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27/02/2004
Principi di manageme...

Principi di management

L'ennesima ricetta sulla leadership nel change management viene dal mensile francese "Enjeux-Les Echos", il cui dossier speciale di ben 24 pagine, nell'ultimo numero, è dedicato a "Devenir un bon manager".

Le regole per guidare la propria squadra, gestire il tempo, resistere alle pressioni e restare credibile sono le solite. La cosa importante è sapere ascoltare e dirigere, poi è necessario aumentare la produttività propria e del proprio gruppo, utilizzando efficacemente l'orario di lavoro, pianificando con cura le scadenze e i ritmi per ogni progetto. Più difficile da conservare è la propria credibilità.

Ma anche qui basta prendere le decisioni importanti insieme, in modo trasparente e consultando sempre i propri dipendenti. Tutto ciò che aumenta il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte aziendali è salutare.

Infine il buon manager deve sempre mantenere le promesse fatte, soprattutto in materia di aumenti e di promozioni, anche se la situazione aziendale è peggiorata.

Basta sostituire quest'ultimo suggerimento con "ottenere la flessibilità del team" e la ricetta può andare bene anche per un bel seminario di formazione nostrano, ben più costoso in tempo ed euro di "Enjeux-Les Echos".

Postato da: orsola a 10:06 | link | commenti (2)

25/02/2004
Dimensioni sociali d...

Dimensioni sociali della globalizzazione

Tra il 1990 e il 2003, periodo in cui la globalizzazione è accelerata, il PIL mondiale è rallentato dall'1,01% allo 0,8%.

Nei paesi in via di sviluppo il reddito pro capite è cresciuto mediamente del 3% massimo in 16 casi, meno del 2% in 55 casi ed è diminuito in altri 23.

La differenza di reddito pro capite tra i paesi più poveri e i più ricchi è notevolmente aumentata. E' passata nei primi dai 200 dollari del 1960-62 ai 267 del 2000-02 e nei secondi da 11.417 a 32.339 dollari.

22 paesi industrializzati, che hanno il 14% della popolazione mondiale, controllano quasi la metà degli scambi mondiali e più della metà degli investimenti esteri diretti (IED).

Nel 2003 la disoccupazione mondiale è ancora aumentata. I senza lavoro sono 185 milioni, il 6,2% della popolazione attiva totale, il più alto tasso di disoccupazione mai registrato. I più colpiti sono gli 88 milioni e 200 mila giovani dai 15 ai 24 anni, che in maggioranza vivono nei paesi in via di sviluppo. La disoccupazione tra loro ha toccato il 14,4%.

Il lavoro nero ha continuato ad aumentare nei paesi con un debole tasso di crescita del PIL, dove incrementa il numero delle persone in cerca di occupazione e diminuisce quello delle possibilità occupazionali. Parallelamente il numero dei "lavoratori poveri", che vivono con l'equivalente di 1 dollaro o meno al giorno, è rimasto stabile nel 2003 ed è stimato in 550 milioni.

Il flusso dell'aiuto allo sviluppo è diminuito allo 0,23% del PIL, nettamente inferiore all'obiettivo stabilito a suo tempo dello 0,7%.

Sono questi i dati di sintesi di "Una globalizzazione giusta: creare opportunità per tutti", il Rapporto della Commissione mondiale sulle dimensioni sociali della globalizzazione, redatto dal BIT, l'Organizzazione internazionale del lavoro, e diffuso ieri a Ginevra.

La Commissione è presieduta dal Presidente della Finlandia e da quello della Tanzania. E' composta da 26 autorevoli politici, imprenditori, sindacalisti, economisti, fra di essi i premi Nobel Stiglitiz e Sweeney, il presidente di Toshiba e vicepresidente degli imprenditori giapponesi, il presidente degli imprenditori francesi, il vicepresidente della convenzione per la costituzione europea, la governatrice di San Pietroburgo, il presidente del Sindacato americano dell'industria.

L'indagine è durata due anni. Ha evidenziato urgenti necessità di cambiamento in materia di parità dei diritti, integrazione sociale ed economica, sviluppo sostenibile, mercati equi e produttivi, regole equitative dell'economia, globalizzazione solidale, obbligo di rendicontazione sociale alle popolazioni, partenariato fra organizzazioni internazionali, governi e parlamenti, mondo degli affari, del lavoro e società civile: per un governo della globalizzazione, che comincia al livello locale e porti riforme a livello mondiale.

I dati sulla sicurezza del lavoro e sulla protezione sociale contenuti nel Rapporto colpiscono per la crudeltà dei fatti che rilevano.

Sono 2 milioni ogni anno i morti per causa di lavoro, circa 270 milioni gli incidenti sul lavoro e 160 milioni le malattie professionali. Il BIT valuta che il 4% del PIL mondiale vada perduto in tale modo.

Solo il 20% della popolazione mondiale ha una copertura sociale adeguata e più del 50% non ha nessuna protezione sociale.

Dati su cui non bisognerebbe solo riflettere.

Postato da: orsola a 17:58 | link | commenti

20/02/2004
Supergigante del com...

Supergigante del commercio

Alla Borsa di Parigi da qualche giorno le azioni Carrefour sono in salita. Tra mercoledì e giovedì hanno guadagnato il 7,3%. Gira voce che Wal Mart, la più grande azienda USA e la prima al mondo nella grande distribuzione, abbia deciso di dare la scalata alla società francese sua diretta concorrente, la seconda al mondo nello stesso settore.

L'azienda americana ha realizzato nel 2003 vendite per 270 miliardi di dollari, impiega un milione e mezzo di persone nei suoi 5000 punti vendita (grandi superfici) di undici paesi.

Wal Mart è stata fondata 20 anni fa ed è cresciuta ad un ritmo annuale superiore al 10% soprattutto per merito delle sue innovazioni nei formati distributivi, i mitici "supercentri", in cui si pratica sempre il prezzo più basso in raffronto all'elevata qualità delle merci e del servizio e all'efficienza della logistica, che ha l'espressione massima nella "catena del fresco". Oltre i prodotti tipici della grande distribuzione alimentare, è leader nell'elettronica di consumo e nei giocattoli, punta sulla vendita della musica attraverso Internet e si sta espandendo nei coffee shop.

Carrefour è presente in quattordici paesi al mondo. E' l'azienda che cinque anni fa ha incorporato altre due importanti catene della grande distribuzione francese. Alla fine degli anni '60 ha inventato le grandi superfici e il formato, detto appunto "alla francese" di gestione della soddisfazione del cliente.

Messe insieme le due aziende, avrebbero il 40% della grande distribuzione mondiale e la leadership del settore negli USA, Francia, Gran Bretagna, America Latina, Canada, Europa orientale, Cina e Corea. Una multinazionale con un management di altissima qualità, un know how superiore a chiunque altro, una formazione professionale eccellente.

La scalata potrebbe far crollare il mercato degli acquisti e ipotecherebbe in senso monopolistico il mercato mondiale della grande distrubuzione.

Già oggi l'arrivo di Wal Mart scatena pressioni al ribasso su prezzi e salari nel commercio, dal piccolo al grande dettaglio. Sono noti infatti il rapporto produttività/paghe dei lavoratori, compensato dai benefici addizionali solo in parte, come gli elevati standard di assistenza alla clientela, motivo frequente di licenziamento per quelli che non li rispettano.

Wal Mart e Carrefour sono molto apprezzate per i centri interni di formazione manageriale e per le cospicue donazioni filantropiche. La fondazione Wal Mart ha erogato annualmente in beneficenza negli ultimi tre anni una media di due miliardi e mezzo di dollari.

Si sta preparando ad esplodere una vera rivoluzione nella grande distribuzione mondiale. Una superpotenza, che non potrà essere certamente arginata dalle ordinanze comunali della California e dal contenzioso sindacale. Mentre sono necessarie per competere qualità di rapporto con il mercato e di gestione aziendale almeno adeguate delle catene che dovessero trovare un simile gigante sulla propria strada.

Postato da: orsola a 12:22 | link | commenti (2)

Oltraggio e rim...

Oltraggio e rimedio

"I banchieri accorsi sabato 14 febbraio a Genova per il Forex non hanno molto gradito che il cerimoniale della manifestazione avesse assegnato un posto in prima fila solo al presidente di Capitalia, Cesare Geronzi. Tutti gli altri erano dietro di lui ad ascoltare il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio. C'erano il presidente dell'Abi Maurizio Sella, e poi Carlo Salvatori (Unicredit), Rainer Masera (Sanpaolo), Luigi Abete (Bnl) e molti altri. A questo difetto del cerimoniale è stato posto (in parte) rimedio al pranzo ufficiale: al tavolo del governatore e delle autorià sono stati chiamati alcuni dei banchieri che erano stati sistemati in seconda fila, come lo stesso Salvatori, ma anche Matteo Arpe (Capitalia) e Giampiero Fiorani (Popolare di Lodi)".

Da Il Mondo, 27 febbraio 2004.

Postato da: orsola a 10:12 | link | commenti

18/02/2004
Organizzazione al ce...

Organizzazione al centro

I giornali di questa mattina riferiscono dell'incontro a Mirafiori (nuova Marentino, per Tropea de "La Repubblica") dell'alta Direzione FIAT con 600 dirigenti del gruppo Auto.

I tre fatti ritenuti notiziabili sono il "sorprendente italiano" di Herbert Demel, il nuovo Amministratore delegato, i tre modelli Alfa, FIAT e Lancia, che saranno presentati al prossimo Salone di Ginevra, e la struttura organizzativa centrale, denominata "Market & Network Coordination", che presidierà le attività nei principali mercati europei e svilupperà la rete commerciale e le strategie distributive di lungo periodo.

Non una ristrutturazione dunque, ma l'avvio di una nuova organizzazione "per portare i marchi FIAT, Lancia e Alfa al pieno riconoscimento del loro valore sui mercati".

Demel avrebbe intenzione, secondo "Il Sole-24 Ore", di compiere una rivoluzione organizzativa su base continentale, affidando alle business unit un maggior coordinamento trasversale dei fondamentali processi aziendali, perché possano concentrare sempre di più la loro attenzione sul cliente e sul prodotto.

Un segnale forte di inversione di tendenza, rafforzato dagli annunci giunti insieme del progetto Finmeccanica 2, anch'esso con una visione internazionale e in un settore vicino a FIAT, e del primo riassetto delle attività estere di Telecom e TIM.

C'è un ritorno a considerare nuovamente l'organizzazione come fattore strategico dopo un quinquennio di puntate su finanza e ITC, un passaggio della focalizzazione dalla microstruttura, dalla sostituzione di forza lavoro con le application killer delle nuove tecnologie, alla macrostruttura per competere nei mercati.

Questa nuova prospettiva dell'organizzare è sviluppata dai vertici aziendali, knowledge manager di lungo corso incaricati di risanamenti. Hanno come è ovvio una concezione dell'organizzazione instrumentum regni. Si muovono con la speditezza di chi è ricompensato per risultati, che vanno oltre il riequilibrio dei conti dell'azienda.

Il loro agire secondo una visione dall'alto dovrebbe connettersi ad un'altrettanta efficiente interazione dal basso. Ma, come è noto, nella maggioranza delle aziende italiane sull'organizzazione bassa mettono le mani un po' tutti, per fortuna delle performance ottenute e delle responsabilità degli enti formalmente incaricati dello "sviluppo organizzativo". Altrettanto note sono l'autonomia e la capacità esecutiva di questo.

E' molto probabile quindi che le nuove configurazioni organizzative diventino ancor più subordinate alle mosse tattiche del Top manager e si debbano attuare miglioramenti continui dei processi aziendali, punto di leva per la strategia, che la reattività al mercato non riguardi più soltanto lo sbocco dei prodotti, ma tutte le forniture di competenze e servizi nel gioco domanda-offerta-modello di business.

Ce la faranno gli uomini della funzione personale?

Postato da: orsola a 16:14 | link | commenti (6)

Sotto la soglia di p...

Sotto la soglia di povertà

(% della popolazione europea)

Tutti
Minori fino a 16 anni
Danimarca
11
4
Finlandia
12
7
Paesi Bassi
12
14
Austria
13
16
Lussemburgo
13
19
Francia
16
18
Germania
16
20
Belgio
17
17
Irlanda
18
24
Italia
19
22
Spagna
19
23
Regno Unito
19
25
Grecia
21
19
Portogallo
22
23
U. E.
17
19

Fonte: CERC, 17 febbraio 2004

Postato da: orsola a 11:10 | link | commenti

17/02/2004
Malessere lavorativo...

Malessere lavorativo

Francesco Novara è uno dei padri nobili della psicologia del lavoro italiana. Ha insegnato nelle università di Torino e di Bologna e all'estero. Ha diretto il centro di psicologia della Olivetti, fondato da Cesare Musatti, conducendo per circa quaranta anni ricerche sul lavoro e sull'organizzazione.

DARES - Direction de l'animation de la recherche, des études et des statistiques è un ente del ministero del lavoro francese. Pubblica la rivista trimestrale "Travail et emploi".

L'ultimo numero è dedicato al "mal-etre au travail", causato dalle profonde trasformazioni delle aziende bisognose di competitività e di efficienza, attivatrici di flessibilità, mobilità e precarietà occupazionale e così generatrici di patologie organizzative, che diventano stress, sovraffaticamento, spossatezza e logoramento psichico delle persone che lavorano.

Novara vi ha scritto il caso Olivetti: una descrizione delle diverse ristrutturazioni, che hanno avuto come conseguenza di far vivere "alle persone una condizione di lavoro senza continuità d'appartenenza a un organismo sociale e senza la sicurezza della protezione sociale".

L'ergonoma Solange Lapeyère in un suo saggio sulla cattiva qualità psichica del lavoro dimostra come il logoramento esprima "le tendenze profonde della cultura aziendalistica ... Lo stress è collegato all'organizzazione del lavoro, il logoramento psichico mette in gioco le componenti culturali ed etiche dell'impresa".

Numerosi sono i contributi documentali e le ricerche sui lavoratori in addestramento, sui disturbi relazionali dei processi produttivi, sulle situazioni ansiogene indotte dal modo di organizzare le aziende, in contraddizione con i "discorsi delle direzioni sulla valorizzazione delle risorse umane", come scrive un gruppo di psicoterapeuti delle patologie lavorative.

Il numero di "Travail et emploi" è prezioso per i documenti, le testimonianze, i contributi e gli autori e perché un ente pubblico vi affronta la questione della tutela della salute psichica sul lavoro, superando la visuale ristretta tradizionale della rilevanza delle sole conseguenze fisiche, organiche della cattiva qualità della vita di lavoro.

Postato da: orsola a 12:05 | link | commenti (1)

Lavoro in Europa e U...

Lavoro in Europa e USA

Andamenti annuali primo trimestre 2003/primo trimestre 2002.

A - Tasso di occupazione (in %, da 15 a 64 anni)
B - Orario settimanale di lavoro a tempo pieno (in ore)
C - Incremento del costo del lavoro (in %)
D - Tasso di disoccupazione (in %)

A
B
C
D
Italia
55,4
38,5
1,0
8,4
Belgio
59,7
39,3
2,0
8,1
Francia
62,9
37,7
3,5
9,5
Germania
65,4
39,9
2,6
9,3
Paesi Bassi
74,5
38,9
3,7
4,0
Regno Unito
71,5
43,3
3,2
4,9
Spagna
58,4
40,4
3,6
11,3
U. E. 15
64,2
40,0
2,7
8,0
USA
74,0
n. d.
3,8
5,9

Fonte: Eurostat




Postato da: orsola a 09:33 | link | commenti

13/02/2004
OPA ostile "E' un p...

OPA ostile

"E' un peccato che lei non lo voglia (discutere di un eventuale avvicinamento n.d.r.). Di fatto, il solo modo che abbiamo per agire consiste nel rivolgere a lei e al consiglio un'offerta pubblica.

Abbiamo la formidabile opportunità di creare un'azienda che coniughi la distribuzione e il contenuto. Uniremo il primo cablo-operatore degli Stati Uniti con le attività leader di Disney nel cinema, le reti di media e i parchi a tema".

Dalla lettera che il Presidente di Comcast, il quarantatreenne Brian Roberts, figlio del fondatore dell'azienda, ha inviato mercoledì a Michael Eisner, Presidente della Disney, dopo che questi ha rifiutato di negoziare l'acquisizione, lanciata con un'OPA ostile di 66 miliardi di dollari.

L'offerta sarà sottoposta il 3 marzo prossimo all'assemblea degli azionisti della Walt Disney Company. Mira a dare vita al primo gruppo dell'entertainment con un fatturato (a valori 2003) di più di 45 miliardi di dollari, scavalcando Time Warner, che è attualmente al primo posto.

Postato da: orsola a 12:20 | link | commenti

Autoefficacia Tra i...

Autoefficacia

Tra i videogame, gli home-console rappresentano il mercato più promettente con i loro 7 miliardi di dollari di fatturato a livello mondiale per il 2002.

Sempre nel 2002 sono state vendute in Europa 6 milioni di PlayStation2 + 1 milione e mezzo di Game Cube e + 1 milione e 400 mila Xbox (Reuters).

Tony Hawk's Underground è un home-console, prodotto da Activision e sviluppato da Halifax. E' il seguito e il rifacimento di una serie di elevata qualità e di grande successo.

Come tutti i videogame di questo tipo è un efficace strumento per la "rappresentazione" dell'identità umana.

I giocatori 1 o 2 in splitscreen e da 1 a 8 in systemlink possono creare il proprio personaggio - la casa produttrice dà la possibilità di apporvi il proprio volto -, quello di uno skater. Questi ha sempre skateato con i suoi amici e all'improvviso ha la possibilità di far vedere al celebre skater Chad Muska (uno dei molti realmente esistenti presenti nel gioco) di che cosa è capace e avere così uno sponsor tecnico e affacciarsi al circuito professionale. Da questo momento in poi girerà moltissime località e assieme ad Eric, un amico, cercherà di farsi onore e di raggiungere il successo.

Il gioco richiede di totalizzare un certo punteggio, compiendo acrobazie in sequenza, di difficoltà sempre maggiore, e affrontando altri tipi di impegni, come cercare oggetti o applicare le tecniche dei trick per fini secondari e guidare veicoli che vanno dalle automobili stile Fast & Furious alle limousine, ai trattori per la raccolta delle foglie.

La grande novità del gioco, è la possibilità di scendere dalla tavola e di camminare liberamente per un tempo indeterminato.

E' un'aggiunta che dà un'ampia gamma di possibilità, sfruttate con i livelli verticali, imponendo al giocatore di arrampicarsi sui cornicioni dei palazzi o di avventurarsi sui fili della corrente elettrica per raggiungere jump e rail altrimenti inaccessibili.

Uno dei fattori più importanti in un gioco che simula uno sport estremo è la quantità e la varietà di evoluzioni che si possono effettuare.

Poiché consente di vivere le esperienze che di solito si fanno nella formazione outdoor e nelle scuole di sopravvivenza, può essere utilizzato vantaggiosamente in sostituzione di esse.

Postato da: orsola a 11:38 | link | commenti

Plusvalore dallo sti...

Plusvalore dallo stile

Business Week del 16 febbraio annuncia in copertina "Designer Cars. From Munich to Tokio smart auto designers are driving sales more than eyes. Who are they? Who's got the right staff?" (Disegnatori d'auto. Da Monaco a Tokio i disegnatori di belle automobili attirano le vendite più che gli occhi. Chi sono? Chi ha il giusto riconoscimento?).

L'articolo è dedicato al valore dello stile e degli stilisti di automobili.

Il ruolo di chi disegna la linea di un'automobile diventa sempre più importante. Oggi è l'estetica di un nuovo modello, quella che i creativi chiamano la sua "personalità", a fare la differenza competitiva.

Perciò le industrie automobilistiche spendono milioni di dollari e ingaggiano i più innovativi centri stile per soddisfare il gusto dei propri clienti. E' nato un vero e proprio star system ed è in atto una guerra tra le aziende per ingaggiare gli stilisti più apprezzati a colpi di cifre astronomiche.

Di recente la Wolkswagen ha portato via Murat Guenak alla Mercedes-Benz e Walter de' Silva all'Alfa Romeo.

Intervistato da Business Week, Guenak spiega: "L'idea è che un auto non può avere un futuro di mercato se non trasmette dei sentimenti, una passione che solo un creativo sa imprimerle".

Il nuovo ruolo degli stilisti ha accresciuto anche il loro peso in azienda. Sempre più spesso la decisione di fabbricare una nuova automobile viene presa insieme a chi dovrà definirne l'estetica.

Anche nel settore dell'auto l'immagine è ormai la cosa più importante.

E perchè dovrebbe essere altrimenti?

Ma qualche riflessione potrebbe suscitarla l'annuncio dato ieri dall'Associazione dei costruttori europei d'automobili. Le immatricolazioni di vetture nuove nell'Europa occidentale nel gennaio di quest'anno sono ancora diminuite dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2003.

Postato da: orsola a 09:44 | link | commenti

Costruzione della re...

Costruzione della realtà

"Coloro che trattano la realtà esclusivamente come una costruzione del potere massmediologico, ritengono di non avere più l'obbligo di rifarsi a dati oggettivi. Pensano che la realtà sia ciò che viene percepito dalle persone.

Quando si comincia a pensare così, vuol dire ritenere di poter fare giochi di prestigio se non addirittura il gioco delle tre carte".

Da B. J., "Ferrarotti: Il governo gioca con le tre carte", La Repubblica, 13 febbraio 2004.

Postato da: orsola a 09:00 | link | commenti

11/02/2004
Indicatori economici...

Indicatori economici dell'Europa

Andamenti annuali dicembre 2003/dicembre 2002.

PIL
(%)

Inflazione
(%)

Rapporto debito
pubblico/PIL
(%)

Belgio
  0,7
1,7
105,8
Francia
- 0,2
2,4
59
Germania
- 0,2
1,1
 60,8
Italia
  0,5
2,5
106,7
Paesi Bassi
- 1,1
1,6
 52,4
Regno Unito
  2,0
1,3
 38,5
Spagna
  2,4
2,7
 53,8
U. E. 15
  0,6
1,8
 62,3

Fonte: Eurostat





Postato da: orsola a 09:40 | link | commenti

10/02/2004
Internazionalizzazio...

Internazionalizzazione dei rapporti di lavoro

Work and Employment Relations in the Automobile Industry è una raccolta di 12 saggi curata da due sociologi, Elsie Charron, francese, Ricercatrice del CNRS e componente dello Steering Committee di GERPISA (Groupe d'Etudes et de Recherches Permanent sur l'Industrie et les Salariés de l'Automobile) dell'Université d'Evry, e da Paul Stewart, inglese, Professore di Sociologia del lavoro e dell'occupazione nella Bristol Business School dell'University of the West of England e componente anche lui dello Steering Committee di GERPISA.

Il Gruppo riunisce 552 studiosi di 30 diversi paesi. E' associato all'Ecole des Hautes Etudes en Science Sociale (EHESS), è sostenuto economicamente dal CCFA, l'associazione dei costruttori d'automobili francesi, e dall'Unione Europea.

Il libro curato da Charron e Stewart è uno dei risultati del programma di ricerche su "L'industria automobilistica tra globalizzazione e regionalizzazione". E' stato appena pubblicato da Palgrave Macmillan.

Analizza l'impatto delle nuove forme di regionalizzazione sull'internazionalizzazione dei rapporti di lavoro nell'industria automobilistica. Illustra con lo studio di casi le trasformazioni degli standard occupazionali in General Motor, Toyota, Renault, FIAT e Peugeot e valuta i processi di integrazione nelle aree economiche dell'UE, del NAFTA, del Mercosur e dell'ASEAN.

I temi affrontati vanno dal ruolo dei Sindacati nel cambiamento del modello di occupazione nell'industria motoristica in Italia, alle tendenze della contrattazione collettiva europea, dalla qualità della vita di lavoro nell'industria automobilistica canadese, giapponese e statunitense alle relazioni sociali attivate dalla lean production nella componentistica inglese, dalla partecipazione dei lavoratori nei nuovi sistemi produttivi ai fattori di razionalizzazione e cambiamento organizzativo del Management.

Un ampio e documentatissimo panorama, esemplare per ricchezza di dati e motivazione di giudizio.

Un libro che ogni esperto di risorse umane dovrebbe leggere.

Postato da: orsola a 14:27 | link | commenti

Aziendalizzazione I...

Aziendalizzazione

Il tempo dell'azienda Italia, dell'imprenditore prestato alla politica, del preside manager, del cittadino cliente sta finendo. Il mito dell'aziendalizzazione, modello vincente di produttività e customer satisfaction è su tutti i giornali, nella carta geografica d'Italia, che riporta come in una nuova via crucis le ventisei principali crisi industriali del momento ed elenca le prime sette banche i cui manager sono già indagati per il crac Parmalat.

Il mito dell'aziendalizzazione ha incominciato a crollare rumorosamente con il default della più grande azienda privata del nostro paese un anno fa. Allora tutti hanno potuto vedere con gli operai che occupavano stazioni e autostrade e i top manager in pellegrinaggio dal capo del governo, a casa sua, i tumori della cattiva direzione sotto il fard della pubblicità e dei media.

Negli anni precedenti pubblicità e mass media avevano fatto a gara per indicare nel mercato senza "lacci e lacciuoli" il supremo giudice delle condotte d'impresa, superiori per afflato economico, civile e morale a quelle delle pubbliche amministrazioni e istituzioni.

I frantumi dell'efficienza aziendalistica, economica e morale, sono purtroppo non solo nelle cancellerie dei tribunali civili.

La responsabilità etica è diventata roba da cause related marketing e da certificazione di corporate social responsability. Sulla cui serietà basti ricordare il noto riconoscimento concesso alla Parmalat.

Anche sulle capacità di governo e sul rispetto delle leggi degli imprenditori prestati alla politica locale e nazionale non è necessario spendere parole.

I top manager di troppe aziende, quando non sono stati sostituiti tardivamente, dopo gravi, inoccultabili danni, continuano a fare il possibile per dimostrare quanto è fallace e miope ogni immagine della "superiorità imprenditoriale".

Sono del tutto ingiustificate quindi le aziendalizzazioni di settori della società o della macchina dello stato, che non hanno niente a che vedere con l'impresa, giustificata dal profitto. Producono la malasanità misurata dalla ricerca Giunto per conto della Caritas e denunciata dallo sciopero dei medici di ieri. Si può dissentire con questa forma di protesta perché incoerente con la professione di cura degli ammalati, ma non si può che essere d'accordo nel deplorare il fatto grave che nella trasformazione in AUSL le strutture sanitarie pubbliche hanno sostituito la loro mission. Sono passate dalla cura delle persone a quella dei conti.

Di fronte a fatti simili bisogna dichiarare fermamente il diritto dei cittadini a rilevare e condannare ogni cattiva - si badi bene, cattiva - trasformazione in caricatura d'impresa della scuola, dell'università, della ricerca, della giustizia, ecc.

Postato da: orsola a 10:18 | link | commenti (2)

06/02/2004
Strategie di risorse...

Strategie di risorse umane

Le pubblicazioni in materia di gestione delle risorse umane sono numerose. Rappresentano oltre un quinto delle pubblicazioni nei cataloghi degli editori di management in Italia, Europa e USA. Sono rari invece i tentativi coronati da successo di elaborare una visione globale delle questioni e delle conoscenze di quest'area funzionale.

Con l'ambizione di costruire un'opera di consultazione legata allo stato dell'arte e ai fondamenti scientifici della gestione delle risorse umane si è mosso José Allouche, che insegna Teoria dell'organizzazione all'Université Paris I Panthéon-Sorbonne e Management strategico all'Institut d'Administration des Entreprises (IAE), la business school della stessa Università.

Ha costituito un comitato di coordinamento, composto da suoi colleghi economisti, sociologi, psicologi, esperti di management ed è riuscito ad assicurarsi il contributo di 182 autori, specialisti di risorse umane - docenti universitari, operatori aziendali e consulenti - , funzionari pubblici, sindacalisti, con formazioni di base nelle diverse discipline delle scienze sociali e umane.

Ha realizzato l' "Encyclopédie des ressources humaines", Vuibert, Paris, 2003, il cui obiettivo è di stimolare la riflessione critica e di supportare decisioni tecniche consapevoli per una gestione integrata dell'azienda.

I contributi degli autori sono sviluppati secondo una logica transnazionale nelle quattro aree di:
- presentazione di teorie, concetti e metodi (60 saggi),
- analisi di pratiche, politiche e strumenti (90 saggi),
- dibattiti a più voci su temi chiave specialistici (12 confronti),
- rendiconti critici sui maggiori autori e scuole di pensiero (50 saggi).

Una sintesi originale, efficace, che lega la gestione delle risorse umane alle prospettive organizzative e strategiche d'impresa in modo non subalterno. Un modello da seguire di attualità e concretezza operativa.





Postato da: orsola a 12:57 | link | commenti (2)

Equilibrismi della p...

Equilibrismi della psiche

"Secret Emotions: the Feelings you dont dare share" (emozioni segrete: i sentimenti che non ti arrischi a partecipare). Il titolo dell'ultimo numero del bimestrale statunitense "Psychology Today" è inequivocabile. Quali sono questi sentimenti inconfessabili e che funzione hanno nell'equilibrio psichico è detto nell'articolo, che si appoggia alle interpretazioni della psicologia evolutiva e della psichiatria, per analizzare gli esempi del senso di liberazione provato al funerale del proprio caro, della sensazione di preferire un figlio all'altro, della consapevolezza di valutare bene una persona per il peso del suo portafogli.

Questi sentimenti sono in realtà delle collaudate strategie di sopravvivenza, che hanno garantito la conservazione della specie umana fin dal pleistocene. Siamo portati a nasconderli per il senso di colpa e di vergogna che ci prende quando pensiamo di aver fatto qualcosa che contraddice le nostre concezioni del bene e del male, dicono gli psicologi evolutivi.

Ma lo psichiatra Michael Lewis ci rassicura. Anche i cattivi pensieri fanno bene. Sono dei regolatori psichici: la vergogna previene quei comportamenti di cui potremmo pentirci successivamente.

L'articolista ci esorta ad alleggerirci comunque del senso di colpa provato ridendo delle fantasie vergognose, confessandole o cercando di dimenticarle. Come ci accade quasi costantemente.

Sono i benefici della memoria corta.

Postato da: orsola a 10:49 | link | commenti

03/02/2004
Indicatori sociali ...

Indicatori sociali

Cresce l'insoddisfazione per l'uso del PIL (prodotto interno lordo), considerato tuttora il più importante rivelatore della salute economica e, per estensione, del benessere di un paese. I casi clamorosi degli USA che hanno raggiunto l'anno scorso performances economiche superiori al +4% e della Cina che ha sfiorato il +10%, con tagli dell'occupazione e cattiva qualità della vita (non solo di lavoro) sono lì a testimoniare l'insufficienza di questo indicatore.

Da dieci anni sono in corso tentativi di correggerlo sulla base di dati sociali.

L'ONU sotto la spinta del premio Nobel per l'economia Amartya Sen nel 1990 propose un indice di sviluppo umano (HDI), una combinazione di speranza di vita, tasso di alfabetizzazione e PIL per abitante. Ha riprovato nel 1999 con un indicatore di povertà umana (HPI), che ha aggiunto allo HDI la componente "condizioni di vita", costituita da accesso all'acqua potabile, cure mediche, alimentazione.

Ogni anno il rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) elabora indicatori di progresso e regresso dello sviluppo umano, che relativizzano quelli economici e monetari delle altre istituzioni internazionali. Il paradigma dello sviluppo umano identifica le disparità di trattamento per motivi geopolitici, religiosi, razziali, etnici, di genere, economici e di appartenenza ad altri gruppi sociali.

A livello dei singoli stati nazionali è in corso l'elaborazione di strumenti alternativi per valutare la ricchezza e il benessere dei paesi.

Marc Miringoff dell'Università di Fordham (USA) ha elaborato per conto dell'Institute for Innovation in Social Policy della stessa università un indice di salute sociale, che considera le discriminazioni d'accesso al pieno godimento dei diritti alla salute, all'istruzione, al giusto reddito, al lavoro, ai consumi essenziali.

In Francia associazioni di cittadini, sindacati e ricercatori hanno elaborato e diffuso il BIP40, il barometro della disuguaglianza e della povertà, che considera le disparità reali di trattamento sul mercato del lavoro, nella percezione del reddito, del credito, dell'assistenza sanitaria.

In questi giorni l'Institut pour un dévelopment durable (IDD), situato nei pressi di Lovanio in Belgio ha presentato un indicatore d'insicurezza sociale, elaborato attraverso un'analisi degli andamenti economici e sociali del periodo 1990-2002, dal sociologo Paul Marie Boulanger e dall'economista Philippe Defeyt.

L'indicatore perfeziona e aggiorna gli indici ONU, considerando particolarmente il mercato del lavoro (numero dei disoccupati, percentuale di giovani e anziani senza impiego, lavoratori a tempo parziale, a tempo determinato, con occupazione legata a una società di lavoro interinale), i redditi, l'accesso al credito, i consumi essenziali, individuali e collettivi. Corregge il valore dell'andamento del PIL in vista delle previsioni di una sua crescita in Belgio per il 2004 e il 2005, in modo da dare una valutazione più precisa della realtà del paese.

Il tema non può essere affrontato con parametri microeconomici, o astrattamente predeterminati, né può essere ignorato, come il mutismo di imprenditori e politici mostra di fare in Italia.

Postato da: orsola a 13:03 | link | commenti

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Gli argomenti dell'ultimo mese

Andamento dell'economia 14/01; Avventura d'impresa 09/01; Big bond bang 07/01; Cacciata dalla festa 09/01; Coinvolgimento di massa 20/01; Cravatte e lifting 27/01; Customer satisfaction 29/01; E-learning deludente 30/01; Euroconsumatore 30/01; Imprenditore da bene 15/01; Intelligenza e rapidità di comando 12/01; Lavoro in Europa e USA 14/01; Ludologia 12/01; Middle Manager della media impresa 30/01; Perception Management 26/01; Politico 15/01; Popolazione dell'UE 27/01; Revisori 07/01; Ricercatori 16/01; Self employment 02/02; Sciopero dei servizi pubblici 26/01; Solidarietà commerciale 16/01; Stati di necessità 12/01; Straordinario 20/01; Sviamento dei fini 26/01; Toyota 28/01; Umane risorse 26/01.

Per approfondimenti e documentazione inviare richiesta a malfieri@irio.191.it.

Postato da: orsola a 11:59 | link | commenti

02/02/2004
Self employment Mys...

Self employment

Myst è stato uno dei più spettacolari videogame di fantascienza. Dotato di scenografie mozzafiato e di inquadrature luminose, con una grafica eccezionale, è diventato il modello ineguagliato di altri giochi, come i sequel Exile e Riven.

Uru: Ages Beyond Myst è il suo nuovo seguito, un epilogo della saga dei Mondi, dei popoli perduti, delle civiltà avanzatissime in fuga da una distruzione imminente e inevitabile, della loro riscoperta e rinascita, un videogame per PC sviluppato da Ubisoft.

Il gioco si apre in un deserto sconfinato. Alcuni archeologi vogliono scoprire le tracce dei D'ni, un popolo dalla civiltà millenaria e tecnologicamente avanzata, che poteva collegarsi ad altre epoche, usando dei "libri trasportatori".

Il giocatore è uno degli archeologi. Deve costruirsi un personaggio, dargli le caratteristiche di un profilo che potrà cambiare durante il gioco. Gioca manovrando il personaggio (uomo o donna) per mezzo del mouse e della tastiera.

Il giocatore ha successo se riesce ad avanzare, fare scoperte e a collocarsi efficacemente in un ambiente desertico o sotterraneo, dove può contare solo sulle proprie capacità e le regole di comportamento sono imposte dal caso o dagli altri.

Chi si accinge a giocare deve mettere in conto un monte ore non quantificabile in un percorso molto lungo e articolato, talvolta ripetitivo, di non facile esplorazione e dai risvolti talora inattesi che ne ampliano la durata. Si aggiunga la difficoltà di alcuni enigmi, la vastità dei siti abitati dai D'ni, il non facile reperimento degli indizi. E' un'avventura difficile, che va affrontata con l'effettiva volontà di arrivare alla fine.

Il gioco è pieno di tranelli, trucchi e inganni. Particolarmente difficili sono i puzzle di Kadish Tolesama e dell'età di Eder. Difficili, ma non impossibili da risolvere: si tratta di trovarne la chiave e la logica.

C'è una stretta interazione tra le diverse scelte e ci si trova spesso di fronte a situazioni di cui non si capisce il senso.

Quando il protagonista si salva o muore, bisogna riprendere il gioco da una posizione predeterminata e ripercorrere un tragitto a volte lungo e noioso per tornare al punto in cui è stato interrotto. Se si resta imbottigliati in un "cul-de-sac" senza via di uscita, l'unica soluzione è di ripercorrere tutto l'itinerario per tornare esattamente al punto in cui si era interrotto il gioco.

Il salvataggio avviene in automatico uscendo dal gioco. Ma al rientro ci si trova nella posizione-base di una era, sicché bisogna rifare tutto il percorso per tornare alla posizione voluta.

Il sonoro è ottimo, nell'atmosfera d'ambiente, attenta e realistica, segue ogni movimento del personaggio, caratterizza il sottofondo e le musiche delle diverse ere.

Ci sono raffinatezze grafiche come, per esempio, gli oggetti che il personaggio scansa con i piedi quando cammina.

Non ha tutta la bellezza e l'efficacia di Myst, ma vale la pena di impegnarsi. Il giocatore potrà sperimentare un efficace metodo di self-employment e divertirsi.

Postato da: orsola a 14:42 | link | commenti