Contatore

visitato *loading* volte

20/11/2009

Compromesso su presidente e alto rappresentante dell’UE I capi di stato e di governo hanno designato all’unanimità il primo ministro belga Herman Van Rompuy e l’inglese Catherine Ashton, attuale commissario al Commercio L’insistenza di Gordon Brown sulla candidatura di Tony Blair alla presidenza permanente del Consiglio europeo aveva provocato irrigidimenti e accordi a due tra i rappresentanti dei Ventisette. Non poteva venirne fuori che un compromesso, talmente poco minacciante per il mantenimento dell’attuale status quo, da non suscitare dubbi in nessuno dei grandi elettori.
Dei tre candidati della vigilia è stato designato presidente il poco conosciuto Herman van Rompuy, che ha potuto contare sull’appoggio di partenza del duo Merkel – Sarkozy, che hanno fatto una pressione così forte da suscitare le reazioni del primo ministro svedese, l’attuale presidente di turno dell’UE, a cui spetta formalmente di presentare i candidati.
La nomina di Catherine Ashton come alto rappresentante per gli Esteri e la Sicurezza comune (“Pesc”) ne è stata la logica conseguenza. Scelto un continentale e popolare, ci voleva un socialista, che compensasse il rifiuto a Blair. commissione La qualità maggiore del neopresidente, che sarà per due anni e mezzo alla testa di un gabinetto composto da 22 persone, è la sua abilità di negoziatore. Uomo dei compromessi impossibili, Van Rompuy è cattolico, intellettuale, moderato, atlantista, l’opposto del focoso Blair, che ha fatto temere agli elettori di mettersi sulla testa un presidente incontrollabile.
La baronessa Ashton è di recente nobiltà. E’ stata nominata dalla regina su proposta di Blair per poter accedere alla Camera dei Lord . Ha fatto una carriera governativa come sottosegretaria all’Istruzione e alla Giustizia e come ministra ai Rapporti con il Parlamento, prima di partire per Bruxelles nel 2008. La nomina ad alto rappresentante comprende di diritto anche quella di vicepresidente della Commissione. La sua azione sarà sostenuta da un istituendo nuovo servizio diplomatico europeo per gli affari esteri, che funzionerà con le risorse dell'Unione e degli Stati membri.
I giornali europei in grande maggioranza hanno criticato le scelte. «El Pais» ha definito i due eletti figure smorte e di basso profilo. Il «Frankfurter Allgemeine Zeitung» ha domandato se queste due personalità possono incarnare lo slancio promesso dai governi. Il «Financial Times» ha addirittura scritto che c’è da dubitare sulla capacità dei due eletti di competere con Washington e Parigi.Copyright2009©
Consiglio europeo, presidente Consiglio europeo , alto rappresentante per gli Esteri e Sicurezza ,designazione presidente e alto rappresentante dell'UE

Postato da: orsola a 11:46 | link | commenti
politica 136

19/11/2009

Ripensare la gestione delle Risorse umane La ripresa è ancora troppo debole per fermare l’aggravamento della disoccupazione, la funzione RU deve essere rinnovata profondamente L’ «Economic Outlook», diffuso dall’OECD questa mattina, scrive che la ripresa economica è ancora troppo timida per stoppare l’aggravamento persistente della disoccupazione, che non potrà cominciare a diminuire nella zona euro  prima del 2011. I dispositivi di job sharing e gli altri provvedimenti adottati dai governi per salvare numerosi impieghi nella crisi potranno frenare il ritmo di creazione delle possibilità lavorative nei prossimi mesi. La fiducia delle famiglie rimane bassa, l’economia della zona dovrebbe crescere l’anno prossimo dello 0,9% e del 2% nel 2011.
Sempre oggi Denis Cosnard spiega su «Les Echos» che l’industria mondiale stenta ad impiegare le sue enormi supercapacità e che bisogna aspettarsi una riduzione della produttività ante crisi. L’81% di saturazione del trentennio posteriore al 1975 è inimmaginabile, mentre l’utilizzazione delle fabbriche e degli impianti sta risalendo al 70,7%. Troppe aziende nell’ultimo triennio di euforia si sono lanciate ad aumentare le capacità produttive nello stesso periodo in cui quelle delle economie emergenti ingrandivano.
La sottutilizzazione dell’apparato industriale si rifletterà sull’occupazione e sui bilanci familiari.
La funzione aziendale delle Risorse umane, non è la sola, dovrà insistere sulle competenze di mantenimento e sostenere un clima di coesione interna, favorevole al funzionamento dell’attività. Se, come numerosi segnali indicano, la coesione interna dovesse essere alterata e saldarsi allo scontento e alla protesta dei rimasti senza lavoro e di altre categorie sociali, una ripresa economica debole potrebbe interrompersi e avviare una spirale di ricadute collegate.
Politiche delle Risorse umane e scelte generali di governo sono interdipendenti e possono rafforzare o indebolire l’uscita dalla crisi. Operai
Occorre attualizzare la condotta e il campo organizzativo della funzione, rimettendo in causa, se necessario, le basi di competenza e l’ispirazione di parte, come propone un dibattito avviato sulle pagine della «Revue française de gestion» da esponenti dell’Association pour la gestion des ressouces humaines, che riunisce studiosi francofoni. Il suo presidente, Maurice Thevenet, professore al CNAM e all’ESSEC business school ha scritto per l’ultimo numero della rivista, forte di uno «speciale» sulle produttività del potere, un articolo intitolato «Crise et GRH».
Ricorda che la gravissima crisi economica mondiale ha reso fallaci le finalità stesse che l’entità organizzativa presidia. Se in un primo momento si può cercare di gestire al meglio le conseguenze della crisi sulle persone, in un secondo tempo bisognerà rivedere le ipotesi di base su cui la funzione è costruita.
Gli aspetti su cui dovrà concentrarsi la riflessione sono la necessità di abbandonare l’illusione di riprodurre la gestione delle Risorse umane con la strumentazione e focalizzarsi sul sostegno alle persone nell’azienda, puntando sul miglioramento del clima e sullo stimolo all’innovazione a tutti i livelli. Solo per questa via si possono trovare i sistemi migliori per assicurare l’aggiustamento nel tempo di persone e attività e la gestione delle Risorse umane può tornare ai fondamenti dell’economia aziendale e dell‘antropologia.
La missione diventerà allora quella di fare produrre risultati a una collettività di persone e non una cassetta d’attrezzi per la manutenzione.
L’ «Economic Outlook» dell’OECD ha ribassato all’1,1% per l’anno prossimo e all’1,5% per il 2011 le previsioni, che la Commissione europea aveva formulato il mese scorso per l’Italia e ha calcolato che la disoccupazione (ufficiale) salirà fino all’8,5%.
In un paese, che avrà allora il debito pubblico al 120% del PIL, non scatenare un peggioramento del clima generale richiede il concorso di tutti quelli che hanno a che fare con i lavoratori, a cominciare da chi ha la responsabilità di mantenere almeno la coesione tra produttori sul posto di lavoro.Copyright2009©irio Gestione delle Risorse umane, disoccupazione, crisi economica, mission delle Risorse umane, processi aziendali, ripresa economica

Postato da: orsola a 16:29 | link | commenti (1)
gestione e sviluppo 260

Edvard Munch, "Separation II", 1896, litografia.

Postato da: orsola a 11:15 | link | commenti

Il bisogno di divenire ciò che si è costituisce l'aspetto caratteristico della vita moderna e di questa sola. La modernità sostituisce la determinazione della posizione sociale con l'autodeterminazione compulsiva e obbligatoria.


Zigmunt Bauman:
"Individually, together"(Individualization), 2002.

Postato da: orsola a 09:51 | link | commenti

18/11/2009

$ 500 milioni di scuse da Goldman Sachs Il 3% del monte remunerazioni 2009 sarà messo a disposizione di 10.000 piccole e medie aziende per superare la recessione Negli ambienti finanziari internazionali Goldman Sachs è soprannominata «Goldmine Sachs», la miniera d’oro Sachs. Il Financial Times precisa che nel terzo trimestre ha avuto 36 giorni in cui i suoi trader hanno guadagnato più di 100 milioni di dollari al giorno. Ieri Lloyd C. Blankfein, il CEO della banca, che ha come principale azionista Warren Buffet, ha chiesto scusa ai clienti per gli errori commessi durante la crisi e ha annunciato che l’azienda metterà a disposizione di 10.000 imprese minori una somma di 500 milioni di dollari: 200 per la formazione d’aula, al business, al management, per il mentoring e il networking sul lavoro,  300 in conto capitale, come prestiti e donazioni.
La cifra, ha spiegato, costituisce circa il 3% dei $ 16 miliardi 700 milioni, che quest’anno saranno pagati per remunerazioni a tutti i dipendenti.
L’annuncio è stato accolto dalle critiche di quei giornali, che considerano Goldman Sachs il «grande vampiro che succhia il sangue dell’umanità», ma il management ha ribadito che l’iniziativa vuole contribuire alla ripresa economica degli USA e non va confusa con le pubbliche relazioni.
Il contributo economico sarà concesso da un advisory council, guidato da Blankfein, Buffet e Michael Porter, che avrà 13 componenti dello stesso prestigio.
Il primo programma di formazione d’aula sarà tenuto presso il La Guardia community college di Qeens a New York.
La banca è stata la prima a uscire dalla crisi e ad annunciare, già a ottobre dell’anno scorso, retribuzioni e bonus stratosferici, che hanno costituito l’elemento principale di una politica delle Risorse umane, che seleziona, forma e paga il meglio dei giovani laureati, degli esperti e dei manager finanziari reclutabili sul mercato del lavoro mondiale. L’immagine di Goldman Sachs, nonostante le tante iniziative benefiche, le star della finanza di cui si circonda e gli eccezionali risultati di bilancio, è ancora negativa.

Lunedì una marcia di protesta ha manifestato contro i bonus dati ad Andrew Stern, il presidente della Service employees international union e Blankfein si sta avvalendo della consulenza dell’agenzia di p.r. Brunswick per tentare di migliorare la reputazione della Goldman Sachs, dopo l'infortunio dell'intervista al Sunday Times, in cui ha avuto a dichiarare che le banche hanno un ruolo sociale e che la sua, in particolare, lavora al servizio di Dio. Copyright2009©irio Goldman Sachs, rilancio della piccola e media impresa, formazione manageriale, mentoring, networking

Postato da: orsola a 17:56 | link | commenti (1)
economia 137

Migliorare il rapporto tra mezzi e fini «Rabbids go home», il videogame di Ubisoft, è il tentativo di costruire una montagna per andare sulla Luna Per raggiungere un obiettivo ci vogliono risorse, sufficienti e idonee, un programma e un sistema di regolazione e controllo appropriato. Le alternative a questi principi elementari di organizzazione sono rappresentate dalla casualità dei risultati, dalla perdita d’efficienza, dagli interventi d’emergenza lungo tutta la filiera produttiva, con stress lavorativo e altre anomalie operative.
La storia di «Rabbids go home» è emblematica del lavorare male, ha risvolti comici, che richiedono aggiustamenti. Due coniglietti sono colti dall’improvviso desiderio d’andare sulla Luna per riposare tranquilli, lontano dai rumori della città e s’immaginano che per realizzare il loro obiettivo sia sufficiente costruire una montagna abbastanza alta, mettendo l’uno sull’altro gli oggetti che trovano.
Attrezzati con un carrello della spesa, di quelli da supermercato, i due vanno in giro a riempirlo con tutto quello che pensano sia utile per la costruzione. Nella loro caccia al materiale ne fanno di tutti i colori, con risultati esilaranti, dallo spogliare le persone, lasciandole in biancheria intima per strada, al provarsi a spedire un oggetto grandissimo attraverso lo scarico del water.
Il compito dei giocatori è quello di guidare le due bestiole fornite di carrello in vari ambienti, dove sia più probabile trovare quello che serve, d’individuarlo tra tanto ciarpame inutile e di caricarlo sul mezzo per aggiungerlo al mucchio degli oggetti già messi sul posto.
Le operazioni da compiere sono semplici, ma le situazioni ambientali presentano complicazioni e la ricerca del materiale da costruzione richiede di superare livelli di difficoltà crescente e di affrontare numerosi ostacoli.
L’esperienza di gioco fa apprendere comportamenti che aumentano l’efficienza personale, usando a complemento dei tasti performanti lo stick che agisce sul carrello e l’onda d’urto delle urla dei coniglietti.
Il gioco termina nel tempo stabilito, quando la montagna raggiunge la massima altezza consentita dalle scelte fatte. Il risultato è registrato dal sistema di controllo.
«Rabbids go home» è un supporto divertente d’apprendimento, che fa leva su una grafica efficace, di grande qualità, su personaggi simpatici, scenette comiche e ambienti imprevedibili, ricchi di particolari e animazioni. Proprio a questi è affidata la funzione di sollecitare la reattività e l’appropriatezza delle scelte, mentre i due coniglietti servono a sdrammatizzarle e a riportarle alla normalità con la loro ingenuità.
L’accompagnamento musicale, ispirato a Emir Kusturica, segue i protagonisti, sottolinea la frenetica azione. Progettato da Michael Ancel, edito da Ubisoft, può essere giocato, da soli, a due e in multiplayer, su Wii e Nintendo DS .copyright2009©irio Rabbids go home, videogame

Postato da: orsola a 13:36 | link | commenti (2)
formazione 112

17/11/2009

Passioni irrefrenabili Il film «Gli abbracci spezzati» di Pedro Almodóvar rappresenta storie di coppie legate da bisogni psicologici e scambi affettivi di diverso tipo, intensità e durata I bisogni che le persone intendono soddisfare con l’amore, il lavoro il potere sono diversi, come i tipi di scambi e di figure sociali che vi sono connessi. Sono spinti però da una carica energetica, che fa tendere una persona verso un’altra, scelta come strumento di rapporto affettivo, di autorealizzazione, d’influenza, per raggiungere gli scopi che si propone.
Lo scambio affettivo nell’amore serve a superare la resistenza attiva o passiva altrui e a instaurare reciprocità più o meno equilibrate. La competenza nel lavoro può essere la base dell’autonomia professionale e del miglioramento continuo delle proprie opere. I modi adottati per raggiungere gli obiettivi e conquistare il consenso legittimano e regolano nel potere le possibili iniziative, l’autorità, la responsabilità.
Chi ama ed è riamato si trova al centro di un’interazione progressiva di sviluppo affettivo. Chi ha scelto una persona come oggetto ideale d’amore, se non è riamato o è respinto è spesso preso dalla tentazione di distruggere quell’insostituibile strumento di soddisfazione del proprio unico, insostituibile bisogno psicologico.
Chi non riesce a fare il lavoro per cui si è preparato a lungo può deprimersi e diventare aggressivo nei confronti di tutti quelli che, a torto o a ragione, ritiene gli abbiano negato il diritto alla soddisfazione delle proprie attese.
Il potente che si rende conto dei limiti del potere può tentare di forzarli, spesso al solo scopo di avere manifestazioni di obbedienza e di compiacimento, che possono fermarsi alla dichiarazione di disponibilità o, al contrario, può ostinarsi  nel volere controllare fino a che punto può spingersi per ottenere.
Amore, lavoro e potere sono spesso embricati in molte relazioni e finiscono con il diventare nidi di vipere, che provocano distruzione e autodistruzione.
Il film di Pedro Almodóvar «Gli abbracci spezzati» (Los abrazos rotos) mette in scena il dramma d’amore del potente uomo d’affari Ernesto Martel (José Luis Gomez), che tenta d’avere per amante la sua bella segretaria Lena (Penelope Cruz), approfittando, prima, del fatto che è disposta a prostituirsi per avere il danaro necessario all’operazione del padre morente, poi, usando la sua ricchezza e la sua posizione a fare scattare la riconoscenza della giovane e a farla convivere con lui, finchè questa  non conosce il regista Mateo Blanco (Lluis Homar), che l’ingaggia come attrice per il film «Chicas y maletas».
Mostra poi il nascere dell’amore tra la neoattrice e il regista, il Martel, che s’improvvisa produttore cinematografico per controllare Lena, i litigi e l’abbandono di questa, la vendetta dell’uomo d’affari.
La sovrapposizione di storia d’amore e film del film sono l’altra parte di «Gli abbracci spezzati», che prosegue con la fuga di Lena e di Mateo a Lanzarote, in un posto vicino alla spiaggia di Famara, seguiti dal figlio del potente per controllare e filmare quello che fanno.
La quarta e ultima parte è la pubblicità sui giornali di «Chicas y maletas», che non era stato montato, l’intenzione di regista e attrice di tornare a Madrid per evitare lo scempio della loro opera, un incidente d’auto, che uccide la giovane e rende cieco il regista.
Mateo cambia nome, assume quello di Herry Caine e si dà alla letteratura. Nella parte finale del film riconosce il figlio avuto da Judit Garcia (Bianca Portillo), direttrice di produzione, con lui rifà il montaggio della pellicola  e aiuta il giovane a diventare da disc jockey sceneggiatore e regista.
Il film di Almodóvar ha una struttura teatrale per scene e quadri, l’andamento di un’opera di Alain Resnais, una suspence da giallo. E’ molto ben tessuto. Penelope Cruz è una brava interprete, Lluis Homar è un po’ troppo aderente al ruolo. Le emozioni dell’amore, del lavoro e del potere trionfano.Copyright2009©irio Gli abbracci spezzati, Pedro Almodovar, emozione, passione, amore, lavoro, potere

Postato da: orsola a 18:01 | link | commenti (4)
societa 294

Ottimismo sull’uscita dalla crisi mondiale Il barometro trimestrale di BVA, realizzato in 24 paesi, rileva che il morale di Americani, Brasiliani e Cinesi è in rialzo, quello di Italiani, Francesi, Islandesi, Rumeni e Messicani tende al peggio L’ottimismo della popolazione mondiale sull’uscita dalla crisi tende ad aumentare, ci sono però forti differenze tra i paesi nel valutare le situazioni economiche nazionali, i redditi familiari, la capacità dei governi,  l’affidabilità delle banche e delle borse. Lo rileva il barometro trimestrale BVA-WIN, fatto per conto del quotidiano «Les Echos», in 24 paesi d’America, Asia, Australia ed Europa.
Il morale degli USA, che era al più basso livello in aprile, è considerevolmente migliorato, quello di Brasile, Russia, India e Cina (il BRIC), sia pure con accentuazioni maggiori in Brasile e Cina, è mediamente alto. In Europa e nel G7 tende al pessimismo. 020222877220_webLe domande che più differenziano nelle valutazioni sono quelle sulle tendenze prossime delle economie nazionali, sui bilanci familiari, sulle capacità dei governi a gestire la situazione recessiva.
Il 33% dei Cinesi ritiene che la situazione economica del loro grande paese è in miglioramento, il 46% che resta uguale, il 18% che va deteriorandosi. Sono ottimisti il 31% dei Brasiliani, il 30% degli Americani e degli Indiani, il 25% dei Russi. Alle valutazioni di questo gruppo di ottimisti si contrappongono i paesi fortemente pessimisti, come la Francia, la Spagna, il Giappone e i Paesi Bassi.
L’Italia ha ottimisti il 19% di quelli che rispondono al sondaggio, il 47% che ritiene che la situazione economica resterà uguale e il 32% che si deteriorerà. Le risposte, dice il sondaggio sono in forte peggioramento rispetto ai barometri di aprile e agosto e in lievissimo miglioramento rispetto alla rilevazione trimestrale di agosto.
Le previsioni sull’andamento dei bilanci familiari vedono la situazione del quintetto di testa (USA + BRIC) sostanzialmente immutata, con un balzo al vertice degli Americani, decisamente ottimisti per il 36% e l’avanzata della Russia con lo stesso valore positivo.
Le risposte dei paesi del G7 e dell’Europa sono mediamente migliori in quelle sulle economie nazionali e crolla il Giappone, fortemente pessimista.
L’Italia, invece, vede nero. Solo il 15% ritiene che i redditi familiari aumenteranno nei prossimi 12 mesi, il 66% che resteranno uguali e il 16% che peggioreranno.
La fiducia nelle capacità del governo vede una discesa degli USA e della Russia, una buona tenuta della Cina, del Brasile e dell’India.
L’Italia si pone appena sopra la media del G7, segnando su una scala da 1 a 10 un livello di fiducia medio di 4,7 punti, allo stesso livello degli USA e sotto la media dei 24 paesi.
In generale sono valutate basse l’affidabilità delle banche e delle borse. Qui la Cina distacca Brasile, Russia, USA e mostra di avere i cittadini più ottimisti.
Gli Italiani esprimono poca fiducia nelle banche, collocandole a 4,9 punti, sotto la media dei 24 paesi e del G7, mentre la percezione della borsa, a 4,2 punti, corrisponde alla media generale ed è superiore a quella del G7.
Copyright2009©irio Barometro trimestrale BVA, uscita dalla crisi, valutazione dell'andamento economico, bilanci familiari, fiducia nel governo, solidità delle banche, andamenti di Borsa

Postato da: orsola a 12:41 | link | commenti (1)
economia 137

16/11/2009

Più che quintuplicata la produzione scientifica cinese In dieci anni, superati Giappone, Regno Unito e Germania, la Cina è alle spalle degli USA e cresce ancora Nel 1998 i ricercatori cinesi avevano pubblicato i risultati di 20.000 studi scientifici. Nel 2008 le pubblicazioni sono state 112.000, cinque volte e mezzo di più. Nello stesso periodo i ricercatori americani hanno aumentato le loro pubblicazioni da 265.000 a 340.000 all’anno, con una crescita del 30% circa.
Il tasso d’incremento è stato nettamente superiore a quello del Giappone, del Regno Unito, della Germania e di altri paesi, come la Francia , il Canada e la Russia, cresciuti in media del 15%. La produzione scientifica cinese è risultata così seconda solo a quella americana, ma la tendenza all’aumento continua e minaccia di fare diventare tra dieci anno la Repubblica popolare la prima potenza del mondo nella R&D.
I Cinesi sono particolarmente focalizzati sulle scienze matematiche, fisiche, ingegneristiche e tecnologiche, in particolare sulla scienza dei materiali, sulla chimica e sulla fisica.
Il bilancio tracciato da Thomson Reuters, lo specialista canadese dell’analisi bibliometrica, è ricavato dagli elenchi di Web of Science, che raccoglie i dati grezzi di tutti i lavori accademici. Conferma ciò che molti già intuiscono: la Cina sta diventando sempre più un gigante della ricerca scientifica.
Thomson Reuters ricorda nel suo rapporto che la Cina ha più di 1.700 istituiti di educazione superiore, che sviluppano l’attività di laboratorio in misura notevolmente più rapida di quanto non è possibile alle analoghe organizzazioni europee e nordamericane.
Fino dalla riforma economica del 1978 la Cina ha incrementato l’attività di R&D, mirando ad essere la seconda potenza economica del mondo dietro gli USA e circa 39.000 pubblicazioni del 2008 sono il frutto della collaborazione con l’America, che è adesso il paese che collabora all’ 8,9% della ricerca cinese, seguito dal Giappone con il 3%. Altri dodici paesi, fra cui l’Italia, partecipano a questa produzione scientifica. La nostra partnership scientifica vale un modesto 0,48% ed è attuata per mezzo dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Ha realizzato 930 pubblicazioni.
Con queste collaborazioni e i suoi notevoli investimenti la Repubblica popolare è arrivata a rappresentare tra il 10% e il 20% di tutta la ricerca mondiale.
Copyright2009©irio Cina, R & D, pubblicazioni scientifiche ,partnership Cina-mondo

Postato da: orsola a 15:15 | link | commenti
competitivita 92

Contro la fame nel mondo Più di un miliardo di persone soffre di malnutrizione e denutrizione 642 milioni di abitanti dell’Asia e dell’area del Pacifico, 265 milioni dell’Africa subsahariana, 53 milioni dell’America Latina e dei Caraibi , 42 milioni del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, 15 milioni dei paesi sviluppati soffrono la fame e la sottoalimentazione. c260913c-d27f-11de-9cb8-4c796a112ba5Il vertice mondiale della FAO, che si apre oggi a Roma con la partecipazione di una sessantina di capi di Stato e di governo (ma non i rappresentanti del G8), avrebbe dovuto trovare un modo comune per combattere l’immane tragedia, rappresentata dalla morte per fame di un bambino ogni cinque secondi nel mondo, ma finirà solo con una dichiarazione d'intenti in cinque punti.
ll summit sulla sicurezza alimentare è il quinto in 13 anni. Nel giugno del 2008 i paesi membri della FAO s’erano impegnati a ridurre della metà entro il 2015 il numero delle persone che soffrono la fame. Erano allora 850 milioni, sono aumentati a oltre un miliardo. A luglio all’Aquila il G8 aveva promesso di contribuire con 20 miliardi di dollari in tre anni per soccorrere le popolazioni affamate. Niente di tutto questo è stato fatto finora.
Contro i 7 miliardi di dollari, attualmente a disposizione del Programma alimentare mondiale dell’ONU, la FAO ha calcolato che ne servirebbero 44 e il pianeta dovrebbe aumentare del 70% la produzione di cibo.
In compenso gli sprechi alimentari nei paesi ricchi vanno crescendo e quelli che avevano promesso di finanziare i programmi di aiuto e sviluppo hanno versato poco più della metà del contributo stabilito.Copyright2009©irio FAO, vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, fame nel mondo 

Postato da: orsola a 11:56 | link | commenti
societa 294