere su azioni che hanno avuto successo, ma che ormai hanno toccato il limite dell'efficacia potenziale e si trascurino così quelle a decollo più lento e duraturo, che richiedono collaborazione attiva delle Risorse umane.

Per formare al change and time management può servire il videogame "Timeshift", un multiplayer first person shooting per pc, PS3 e Xbox360, realizzato da Saber Interactive e sviluppato di Vivendi Universal.

Il gioco si svolge in un paese dominato da una dittatura, che impone la propria concezione dei rapporti sociali con l'uso della forza.

Il giocatore impersona un soldato che vuole opporsi al potere di un farabutto, che sta alterando il passato per riuscire a cambiare il presente.

Il giocatore è dotato di una tuta con cui può rallentare, fermare e invertire il tempo per brevi periodi e superare zone del territorio particolarmente aspre. E' fornito di armi potenti, dalla pistola al fucile a strumenti più micidiali. Con questo equipaggiamento deve attaccare o difendersi da nemici, che hanno  un'intelligenza artificiale limitata e sono portati a conservare le loro posizioni a lungo.

Il gioco richiede di elaborare una strategia per eliminare gli armati di cui si serve il dittatore e poi di interagire con loro nelle diverse situazioni ostili.

I poteri speciali della tuta non sono infiniti. La possibilità di manipolare il flusso temporale ha poche limitazioni, mentre quella di locomozione non ne ha nessuna. Ma per entrambe c'è una barra di energia, che una volta esaurita pone fine  a qualsiasi vantaggio straordinario.

Si tratta perciò di farne un uso oculato per evitare di ritrovarsi in condizioni di normalità nel momento peggiore.

Per il resto "Timeshift" ha l'andamento di un qualsiasi sparatutto.

La grafica è l'altro punto di forza. L'ambientazione è curata nei minimi dettagli e l'atmosfera è particolarmente suggestiva. Le scelte temporali hanno l'effetto di cambiare l'ambiente circostante.

 I personaggi, giocatori e nemici, sono ben fatti e sono sorretti da un'animazione realistica e adeguata alle azioni.

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Postato da: orsola a 12:08 | link | commenti (1)
formazione 112

08/02/2008

Gaston Chaissac, "Totem", 1962, olio su legno.

Postato da: orsola a 12:51 | link | commenti

"Yes, we can" successo musicale su YouTube

"Sappiamo che la lotta sarà lunga, ma ricordiamo sempre che per quanti ostacoli ci siano lungo la strada, nessuno può frenare la forza di milioni di voci che chiedono il cambiamento". "Si, possiamo per la giustizia e l'uguaglianza. Si, possiamo per l'opportunità e la prosperità. Si, possiamo guarire questa nazione. Si, possiamo riparare questo mondo. Si, possiamo".

Con queste le frasi di apertura e di chiusura  il candidato democratico alla nomination, Barack Obama, ha pronunciato l'8 gennaio nel New Hampshire  un discorso emozionante, che ha coinvolto i sostenitori ed è stato ripreso dai politici di tutto il mondo. Anche se il senatore dell'Illinois ha ricevuto nello Stato in cui ha detto quelle parole meno voti della sua diretta avversaria nelle primarie.

Ora "Yes, we can" è diventato il titolo del primo successo musicale della campagna elettorale americana. Will.i.am, il rapper, musicista e produttore discografico hip-hop, leader del gruppo afro-americano Black eyed peas, ha tradotto il discorso in un soul, che è stato diffuso su YouTube con un video. In pochi giorni la canzone ha richiamato quasi due milioni e mezzo di visitatori ed è diventato il motivo musicale dei sostenitori di Obama, in maggioranza giovani.

Il video con l'hit musicale è stato realizzato da un gruppo di progetto composto da numerose star dello spettacolo. Oltre Will.i.am, il cui vero nome e William James Adams jr., un altro rapper,  Common, le attrici Scarlett Johansson e Amber Valletta, il direttore d'orchestra Jesse Dylan, figlio del mitico Bob, e il campione di basket, Karem Abdul-Jabbar.

Il soul può essere ascoltato sul sito ufficiale di Obama ed è uno dei media della sua campagna di comunicazione.

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Postato da: orsola a 11:46 | link | commenti (1)
politica 137

07/02/2008

Record sportivi sempre più vicini ai limiti umani

Nel 2007 la metà dei record sportivi conquistati finora dagli atleti di tutto il mondo non potranno  essere ulteriormente migliorati. Le performance di velocità e di forza sono arrivate ai valori più elevati sopportabili dall'essere umano, il 99% dell'espressione muscolare. Guardando il ritmo di progressione dei successi ottenuti in oltre un secolo, si può realisticamente prevedere che nei prossimi 20 anni il valore dei nuovi record dovrà stare entro il 99,95% dei limiti fisiologici, che significa qualche millesimo di secondo nella velocità e qualche centimetro nell'altezza.

Sono queste le valutazioni fatte da un gruppo di ricercatori dell' IRMES di Parigi, apparse ieri sulla rivista plosone.org, nel saggio "The citius end: world records progression announces the completion of brief ultra-physiological quest".

Otto specialisti di medicina dello sport, ricerca biomedica ed epidemiologia, diretti da Jean-François Toussaint, hanno analizzato i 3.623 record mondiali, raggiunti nell'atletica, nel nuoto, nel ciclismo, nel pattinaggio e nel salto durante i 147 giochi olimpici, svolti dal 1896 ai giorni nostri.

Hanno valutato le prestazioni fornite dagli sportivi secondo un modello statistico elaborato per l'occasione e hanno rilevato che, dopo una prima fase di rapido miglioramento dei record, tra il 1896 e il 1968, interrotta soltanto dalle due guerre mondiali, da 40 anni, tra il 1968 e il 2007, l'andamento dei nuovi primati si è molto appiattito e addirittura tende a regredire.

Il declino è osservabile nonostante un miglioramento delle procedure di reclutamento degli atleti e uno sviluppo globale della qualità delle risorse messe a disposizione nei principali paesi d'origine dei recordman (USA, Russia, Europa, Australia e Canada).

I limiti fisiologici della specie umana, che comporteranno l'impossibilità di migliorare ancora i primati ottenuti, saranno raggiunti entro una generazione.

Il modello elaborato dal gruppo di ricerca ha calcolato anche il peso dei record "atipici", legati alle pratiche di doping, che comporterebbero già una maggiore vicinanza al limite fisiologico massimo.

In conclusione, si chiedono i ricercatori, il motto delle Olimpiadi "Citius, altius, fortius" non dovrà essere cambiato in "sanius"?

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Postato da: orsola a 17:54 | link | commenti (1)
societa 295

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Andres Rabago, "Forzudo", 2006, olio su tela.

Postato da: orsola a 11:19 | link | commenti

Ripresa dai disastri e sviluppo dell'America

"Il nostro rapporto con le calamità è complesso. Ci immaginiamo un disastro come lo rappresenta l'industria cinematografica nell' 'Inferno di cristallo' o nel 'Titanic' o come l'attrazione del parco dei divertimenti 'Cavalcata della morte' ". Quando la catastrofe avviene non troviamo niente di simile, non siamo preparati e non ce ne rendiamo conto.

C'è il disastro e l'immagine che abbiamo del disastro, di come dovrebbe manifestarsi e di quali dovrebbero essere le conseguenze immediate e successive. Perciò non facciamo niente per prevenirlo e non sappiamo affrontarlo che improvvisando la risposta all'emergenza. Anche quando è stato previsto e gli esperti ci hanno messo sull'avviso non siamo disposti a pagare il prezzo di una preparazione che potrebbe mitigarne l'impatto.

Kevin Rozario, che insegna American studies allo Smith College del Massachusetts, analizza le catastrofi che hanno colpito gli USA negli ultimi 100 anni, dal terremoto di San Francisco del 1906 all'attentato alle Torri gemelle del 2001 e all'uragano Katrina del 2005, nel libro "The culture of calamity. Disaster and the making of modern America", University of Chicago Press, Chicago, 2007. Mostra il ruolo vitale che le calamità - o l'affascinante rispetto per esse - hanno  avuto nello sviluppo degli USA.

Gli eventi catastrofici, sostiene Rozario, hanno spesso provocato una reazione positiva. Hanno dato impulso a una maggiore integrazione, allo sviluppo della società multietnica, alla creazione di nuovi valori e alla crescita delle istituzioni. C'è una radice antica in tutto questo, che può essere fatto risalire all'intraprendenza dei Padri pellegrini e alla concezione Puritana sul disastro come strumento divino di correzione.

Le distruzioni sono state un insegnamento naturale per la ricostruzione. Sono state indispensabili per accelerare l'esplosione dell'iniziativa individuale, che ha fondato il capitalismo ed è diventa la base dell'idea americana dominante di progresso.

Rozario parla perciò dell' "età dell'oro della catastrofe", mentre ricorda i 3.000 morti e la metà delle case di San Francisco distrutte dal terremoto.  Furono l'occasione perchè ognuno si desse da fare, scoprisse l'importanza dell'impegno individuale unito con quello degli altri e generasse uno sforzo collettivo, che fece fare un balzo culturale ed economico a tutta la Costa occidentale e si propagò con effetto domino agli altri Stati.

Individua e mostra le correlazioni positive dell'imparare dai disastri: a non ripetere gli stessi errori e ad innovare nell'edilizia, nell'industria e nella finanza, creando nuovi modi di gestire e operare nei mercati, fino a fare assumere rilevanza mondiale all'economia americana.

Il riprendersi dai disastri ha dato vita a nuove tecniche e ha migliorato l'atteggiamento nei confronti della ricerca e sviluppo  nell'Era nucleare e nell'Età del terrorismo. Sono nati così i sistemi di emergency management, di security e di safety, legati a interscambio tra impegno militare e civile. Una cultura diffusa fino a Hollywood, che è servita per risollevarsi rapidamente,  anche da ultimo, dalle conseguenze  dell'uragano Katrina, che ha inondato completamente New Orleans.

"The culture of calamity" è un'interpretazione storiografica, che Rozario prova con rigore documentale, per fare conoscere la forza della cittadinanza attiva contro le tentazioni di scoramento e di abbandono. 

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Postato da: orsola a 10:41 | link | commenti (2)
fondamenti 91

06/02/2008

Cheeseburger in lattina

Basta entrare in un supermercato di un altro paese qualunque fuori d'Italia per capire concretamente che cosa vuol dire l'espressione "relativismo culturale". Chi guarda le confezioni e le presentazioni dei cibi che consumiamo abitualmente, difronte ai ravioli al sugo e alle tagliatelle alla bolognese in lattina, può avere un'impressione simile a quella del giapponese che vede come è presentato il sushi, venduto dalla nostra grande distribuzione.

Ci sono però alimenti universali e il cheeseburger alla maniera di McDonald's è di questi. Thomas L. Friedman in "The Lexus and the olive tree" del 1999 lo aveva elevato addirittura a simbolo di pacificazione duratura tra gli Stati, senza prevedere i no-global, i no-logo e i dietisti. Sorprende perciò di trovarlo su "Gizmag", fotografato affianco a una lattina con apertura a strappo, come prodotto hi-tech della linea Trekking-Mahlzeiten, destinato a escursionisti e audaci del limite estremo dall'azienda svizzera Katadyn.

E' una linea di cibi pronti per chi non ha tempo per farsi da mangiare, spiega il produttore, che fornisce informazioni dietetiche complete, suggerimenti di consumo e prezzo del suo cheeseburger.

"Gizmag" racconta che la Katadyn è stata fondata nel 1926 per produrre disinfettanti e acqua purificata, che da allora ha il core business nelle attrezzature per la sterilizzazione e la desalinizzazione delle acque e che solo da dieci anni per affrontare la globalizzazione dei mercati si è diversificata, rispondendo alle esigenze dei viaggiatori avventurosi, dei campeggiatori e dei praticanti gli sport  nautici.

Il prodotto principale della Trekking - Mahlzeiten, continua "Gizmag", non è il cheeseburger, che è il primo al mondo ad essere inscatolato, ma il "Peronin",  un alimento liquido completo "carburante della circolazione sanguigna", rivolto ad atleti che  affrontano prove estreme. Un superenergetico che può essere assimilato in sei minuti.

L'headline di accompagnamento della comunicazione sul cheeseburger è : "Più piacere, meno peso". Se fosse vero, che cosa si potrebbe volere di più per 4 euro scarsi?

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Postato da: orsola a 11:58 | link | commenti (1)
societa 295

05/02/2008

Perchè i "cervelli" italiani vanno all'estero

L'Italia esporta ogni anno 30.000 ricercatori e in cambio ne importa 3.000, una situazione denotata con l'espressione "fuga dei cervelli", che i media, i politici e gli studiosi usano da qualche anno per indicare l'emigrazione dal nostro paese delle persone a più elevata qualificazione. Tutte esposte al richio di essere sottoccupate o disoccupate, nello stesso tempo in cui alcuni lamentano la mancanza di "talenti".

E' un esodo che avviene nonostante il sostegno dell'UE, che ha creato nel 2000 l' European research area per fare del Vecchio continente un luogo di attrazione per tutti i lavoratori più qualificati. Lo scopo della costituzione dell'ERA è stato quello di trattenere i "cervelli", favorire il ritorno degli espatriati, assicurare la mobilità e l'interazione oltre le frontiere nazionali, sviluppare forti legami con i partner in tutto il mondo. Eppure l''Italia spende per l'istruzione e produce persone ad alta qualificazione, ma non trae beneficio dalle loro competenze e formazione.

Per individuare i fattori che più influenzano le scelte di emigrare fatte dai nostri "talenti" due economiste, Amelie F. Constant della Georgetown University e Elena D'Agosto dell'Università di Roma Tor Vergata, hanno compiuto lo studio, apparso negli IZA DP n.° 3325 di gennaio con il titolo "Where do the brainy italians go?".Basandosi su dati estratti dall'archivio del CENSIS e usando un modello di analisi econometrica hanno considerato tre aree geografiche di possibile impiego all'estero per i ricercatori e gli studiosi italiani: il Nord America, il Regno Unito e gli altri paesi dell'UE.

In sintesi, all'origine dell'emigrazione dei "talenti" dall'Italia stanno le deficienze strutturali del sistema economico, in primo luogo la debole capacità del mercato del lavoro di assorbire persone con un alto livello di formazione. 

Nella ricerca pubblica e privata la domanda non si incontra con l'offerta. La disoccupazione intellettuale è alta in confronto agli altri paesi europei. Nello stesso tempo i pochi investimenti rafforzano la situazione negativa dell'impiego  per gli scarsi risultati ottenuti. Come è evidenziato pure dal  numero di brevetti per 10.000 abitanti registrati dall'Italia,  solo 1,2 contro  5,3 della media OECD.

L'analisi ha rilevato che la specializzazione posseduta e i limiti all'immigrazione posti da un paese  costituiscono i due fattori principali della decisione di andare a lavorare all'estero.

Perciò il Regno Unito è più scelto degli USA, dove  pure molti italiani vanno a studiare. Contribuiscono alla decisione  le restrizioni americane sull'ingresso dei lavoratori stranieri e l'apertura inglese anche agli studiosi di scienze sociali, materie umanistiche, della cura e del benessere delle persone. In più il Regno Unito dà  agli studiosi di materie umanistiche le stesse possibilità di carriera e compenso offerte agli altri ricercatori.

Gli USA sarebbero preferiti al Regno Unito  a parità di condizioni. I ricercatori danno infatti  il 36% di indicazioni per il primo paese contro il 25%  per il secondo. Ma in realtà questo è scelto per la  maggiore accessibilità ed è preferito  a qualsiasi altro paese europeo per le opportunità che vi si possono incontrare.

Per gli Italiani che vogliono occuparsi di ricerca la necessità di emigrare è determinata dalla scarsità degli investimenti nazionali nel settore. I ricercatori e gli studiosi del nostro paese non possono impiegare le loro competenze, nè contribuire all'avanzamento della conoscenza scientifica.

Se ci fossero fondi sufficienti la "fuga dei cervelli" non ci sarebbe.

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Postato da: orsola a 13:10 | link | commenti (5)
competitivita 92

04/02/2008

Capi pazzi

Fare apprendere l'arte della leadership è da mezzo secolo il tema centrale dei molti  programmi di formazione manageriale svolti in Italia. Mentre mancano interventi sulla followership e sulla stewardship per i costituent dei leader, che pure sono propulsori delle organizzazioni fondate sulla collaborazione.

La cooperazione e la cittadinanza organizzativa diffuse sono invece rilevanti per la business education del Nord America e di alcuni paesi europei, come il Regno Unito, la Francia, la Germania e la Spagna, in cui le diverse competenze individuali sono combinate attraverso il dialogo e il lavoro di squadra.

Nei paesi citati è cresciuta una letteratura di istruzioni per l'uso del capo, rivolta ai collaboratori, che ha una consistente rappresentanza di business humorist, scrittori  su questo tema di manuali sviluppati in modo divertente. Stanley Bing è un editorialista di "Fortune" e di "Esquire", che ha scritto numerosi saggi di successo sulle patologie del management e sulle disfunzioni delle multinazionali. Nel suo libro "Crazy bosses", Collins, New York, 2007, completo rifacimento di un altro dallo stesso titolo scritto nel 1992, prende in giro ancora una volta quei manager che nascondono dietro l'autoritarismo l'incapacità di esercitare il proprio ruolo.

Bing trae spunto da testi cult del management, come superleadership e sette gradini per il successo, per ironizzare sulle tipologie direttive, sui modi di relazione capi-dipendenti e per  offrire al lettore qualche strumento per orientarsi nella giungla dell'azienda, quali che siano le dimensioni e il settore di business.

Per coinvolgere i destinatari delle sue considerazioni apre con un questionario di dieci domande a quattro risposte alternative, che servono per valutare se il capo di chi legge è pazzo. Le domande riguardano l'ora della giornata di lavoro in cui il dipendente è più spesso convocato dal capo, i modi di dire e il valore reale delle parole del capo, il significato dell'assenza dall'ufficio della sua segretaria, l'orario fissato per le riunioni  e l'inizio effettivo, il peso delle riunioni indette nei week end, il perchè della porta del capo quasi sempre chiusa, la sua presenza alla scrivania, le sue reazioni ai minimi sbagli dei dipendenti, il comportamento tenuto nei confronti del dipendente che non ha trovato in ufficio la persona  mandata a chiamare, l'adozione del gergo e del tono del consulente che l'alta direzione ha inviato a tenere una riunione con il capo e il suo staff.

In base al punteggio ricavato dalle risposte date dal lettore, i capi possono essere classificati in quattro tipi fondamentali e per ognuno Bing traccia il profilo e indica con precisione come comportarsi e che tipo di rapporti tenere.

Il capo che abusa della sua autorità è iracondo, incoerente, manipolatore, aggressivo, insensibile. Ha bisogno di nemici per funzionare. Il dipendente deve in questo caso essere leale e dare molta assistenza operativa, ma non incoraggiare confidenze e mantenere le distanze.

Il capo paranoico è proteso all'obiettivo. Convinto che tutti stanno parlando o tramando contro di lui, non sopporta di essere contraddetto, è vendicativo. Il dipendente deve fissare delle priorità e non deve provocarlo per non essere considerato tra i nemici. Meglio il silenzio e un'aria corrucciata finchè passa la tempesta.

Il capo narciso è vanitoso, futile, incapace di curarsi degli altri. Ha la concentrazione di un bambino. Il dipendente deve fargli i complimenti perfino sull'aspetto e l'abbigliamento. Deve fargli credere che tutto dipende da lui, che qualunque idea venga fuori collaborando è sua.

Il capo mentecatto è ansioso, teme sempre che i comportamenti del dipendente non siano all'altezza di ciò che è necessario. Il dipendente deve esprimergli approvazione e coprirsi le spalle.

"Crazy bosses" è una radiografia dei capi, che non lascia nulla all'improvvisazione dei rapporti e vuole aiutare il dipendente a collaborare perchè l'azienda sopravviva e si sviluppi oltre il management, senza fare soffrire coloro che devono avere spirito di servizio con buone performance.

 Un invito quello di Bing, che tra il faceto e il serio va oltre la cittadinanza organizzativa e mira a dare ai dipendenti di siffatti capi soddisfazioni adeguate.

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Postato da: orsola a 17:18 | link | commenti (4)
gestione e sviluppo 260

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Natalia Goncharova, "La tosatura delle pecore", 1907, olio su tela.

Postato da: orsola a 15:50 | link | commenti

Parlare meglio lo spagnolo

Il videogioco "Mi experto en vocabulario" dichiara fin dal titolo che è un sussidio didattico, che vuole migliorare la ricchezza lessicale, la precisione dei significati e l'uso delle parole castigliane attraverso la pratica. Sviluppato da Ubisoft per console Wii e Nintendo DS, si basa sulla classificazione di circa 17.000 parole selezionate da Antonio Moreno Ortiz, professore di Linguistica computazionale  e lessicografia nella facoltà di Lettere e Filosofia dell' Universidad de Malaga.

Il videogioco è fatto da venti prove di difficoltà crescente, ognuna delle quali contiene 840 parole. Per ognuna bisogna scegliere tra due definizioni quella che le corrisponde esattamente e nella prova successiva individuare e usare la parola più appropriata in un determinato contesto espressivo. L'obiettivo di questi minigiochi è di far misurare la maggiore o minore efficacia del lessico impiegato di volta in volta per dire qualcosa.

Le venti prove sono state costruite secondo meccanismi stimolo-risposta. Fanno apprendere un numero massimo di vocaboli in una sessione, rispettano il tempo medio necessario per l'assimilazione e fanno leva sulla ripetizione, correggendo l'errore con il ritorno sull'informazione di partenza e la riproposizione di un'altra prova per la verifica. Sono prove stimolanti e variate.

A mano a mano che si avanza nei livelli del gioco ci sono momenti di sintesi e di ripresa, che consolidano il già appreso in una apertura a maggiori difficoltà.

Il corpus delle parole proviene dalle più usate della lingua orale, si basa sulla trascrizione corretta più diffusa e accettata, aumenta l'abilità di scrivere con la stessa efficacia con cui si parla.

Moreno Ortiz ritiene, sulla scorta dei risultati ottenuti, che se il giocatore si impegna con costanza in tutti i minigiochi può valorizzare il suo potenziale espressivo.

Il percorso di "Mi experto en vocabulario" è personalizzabile. Nelle prime sessioni si ha un bilancio della competenza linguistica e del potenziale espressivo e si traggono le indicazioni per un programma di efficacia comunicativa, che ha come riferimenti "conoscere più parole per usarne meno", "imparare divertendosi".

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Postato da: orsola a 11:55 | link | commenti
formazione 112

01/02/2008

Scrivi e mangia

E' improbabile che contribuisca ad aumentare la produttività dei lavoratori, anche se 2la trovata è geniale e può piacere ai workaholic, che trascorrono più tempo del dovuto in ufficio e ai loro capi, abituati a valutare i dipendenti per quantità di lavoro e non in base ai risultati.

Il cappuccio per penna a sfera, che la trasforma in posata, si chiama "din-ink", si è guadagnato il primo premio al concorso Dining in 2015, dedicato alla ricerca di soluzioni per il pranzo futuro. E'una creazione dei designer Andrea Cingoli, Paolo Emilio Bellisario, Cristian Cellini e Francesca Fontana.3

Le posate - penna sono in materia plastica e hanno le classiche funzioni di coltello, forchetta e cucchiaio. Sono belle. Per questo è auspicabile che non siano usate sul luogo di lavoro ma durante il tempo libero da chi vuole avere a disposizione un'attrezzatura minima per godere la propria indipendenza da tavole calde e fredde o trattorie.

In ufficio poi l'uso della penna è sempre più sostituito da quello del pc e i capi che apprezzano nei collaboratori l'attaccamento alla sede di lavoro sono quasi del tutto scomparsi. O no?

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Ricavi dell'OPEC per esportazioni petrolifere

In gennaio il prezzo del petrolio ha toccato i 100 dollari al barile e l'OECD esprime preoccupazione per la continua diminuzione nel 2007 delle riserve mondiali, dovuta all'aumento della domanda, cresciuta di un milione di barili al giorno, mentre la produzione è rimasta stabile intorno ai 30 milioni circa.

I 13 paesi dell'OPEC, l'organizzazione dei paesi produttori, si riuniscono oggi a Vienna per valutare la situazione economica degli USA e la tenuta dei consumi petroliferi dell'Asia e del Medio Oriente. Potrebbero prefigurare una minore produzione dal prossimo aprile.

Alcuni paesi dell'organizzazione sono preoccupati per la rapida ascesa dei prezzi del petrolio. Temono che un forte rallentamento dell'economia mondiale possa incidere significativamente sui loro incassi. Pensano che il ritorno del prezzo del barile sotto gli 85 dollari possa avvenire già nel primo semestre di quest'anno e si preparano a questa evenienza.

Nel frattempo, secondo le stime dell'EIA, l'ente del ministero per l'Energia americano, hanno trovato 675 miliardi di motivi per essere soddisfatti. Secondo le stime di questo ente ammontano a tanto i dollari incassati l'anno scorso per l'esportazione del greggio, il 10% in più del 2006 e il 30% in più rispetto al 2005.

In testa agli esportatori c'è l'Arabia Saudita. Con 194 miliardi di ricavi rappresenta il 29% degli introiti dell'OPEC. Dietro con forte distacco ci sono gli Emirati Arabi Uniti, secondi con 63 miliardi. Altri quattro,  l'Iran, la Nigeria, il Kuwait e l'Algeria hanno incassato ciascuno oltre 50 miliardi. Ricavi superiori ai 40 miliardi hanno avuto il Venezuela, l'Angola, la Libia e dietro di loro l'Iraq. Con il Qatar si scende sotto i 30 miliardi e decisamente più  lontani sono i ricavi dell'Ecuador e dell'Indonesia, ultimo e penultima  rispettivamente con 8 e 4 miliardi.

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Postato da: orsola a 11:34 | link | commenti (1)
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