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Buone vacanze

Peter Doig, "White canoe", 1990-1, olio su tela.
Luglio - 32 post e 38 commenti
COMPETITIVITA': 3 - Attrattiva dell'Europa per esperti in scienze e tecnologie; 17 - Classifica Ficht delle prime 100 banche europee; ECONOMIA: 2 - Classifica "Financial Times" delle grandissime aziende; 9 - Meno alle retribuzioni e più ai capitali nell'UE15; 12 - Paradisi fiscali; 12 - Jorge Eilson; 16 - Giro dell'economia globale in 24 ore; 16 - Luis Gordillo; 20 - Ritardo tecnologico freno allo sviluppo economico; 20 - Diego Rivera; FONDAMENTI: 5 - Coppie difronte al lavoro instabile; FORMAZIONE: 4 - Vendesi conoscenza sciolta e a pacchetti; 19 - Diagramma delle relazioni amorose; 24 - Pianificazione dei grandi progetti tecnologici; GESTIONE E SVILUPPO: 10 - Ricerca e intervento psicologico nella gestione del rischio; 18 - Comunicazione sullo stile d'abbigliamento in azienda; POLITICA: 11 - Verso principi comuni di flessicurezza; 19 - Discriminazioni retributive delle donne in Europa; 25 - Nuovo formato del dibattito politico con YouTube e CNN; 25 - Emilio Vedova; RELAZIONI INDUSTRIALI: 24 - Protocollo su previdenza, lavoro e competitività; SOCIETA': 2 - Acqua minerale per cani e gatti; 3 - Comprare le foreste tropicali per salvarle; 4 - Carlos Slim ha battuto il primato di Bill Gates; 9 - Boom dei Crocs; 9 - Loquacità di uomini e donne; 9 - Frida Kahlo; 13 - Dimagrire e purificare la pelle con Iyashi Dôme; 24 - Transfert; TECNOLOGIA: 11 - Peso della marca nella scelta fra i motori di ricerca; 13 - Sicurezza, comfort e semplicità, innovazioni dell'auto; 17 - Crowdsourcing; 23 - Chinook programma imbattibile a dama.
Post più commentati
- Comunicazione sullo stile d'abbigliamento in azienda;
- Coppie difronte al lavoro instabile;
- Verso principi comuni di flessicurezza.
Emilio Vedova, "Emerging 82-6", 1982, olio su tela.
Nuovo formato del dibattito politico con YouTube e CNN
Per la prima volta in una campagna elettorale comunicazione su Internet e per mezzo della televisione si sono incontrate, spettacolarizzando l'interazione tra cittadini comuni e candidati alle primarie del partito Democratico per le presidenziali americane 2008.
E' successo lunedì sera in uno studio della CNN, dove gli aspiranti alla Casa Bianca hanno risposto in diretta alle questioni sollevate, con videoclip su YouTube, dai potenziali elettori in un dibattito, organizzato dalle due aziende e condotto dall'anchorman Anderson Cooper.
La trasmissione doveva servire a verificare la corrispondenza del programma elettorale di ogni candidato alle esigenze dei cittadini e a confrontare il livello di fiducia suscitato dalla comunicazione di cinque politici in lizza: Barack Obama, Hillary Clinton , Joe Biden, Chris Dodd e Dennis Kucinich.
Il dibattito è durato due ore. Nel corso della trasmissione gli elettori hanno proposto 49 domande, frutto di una selezione fatta dagli organizzatori su 3.000 videoclip di 30 secondi ciascuno, inviati la settimana precedente, che sollecitavano risposte a domande precise, su casi pratici, per misurare la bontà delle politiche di governo che i candidati avevano dichiarato nei loro programmi.
Non sono mancate le domande personali. A Hillary Clinton è stato chiesto se non era sbagliato che, dopo le presidenze successive di Bush padre e figlio, si candidasse la moglie di un ex presidente e a Chris Dodd è stato proposto di lavorare per la paga minima contrattuale di 5,85 dollari l'ora.
La maggior parte delle domande hanno riguardato il tema della difesa personale e del possesso delle armi, il ritiro delle truppe americane dall'Irak, l'istituzione del servizio sanitario nazionale per quelli privi di assicurazione malattie, i rapporti con i regimi dittatoriali, la lotta ai residui del razzismo, il surriscaldamento climatico, il carico fiscale.
Il moderatore si è limitato a presentare i partecipanti al dibattito, a proporre i videoclip, a controllare il rispetto dei tempi e la coerenza delle risposte con le domande degli internauti.
Un modello da seguire per evitare quello che succede in molti talk show televisivi, dove tutti i discussant appaiono convinti che chi parla di più ha ragione, o nei giornali e siti online annessi, dove i messaggi unidirezionali sono la norma e i suggerimenti critici ricevuti con fastidio.
Protocollo su previdenza, lavoro e competitività
Il documento su previdenza, lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibile, presentato dal governo ieri, incontra il gradimento sostanziale dei sindacati (più) e della Confindustria (meno).
Il comitato direttivo della CGIL ha deciso di sottoscrivere l'ipotesi di accordo da sottoporre alla consultazione dei lavoratori e pensionati. Il segretario generale della UIL, Luigi Angeletti, ha detto che il protocollo ha riscritto il nostro stato sociale. Il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, ha dichiarato a nome della sua organizzazione: "Condividiamo pienamente le proposte del governo sulla rifoma del sistema previdenziale e sulla riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. E siamo pronti a firmare nelle prossime ore".
Il vice presidente della Confindustria per le relazioni industriali e gli affari sociali, Alberto Bombassei, ha approvato "parzialmente" il documento governativo, che contiene poche modifiche alla legge Biagi e agli ammortizzatori sociali.
Il documento, che Prodi ha inteso ricollegare all'accordo del 23 luglio 1994, mira a fare accettare la flessibilità e a combattere la precarietà dei lavoratori.
Particolarmente importanti e innovative sono le norme che riguardano i giovani, relative alla totalizzazione dei contributi, al miglioramento delle idennità di disoccupazione e con requisiti ridotti, al riscatto della laurea.
Il protocollo ha mantenuto i 60 anni, come limite di età per la pensione di vecchiaia e delle donne, ha superato la cosiddetta "gobba previdenziale" e ha ammorbidito lo "scalone" della legge Maroni, consentendo il pensionamento dopo 40 anni di contributi e ripristinando quattro finestre di uscita.
Tra le nuove misure sono maggiormente rilevanti i limiti ai contratti a termine, che rendono più difficile il loro rinnovo dopo 36 mesi, l'abolizione del lavoro a chiamata, il riordino degli incentivi all'occupazione per donne, giovani e ultra cinquantenni, il ruolo della contrattazione collettiva nell'apprendistato, le modifiche del lavoro a collaborazione.
Inoltre salirà dal 3% al 5% lo sgravio previsto per il premio di risultato sulla retribuzione. Il governo stanzierà, nella prossima Finanziaria, un importo di 150 milioni di euro per il 2008 per detassare una quota delle risorse contrattate per i premi di risultato. E' abolita la contribuzione aggiuntiva sugli straordinari.
Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha fatto sapere che il testo del protocollo è "inemendabile".
Adesso la parola passa alle assemblee dei lavoratori e dei pensionati per l'approvazione.
E' un buon documento, che fa conto sulla crescita e la produttività del paese. Occorrerà realizzare queste proprio in una logica di competitività, equità e crescita sostenibile.
Transfert
Il lecca-lecca al sapore di melone che raffigura la testa di Freud è venduto da Archie McPhee in confezioni da 24 pezzi a 27.95 dollari. Appartiene a una serie di quattro, che comprende la riproduzione in zucchero dell'effige di Lincoln, al gusto di arancia, di Maria Antonietta, alla ciliegia e del pirata Skull, al limone. Sono le ultime novità in materia di caramelle, buone per trasferire su questi simulacri la relazione del paziente con l'analista, del patriota con il fondatore della parità dei diritti, del rivoluzionario con la negatrice delle libertà politiche, del marinaio per diporto con il terrore dei mari.

Archie McPhee è un grande negozio al dettaglio di Seattle, nello Stato di Washington (USA), che vende giochi, articoli da regalo e novità del consumo. Fondato nel 1983, si presenta sul sito per l'e-commerce, come il fornitore di prodotti della cultura popolare più fornito della città.
Chi scorre il suo catalogo online vi trova 30 categorie di articoli, in grado di soddisfare esigenze particolari, dolciarie, di abbigliamento e arredamento, come cimeli di caccia grossa in plastica, forbici giganti per il taglio del nastro nelle cerimonie, mascherature carnevalesche, articoli religiosi, reliquie, decorazioni natalizie, prodotti per la medicazione e tutto quello su cui può essere riprodotto Gesù (bambolotti, deodoranti per l'ambiente, nastro adesivo, ecc.).
Il negozio è aperto alla vendita per tutti e sette i giorni della settimana. La chiusura è limitata alle principali festività. Online si può comperare sempre. La scala prezzi va da 5 cents a 1.000 dollari.
Pianificazione dei grandi progetti tecnologici
"Pianificare un sistema tecnologico significa prima di tutto individuare con chiarezza degli obiettivi verso cui quel sistema deve tendere e poi prendere quelle decisioni che consentono, nel tempo, di raggiungere quegli obiettivi, e non altri. E questi obiettivi, devono essere valutati in base ai vantaggi che ne derivano per gli uomini".
"Il nostro obiettivo è quello di arrivare a discutere quali metodi e quali tecniche possono essere adottati nel processo di pianificazione, in altri termini nel processo che ha come fine il controllo sociale dei grandi sistemi tecnologici".
A dare ordine all'informazione, a individuare tutti i possibili percorsi che raggiungono lo scopo prefissato, a definire il criterio in base al quale classificare e confrontare il merito di ognuno dei percorsi decisionali, ad analizzare le condizioni in cui si trova il decisore e a costruire un metodo decisionale diverso e più efficace è rivolta la nuova edizione del libro di Vittorio Silvestrini "Come si prende una decisione. Evoluzione delle tecnologie e controllo delle scelte", Editori Riuniti, Roma, 2007. Un libro divulgativo, che ha la solidità teorica e l'abilità didattica dei manuali, scritti con la passione civile dell'educazione degli adulti.
Vittorio Silvestrini è un fisico, che insegna nell'università Federico II di Napoli e si è occupato di ricerca in molti campi della Fisica. Il suo libro è apparso per la prima volta nel 1986 nella collana "Libri di base" diretta da Tullio De Mauro.
In poco più di 100 pagine l'autore dà una lezione magistrale di efficacia comunicativa, coniugando indicazioni operative e motivazioni di carattere sociale, economico e conoscitivo.
"Come si prende una decisione" è articolato in quattro capitoli.
Nel primo "Come si prepara una decisione" Silvestrini distingue tra decisione "spontanea", quella compiuta in ogni momento, a cui non si dedica molto tempo "altrimenti si passa tutto il tempo ad avere dubbi e non si ha più tempo di fare alcunchè", relativa a questioni personali, in cui si cerca di costruire dopo le condizioni che rendono la decisione stessa, qualunque sia stata, la decisione "giusta" e quella relativa a "problemi complessi", che hanno a che vedere con la vita di una intera comunità e hanno bisogno di un processo decisionale preparato in modo chiaro e completo, per le condizioni di certezza e ancora più per quelle di incertezza.
Il secondo e il terzo capitolo sono dedicati rispettivamente alle "Sei leggi della pianificazione presuntuosa" e alla "Pianificazione consapevole". Sono le parti centrali, in cui si sviluppa l'approccio meccanicistico ed etico che l'autore privilegia.
Silvestrini ricorda che, primo, "il decisore non può sbagliare". Per non sbagliare può stabilire concatenazioni logiche chiare ed evidenti fra ogni singolo passo del processo decisionale, nella "decisione in condizioni di certezza", per quella "in condizioni d incertezza" ci si deve "accontentare di una ottimizzazione statistica, probabilistica".
Secondo, il decisore ha "scarsi elementi conoscitivi per scegliere la decisione corretta".
Terzo, il decisore deve delegare. Per farlo deve compiere in modo appropriato l'elaborazione delle informazioni.
Quarto, quanto maggiore è il livello di certezza con cui si vuole evitare il rischio, tanto più la decisione tende ad allontanarsi da quella ottimale.
Quinto, il meccanismo delle "decisioni autosoddisfatte" produce una crescita esponenziale dei sistemi tecnologici.
Sesto, il meccanismo delle "decisioni autogiustificate" tende a chiudere i criteri di giudizio del processo di pianificazione all'interno dei sistemi tecnologici.
Perchè l'uomo acquisti un ruolo da "pieno protagonista" rispetto al sistema tecnologico deve fare uso degli strumenti della diagnosi precoce e della flessibilità, altrimenti non si realizza una pianificazione "consapevole", ma una "presuntuosa", che ignora le concatenazioni logiche, necessarie fra ogni singolo passo del processo decisionale.
Nell'ultimo capitolo l'autore offre una serie di esempi di applicazione del metodo a casi concreti, dal sistema dell'istruzione pubblica a quello del riscaldamento degli ambienti abitati, dal sistema elettrico a quello dei trasporti e produttivo.
Il libro di Silvestrini, pur con il limite dei venti anni trascorsi dalla prima edizione, ha il pregio di costruire un metodo originale per la pianificazione tecnologica dei grandi progetti e di invitare alla riflessione sulle responsabilità civili del decisore.
Chinook programma imbattibile a dama
Intorno alla scacchiera e ai giochi che vi si possono praticare da 5.000 anni, quando si è incominciato a giocare a dama, sono fiorite in tutto il mondo storie, leggende e sfide. Una delle ultime è quella dell'intelligenza artificiale, della perfezione del giocatore che essa avrebbe potuto esprimere, superiore all'abilità del più talentoso degli essere umani.
A dimostrare questa possibilità si è rivolto tutto l'impegno di un gruppo di progetto internazionale, composto da professori di Computing science di università australiane, canadesi, giapponesi, inglesi e islandesi, che hanno fatto riferimento a Jonathan Schaeffer e al department of Computing science nell'University of Alberta.
Il progetto Chinook, così chiamato da una popolazione indiana del Nord America, è partito nel 1989 per iniziativa di Schaeffer "pessimo giocatore di dama", come si definisce, ma animato, in quanto scienziato, dal desiderio di realizzare un programma informatico, che fosse in grado di rispondere a qualsiasi mossa attuata in una partita di dama dai più dotati giocatori del mondo.
Per dimostrare la bravura del suo giocatore virtuale lo scienziato ha memorizzato su calcolatore migliaia di giocate dei grandi campioni e ha immagazzinato 500 trilioni (5 con 20 zeri) di posizioni delle pedine sulla scacchiera.
Forte di questa enorme conoscenza, Schaeffer è riuscito a iscrivere il suo Chinook ad un campionato del mondo con giocatori umani nel 1990 e nel 1992. Se nella prima prova il programma ha retto, nella seconda è stato sconfitto e, solo dopo adattamenti, nel 1994 ha trionfato, umiliando l'uno dietro l'altro tutti i campioni in gara, un trionfo.
Nel campionato mondiale del 1996 è stato chiaro che il giocatore virtuale era più forte di qualsiasi umano.
Non ancora soddisfatto, il gruppo dell'University of Alberta ha continuato a migliorare il suo programma, allo scopo di immagazzinare in esso tutte le migliori conoscenze e i più reattivi comportamenti, utili per decisioni strategiche di qualsiasi tipo, certamente meno complesse da prendere e implementare di quello che Chinook è in grado di fare.
Il programma è imbattibile. Al massimo un essere umano potrà pareggiare una partita in futuro eventualmente.
Schaeffer e il suo gruppo però puntano ad avere un giocatore perfetto, un database di posizioni sulla scacchiera, indicate da un numero seguito da 40 o 50 zeri. Le ricerche sono rivolte in direzione di tecnologie dell'informazione e della comunicazione sempre più avanzate.
Diego Rivera, "La noche de los pobres", 1923-28, murale.
Ritardo tecnologico freno dello sviluppo economico
Lo sviluppo economico dei paesi più poveri del mondo, dove vivono 767 milioni di persone, è reso difficile dal loro ritardo tecnologico. Superare questo divario con i paesi a economia sviluppata è necessario per uscire dal recinto delle produzioni a debole valore aggiunto.
Il documento dell' United Nations conference on trade and development, "The least developed countries report 2007", reca un sottotitilo chiaro:"Knowledge, technological learning and innovation for development".
Il rapporto affronta i problemi e le azioni per lo sviluppo dei cinquanta paesi meno avanzati del mondo, che presentano un reddito medio pro capite inferiore a due dollari al giorno.
Per migliorare questa situazione drammatica servono capacità tecnologiche, collegate con i mercati, i commerci e i brevetti internazionali e piani di riduzione della povertà integrati nello sviluppo economico dei paesi, con prospettive di ulteriore sviluppo dell'apprendimento, delle persone ad alta qualifcazione e dell'innovazione tecnologica continua.
Tutto il contrario di quello che è successo tra il 2003 e il 2005, quando circa 1,3 miliardi di dollari di aiuti sono stati dati per l'assistenza ai paesi poveri, ma solo 12 milioni sono stati investiti in tecnologie agricole, suscettibili d'accrescere il rendimento delle colture, ricorda il rapporto.
I paesi che hanno goduto dei finanziamenti sono rimasti in fondo alla scala dello sviluppo economico e tecnologico e c'è il rischio che peggiorino le condizioni di vita dei loro abitanti.
"Nel 2004, circa un milione di persone qualificate originarie dei paesi meno avanzati vivevano e lavoravano nei paesi più sviluppati", il 15% dei 6,6 milioni di quelle in possesso di formazione a livello universitario ottenuta nei paesi di origine. "Il numero di ricercatori presenti è di 94 per milione di persone, contro i 313 dei paesi in sviluppo e i 3.728 nei paesi ricchi".
Per favorire e assorbire le tecnologie bisogna
- aumentare l'importazione di beni capitali, l'esportazione che contribuisce alla catena del valore mondiale, attrarre gli investimenti diretti stranieri e gli accordi di licensing;
- promuovere politiche nazionali di apprendimento e di innovazione tecnologica nei settori dell'agricoltura, delle aziende domestiche e nel commercio internazionale;
- tutelare la proprietà intellettuale;
- invertire la tendenza della fuga di cervelli e di persone ad alta qualificazione, incentivando l'occupazione in patria;
- sostenere con aiuti finanziari la ricerca e sviluppo, l'accumulazione della conoscenza e l'incremento dell'innovazione.
Diagramma delle relazioni amorose
Il 23enne Gregory M.Dizzia di Chicago, studente d'arte e blogger, deve aver preso sul serio il corso per la rappresentazione grafica dei processi e delle relazioni nel project management.
Sul suo sito ha disegnato la mappa di 18 anni di rapporti con le donne. Per ciascuna delle relazioni amorose ha tracciato icone che indicano le circostanze della conoscenza (la scuola, Internet, party, altro), che cosa lo ha colpito della persona incontrata (il sorriso, gli occhi, la figura, ecc.), i rapporti intimi (dai baci a oltre), i fatti più significativi della relazione (il fidanzamento, un'ubriacatura, il cuore spezzato, una gravidanza), il coinvolgimento emotivo (l'appartenenza, i progetti di vita comune) e come è avvenuta la separazione e per quale causa (passione, alcolismo, droga e peggio).
Ne è venuto fuori un diagramma esteticamente piacevole, anche se troppo complesso per essere guardato nei suoi 150 componenti.

Chi si sofferma su qualche colonna verticale può conoscere la nascita, lo sviluppo e la fine delle storie d'amore di Greg, un bel tenebroso che esibisce trasgressività da tutte le parti e deve far colpo così sui cuori solitari.
Greg nega naturalmente di avere avuto altro scopo che "capire meglio come è arrivato dove si trova", nel costruire il suo dettagliato e impressivo cartellone pubblicitario.
Il diagramma comunque può dare qualche suggerimento estetico per rappresentazioni più attraenti di quelle usate di solito in azienda.
Discriminazioni retributive delle donne in Europa
La Commissione europea ha dato mandato di realizzare uno studio comparativo sulle discriminazioni retributive subite dalle donne ad un gruppo di esperte, nelle questioni di genere, inclusione sociale e occupazione, in rappresentanza di 30 paesi d'Europa.
Il rapporto di ricerca "The gender pay gap. Origins and policy responses", scritto dalle olandesi Janneke Plantenga e Chantal Remery, è stato pubblicato ieri.
Dai dati raccolti appare che, a parità di ruolo e responsabilità, la differenza retributiva tra donne e uomini è del 25% medio nell'UE25, con escursioni che variano dal 30% massimo del Regno Unito all'11% minimo della Slovenia.
Retribuzioni medie orarie
e discriminazione di genere
| Paesi |
Uomini
€ |
Donne
€ |
Differenza retributiva % |
Paesi |
Uomini
€ |
Donne
€ |
Differenza
retributiva % |
| Slovenia |
5.35
|
4.75
|
11
|
Lettonia |
1.69
|
1.34
|
21
|
| Polonia |
3.35
|
2.88
|
14
|
Paesi Bassi |
15.50
|
11.84
|
24
|
| Ungheria |
2.67
|
2.28
|
15
|
Cechia |
3.12
|
2.35
|
25
|
| Svezia |
15.82
|
13.40
|
15
|
Grecia |
7.97
|
5.94
|
25
|
| Belgio |
14.54
|
12.05
|
17
|
Spagna |
9.09
|
6.82
|
25
|
| Francia |
15.26
|
12.66
|
17
|
Germania |
16.91
|
12.58
|
26
|
| Lituania |
1.91
|
1.58
|
17
|
Austria |
13.26
|
9.76
|
26
|
| Finlandia |
14.80
|
12.13
|
18
|
Irlanda |
18.29
|
13.47
|
26
|
| Italia |
11.06
|
8.97
|
19
|
Estonia |
2.43
|
1.78
|
27
|
| Lussemburgo |
16.94
|
13.73
|
19
|
Cipro |
10.80
|
7.76
|
28
|
| Danimarca |
21.42
|
17.13
|
20
|
Slovacchia |
2.40
|
1.70
|
29
|
| Portogallo |
5.71
|
4.59
|
20
|
Regno Unito |
20.01
|
13.95
|
30
|
| Norvegia |
23.44
|
18.8
|
20
|
10 nuovi Stati membri |
3.08
|
2.46
|
20
|
| Bulgaria |
0.88
|
0.7
|
20
|
EU 15 |
15.46
|
11.87
|
23
|
| Romania |
1.13
|
0.9
|
20
|
EU 25 |
13.79
|
10.40
|
25
|
L'indagine spiega le retribuzioni minori date alle donne con la constatazione che esse tendono ad occuparsi spesso, pur di lavorare, in settori produttivi, caratterizzati da segregazione lavorativa e compensi bassi, che gli uomini invece sono portati ad abbandonare. Vi appartengono aziende ai margini della competitività di mercato per tecnologia e innovazione di prodotto.
Cresce perciò il differenziale retributivo fra i trattamenti economici che queste imprese possono offrire ai propri dipendenti e quelli concessi da aziende che possono scegliere personale qualificato ed esperto, spesso uomini presenti da tempo sul mercato del lavoro, ovviamente preferiti alle donne che ora vi si affacciano.
Il rapporto ritiene che le discriminazioni retributive, pur essendo generalmente in attenuazione, salvo i casi del Regno Unito e dell'Italia, dove negli ultimi anni c'è una ripresa contraria, non si modifichino senza l'intervento regolatore degli Stati, sulla base di concertazione con le parti sociali.
Andamento delle discriminazioni di genere
(1994 - 2004)

Il fenomeno deve essere governato con politiche del lavoro e azioni di programma, che abbiano come obiettivo una sostanziale riduzione delle differenze di trattamento economico entro il 2010.
Comunicazione sullo stile d'abbigliamento in azienda
Chi si occupa di gestione delle Risorse umane sa che l'illusione dei profili universali, dei tratti di personalità e dei comportamenti di ruolo buoni per tutte le aziende e tutte le stagioni, è caduta nel momento stesso dell'ascesa del taylorismo tra le due guerre. Una data significativa può essere rappresentata dai risultati delle ricerche condotte da Elton Mayo tra il 1927 e il 1932.
La molteplicità dei modi di gestione è funzione dell'approccio ai clienti e al mercato e delle culture di ogni azienda, nell'evoluzione della competenza distintiva attraverso il tempo.
Sono conoscenze che un direttore delle Risorse umane dovrebbe possedere perchè costituiscono i fondamentali della competenza necessaria per il suo lavoro.
Questi elementari principi di congruenza tra responsabile della direzione Risorse umane e differenti configurazioni organizzative della funzione possono però non trovare concretezza nel comportamento di ruolo del direttore, come in altro.
Lo testimonia il caso della mail personale, avente per oggetto "L'abuso di abbigliamento casual può nuocere alla credibilità", inviata il 2 luglio scorso dal direttore Risorse umane di Mazars France ai 1.900 dipendenti dell'azienda.
Mazars è un'azienda specializzata nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza amministrativo-contabile e in materia di lavoro, nella consulenza societaria, legale e tributaria, la quinta del suo settore a livello mondiale.
Opera in 62 paesi, con 5.300 collaboratori e un giro d'affari di 475 milioni di euro. Un'azienda di lavoratori della conoscenza, che sono in frequente contatto con i clienti.
L'abuso di "casual" sarebbe stato perpetrato dopo il trasferimento degli uffici centrali di Mazars France e di 1.200 dipendenti nella "Tour Exaltis", un grattacielo di 16 piani nel quartiere degli affari "La Défense 4", alla periferia di Parigi.
Con ironia e riferimenti colti il direttore Risorse umane scrive d'avere incontrato "androgini" vestiti di sacco, d'essere stato indotto a pensare che il trasloco delle scatole con i documenti fosse stato "un trauma logistico", che avesse portato i collaboratori ad adottare tenute che li facevano rassomigliare a dei "traslocatori tatuati", d'avere immaginato che gli abiti spiegazzati, i vestiti di velluto sformato e di tessuto tipo jeans, le scarpe curiose, fossero "un omaggio al fondatore di Emmaus" (l'abbé Pierre).
La lettera formula l'augurio che "lo stile Mazars", così essenziale all'identità dell'azienda, faccia sua l'affermazione di René Lacoste: "Lo stile, l'eleganza, la bellezza del gesto hanno la stessa importanza della performance".
Conclude, ricordando che "noi non lavoriamo nè in un centro di recupero al lavoro per ex drogati, nè in un laboratorio clandestino e neppure in un'agenzia di pubblicità per creativi squinternati".
Il richiamo al rispetto di un dress code spontaneo, adeguato al lavoro e ai clienti, ma forse mai considerato insieme prima della mail, è diventato notizia sul "Nouvel Observateur" dell'11 scorso.
Classifica Ficht delle prime 100 banche europee
Il quotidiano economico francese "Les Echos" pubblica il palmarès delle prime 100 banche europee, elaborato dall'agenzia di rating Fitch, sulla base della sua banca dati, che segue più di 7.000 titoli mobiliari e 1.800 derivati di 5.900 istituzioni finanziarie, oltre a società, Stati, collettività ed enti pubblici.
Le aziende di credito della classifica sono state selezionate in funzione del bilancio e della redditività operativa. Questa è il quoziente della divisione che ha al numeratore i ricavi e al denominatore i fondi propri medi degli anni 2005 e 2006.
Dai dati emerge che il 2006 ha rappresentato dei nuovi record: 13 banche hanno guadagnato più di 5 miliardi di euro, le prime 15 hanno avuto utili superiori al 18%.
Le prime 20 banche europee
per redditività operativa
|
Posizione
|
Banca
|
Paese
|
Redditività operativa
|
Posizione
|
Banca
|
Paese
|
Redditività operativa
|
||
| 2007 | 2006 | 2007 | 2006 | ||||||
| 1 | 1 | Lloyds TSB |
UK
|
38,40% |
11 | 12 | HBOS |
UK
|
28,57% |
| 2 | 11 | Anglo Irish Bank |
IRL
|
38,32% |
12 | 3 | Kaupthing |
IS
|
28,38% |
| 3 | 2 | BBVA |
ES
|
34,53% |
13 | 23 | UBS |
CH
|
26,50% |
| 4 | 4 | Northerm Rock |
UK
|
34,48% |
14 | 17 | Svenska Handelsbanken |
SE
|
26,02% |
| 5 | 84 | Landesbank Berlin |
DE
|
33,33% |
15 | 34 | Caixa Geral de Depositos |
PT
|
25,96% |
| 6 | 28 | EFG |
GR
|
30,08% |
16 | 32 | Deutsche Bank |
DE
|
25,71% |
| 7 | 8 | Banco Popular |
ES
|
29,37% |
17 | 26 | Nordea |
SE
|
25,55% |
| 8 | 10 | Société Générale |
FR
|
29,08% |
18 | 29 | KBC |
BE
|
25,43% |
| 9 | 16 | Alpha Bank |
GR
|
29,03% |
18 | 9 | Depfa Bank |
IRL
|
25,43% |
| 10 | 7 | Bank for Ireland |
IRL
|
28,61% |
20 | 22 | Credit Suisse |
CH
|
25,08% |
Nella classifica per redditività non sono indicati i risultati delle due maggiori banche italiane, Unicredit-Capitalia e Intesa-S.Paolo, i cui risultati sono modificati dopo le fusioni e acquisizioni. Ma tra le prime 100 ci sono al 27° posto Banca Popolare di Verona e Novara, con il 23,88% di redditività operativa, al 43° posto Capitalia, con il 18,84%, al 46° Unicredit, con il 18%, al 50° la Banca Popolare dell'Emilia-Romagna, con il 17,37%, al 51° Mediobanca, con il 17,17%, al 58° il Monte dei Paschi di Siena, con il 16,12%, al 62° la Banca Popolare di Milano, con 15,40%, al 78° l'UBI, con il 12,49%, all'88° Intesa S.Paolo, con il 10,98% e al 98° la Banca Popolare Italiana, con l'1,07%.
Primi 15 risultati netti
(in miliardi di euro)
|
Pos.
|
Banca
|
Risultato netto
|
Risultato operativo
|
Pos.
|
Banca
|
Risultato netto
|
Risultato
operativo |
||
| 1 | HSBC |
12.810
|
16.770
|
9 | Unicredt Capitalia |
7.294
|
9.189
|
||
| 2 | Royal Bank of Scotland |
9.684
|
13.692
|
10 | Credit Suisse |
7.091
|
6.683
|
||
| 3 | Santander |
8.246
|
8.708
|
11 | Unicredt |
6.128
|
7.724
|
||
| 4 | ING |
8.033
|
9.966
|
12 | Deutsche Bank |
5.896
|
7.865
|
||
| 5 | UBS |
7.933
|
8.460
|
13 | HBOS |
5.871
|
8.215
|
||
| 6 | BNP Paribas |
7.808
|
9.808
|
14 | Société Générale |
5.785
|
8.035
|
||
| 7 | Barclays |
7.744
|
9.662
|
15 | BBVA |
4.971
|
6.855
|
||
| 8 | Crédit Agricole |
7.517
|
9.860
|
|
|||||
Crowdsourcing
La terziarizzazione delle attività aziendali, che i dirigenti e i quadri conoscono come outsourcing e i sindacalisti chiamano subappalto, fa scuola e supera i confini del sistema delle imprese con l'aiuto della information and communication technology.
Il crowdsourcing è la nuova frontiera, un metodo di appello al pubblico (crowd), usato per ampliare il numero delle risorse a disposizione per un progetto, ed impiegato fino dagli anni '60 anche dai pubblicitari italiani per coinvolgere le audience nella definizione di un brand, nell'elaborazione di un logo o, più semplicemente, per distinguere un prodotto nella marmellata delle comunicazioni d'impresa.
Il pubblico che risponde all'appello, collabora volontariamente. L'azienda, l'organismo o l'istituzione pubblica che chiama, paga tutt'al più un premio al miglior contributo o un gettone di partecipazione, spesso di valore simbolico, a quelli che si sono distinti per il maggiore impegno e risultato.
La partecipazione volontaria è motivata dalla voglia di giocare, di misurarsi, di essere presente nel progetto. Il metodo perciò è ideologizzato ed è presentato dagli integrati come l'opportunità di fare l'esperienza di costruire una comunità aperta, basata sulle qualità personali e sulla condivisione o è categorizzato dagli apocalittici come una furbata, escogitata per fare lavorare gratis.
Al crowdsourcing sono ricorse di recente grandi aziende del largo consumo, produttori di entertainment, sviluppatori di videogiochi e perfino gruppi minerari alla ricerca di segnali geologici, significativi per nuove esplorazioni.
Una svolta giornalistica per introdurre il metodo a "Wired", il mensile americano dell'hi-tech, è stata favorita dalla disponibilità di "Assignment Zero", un software per la produzione editoriale, messo a punto da NewAssignment.Net, un progetto pilota per la partecipazione di massa alla produzione di un articolo, lanciato da Jay Rosen, professore del Department of journalism della New York University.
Rosen vuole testare se gruppi numerosi di persone, distanti, possono collaborare volontariamente insieme a scrivere un pezzo giornalistico su un avvenimento di attualità, dividendosi il lavoro di produzione in modo efficace e raccontando la notizia in modo completo.
Egli ha così reclutato 900 volontari, dilettanti e professionisti del giornalismo, desiderosi di partecipare all'iniziativa e ha precisato lo standard di qualità della realizzazione. "Wired" si è prestato alla pubblicazione del risultato scrittorio.
Meno di un terzo dei volontari ha scritto rispettando il livello di qualità richiesta. Ma il mensile americano ha già pubblicato otto articoli e ne pubblicherà altri quattro. Assignment Zero ne ha selezionati e messi ottanta nel suo database.
Jeff Howe, il giornalista di Wired che ha partecipato al monitoraggio del test ha apprezzato in particolare le interviste.
Il crowdsourcing sembra capitare a puntino in una fase di iperflessibilizzazione delle collaborazioni giornalistiche, che interessa tutti i paesi ad economia avanzata.
Serve a soddisfare la voglia di interagire che, con il supporto di Internet, si va sviluppando in modo esponenziale e permette alle imprese giornalistiche di attraversare a costi ridotti la transizione verso la nuova comunicazione di massa partecipata, a cui si stanno preparando tutti i grandi gruppi editoriali del mondo.
Luis Gordillo, "Andarin cabezón dúplex", 1975-76, acrilico su tela.
Giro dell'economia globale in 24 ore
Daniel Altman è un giornalista e saggista economico americano, opinionista di "The Economist" e di "The New York Times" per i temi dell'economia globale. E a inquadrare e ad approfondire le questioni della globalizzazione ha dedicato il suo ultimo libro "Connected: 24hours in the global economy", Farrar-Strauss, New York, 2007.
14 brevi capitoli che raccontano altrettante notizie, tutte accadute nello stesso giorno, il 15 giugno 2005, dalle 12,03 alle 6,03 del mattino dopo, emblematiche di come le aziende lavorano insieme nel 21° secolo.
La prima storia si svolge a Los Angeles e descrive il caso di Napster, costituita in poco più di una notte e decollata con il business della condivisione illegale di musica, l'ultima parla di Ericsson, una delle più vecchie compagnie di telecomunicazione.
Due aziende che apparentemente non avrebbero niente in comune e che pure agiscono insieme sul mercato mondiale, vendendo la musica di marca Napster sui telefoni Ericsson.
Altman aiuta il lettore a decifrare quali amalgama di scambi di dati, transazioni commerciali e decisioni strategiche fanno crescere l'economia globale.
Ogni capitolo del libro pone una domanda a cui, secondo la tradizione accademica, Altman dà risposta con fatti e testimonianze: come lavora la globalizzazione e che ruolo vi giocano gli USA.
Le questioni sollevate riguardano le imprese e Ceo americani, banchieri centrali europei, direttori di fabbriche vietnamite e operatori di siti Web cinesi vi compaiono, per indicare un processo di produzione e distribuzione, che attraversa il mondo, i settori produttivi e le vecchie funzioni aziendali. Ma ha effetti ulteriori sulla politica, sull'immigrazione e sulla velocità di uscita dei paesi poveri dalla miseria.
La globalizzazione spiazza le vecchie categorie di giudizio e mostra quanto gli schematismi abituali o ignorano i problemi, che non sanno definire, o sono incapaci di offrire soluzioni efficaci.
Ogni capitolo di "Connected" evidenzia le questioni fondamentali che l'economia mondiale si trova ad affrontare e quanto sono connesse ai mercati globali.
Altman è un intrattenitore, che usa un formato attraente di scrittura, una combinazione di aneddoti e di panoramiche, che specificano e allargano il campo di conoscenza del lettore su ogni caso aziendale descritto, sui fenomeni sociali e politici che vi sono interessati.
Esemplare il capitolo sulla vulnerabilità del sistema finanziario mondiale, che si legge d'un fiato. Si apre con la vicenda della banca svizzera che ha fatto trapelare i dati dei clienti. Fa seguire la crisi della gestione dei capitali a lungo termine attraverso una testimonianza del top manager. Sviluppa il ruolo delle agenzie di rating e commenta sul valore dell'oro come l'asset più sicuro. Si chiude con le dichiarazioni del capo economista di Morgan Stanley per il Regno Unito, che illustra le difficoltà di monitorare gli andamenti finanziari.
Tutte queste informazioni brillantemente presentate hanno poi una razionalizzazione in materia di finanza mondiale, che fa leva su di esse e riferisce delle scalate aziendali, delle strategie competitive e dei comportamenti delle multinazionali.
300 pagine di buon giornalismo, che se hanno un difetto è quello di mettere troppa carne al fuoco e di prevenire il rischio di indigestione del lettore con il formato manualistico e la rappresentazione grafica.
Sicurezza, confort e semplicità, innovazioni dell'auto
L'industria automobilistica mondiale è impegnata in una corsa frenetica all' innovazione. Vi è costretta dall'inquinamento ambientale e dalle richieste della clientela. Su questi due fronti si svolgerà nei prossimi anni un'accesa competizione tra i costruttori, che misurerà la capacità di affrontare le nuove sfide.
Secondo lo studio di Oliver Wyman, intitolato "Automobile: sfide e poste dell'innovazione all'orizzonte del 2015", più di 300 progetti di ricerca e sviluppo sono in svolgimento nell'industria automobilistica, ma soltanto una trentina di essi s'imporranno come standard di mercato, una percentuale in diminuzione rispetto ai risultati precedenti. Inoltre il costo medio di produzione dell'auto tende a crescere tra i 12.500 e i 14.000 euro, mentre è finita da un pezzo l'età dell'oro, in cui i costruttori potevano aumentare a discrezione i prezzi di vendita.
Il 30% degli investimenti in R&D, continua lo studio, sono dedicati alla riduzione delle emissioni di CO2. Crescono gli obblighi delle legislazioni nazionali in materia e l'iniziativa di Toyota di commercializzare veicoli ibridi ha obbligato i concorrenti a orientarsi verso motori a idrogeno, a combustibile vegetale ed elettrici, che nel 2015 potrebbero costituire l'11% del mercato.
L'altro 70% degli investimenti è rivolto alle innovazioni di funzionalità. Tre sono i temi principali, stimolati anche dall'invecchiamento della popolazione: la sicurezza, il confort e la semplicità d'uso dei tanti accessori e strumenti, che negli ultimi anni si sono accumulati nelle vetture.
Le case automobilistiche puntano sull'aumento della volumetria interna, sulla sostituzione dei componenti meccanici con l'elettronica, sul miglioramento della sicurezza attiva, di prevenzione degli incidenti, sulla efficienza degli strumenti di lettura e di comando dell'automobile.
Dimagrire e purificare la pelle con Iyashi Dôme
Le HSP (heat shock protein) riparano le cellule e rinforzano l'organismo. Se vengono canalizzate le HSP70, usando i linfociti, stimolati dagli infrarossi lontani con un trattamento a caldo, si ottiene una sudorazione intensa e l'eliminazione dei metalli pesanti immagazzinati nel corpo.
Una seduta di mezz'ora di Iyashi Dôme provoca la perdita di sudore fino a 1.200 ml e a 600 kilocalorie, un risultato simile a quello di una corsa a piedi di almeno 20 km, senza gli effetti negativi della produzione eccessiva di endorfina, ossigeno attivo, sviluppo di acidi grassi, rischio cardiaco, usura del corpo. Per di più con Iyashi Dôme il calore penetra fino a 40 mm sotto la pelle, che è purificata in profondità e diventa più bella.
Iyashi Dôme è un cassone di ceramica in cui si entra completamente, lasciando la testa fuori. E' una macchina concepita dai medici giapponesi, i professori universitari Shigeru Uemura e Ohno, messa a punto nel 1987. Libera l'organismo dalle tossine invasive, riduce la cellulite, spiana le rughe, elimina i metalli pesanti, l'alluminio, lo zinco, il nichel, la diossina, il mercurio.
Come dice la pubblicità, riequilibra il corpo attraverso una profonda disintossicazione.
Il sito della casa produttrice esibisce un certificato di altri sei professori delle facoltà di medicina delle università di Aichi e Toyama, che mostra i risultati di una seduta da 20-25 minuti, con un'analisi sulla ricerca di diossina nel sudore dopo Iyashi Dôme e la dichiarazione, con analisi di risultati annessa, di un laboratorio di Ginevra sull'eliminazione di alluminio, zinco e altri metalli pesanti.
La tecnica è ispirata al Suna Ryoho, un'antica forma giapponese di cura del corpo, ottenuta seppellendosi nella sabbia calda, vicino a fonti di acqua tiepida sulla riva del mare.
Jorge Eielson, "Quipus vert", 1971, acrilico e tessuti su legno.
Paradisi fiscali
Le isole Vergini britanniche sono la sede di 619.916 aziende, 20 per abitante, Panama ne accoglie 369.652, da Hong Kong a Nauru, alle isole Caiman, alle Mauritius, l'elenco degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato supera la sessantina. Comprende paesi, come le Mauritius, che rappresentano i maggiori investitori in India e, come Hong Kong, che superano, per investimenti in Cina, gli USA, il Regno Unito e gli altri del G8.
Affianco a questi paesi esotici ci sono però quelli vicini, dell'Europa, come la Svizzera, il Lussemburgo, l'Irlanda, Monaco e Malta.
Raymond Baker, direttore del Center for international policy di Washington ha spiegato che le strutture della finanza mondiale, i paradisi, il segreto bancario, le filiali trustee o nominate, le false fondazioni, le innumerevoli nicchie fiscali, hanno installato dei circuiti planetari immensamente favorevoli alla proliferazione dei traffici illeciti e alla irrintracciabilità dei flussi finanziari.
Un labirinto che ha fatto dire al senatore democratico Carl Levin che al fisco americano, particolarmente agguerrito, sfuggono ogni anno in direzione dei paradisi fiscali 100 miliardi di dollari di imposte.
Sarebbe sbagliato immaginare che ricorrono all'ospitalità dei paradisi fiscali solo i criminali. Finanzieri, eredi di fortune, professionisti del diritto e del denaro, multinazionali vi ricorrono anch'essi per ridurre le proprie imposte, per sfuggire a norme societarie, per simulare bilanci in regola.
Lo dice il libro di Christian Chavagneux, redattore capo del mensile finanziario "Alternatives économiques" e Ronen Palan, professore di politica economica della University of Sussex, autorevoli specialisti del sistema finanziario internazionale, "Les paradis fiscaux", La Découverte, Paris, 2007.
Un lavoro di ricerca, che si legge come un romanzo per le rivelazioni sbalorditive continue. "I paradisi fiscali rappresentano a metà del 2006 quasi la metà delle attività internazionali delle banche". "Circa un terzo degli investimenti all'estero delle multinazionali hanno come destinazione i paradisi fiscali". "Dal 40% al 50% dei capitali in circolazione nel mondo passano per questi luoghi".
"Les paradis fiscaux" ha il merito di illuminare un fenomeno dai confini indefinibili, che è al cuore dell'economia globalizzata contemporanea.
La descrizione di questa enorme attività finanziaria è fatta dagli autori con una struttura didattica in quattro parti: l'interazione fra paradisi fiscali e globalizzazione, la storia dei paradisi fiscali, gli obiettivi, gli strumenti e gli attori, le politiche di lotta ai paradisi fiscali. Ricco di grafici, tabelle e box, il libro ha un'ampia bibliografia di opere, rapporti e articoli, fitti di documentazione.
Nel libro paradiso fiscale è definito un territorio, molto spesso insulare, che unisce la debole regolamentazione dei flussi finanziari, coperti dal segreto bancario, all'assenza di imposizione fiscale e alla rapidità di circolazione del denaro in transito.
E' una storia che risale all'ultimo trentennio del 1800, quando gli USA decisero di attirare la localizzazione di aziende, con vantaggi fiscali, nel New Jersey e poi nel Delaware. Rivela la contraddizione tra sovranità nazionale e libertà d'impresa a livello paese e su scala internazionale. E' stata rinforzata dalla legge svizzera del 1934 sul segreto bancario, ma è diventata, come è oggi, negli anni '60, con il mercato degli eurodollari, un'attività- offshore, fuori dal controllo delle autorità pubbliche.
Da allora tutti i tentativi dell'OECD, dell'IMF e di alcuni paesi di controllo e regolamentazione sono falliti. (v. anche i nostri D.M. 23.1.2002 e D.L. 3.10.2006, n.262).
Henry Morgenthau, già Segretario di Stato al Tesoro USA, citato all'inizio di un capitolo, ha scritto "Le imposte sono il prezzo da pagare per una società civilizzata: troppi cittadini vogliono la civilizzazione in regresso".
Verso principi comuni di flessicurezza
"Towards common principles of flexicurity: more and better jobs through flexibility and security" è il titolo della comunicazione indirizzata dalla Commissione europea al Consiglio, al Parlamento, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni a fine giugno.
Il documento vuole tracciare i percorsi e indicare gli strumenti necessari per realizzare gli obiettivi di Lisbona, di creare impieghi più numerosi e di migliore qualità, con nuove forme di flessibilità e sicurezza, necessarie per le persone, le aziende e gli Stati membri dell'UE.
Ricorda perciò che la flessicurezza è una strategia integrata di flessibilità, che favorisce i cambiamenti correlando "sistema educativo e mondo del lavoro, impieghi, disoccupazione, attività e pensionamento", mentre la sicurezza è ben più della garanzia del posto di lavoro, dà alle persone le competenze per "progredire nella vita di lavoro e aiutarle a trovare nuova occupazione".
Le componenti della flessicurezza sono
- elasticità e rassicurazione delle disposizioni contrattuali per il datore di lavoro e per gli occupati;
- strategie globali d'apprendimento per tutto il corso della vita;
- politiche attive del mercato del lavoro;
- sistemi moderni di welfare.
Sono quattro componenti che possono rinforzarsi reciprocamente e migliorare i risultati in materia di occupazione totale, se tengono conto delle differenti situazioni nazionali, difronte alla modernizzazione, alla globalizzazione e al cambiamento.
Per renderle operative occorre condividere dei principi ispiratori comuni in materia di flessicurezza, basati sull'
- equilibrio tra diritti e responsabilità degli imprenditori, dei lavoratori, delle persone alla ricerca di impiego e dei poteri pubblici,
- adattamento alle situazioni,
- uguaglianza dei diritti,
- operare nelle imprese e tra le imprese,
- attivazione di un clima di fiducia e di dialogo con i poteri pubblici e le parti sociali.
Per questo è necessario che l'UE sostenga finanziariamente i diversi percorsi di flessicurezza, frutto di un certo numero di combinazioni e di sequenze generali, ispirate dai benchmarking di realizzazioni positive.
Suggestioni possono venire dal sistema austriaco di indennità di licenziamento e di forte dialogo con le parti sociali, dalla legislazione del lavoro danese, dall'accordo sul lavoro temporaneo nei Paesi Bassi, dalla limitazione dei contratti a tempo in Spagna, dall'accordo di partenariato sociale irlandese.
In Austria, dal 2003, è entrato in vigore un nuovo sistema di indennità di licenziamento, che obbliga l'imprenditore a versare al lavoratore una somma mensile fissa su un conto personale tenuto da questo. In caso di licenziamento il lavoratore può ritirare la somma accumulata e gli effetti negativi delle ristrutturazioni possono essere attenuati dalle azioni per il reimpiego realizzate dalle fondazioni per il lavoro.
Il sistema danese punta su un miglioramento della qualificazione dei disoccupati e sull'incoraggiamento dei lavoratori a trovare e ad accettare un nuovo impiego fra quelli possibili per l'esperienza passata e la nuova formazione, mentre l'indennità di disoccupazione è coniugata con un generoso sistema di welfare.
L'accordo olandese del 1982 punta sul lavoro a part time contro quello a tempo, in cambio della moderazione salariale si hanno assunzioni a tempo indeterminato con trattamenti determinati dalle convenzioni collettive.
In Spagna tutti i lavoratori che sono stati alle dipendenze di una stessa azienda per più di 24 mesi nell'arco di 30 sono assunti automaticamente a tempo indeterminato, ma l'indennità di licenziamento si riduce da 45 a 33 giorni di stipendio per ogni anno di lavoro.
L'accordo irlandese "Verso il 2016", a dieci anni dalla firma di un patto sindacale globale, privilegia nelle assunzioni i disoccupati di lunga durata, i giovani e le persone deboli sul mercato del lavoro. Ne rafforza le competenze, anche di base eventualmente, per migliorarne l'impiegabilità o per aumentare le competenze possedute ed evitare effetti negativi dei cambiamenti dell'organizzazione aziendale.
Partendo dai principi indicati e dalle esperienze realizzate, la Commissione europea punta a migliorare la condizione dei lavoratori e i rapporti con l'impresa facendo leva su più combinazioni di flessibilità e sicurezza per aumentare la competitività delle aziende e dei paesi e migliorare la protezione sociale dei lavoratori.
Peso della marca nella scelta fra motori di ricerca
A identificare l'effetto della marca nella preferenza di un motore di ricerca è rivolto lo studio realizzato da Bernard Jansen, Mimi Zhang e Ying Zhang, tre ricercatori della Pennsylvania State University, pubblicata nel "CHI 2007-Working Progress" di aprile - maggio, con il titolo "The effect of brand awareness on the evaluation of search engine results".
I ricercatori hanno voluto verificare sperimentalmente che cosa spinge gli internauti a usare prevalentemente Google e Yahoo, mentre per la sola lingua inglese ci sono 4.000 motori di ricerca che offrono accessibilità, velocità di riscontro, interfacciamento e tecnologie equivalenti. Hanno voluto isolare e misurare la percezione presso gli utenti delle prestazioni offerte da più motori di ricerca, messi a confronto nelle stesse operazioni in Rete.
Hanno costituito così un campione di 32 partecipanti, studenti delle maggiori università americane, 8 donne e 24 uomini, d'età fra i 18 e i 25 anni. Ad essi è stato chiesto di rispondere a un questionario sulle abitudini di navigazione in Internet e sui motori di ricerca usati. Hanno accertato che Google era il più utilizzato per l'informazione, lo studio e gli scambi in forum e chat.
Hanno allora integrato le possibilità di risultato chieste a Google nelle prestazioni di Yahoo, MSN Live Search e AI2RS, un motore sperimentale dell'Università, per farli usare e confrontare.
I risultati che i 32 partecipanti all'indagine hanno ottenuto ad ogni loro richiesta su quattro argomenti concordati, "Camping Mexico", "Laser removal", "Manifactured home" e "Techno music", sono stati esattamente gli stessi.
Ma quando i ricercatori hanno chiesto agli studenti del campione di indicare quali risultati nell'impiego dei quattro motori di ricerca sembravano loro "molto pertinenti", "poco pertinenti" o "del tutto non pertinenti", è venuto fuori che il più pertinente era stato Yahoo, seguito da Google, poi da MSN e infine da AI2RS.
Yahoo è stato giudicato più pertinente di AI2RS del 25% , rispetto a MSN del 15% e a Google del 10%.
I ricercatori spiegano che il motore di ricerca abituale è quello più sperimentato e a cui va la maggiore fiducia degli utenti. La marca influenza la percezione dei risultati di un prodotto e, come risulta dalla ricerca, anche l'interazione degli internauti con i sistemi in Rete.
E' il cosiddetto effetto di riconoscimento dei tratti distintivi di un'organizzazione difronte ai concorrenti (il nome, i simboli e il logo, la storia, i comportamenti, la reputazione e l'informazione), un sistema di continuità e coerenze, che sollecita la ripetizione delle attese e favorisce la fidelizzazione anche per Internet.
Ricerca e intervento psicologico nella gestione del rischio
Lo studio della percezione dei rischi è fondamentale per cogliere gli orientamenti e le scelte delle persone e della società difronte alle situazioni incidentarie o pericolose, ma è particolarmente utile per valutare la ricettività dei destinatari della prevenzione.
Con l'obiettivo di fare conoscere i differenti modelli di scoperta, valutazione e gestione delle situazioni a rischio elaborati dalle discipline psicologiche, Dongo Rémi Kouabenan dell'Université PMF de Grenoble, Bernard Cadet dell'Université de Caen, Danièle Hermand dell'Université Lille III e Maria Teresa Munoz Sastre dell'Université du Mirail - Toulouse, hanno scritto "Psycologie du risque. Identifier, évaluer, prévenir", De Boeck, Paris, 2007, un manuale che illustra le metodologie di ricerca, descrive le pratiche, indica le applicazioni e i risultati conseguiti, presenta le tecniche per cambiare i comportamenti insicuri, adottare quelli efficaci e diffondere le idee attraverso le campagne di prevenzione.
Un libro di esperienze di successo e di razionalizzazione delle regole di comportamento utili, che parte dalle caratteristiche comuni alle situazioni a rischio, multidimensionali e incerte, per evidenziare i fenomeni dell'accettabilità e della soggettività del pericolo, il peso delle rappresentazioni e dei valori sociali, il processo cognitivo usato per trattare le informazioni e pervenire alla valutazione e si conclude con i comportamenti necessari alla messa in sicurezza e alla prevenzione.
"Psycologie du risque" è strutturato in cinque parti di 13 capitoli complessivi, dedicate a
- gli aspetti metodologici di studio della percezione dei rischi;
- i fattori che influenzano la percezione dei rischi;
- il processo cognitivo di percezione della gravità dei rischi;
- le situazioni specifiche e gli errori di prospettiva, che favoriscono l'accettazione o il rifiuto dei rischi della stessa gravità;
- l'attuazione degli interventi preventivi e la governance della sicurezza.
Sono così analizzati i rischi di lavoro, per le attività sportive, dei comportamenti stradali e ambientali.
I quattro autori sottolineano l'importanza di analizzare le specificità delle persone esposte al rischio, tenendo conto delle caratteristiche dell'analista e del suo coinvolgimento nell'ambiente e nelle circostanze dell'incidente.
La diagnosi e la spiegazione, avvertono, è una funzione sociale, che risente delle interazioni e della strutturazione del contesto in cui si realizzano l'intervento e il sistema di governance della sicurezza.
Mettono in guardia dalle illusioni positive (la supponenza, l'irrealismo, l'invulnerabilità), come dai catastrofismi tecnicistici. Invitano a conoscere e a sperimentare senza preclusione e senza fiducia non validate dai fatti.
Ricordano che una strategia di prevenzione deve fare i conti con la gravità e la controllabilità dei rischi. Sono attività che vanno condivise per tutto lo svolgimento del processo.
Scritto con un linguaggio divulgativo, ricco di spunti per l'applicazione e di inviti alla riflessione, "Psycologie du risque" è un'ottima guida per fare, che non dimentica mai di giustificare il perchè con chiarezza ed efficacia.
Frida Kahlo, "Autorretrato con monos", 1943, olio su tela.
Loquacità di uomini e donne
Quando ai primi del '900 il Monte di pietà dell'allora mitico Banco di Napoli aveva la più ampia e variegata raccolta di pegni di tutte le altre istituzioni analoghe e i talk show, le tavole rotonde e i ring dialettici erano di là da venire, fu coniato il proverbio "Chiacchiere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non le impegna". Testimoniava la cultura di un'economia che riconosceva valore indiscusso solo all'oro e ai preziosi.
Con incrollabile maschilismo le chiacchiere erano attribuite alle donne e la laconicità o la taciturnità agli uomini seri dal portamento grave.
Nessuno immaginava che un gruppo di ricerca delle Università del Texas e dell'Arizona, coordinato dagli psicologi James Pennebaker e Matthias Mehl si trovasse costretto a smentire sperimentalmente uno studio precedente dell'University of San Francisco, in cui si stimava che le donne pronunciassero 20.000 parole al giorno e gli uomini solo 7.000.
Eppure l'ultimo numero di "Science", l'autorevole settimanale dell'American association for the advancement of science, contiene un articolo di M. Mehl, S. Vazire, N. Ramirez-Esparza, R. Slatcher e J. Pennebaker "Are women really more talkative than men?" che fa il resoconto della ricerca. Seconda questa, una donna pronuncia giornalmente una media di 16.215 parole, un uomo ne dice 546 in meno, precisamente 15.669.
Il gruppo di ricerca citato ha accertato l'uso delle parole di 396 persone, uomini e donne in pari quantità, studenti di college degli USA e del Messico. L'indagine è stata realizzata usando per più giorni dei registratori digitali, che hanno catturato tutto quello che le persone dicevano per qualsiasi motivo, senza che i locutori se ne accorgessero.
Come spesso succede in ambito accademico, il professore di Linguistica Mark Liberman dell'University of Pennsylvania ha commentato che non si possono generalizzare risultati raccolti presso una popolazione tanto qualificata. Ma Deborah Tannen, altro professore di Linguistica della Georgetown University di Washington, ha precisato che donne e uomini parlano in quantità diversa nel privato e nel pubblico, in coppia o in gruppo piccolo o grande e che la vera discriminante sta nella situazione e non nella appartenenza di genere.
Meno alle retribuzioni e più ai capitali nell'UE15
Continua a diminuire nell'UE15 la quota del PIL che tocca al lavoro dipendente e autonomo, mentre aumenta quella che remunera i capitali. Dal 1992 al 2005 il peso delle retribuzioni sulla ricchezza prodotta nei diversi paesi è scesa in media dal 61,6% al 57,6%.
Uno studio realizzato da Florence Jaumotte e Irina Tytell, economiste del Research department dell'IMF, intitolato "Labor globalization: bane or boon?", indica che per effetto della globalizzazione e del progresso tecnologico crescono l'occupazione e la produttività nelle economie sviluppate, una parte della ricchezza prodotta va al lavoro, ma i capitali ne beneficiano di più.
Riduzione delle retribuzioni nelle economie sviluppate
(in percentuale del PIL 1980-2005)

In paesi come la Spagna e l'Italia il fenomeno è accentuato perchè si unisce con l'occupazione precaria e a basso compenso prodotta negli ultimi anni.
E' un processo che può generare frustrazione tra i lavoratori e indebolire lo sviluppo dell'economia mondiale, dice Florence Jaumotte, che, in un'intervista al quotidiano spagnolo "El Pais" di ieri, indica i fattori chiave da tenere sotto controllo perchè gli Stati membri dell'UE15 possano beneficiare della globalizzazione. Sono il PIL pro capite, il tasso di disoccupazione e quello di attività, la retribuzione media annuale.
Indicatori dell'equilibrio retribuzioni-PIL (2006)
|
Paesi
|
Retribuzioni
medie/anno a parità di prezzi |
Tasso di attività
|
Tasso di disoccupazione
|
PIL
|
| Germania |
25.172
|
67,2%
|
10,4%
|
113
|
| Austria |
26.398
|
70,2%
|
4,8%
|
129
|
| Belgio |
28.547
|
60,4%
|
8,4%
|
123
|
| Danimarca |
26.751
|
76,9%
|
4,0%
|
127
|
| Spagna |
20.093
|
65,7%
|
8,6%
|
102
|
| Finlandia |
21.581
|
68,9%
|
7,8%
|
117
|
| Francia |
24.197
|
62,3%
|
9,8%
|
113
|
| Grecia |
19.719
|
61,0%
|
8,9%
|
89
|
| Paesi Bassi |
28.846
|
72,4%
|
4,4%
|
131
|
| Irlanda |
29.428
|
68,1%
|
4,4%
|
144
|
| Italia |
20.340
|
58,4%
|
6,9%
|
104
|
| Portogallo |
14.701
|
67,9%
|
8,1%
|
75
|
| Regno Unito |
29.728
|
72,5%
|
5,4%
|
118
|
| UE |
33.428
|
72,0%
|
4,7%
|
100
|
Boom dei Crocs
Il presidente degli Stati Uniti Bush li porta neri e con i calzini a scacchi, nella fotografia scattatagli l'altro week end alla partenza per il suo ranch di Crawford nel Texas. Paris Hilton li ha nei colori argento e oro. Sugli Champs Elysées vanno coordinati con la cravatta. A Saint Tropez domina l'azzurro. In Israele sono diventati parte integrante dell'abbigliamento nazionale. Sono i Crocs (pronuncia: croksss), le scarpe di moda che si vanno diffondendo in tutto il mondo.

Si tratta in realtà di un sandalo, che somiglia a uno zoccolo, stampato in plastica leggera, antibatterica, antimacchia, che non assorbe gli odori, non fa scivolare, galleggia e non segna i piedi, ha suolette interne che stimolano la circolazione sanguigna ed è lavabile.
E' un prodotto dell'azienda quebechese Créations Foam, nota per il suo design, che l'ha battezzato Crocs, abbreviazione di crocodile, perchè come l'animale va sulla terra e nell'acqua.
Il sandalo di plastica è fabbricato in 9 modelli e in 17 colori. Può essere personalizzato con degli adesivi. E' unisex e multigenerazionale. Partito alla chetichella dal Canada cinque anni fa, è venduto adesso in 80 paesi e in 100 mila negozi.
Nello stabilimento della Foam a Duberger già 400 persone lavorano a produrlo; il presidente dell'azienda ha costituito con Dow Dupont una joint venture per la ricerca e lo sviluppo; il magazine americano "Footwear news" lo ha designato marchio dell'anno 2005; alla prima uscita pubblica sul Nasdaq in febbraio ha raccolto un miliardo di dollari: un boom.
I motivi del successo sono che
- riempiono uno spazio di mercato, aperto dalle flip-flop mezzo secolo fa e sempre più occupato da prodotti di bassa qualità,
- sono innovativi, in quanto fatti con una resina e un procedimento di fabbricazione brevettati, ideati in Italia, che li rende morbidi e non surriscaldati a contatto con il calore umano,
- hanno un design allegro e funzionale con il sole e con la pioggia, per camminare sulla spiaggia e sull'asfalto.
I Crocs non si possono non notare. Appartengono a un nuovo "footwear style" che contrassegna le persone dallo spirito pratico. E poi costano il giusto, se si considera la loro resistenza all'usura, che si aggiunge alle altre caratteristiche di indossabilità e di moda universale.
Ecco perchè lo stabilimento di produzione, dopo avere quadruplicato le sue capacità l'anno scorso, aggiungerà 30 mila piedi quadrati (= poco più di 10.000 m²) ai 70 mila esistenti, nella speranza che il boom continui, "dress code" e contraffazioni numerose permettendo.
Coppie difronte al lavoro instabile
L'economia della flessibilità sembra l'unica possibile nella competizione globale, destinata a durare per un tempo indefinito con le sue logiche d'azione, configurazioni organizzative e meccanismi di gestione, tutti centrati sulla reattività e la breve durata di competenze, tecnologie e impieghi delle persone.
"Tuttavia un occhio attento è in grado di distinguere la flessibilità autentica da quella solo apparente e di valutare freddamente quando la scissione tra flessibilità e precariato è occultata in un pretesto o in una piega della definizione contrattuale".
"Il linguaggio e il vocabolario elogiativi del cambiamento produttivo dinamico e serrato sono diventati correnti fino a suonare convenzionali e retorici, per opera di partigiani della nuova economia, i quali prendono le mosse dall'osservazione delle combinazioni più felici tra flessibilità e capitale umano, tra flessibilità e motivazioni".
Con occhio attento ha guardato alla vita di coppia difronte all'l'instabilità della occupazione, indagando come uomini e donne reagiscono e rinnovano giorno per giorno la loro intesa tra lavori a termine e redditi talvolta modesti, Simonetta Piccone Stella, professore di Sociologia dei processi culturali nell' università di Roma La Sapienza, curatrice di "Tra un lavoro e l'altro. Vita di coppia nell' Italia postfordista", Carocci, Roma, 2007.
Il libro nasce da una ricerca, realizzata a Catania, Milano, Napoli, Roma e Torino, intervistando 312 persone, che compongono 156 "belle coppie" e "unioni salde", un lavoro di un gruppo fatto quasi completamente da donne.
La ricerca ha messo a fuoco il processo del mettere su casa a Napoli, l'influenza del lavoro atipico sulle scelte procreative a Catania, i problemi dell'allevamento di un bambino a Roma, i modi di gestione delle risorse disponibili, adottati da persone che stanno ridefinendo il loro percorso di lavoro nel Canavese (Torino), la relativa forza di lavoratori ad alta qualificazione sul mercato del lavoro a Milano.
Ha disegnato la mappa delle contromisure e delle strategie con cui i due componenti della coppia si ripartiscono per genere gli inconvenienti e i pesi del lavoro instabile.
Le coppie appartenenti al campione sono di diversa estrazione sociale. 87 sono sposate e 69 no.
Su 312 intervistati, 163 sono laureati o hanno un titolo postlaurea, il 52%, 115 sono diplomati, il 38,8% e un po' meno dell'11% ha soltanto il livello di terza media inferiore. Il 55% delle donne è laureata contro il 49% degli uomini. Sono diplomati il 49% degli uomini rispetto a poco meno del 45% delle donne.
I risultati di ricerca mostrano che c'è incongruenza tra titolo di studio, collocazione professionale e reddito, tra tipo di formazione e ruolo ricoperto, soprattutto per le donne.
Le donne sono la forza lavoro preferita dai dirigenti d'azienda. Esse propendono per impieghi che consentono di muoversi tra famiglia e lavoro e incontrano il gradimento di chi vuole assumerle con contratti a tempo, non rinnovati in caso di maternità. Viene a riattualizzarsi così un modello culturale datato, di lavoro integrativo del reddito del nucleo familiare, subalterno e sussidiario a quello maschile.
Le reti parentali costituiscono un vero e proprio capitale economico, che dà la sicurezza di poter mettere su casa, di poterla pagare, di affrontare gli imprevisti della quotidianità a chi vive di contratti a termine e di lavori atipici.
La precarietà peggiore è quella della coppia che ha tutt'e due i componenti privi di lavoro a tempo indeterminato. E' una situazione frequente nel Sud, aggravata talvolta da un periodo iniziale di prestazioni in nero, anticamera dell'occupazione temporanea.
Dal mosaico composito emerge l'elasticità che le coppie sviluppano quando le energie dei partner si uniscono nella relazione, per affrontare le difficoltà economiche e psicologiche e il peso di fattori, quali il genere, l'estrazione familiare, le risorse assicurate dalla famiglia di origine, il grado d'istruzione, il capitale culturale, le competenze accumulate nelle prime esperienze lavorative.
Farcela è tutto merito delle persone, che non traggono vantaggio dalle attuali condizioni di lavoro e di vita.
Vendesi conoscenza sciolta e a pacchetti
Le edizioni americane O'Reilly hanno un catalogo ricco di manuali e guide dedicate alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. E' una nicchia specialistica del mercato librario, che non dovrebbe avere problemi nel boom di Web 2.0, espressione coniata proprio da questa casa editrice nel 2003.
Il proprietario, l'irlandese Tim O'Reilly, persona di alta reputazione culturale e imprenditoriale, ha dovuto però constatare che le vendite languivano. Colpa del sovraffollamento del settore e della bassa propensione agli acquisti dei potenziali clienti.
A fini promozionali ha avuto l'idea di vendere a capitoli 350 titoli, tra quelli finora pubblicati. E' una selezione fatta, scegliendo i libri che più si prestano a potere essere usati per consultazioni o referenze particolari.
Ogni capitolo della nuova collana, così aggregata, può essere acquistato per $ 3,99. Naturalmente, i 350 libri indicati sono in vendita ancora tutti interi, senza smembramenti, al prezzo di copertina.
Tim O'Reilly riconosce che un libro tende ad essere un tutto organico, ma ritiene che molto spesso alcuni hanno caratteristiche che li rendono interessanti o fruiti dal lettore per una qualche conoscenza particolare, contenuta in un capitolo, che può essere estratta dal libro senza che questo perda la sua utilità.
Sul sito della sua casa editrice pubblica perciò le schede di ogni libro della selezione: titolo e indicazioni editoriali, come anno di pubblicazione, ristampa e nuova edizione, sintesi del contenuto, indice e materie, estratti di capitoli. E il gioco è fatto.
Ora non resta che aspettare che i lettori, bisognosi di migliorare le competenze tecniche, di rassicurarsi davanti a questioni sorte improvvisamente o semplicemente di informarsi, reagiscano positivamente, senza ricorrere nè alle fotocopie, nè alla fuga dalla conoscenza.
Carlos Slim ha battuto il primato di Bill Gates
Per anni Bill Gates è stato alla testa delle classifiche sulle grandi ricchezze personali, redatte dai periodici economico-finanziari più autorevoli.
Anche l'ultima di "Forbes", pubblicata in marzo, registrava che tra i 946 miliardari in dollari il patron di Microsoft era il più ricco con 56 miliardi. Dietro di lui c'era il suo compatriota Warren Buffet con 52 miliardi e il messicano Carlos Slim era terzo con 49. Quella di Slim era una delle 153 nuove fortune delle economie emergenti, rappresentate da straricchi russi, cinesi, indiani.
Ieri "Sentido Común", un periodico finanziario online, messicano, ha annunciato la detronizzazione di Bill Gates. La ricchezza personale di Carlos Slim sarebbe di 67 miliardi 800 milioni, quasi 12 miliardi in più dell'ex numero uno della classifica di marzo.
Il nuovo re dei miliardari ha 67 anni, è ingegnere, ha sei figli, è un esperto di arte, che ha fondato il museo Sumaya di Città del Messico ed è appassionato di baseball.
Ha incominciato la sua ascesa, comprando Telmex, la società messicana di telefonia fissa, privatizzata nel 1990. E' un'azienda che tuttora ha quasi il 90% di quota di mercato nel grande paese Latino-americano. In più possiede il 33% della più redditizia impresa di telefonia mobile di tutto il Nuovo continente, America Movil.
Secondo "Sentido Común", la ricchezza del miliardario messicano rappresenta l'8% del PIL del suo paese d'origine, dove la metà della popolazione vive con meno di cinque dollari al giorno.
Il primato di Slim tra i grandi ricchi del mondo ha un forte valore simbolico, ma non altera la sostanza dei 415 miliardari americani, detentori del 44% del totale dei patrimoni contabilizzati dalla classifica di "Forbes".
Ricchezza personale di Slim
| Aziende | Valore di mercato | Partecipazione | Ricchezza in milioni di $ |
| America Movil |
1.175.293,1
|
33%
|
36.204,0
|
| Telmex |
405.625,4
|
43%
|
16.138,5
|
| G. Carso |
97.722,0
|
77%
|
6.924,3
|
| Inbursa |
78.123,0
|
71%
|
5.132,3
|
| Ideal |
50.522,6
|
72%
|
3.367,8
|
| US Com |
1.533,3
|
50%
|
70,5
|
| Totale |
67.837,5
|
Comprare le foreste tropicali per salvarle
Le foreste tropicali sono minacciate dall'insaziabile fame di carbone del business mondiale. L'aumento dell'anidride carbonica, causa dell'80% dei gas a effetto serra e della deforestazione, con l'alterazione della biosfera, sono le conseguenze più tangibili di questo attentato al futuro dell'umanità.
Vuole porvi rimedio l'associazione filantropica inglese Cool Earth, che ha per scopi di "proteggere le foreste e i loro abitanti e diventare una voce importante nella lotta contro il riscaldamento atmosferico".
L'associazione è stata fondata da Johan Eliasch e Frank Field.
Il primo è un uomo d'affari svedese residente a Londra. Industriale, banchiere e produttore cinematografico, è stato anche tesoriere del Conservative party, consigliere del ministro degli Esteri del governo ombra e auditor di un think-tank dello stesso partito, il Centre for social justice. Nel 2005 ha comprato per proteggerli 400.000 acri (ha 160.000) di foresta amazzonica, l'area di Ataninga vicino al fiume Madeira, 2600 km a nord ovest di Rio de Janeiro.
Nel 2007, Eliasch e Field, deputato del Labour party, con responsabilità governativa nella sicurezza sociale, hanno costituito Cool Earth.
Dopo quello di Ataninga l'associazione sta realizzando altri due progetti di riforestazione, nello Stato del Mato Grosso a Cristallino e nell'Equador nell'area di Awacachi. Ha in programma altri interventi nella foresta amazzonica, nelle aree di Madeira e di Matauara.
Chiede aiuti economici a tutto il mondo e chiunque può contribuire all'acquisto di mezzo acro ( ha 0,2) , versando l'equivalente di 35 sterline per Ataninga, Madeira e Matauara, 45 per Cristallino e 50 per Awacachi.
Alla riduzione del taglio degli alberi si aggiunge il lavoro per gli abitanti delle tre aree di foreste. Finora sono stati creati 1.500 nuovi posti, che hanno compensato quelli di un migliaio di deforestatori, licenziati da aziende, ora chiuse, che producevano il carbone.
Cool Earth ha ricevuto finanziamenti, che le hanno permesso di comprare altri nuovi 25.000 acri (ha 10.000).
Per i contributi ai progetti di riforestazione: https://www.coolearth.org
Attrattiva dell'Europa per esperti in scienze e tecnologie
Nel 2006 il 6% delle persone tra i 25 e i 64 anni, altamente qualificate nei settori delle scienze e delle tecnologie, che hanno lavorato in uno dei 27 paesi dell'UE diverso dal proprio, erano per metà cittadini comunitari e per l'altra metà di fuori Unione.
Gli studenti che hanno frequentato corsi di formazione superiore nelle discipline delle scienze e delle tecnologie in paesi dell'UE diverso dal proprio sono stati il 7%.
Con il 46,2% il Lussemburgo ha utilizzato più risorse umane non nazionali tra gli esperti dei due settori. Mentre il maggior numero di studenti stranieri, sempre dei due settori, è stato del Regno Unito, che ne ha ospitato 364.271, il 16,2% di tutti quelli provenienti dall'estero e di Cipro, che ne ha avuti 6.679, il 32,0%.
Sono dati contenuti nello studio di Tomas Meri "Quel est le degré de mobilité des ressources humaines hautement qualifiées dans les domaines des sciences et des technologies?", Statistiques en bref, Eurostat, 75/2007.
Lo studio mostra che solo cinque Stati hanno avuto una percentuale di esperti superiore al 10% e sei superiore al 5%. A grande distanza dal Lussemburgo c'è la Svizzera, con il 18,4%, poi l'Estonia, con il 15,2%, Cipro, con il 14,2% e l'Irlanda, con il 10,3%.
Tra gli Stati che hanno ospitato più studenti stranieri delle due discipline, dopo Cipro e il Regno Unito, ci sono l'Austria, con 33.707 e il 14,1%, la Germania, con 260.314 e l'11,2%, la Francia, con 237.587 e l'11,0%.
L'Italia ha avuto 40.641 studenti, il 2,0% di tutti quelli stranieri e non ha fornito dati sulla presenza dei lavoratori altamente qualificati nelle due discipline.
In compenso è stata elevata la mobilità dei nostri esperti nel paese. Tra il 2004 e il 2005 ha cambiato posto di lavoro il 5,1%, in valori assoluti 355.000 persone, anche se è una flessibilità inferiore al 6,1% dell'UE, dovuta a un totale di quasi 3.000.000 di lavoratori.
Se si approfondisce questo dato, si vede che i record della mobilità lavorativa sono del Regno Unito, paese dalla forte protezione sociale, con 939.000 e il 9,2% e della Danimarca, patria della flessicurezza, con 117.000 e il 10,2%.
Acqua minerale per cani e gatti
Special Waters è un'azienda francese, collocata in Alsazia, regione scelta per una logistica di distribuzione in Europa.
I suoi prodotti sono due acque minerali arricchite, secondo una formulazione esclusiva e protetta internazionalmente di veterinari specialisti della nutrizione animale. Sono garantite senza coloranti, aromi artificiali e OGM. Sul mercato sono presentate come "acque rinfrescanti".

"Water Cat" è in confezione da mezzo litro, "Water Dog" è anche essa in bottiglia da mezzo litro per i cani di taglia piccola e da un litro e un quarto per quelli di media grandezza. I prezzi di vendita sono, rispettivamente, 0,95 euro e 1,90.
Special Waters ha fatto analizzare le sue bevande da laboratori indipendenti e dalla facoltà di veterinaria dell'Università di Nantes per dimostrare l'efficacia e la bontà dei componenti. Dentro vi sono acque poco mineralizzate, ingredienti attivi naturali 100%, quali l'estratto di the verde decaffeinato, la vitamina C e la fibra di grano. Non c'è aggiunta di sale, zucchero e stimolatori di appetito .
La campagna di comunicazione dell'azienda si svolge all'insegna del "Bere meglio, bere di più per una migliore idratazione" e con la garanzia che i due prodotti hanno un "effetto benefico sulla salute dei vostri compagni".
Nonostante i due marchi siano scritti con qualche imprecisione di inglese, le vendite sono iniziate in Francia nell'agosto dello scorso anno, in negozi specializzati e nella grande distribuzione e sono programmate nel Regno Unito, in Lussemburgo, nei Paesi Bassi e in Svizzera.
Classifica "Financial Times"delle grandissime aziende
Appare l'11ª edizione di "The FT global 500-2007", la classifica per valore di mercato e rotazione del capitale delle 500 più grandi aziende del mondo, elaborata dal "Financial Times".
Come al solito, gli USA la fanno da padroni. Appartengono a questo grande paese 16 aziende delle prime 20 e più di una su tre delle 500.
L'azienda più grande è la petrolifera americana Exxon Mobil, con poco meno di $ 430 miliardi, l'ultima è l'indiana Wipro, dell'hi-tech, con quasi $ 19 miliardi.
Dopo le 185 aziende americane, nell'elenco ce ne sono 47 giapponesi, 36 inglesi, 30 francesi, 18 tedesche, 12 svizzere.
Il settore economico più rappresentato è quello bancario, con 80 imprese.
Le prime 20 aziende
|
Classifica
|
Azienda
|
Paese
|
Valore di mercato $ milioni
|
Classifica
|
Azienda
|
Paese
|
Valore di mercato $ milioni
|
||
| 2007 | 2006 | 2007 | 2006 | ||||||
| 1 | 1 | Exxon Mobil | USA |
429.566,7
|
11 | 5 | BP | Regno Unito |
208.843,5
|
| 2 | 2 | General Electric | USA |
363.611,3
|
12 | 11 | HSBC | Regno Unito |
202.146,3
|
| 3 | 3 | Microsoft | USA |
272.911,7
|
13 | 12 | Procter&Gamble | USA |
199.293,8
|
| 4 | 4 | Citigroup | USA |
252.857,3
|
14 | 8 | Wal-Mart | USA |
193.642,8
|
| 5 | 37 | At&T | USA |
246.206,3
|
15 | 20 | Altria | USA |
184.277,3
|
| 6 | 10 | Gazprom | Russia |
245.911,4
|
16 | 38 | China Mobile Hong Kong | Hong Kong |
181.798,6
|
| 7 | 9 | Toyota Motor | Giappone |
230.831,6
|
17 | 13 | Pfizer | USA |
179.015,4
|
| 8 | 6 | Bank of America | USA |
228.177,3
|
18 | 16 | American International Group | USA |
174.878,3
|
| 9 | Indl&Coml Bank of China | Cina |
224.787,6
|
19 | 14 | Johnson&Johnson | USA |
174.397,2
|
|
| 10 | 7 | Royal Ducht Shell | Regno Unito |
214.018,4
|
20 | 23 | Berkshire Hathaway | USA |
168.279,8
|
La prima azienda italiana della classifica è l'ENI, al 34° posto, come nel 2006. Dietro ce ne sono altre sette: tre banche, Unicredito, Intesa-S. Paolo e Capitalia, queste ultime due unite da poco, l'ENEL, le Assicurazioni Generali, Telecom Italia e FIAT.
Le 8 aziende italiane
|
Classifica
|
Azienda
|
Settore economico
|
Valore di mercato
$ milioni |
|
| 2007 | 2006 | |||
| 34 | 34 | ENI | Petrolio e gas |
124.882,4 |
| 55 | 70 | Unicredito Italiano | Banca |
99.003,5 |
| 58 | 161 | Intesa S.Paolo | Banca |
96.621,6 |
| 113 | 126 | ENEL | Elettricità |
65.906,9 |
| 141 | 146 | Generali | Assicurazioni |
54.179,3 |
| 146 | 114 | Telecom Italia | Telecomunicazioni |
52.876,9 |
| 271 | 500 | FIAT | Automobili e componenti |
31.635,5 |
| 388 | 346 | Capitalia | Banca |
23.379,1 |